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Chi si candida con Monti non può chiamarsi autonomista * di Paolo Bampo

Gen 14th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Oggi, all’esterno delle edicole, campeggia sulle locandine del “Corriere delle Alpi” la notizia che l’Autonomia avrebbe sposato la lista di Monti, in virtù del fatto che un esponente del BARD (Silvano Martini vicepresidente del Bard, al 7mo posto nella circoscrizione Veneto 2  preceduto al 6° posto dall’altro bellunese Giancarlo Ingrosso nella lista Scelta civica – con Monti per l’Italia ndr) sarà candidato con l’ex presidente del Consiglio.

La notizia è strumentale e fuorviante in quanto sia chiaro che quel signore non ha la delega a rappresentare il composito mondo autonomista e che, se si candida, lo fa a titolo personale o del proprio movimento e non in rappresentanza dell’Autonomia provinciale ,di cui il PAB è un fiero rappresentante dal 1993.

Monti rappresenta l’Italia e candidarsi con lui vuol dire “conservazione”. Candidarsi con Monti o con uno dei partiti romani vuol dire credere ancora nell’Italia. Nulla a che vedere con il rinnovamento. Trattandosi di elezioni politiche e non amministrative, in cui una qualsiasi alleanza avrebbe potuto trovare respiro,reputiamo altresì incomprensibile, oltre che estremamente contradditorio, se non giustificato da una pur legittima ambizione personale, il fatto che chi sino a ieri si proponeva come difensore della Provincia, si allei poi proprio con chi (Monti) abbia pianificato, realizzato e difeso strenuamente lo smantellamento delle province, tra cui Belluno. In politica purtroppo la coerenza è diventata merce rara.

Oggi solo attraverso il distacco da Roma e non con il suo salvataggio, sarà possibile il raggiungimento della nostra autonomia.

Il PAB alle prossime elezioni, non si schiererà a favore di nessun partito romano ed indicherà invece agli elettori una via alternativa che sarà resa nota il giorno dopo l’ufficializzazione delle liste elettorali.

Paolo Bampo –PAB

Belluno 15 gennaio 2013

 

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7 comments
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  1. Cosa c’entri Beppe Grillo con federalismo e Provincia di Belluno lo sa solo il Tessarollo.

  2. Mi meraviglia che ancora nessuno, per “salvare la nave Italia” abbia candidato il Comandante della Costa Concordia. In Italia può succedere di tutto.

  3. Magari potessimo diventare come la Svizzera, ogni Provincia un Cantone!!! quello è vero federalismo

  4. Petazzi (stranamente) silente ….

  5. @Esmeraldo. Un’occasione per restar silente. S’è perso un post già scritto e troverà risposta domani.
    A parte tutto spero sempre in interventi costruttivi.

  6. Come sempre gli tagliani sono molto dinamici e reattivi a inseguire le nuove tendenze: come le pecore! (e mi scuso con specie ovina per l’infelice paragone).
    Fino ad un anno fa la soluzione a tutti i problemi era il federalismo: i media e i partiti (TUTTI) concordavano sul fatto che una qualche forma di decentramento o autonomia fosse necessaria.
    Dopo un anno di proclami riformatori in senso centralista i media e i partiti (di nuovo TUTTI) concodano sul fatto che le autonomie locali sono la fonte di tutti gli sprechi della spesa pubblica.
    Le piccole comunità come la nostra Provincia e i nostri comuni sono un capro espiatorio ideale per dimostrasi inflessibili riformatori e ottimizzatori di spesa: massacrando pochi si fa bella figura con molti.
    Per noi Bellunesi che vinca un partito o un’altro fa poca differenza.
    Se la candidatura di Martini può portare un voce autonomista ma sopratutto Bellunese in mezzo ai massimi cultori del centralismo e statalismo ben venga.
    Non potendo però esprimere un voto di preferenza per Martini andrei alla fine a sostenere una formazione politica sicuramente centralista che nel caso di buona affermazione tenderà comunque a ridurre le residue autonomie locali.
    Condivido e sostengo molte delle idee e proposte del BARD; ora però guardo con maggiore diffidenza e sospetto i suoi rappresentanti; E’ anche probabile che causa di questa candidatura diventi più difficile quell’azione trasversale ai partiti che il BARD è riuscito a fare in precedenza.
    Ne valeva la pena?

  7. Capisco le perplessità espresse in queste pagine, e non solo per la verità. Ma è pur vero che, a seguito della manifestazione del 24 ottobre, il 31 seguente il Governo Monti, pur centralista, decise il mantenimento della nostra Provincia con quella di Sondrio. Dopo la decisione non venne confermata nella seguente Legge di stabilità, ma fu dovuto a guerre interne dei partiti che sostenevano quella coalizione. Sulla nostra pelle. Questi sono i fatti. Come ho già detto precedentemente, non potendo dilungarmi in questa sede sulle motivazioni, se uscirà finalmente il comunicato stampa sui media o ascolterete domani la conferenza stampa, avrete modo di capire, spero, le motivazioni di Martini ed il perché dell’appoggio che avrà dal Bard, come d’altronde lo avrà chiunque si dichiarerà, non solo a voce, a favore delle nostre comunità. Ricordo inoltre, a chi lo avesse dimenticato, che il Bard ha fatto ricorso contro la negazione del referendum provinciale; e che lo stesso Bard ha fatto poi il ricorso contro l’impossibilità di andare alle elezioni del Consiglio provinciale lo scorso maggio, con il concorso, ad onor del vero, di altri cittadini di buona volontà.
    I ricorsi vengono pagati, oltre che dai firmatari, anche con devoluzioni dei cittadini che volontariamente suppliscono alla mancanza sia delle forze politiche che di quelle imprenditoriali, che tutte a parole si dichiarano concordi, ma in verità poi ci lasciano soli. Questa è la verità di cui io vado fiero e spero in ciò di avere finalmente l’appoggio di quanti bellunesi non si fanno fasciare gli occhi. Ma ognuno, ribadisco, voti chi vuole ma non pretenda di dettare la giusta via a chi da anni si sta battendo per tutti.