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Montagna dell’Alpago. Le precisazioni di Carlos Zanon, presidente della Regola del Monte Salatis

Gen 22nd, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Carlos Zanon, presidente della Regola del Monte Salatis, interviene per far chiarezza sulla questione della montagna in Alpago, e per precisare alcuni passaggi del Comitato WWF pubblicati dalla stampa locale.

Carlos Zanon

Carlos Zanon

La legge Regionale n. 26 del 1996, modificata dalla Legge n. 13 del 2012, all’art. 7, co.1, recita: “Fermi i vincoli di inalienabilità, indivisibilità ed inusucapibilità ed assicurando comunque al patrimonio antico la primitiva consistenza agro-silvo-pastorale, le Regole possono modificare la destinazione di singoli beni di modesta entità, per consentirne l’utilizzazione abitativa, diretta e personale, da parte dei regolieri o, eccezionalmente, l’utilizzazione a fini turistici, artigianali, per coltivazione di cave o per la realizzazione di opere pubbliche”. Per legge, quindi, la coltivazione di cave è possibile anche sui terreni Regolieri.

Per quanto riguarda la gestione della cava di marmorino in località Marera la Regola del Monte Salatis, assieme al Comune di Chies d’Alpago, ha firmato nel 2012 il subentro al contratto esistente con la società Nuova Ima Mineral srl. In questo caso non vi è stato rinnovo della concessione, come erroneamente ritenuto dal comitato, trattandosi invece di un subentro in un vecchio rapporto giuridico.

È interessante la proposta di dimezzare la cava e aumentare gli introiti per la Regola del Monte Salatis, magari anche per il Comune di Chies, me la segno. Non so dire quale sia il valore del materiale estratto, non si tratta di un’informazione facile da avere, immagino però che la proposta fatta a suo tempo, quando la Regola non era ancora ricostituita, sia stata supportata da dati e informazioni di mercato certificati o comunque dati attendibili. In caso contrario la proposta, come dice mio figlio che ha 6 anni, non vale. Trattandosi comunque di un subentro, il corrispettivo allora pattuito non poteva essere modificato. Sta di fatto che il materiale pregiato si trova a circa 1000 metri sul livello del mare e il primo casello autostradale utile è a circa 20 km di strada di montagna, lo ammetto, stiamo perfezionando il teletrasporto con un’agenzia internazionale, ma per ora ci accontentiamo della vecchia gomma….(ahimè).

La Regola del Monte Salatis si è ricostituita per ottenere le briciole dello sfruttamento del prezioso marmorino, come sostiene il comitato? Non so rispondere a questa domanda, io non c’ero, sono presidente dal 2010, mi informerò chiedendo a chi c’era. Sta di fatto che il riconoscimento di una proprietà collettiva è una cosa seria, dietro ci sono almeno un paio di secoli storia, cultura e tradizioni e che, grazie ad una legge regionale, vengono finalmente ricondotti in un organismo riconosciuto.

Ammetto, il transito dei mezzi pesanti è un problema per la parte bassa dell’Alpago e la cosa forse è stata sottovalutata. Negli ultimi anni però qualcosa è stato fatto e tutti hanno collaborato per ridurre il disagio. Questo disagio vediamolo come la conseguenza delle politiche per la montagna, tutta la montagna, ovvero, visto che nessuno ci aiuta….ci stiamo arrangiando. Faccio sapere, per chi non lo sapesse, che le opere di presa dell’acquedotto che porta l’acqua a Lavina e Borsoi (Comune di Tambre), Puos d’Alpago e Farra d’Alpago sono state costruite sul Patrimonio Antico della Regola del Monte Salatis e, sembrerebbe, queste opere non hanno un padrone….nessuno ci riconosce un misero obolo per lo sfruttamento della risorsa più importante: l’acqua…ma si sa l’acqua e di tutti! Vabbè la montagna è di tutti, l’acqua è di tutti….ma per mantenere quello che è di tutti, noi dobbiamo arrangiarci, alla faccia dell’aiuto alla montagna.

Sulla questione discarica non mi risulta che nessuno abbia quell’intenzione, il progetto di cava prevede il ripristino del terreno con determinate prescrizioni. Forse chi afferma cose diverse non ha visto il progetto della cava che non è un buco nella montagna, (chiamatelo vulnus o come vi pare) bensì una diversa rimodellazione del terreno ottenuta asportando il materiale ma non lasciando “buchi”. Sul piano tecnico, un eventuale ripristino alla morfologia precedente con rifiuti, viste anche le pendenze attuali, la vedo cosa assai ardua, più facile raddrizzare la Torre di Pisa. Tuttavia chiunque venga a sapere (veramente, no bugie) che c’è l’intenzione di portare dei rifiuti nella cava è pregato di avvisarmi: regoladelmontesalatis@gmail.com.

In merito all’asfaltatura delle piste forestali faccio solo una considerazione: le piste in ambiente montano con pavimentazione in materiale arido detto “stabilizzato” sono soggette, visto che sono in ambiente montano, a una continua erosione causata dalle piogge e dalla neve; questo ne comporta un notevole deterioramento e quindi necessitano di una frequente manutenzione che, visto che schèi non ghe né, qualcuno mi spieghi chi la paga. Personalmente anch’io sono per una pavimentazione più naturale e come amministratore e con responsabilità (se esiste ancora questo concetto) mi sento di chiedere un aiuto ai cultori dell’ambiente che nel loro tempo libero, immagino ne abbiano tanto, invece di dedicarsi ai propri interessi, vengano lungo le strade forestali, armati di pala e piccone, per mantenerle pulite ed efficienti, come dev’essere una strada forestale (e non un sentiero). Le strade forestali sono per il nostro bosco una infrastruttura fondamentale per consentire il taglio della legna in condizioni ottimali di sicurezza ed economicità. Mi sembra superfluo dire che il bosco è la principale risorsa delle Regole.

Mi soffermo su una questione di cultura, si, cultura che non ha chi ha scritto l’articolo sul sito bellunopress. La Regola del Monte Salatis è una associazione tra famiglie originarie discendenti dagli antichi originari contitolari di beni agro-silvo-pastorali. È una organizzazione montana concorrente alla tutela dell’ambiente ed allo sviluppo socio-economico del territorio montano…..i componenti della Regola sono detti Regolieri e non “regolani”.

Le Regole, pur afferendo al diritto privato sono una gestione collettiva a favore di più cittadini e pertanto il laudo o statuto, i regolamenti e le loro modificazioni, la elezione degli organi, i bilanci, le deliberazioni di modifica, anche temporanea, della destinazione dei beni costituenti il patrimonio antico; gli elenchi e le deliberazioni concernenti i fuochi famiglia o nuclei familiari vanno pubblicati all’albo pretorio del Comune sede della Regola. Sono pertanto tutti atti pubblici quindi consultabili da chiunque ne abbia voglia e tempo; tempo sicuramente i nostri amici tutori dell’ambiente ne hanno tanto e sapranno ben come impegnarlo, ovviamente dopo aver effettuato la corretta manutenzione delle piste forestali della Regola.

Carlos Zanon – Presidente pro-tempore della Regola del Monte Salatis

 

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