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Sabato e domenica al Teatro Comunale La resistibile ascesa di Arturo Ui, di Bertold Brecht con Umberto Orsini

Gen 23rd, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Per la Stagione di Prosa del Teatro Comunale di Belluno, organizzata da Tib Teatro per la direzione artistica di Daniela Nicosia, in collaborazione con il circuito regionale Arteven, è in arrivo sabato 26 e domenica 27 gennaio alle 20.45 la sontuosa edizione di La resistibile ascesa di Arturo Ui, di Bertold Brecht, per la regia di Claudio Longhi e la magistrale interpretazione di Umberto Orsini, affiancato da un efficacissimo cast di 10 bravissimi giovani attori.

teatro umberto orsiniSpettacolo di punta della programmazione 2013 del Comunale, premiato dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro, questa edizione dell’Arturo Ui, rappresenta l’esempio di un’eccellenza meritoria nel panorama teatrale italiano. Operazione densa di senso e prospettive, ancor più oggi che i manierismi e le ortodossie sono venute meno, si può cogliere, in questo allestimento, l’afflato davvero classico, e attuale di Bertolt Brecht il cui pensiero politico si dipana in una azione in cui a vincere è il teatro!

Buffa e mordace parabola satirica sulla corruzione del potere, La resistibile ascesa di Arturo Ui racconta la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita, per invenzione dell’autore, in una coeva Chicago in cui l’industria magnatizia del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra del gangster Arturo Ui, satirico “alias” di Adolf Hitler, e ricostruisce la tragicomica epopea di un trust scalcagnato in una città corrotta, ammiccante alla situazione economico-politica in dissesto nella Germania dello stesso periodo.

Il piglio è ironico, sagace ed «epico» al contempo, e lo spettacolo asseconda l’ispirazione grottesca dell’opera, conferendogli una straordinaria dimensione circense.

Il bellissimo testo, è un’allegoria, neanche troppo velata, che Brecht dedica, dall’esilio in Finlandia nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, all’ascesa di Adolf Hitler e del nazionalsocialismo, rintracciandone le origini economiche. Sceglie Chicago, la crisi del 29, i meccanismi del Trust e dell’alta economia, per raccontare come siano stati proprio il capitale e la legge di mercato a favorire l’avvento del nazismo, ci parla con franchezza e freschezza mantenendo vivo quel “godimento” tutto teatrale di un lavoro divertente e coinvolgente, sostenuto da un ritmo indiavolato e da una sana alchimia di canzone, musica dal vivo, recitato, movimento scenografico e coreografico.

Claudio Longhi coglie a pieno la carica morale (e non moralistica) di Brecht, rendendo tutto questo spettacolare, centrando cioè l’assunto del drammaturgo che definisce quest’opera una “farsa tragica”, da cui la scelta formale del musical-cabaret per aggiungere peso all’allegoria, per affinare il grottesco.

Lo stesso valga per gli elementi scenici, i cavoli (denaro) di cui si parla fin dal principio e che sono sparsi per il palco, insieme alle classiche casse da trasporto ortofrutticolo, che sovrapposte e inondate di una certa luce diventano rapidamente grattacieli, ossia simboli del cui impero sono fondamento. Sullo sfondo il pericolo della politica asservita al capitale, ma anche il senso della cospirazione e del tradimento con cui il potere alimenta sé stesso, attingendo a Shakespeare dal Riccardo III e al monologo più famoso del Giulio Cesare, che ascoltiamo prima per bocca di Ui. Umberto Orsini, mette in campo tutta la sua sapienza attorale. Vederlo mutare dal goffo gangster Arturo al retorico e shakesperiano “attore” fino al dispotico leader senza scrupoli è un momento di grande teatro: lui gioca, e lo sa, e il pubblico è incantato al suo gioco.

In questo Brecht c’è spazio per L’opera da tre soldi e per il Giulio Cesare di Shakespeare, per Karl Valentin e Luchino Visconti: «questo Arturo Ui potrebbe segnare una rinascita del teatro di Brecht, a 55 anni dalla morte dell’autore. Non più solo militanza (come era negli anni Sessanta), non più solo forma (come era diventato in stagioni più recenti), né tendenziosa retorica, ma sostanziale rigenerazione dall’interno: con il gusto di un teatro fortemente civile.»

Regia Claudio Longhi Interpreti Umberto Orsini, Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis, musiche originali Hans-Dieter Hosalla scene Csaba Antal costumi GianlucaSbicca

Info e prenotazioni Tib Teatro 0437943303- dal lun. al ven. 10-13 e 15-17

Ritiro Biglietti:  Teatro Comunale sabato 26 e domenica 27 gennaio 11-13 e 17-20

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