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mercoledì, Agosto 12, 2020
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Bim Gsp. Gestioni sull’orlo di una crisi di nervi

Bim grande spreco pubblico oppure infinita soap-opera di provincia? Domanda pesante, dubbi a non finire. L’unica certezza, a parte un buco da 84 milioni, e’ quella di una crisi isterica di gruppo che si mostra con cadenza quasi quotidiana.

Una triste evidenza che pero’ in questo momento ci regala (controllare comunque in bolletta, mai dire mai) l’interpretazione sincera di tutto un universo politico. Dal palco nazionale che ospita il folto gruppo dei competitori elettorali ci giungono i classici messaggi promozionali, crisi che si puo’ sconfiggere, IMU questa sconosciuta, diritti inderogabili, moralita’ valore irrinunciabile, basta sprechi, e’ ora di smetterla, bilanci e bilancini ecc. ecc.

Ma quando questi profondi significati ritornano nel territorio allora dalla “fantasy” si cade nella fredda realta’, quella di macchine partitiche che sfruttano i diritti delle persone costruendo una quasi/economia parallela e perversa i cui interessanti derivati, variamente moltiplicati in tipologie e colori, ritornano allegramente alla politica nella sua interezza. Mentre gli altrettanto interessanti  debiti, ovvio e storico risultato, ce li mettono sul conto + IVA.

Nella prima repubblica certe abitudini generalizzate venivano descritte in altro modo, ma i tempi cambiano come anche i camuffamenti e le metodologie. E arrivando all’oggi, tradizione che continua, non siamo certamente i primi a sottolineare come il grande ambito nazionale di calcolata commistione tra economie dei partiti ed economie del privato rappresenti una delle grandi voragini del nostro bilancio statale.

Rappresentazione efficace di un paese in cui le famiglie possono fallire, gli artigiani sparire e le imprese chiudere senza troppi problemi mentre invece la politica puo’ continuare a produrre deficit incertezze e sempre maggiori difficolta’ per tutti. E’ per questo che continuiamo a sostenere l’unica ipotesi percorribile, l’azzeramento di questo modello di gestione di BIM GSP come chiara e dovuta ammissione di un fallimento globale che e’ sotto gli occhi di tutti. Tanto come e’ ben visibile un generale agitarsi che ha un unico vero obiettivo, far tanta confusione per riuscire a non cambiare nulla.

Libri contabili in Tribunale,accertamento di eventuali responsabilita’ e una ripartenza da zero sono quindi i passaggi irrinunciabili per arrivare ad una situazione di reale democrazia in cui finalmente ci si occupi di servizio idrico e non di fabbricare debiti.

IDV Belluno

VERDI Belluno

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