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Successo domenica al Museo etnografico di Serravella per la giornata “da un seme può nascere un mondo”

serravella pubblicoSala straripante di persone nonostante il maltempo e molto interesse per la presentazione del progetto “da un seme puo’ nascere un mondo”, domenica 13 gennaio al Museo etnografico di Serravella.

Si tratta del primo di una serie di incontri finalizzati a costruire una serie di iniziative e a mettere in rete una miriade di sensibilità, di persone desiderose di impegnarsi in prima persona in difesa della biodiversità, del paesaggio, dell’ambiente, della salubrità, e del condividere, delle relazioni.

Un progetto che deborda dal Feltrino e coinvolge anche gruppi e realtà per lo più di giovanissimi, di aree limitrofe. Dal Primiero, al Bassanese, dal Bellunese alla Valsugana, dall’Alto trevigiano alla viva realtà di Valstagna dedita al recupero dei terrazzamenti.

“Assieme – racconta Tiziano Fantinel del Gruppo Coltivare condividendo – costruiremo delle metodologie comuni per classificare le varietà antiche locali (raccogliendo sia notizie sulle sementi sia storie, aneddoti, metodologie di coltivazione e conservazione), ma anche e soprattutto sperimenteremo varietà antiche in zone, terreni e climi diversi.

Ogni realtà territoriale sarà anche punto di riferimento – prosegue Fantinel -, divulgazione di informazioni e notizie per tutti quei piccoli coltivatori, auto produttori, aziende e cittadini interessati al progetto e alla tutela delle varietà antiche coltivate in maniera sana e sostenibile

Ma oltre all’ adesione da parti di gruppi ed associazioni sono state oltre 30 le persone (in maggior parte feltrine) che hanno aderito all’iniziativa. Dando la loro disponibilità sia di essere “custodi della bio-diversità” ma anche di mettere a disposizione del progetto loro conoscenze e competenze specifiche (inerenti la comunicazione, il design, l’informatica, l’alimentazione, la gastronomia ecc.)

Ovviamente chiunque fosse interessato sia ad aderire alle varie iniziative che a proporne di nuove basta che ci contatti o partecipi alle prossime iniziative.

Molte di queste adesioni riguardano un iniziativa che sia il Gruppo Coltivare Condividendo che altre realtà stanno portando avanti da tempo, quella che si prefigge lo scopo di recuperare, censire, riprodurre e distribuire le sementi antiche.

Molto vivo e interessante il dibattito su questo tema, sia per le delucidazioni del tecnico Mauro Flora sulla differenza tra una semente antica e un ibrido commerciale, ma anche per gli stimoli e le perplessità sollevate dalla direttrice del Museo Etnografico Daniela Perco. Ne è nato un bel dibattito e confronto incentrato su questioni quali “che significa semi antichi e tipici” o “coltivazioni tradizionali”, su cosa è veramente “locale”, ma anche sul patrimonio genetico e la vigoria dei vari semi. E’ emersa forte l’importanza del confrontarsi, del costruire assieme, del non pensare mai dia vere la verità in tasca e che un “modo di veder le cose” prevalga sugli altri. Ma è indispensabile seguire più vie, sperimentare anche in luoghi e condizioni diverse.

Abbiamo convenuto che è si vitale conservare le varietà in purezza ma non è da scartare l’ipotesi (affascinante) dell’incrociare – spiega Fantinel –  Ovviamente non a caso ma seguiti da tecnici ed esperti (e noi abbiamo la fortuna di essere in contatto con uno tra i più importanti genetisti Salvatore Ceccarelli).

Altra iniziativa molto apprezzata è stata quella degli “orti aperti” (o orti a vista)..orti che sono cioè visitabili, previa appuntamento, da chiunque lo desideri. Luoghi adatti per far conoscere le nostre varietà antiche, tecniche e metodologie di coltivazione, sperimentazioni. Luoghi di confronto, di condivisione, in cui si crea consapevolezza.

Orti in cui raccontare il come si è fatto quell’orto.. quel campo, la differenza che esiste tra questa e quella varietà, il perchè si consociano fiori e ortaggi. Evidenziando il contesto che circonda quell’appezzamento, un ambiente non solo molto bello ma anche più salubre di altri.

Un progetto che inevitabilmente paleserà il valore aggiunto della biodiversità, del biologico di questa Terra, grazie a un percorso di condivisione e trasparenza

Ovviamente questi “spazi aperti” si prestano a una miriade di iniziative Da mini-tuor (all’insegna del eco-turismo) a performance artistiche, da realizzazione di aiuole condivise a prove pratiche e dimostrazioni di ogni tipo..

Tra le varie ipotesi di “Orto Aperto” quella dei ragazzi della Skasera (orto sociale e condiviso), quello “vegano” (ove si esclude ogni prodotto di derivazione animale), quello montano (a 1300 m slm).. quello dedicato al teologo Leonardo Boff padre della teologia della Liberazione e ora autore di un interessante e forte scritto sulla questione ecologica. Gli avi di L. Boff sono partiti dalla Valle di Seren ed è proprio nei pressi di “Col dei Bof” che speriamo di realizzare un orto a lui dedicato (un mix di biodiversità coltivata, utilizzo di materiali naturali e scritti del famoso teologo)

Molto interessante la proposta di affiancare al “far conoscere” ed assaporare le varietà locali anche quelle spontanee che spesso popolano, quasi sempre ignorate, i nostri orti, campi e prati

Al termine di una giornata davvero molto intensa, ricca di contenuti e di proposte da costruire assieme alcuni dei presenti (in sintonia con lo spirito dell’ iniziativa) si sono presi l’incarico di costruire un sito in cui far confluire tutte le notizie, le informazioni, le disponibilità e ciò che si sta facendo sul territorio. Cuore del sito sarà una cartina geografica ove verranno evidenziati i vari “custodi della biodiversità”, gli “orti aperti” ma anche percorsi e iniziative. Per facilitare così visite, acquisti, contatti evidenziando la grande vitalità di questo territorio, le sue enormi bellezze e risorse, ma soprattutto una bellissima realtà costruita dal basso da tante sensibilità che hanno a cuore la loro Terra.

A breve – conclude Fantinel – si organizzeranno delle giornate informative (gratuite) su tecniche di coltivazioni naturali e biologiche, su selezione della semente e erbe spontanee. Non mancheranno nemmeno momenti di approfondimenti e iniziative anti OGM”

Per informazioni, per conoscere meglio e per aderire alle iniziative proposte si consigli di vistare il blog del Gruppo Coltivare Condividendo (www.coltivarcondividendo.blogspot.com)

 

 

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