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Bim Gsp. Gestioni sull’orlo di una crisi di nervi

Gen 11th, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Bim grande spreco pubblico oppure infinita soap-opera di provincia? Domanda pesante, dubbi a non finire. L’unica certezza, a parte un buco da 84 milioni, e’ quella di una crisi isterica di gruppo che si mostra con cadenza quasi quotidiana.

Una triste evidenza che pero’ in questo momento ci regala (controllare comunque in bolletta, mai dire mai) l’interpretazione sincera di tutto un universo politico. Dal palco nazionale che ospita il folto gruppo dei competitori elettorali ci giungono i classici messaggi promozionali, crisi che si puo’ sconfiggere, IMU questa sconosciuta, diritti inderogabili, moralita’ valore irrinunciabile, basta sprechi, e’ ora di smetterla, bilanci e bilancini ecc. ecc.

Ma quando questi profondi significati ritornano nel territorio allora dalla “fantasy” si cade nella fredda realta’, quella di macchine partitiche che sfruttano i diritti delle persone costruendo una quasi/economia parallela e perversa i cui interessanti derivati, variamente moltiplicati in tipologie e colori, ritornano allegramente alla politica nella sua interezza. Mentre gli altrettanto interessanti  debiti, ovvio e storico risultato, ce li mettono sul conto + IVA.

Nella prima repubblica certe abitudini generalizzate venivano descritte in altro modo, ma i tempi cambiano come anche i camuffamenti e le metodologie. E arrivando all’oggi, tradizione che continua, non siamo certamente i primi a sottolineare come il grande ambito nazionale di calcolata commistione tra economie dei partiti ed economie del privato rappresenti una delle grandi voragini del nostro bilancio statale.

Rappresentazione efficace di un paese in cui le famiglie possono fallire, gli artigiani sparire e le imprese chiudere senza troppi problemi mentre invece la politica puo’ continuare a produrre deficit incertezze e sempre maggiori difficolta’ per tutti. E’ per questo che continuiamo a sostenere l’unica ipotesi percorribile, l’azzeramento di questo modello di gestione di BIM GSP come chiara e dovuta ammissione di un fallimento globale che e’ sotto gli occhi di tutti. Tanto come e’ ben visibile un generale agitarsi che ha un unico vero obiettivo, far tanta confusione per riuscire a non cambiare nulla.

Libri contabili in Tribunale,accertamento di eventuali responsabilita’ e una ripartenza da zero sono quindi i passaggi irrinunciabili per arrivare ad una situazione di reale democrazia in cui finalmente ci si occupi di servizio idrico e non di fabbricare debiti.

IDV Belluno

VERDI Belluno

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9 comments
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  1. La vicenda Bim-Gsp, giustamente paragonata ad una “soap opera”, è paradigmatica di quanto potrebbe sicuramente accadere in un futuro Consiglio provinciale di dieci membri eletti dopo prevedibili, estenuanti dispute tra 69 Sindaci che eleggerebbero a loro volta uno pseudo presidente “inter pares”, paralizzato nel suo operare. Meditiamo sulla riforma partorita dai professori.

  2. Giusto il ragionamento sull’ipotesi di una Bim-provincia. Sarebbe un disastro assoluto.

  3. Se fate fallire il bim, i comuni dovranno stralciare i crediti che hanno in bilancio nei suoi confronti. Volete portare sul dissesto tutti i comuni della provincia? come risolvete questo problema?
    Se fate fallire il bim, chi gestirà il servizio idrico integrato? il singolo comune? con quali competenze? con quali soldi? come risolvete questo problema?

  4. C’è già abbastanza confusione. Meglio non aumentarla. A questo punto preferisco sentire dal mio sindaco (Massaro) come stanno le cose e come si intende procedere.

  5. Chi critica il cda oggi sono gli stessi sindaci che non hanno controllato in questi anni.
    Ecco chi dovrebbe andarsene ed al piu’ presto!!!!

  6. Massaro deludente: non era per la pulizia e l’innovazione’???

  7. Credo sia possibile rispondere alle obiezioni espresse nei riguardi di questo intervento di IDV e VERDI.
    Il servizio idrico va necessariamente reso in continuita’, mi pare non ci siano dubbi in proposito. Per cui non si tratta di distruggere il meccanismo ma solo di farlo funzionare in modo corretto cambiando nient’altro che il modello gestionale. E il fallimento significa chiarezza, evidentemente dovuta anche per quanto concerne eventuali responsabilita’. Per quanto riguarda l’indebitamento mi pare ovvio che nessuno vuole disastrare un po’ di amministrazioni comunali, e’ accettabile che questi debiti li paghiamo tutti assieme. Facciamo solo in modo che una volta sanato questo deficit non si inizi subito a lavorare alacremente per costruirne un’altro. Ma perche’ questo succeda chi gestisce il servizio idrico deve limitarsi a svolgere il suo ruolo senza essere parte di una varia speculazione politica poco democratica e un po’ troppo costosa.

  8. Io credo che i Verdi dovrebbero stare zitti. Forse non si ricordano, ma io sì, di quando nominavano, con la logica spartitoria che oggi tanto dispregiano, il loro rapprersentante all’interno del Consiglio di Amministrazione della NIS, socità partecipata del Comune di Belluno, oggi instradata al fallimento dal sindaco Massaro. Gli altri componenti erano in quota PDS, in quota Margherita, i partiti che poi hanno dato vita al PD.
    Erano bei tempi, quando i componenti del Consiglio di Amministrazione venivano lautamente pagati.
    Insomma, i Verdi governavano. Eccome se governavano …

  9. ” e’ ben visibile un generale agitarsi che ha un unico vero obiettivo, far tanta confusione per riuscire a non cambiare nulla”?
    Mi sembra che questo non sia proprio corretto visto che lo smobilitamento dei vari fronti politici sia dovuto alla volontà dell’attuale Cda di fare proprio cambiamenti radicali. E poi continuo a non capire: prima i Sindaci insidiano dei tecnici “non politici” affinchè siano autonomi nelle decisioni e poi pretendono di controllarne l’operato?