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La regola dei schèi * intervento dei comitati ambientalisti dell’Alpago

Gen 20th, 2013 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

euroCome si concilia l’esistenza di una cava da un milione di metri cubi con la salvaguardia dell’ambiente? Il consumo di territorio con il mantenimento dell’ambiente? La Legge Regionale sulla ricostituzione delle Regole ammette che all’interno dei territori regolieri possano svolgersi attività tradizionali artigianali, non industriali. Sarebbe logico che una Regola degna di questo nome, nel caso avallasse -come ha fatto- un’attività estrattiva all’interno dei propri territori, pretendesse una riduzione di scala e una remunerazione consona. Ma è ragionevole esigerlo da una Regola come quella del Monte Salatis, ricostituitasi solo in seguito alla possibilità di ottenere le briciole dello sfruttamento del prezioso marmorino di Marera? In occasione del rinnovo della concessione per la coltivazione della cava, venne proposto all’Amministrazione Comunale di Chies e alla Regola di portare avanti un’istanza di riduzione a un decimo dei volumi e di una decuplicazione degli introiti per metro cubo asportato, dal momento che gli stessi concessionari sottolineavano il pregio del materiale estratto. Proposta inascoltata e concessione rinnovata, probabilmente perché’ non tutti hanno le risorse per arrivare per via giudiziaria ad un esito simile a quanto è avvenuto in Valle del Mis, relativamente allo sfruttamento idroelettrico.

Questi paladini dell’ambiente dovrebbero guardare un po’ più in là del loro naso, peraltro collodiano, e considerare l’impatto che attività del genere hanno non solo sui loro appezzamenti, ma sull’intera conca dell’Alpago, con enormi bilici in transito che obbligano a continui interventi di manutenzione delle strade provinciali interessate ( di questi giorni la notizia dell’ennesimo cantiere sulla provinciale delle Coste),che hanno obbligato proprietari di edifici che insistono sulla SP 422 ad interventi a proprie spese per la messa in sicurezza degli edifici compromessi dall’impatto vibrazionale del traffico veicolare pesante. Forse qualche regoliere ha guadagnato anche da questo? E quando negli anni il vulnus alla montagna sarà sufficientemente ampio, troveranno il modo di far soldi magari con una bella discarica a 1000 metri, perché no, di rifiuti speciali…

Ma almeno se ne stessero buoni e zitti; ma no, rivendicano la paternità di interventi perlomeno discutibili, come la parziale asfaltatura del sentiero che da Cate conduce a Casera Pian de le Stele, dopo che un giovane ed autentico regolaio aveva minacciato addirittura di incatenarsi per fermare lo scempio, in caso un intervento simile fosse stato attuato. Forse la sua manifestazione nonviolenta è sfuggita alle cronache? Ma si sa che il denaro lenisce ogni pena…

E invocano, per buona misura, anche il contributo dell’ente locale, che dallo sfruttamento della cava ben poco introita, mentre nulla è dato conoscere dei ricavi della Regola, essendo soggetto di diritto privato non costretto alla trasparenza e pubblicità del bilancio.

Rileggiamo Pinocchio….

Comitato Traffico Pesante

Gruppo Ambiente Alpago

WWF Alpago

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