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“Penalizzata l’area cattolica e ambientalista. Ora starò alla finestra” Ecco le ragioni dell’addio al Pd di Marco Perale

Gen 10th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

marco peraleNon è una questione locale, di Belluno. O almeno non solo di Belluno. Alla base della decisione di Marco Perale di lasciare il Partito democratico vi sono una serie di ragioni che partono da lontano e che spiega nel dettaglio nella lettera che segue.

Ad esempio le regole delle primarie non chiare, varate all’ultimo momento, con una serie di deroghe tra l’altro non uniformi.

La sistematica esclusione dell’area cattolica ed ambientalista. Una serie di lotte interne che si protraggono da una quindicina d’anni.

 

 

Ecco il documento d’addio al Pd

 

La riflessione sull’ultima evoluzione del PD, dalle primarie alla stesura delle liste, mi ha portato ad una lettura personale dolorosa ma ineludibile: quando si è scelto di “fare politica” ogni gesto diventa pubblico e quindi non mi sottraggo, tentando di trarre una serie di conclusioni, che ho già condiviso con alcuni dirigenti nazionali.

Ho visto le liste e non mi hanno stupito, mentre ho trovato imbarazzante e illuminante – ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso – il clamore dato alla scelta di “inserire quattro cattolici”, come se si trattasse di una categoria di “diversi” da esibire – a fianco del gay e dell’industriale – come prova di tolleranza.

Credevo in un partito in cui ci sono regole e vengono rispettate

E invece abbiamo visto un regolamento per le primarie, varato al lunedì sera e al giovedì avevano già concesso le deroghe, senza un criterio unitario – consiglieri regionali in certi casi si e altri no, sindaci over 5000 in certi casi no (Campania) in certi casi sì (come in Veneto). Oppure c’è chi ha dovuto fare le primarie (magari uscendo in posizione critica, come i due migliori parlamentari uscenti, alla camera Miotto e al Senato Stradiotto…) e chi non le ha dovute fare (Baretta, Zoggia, Dal Moro, Filippin, etc.) trovandosi lo stesso con il biglietto per Roma già pagato… Tutto questo non è serio, e la fretta non è una scusante.

Credevo in un partito inclusivo, in cui ci doveva essere spazio per tutte le storie, le anime, le componenti

Nel PD, invece, tutti gli spazi si sono progressivamente chiusi. Credevo fosse un caso locale, e invece scopro che il problema è nazionale. Mi sono domandato se fosse un problema personale, e infatti anche in queste primarie non mi sono candidato io ma abbiamo presentato una donna. E invece il problema era ed è un altro: le primarie si sono dimostrate uno strumento “facile” ma distorsivo: vince SOLO e dovunque la maggioranza (e non è certo un caso, ma una strategia ben precisa). Come ha scritto due giorni fa Paolo Giaretta, con queste primarie: “in molti territori le minoranze interne scompaiono e si realizza una sorta di monocolore che non corrisponde alla composizione elettorale del Partito Democratico. Questa divaricazione costituisce un aspetto molto delicato nel momento in cui divenisse competitiva nei confronti dell’elettorato moderato e di radice cattolica la proposta della lista Monti, certamente più attrattiva di ciò che poteva offrire l’UDC cinque anni fa. Il punto politico non va trascurato, non si tratta di preoccuparsi di fuga di dirigenti ma piuttosto del rischio di una fuga di fasce elettorali indispensabili per vincere”.

A questo si aggiunge una vistosa contraddizione interna: la riforma elettorale del PD di cui parla sempre Bersani non prevede il maggioritario secco, ma il doppio turno di collegio. Perché non nelle primarie? Forse perché rischiava di vincere qualcuno dei “secondi” o “terzi”?

Credevo in un partito serio, fatto di persone serie.

Le settimane delle primarie invece mi hanno ferito ma mi hanno aperto gli occhi, sia pure lasciandomi una profonda delusione umana. In queste primarie ho visto azioni che non avrei mai immaginato e persone la cui parola ho scoperto non valere nulla. Io quando prendo un impegno, lo rispetto. E mi aspetto lo stesso dagli altri. Non è serio, per me, restare a discutere e tantomeno a lavorare con gente che non mantiene la parola data.

 

Non è un problema di candidatura personale, non lo è e non lo è mai stato, e infatti mi sono tranquillamente fatto da parte sia alle ultime comunali che in queste primarie. C’è invece un problema politico serio:

Qualcuno nel PD nazionale ha usato lo strumento delle primarie per chiudere la partita con le minoranze interne. E non parlo solo del mondo cattolico. E’ successo con gli ambientalisti come Roberto Della Seta, con Stefano Ceccanti, Roberto Reggi, Salvatore Vassallo o peggio con Marco Stradiotto.

E allora forse è ora di rileggere la storia degli ultimi vent’anni, che sta già girando pagina.

Il Muro di Berlino aveva costretto la DC a governare con un modello ingessato per troppi decenni, e infatti dopo la caduta del Muro anche la Dc, balena non più indispensabile, si è finalmente decomposta. Ma il bipolarismo europeo che troppo a lungo era mancato all’Italia si è subito scontrato, nei successivi vent’anni, con la presenza in campo di Berlusconi che ci ha costretti ad una sorta di CLN in cui De Gasperi ha convissuto con Togliatti.

Ora che il campo torna ad assumere un aspetto europeo, con la galassia Monti al posto di un sempre più grottesco Berlusconi avviato sul definitivo viale del tramonto, anche questa ingessatura può spezzarsi: non ci sono più schieramenti forzati o obbligati, soprattutto se qualche compagno di viaggio si dimostra non solo insensibile, ma insofferente all’idea stessa che possano esistere minoranze interne. I toni al momento della presentazione delle liste erano chiarissimi: con queste primarie – è stato detto – non esistono più le vecchie correnti. Esatto, perché una sola ha fatto piazza pulita delle altre, salvando per facciata solo i “generali” delle minoranze (Bindi, Letta, Franceschini, Realacci e qualche renziano) ma tenendoli in ostaggio e lasciandoli senza truppe, come trofei da mostrare all’elettorato.

Il Pd a questo punto sta diventando solo l’ennesima mutazione genetica del Pci, Pds, Ds e ne ha già riesumato la prassi, come la risibile cooptazione dei “quattro cattolici”, che è la più plateale ammissione pubblica che il “vero” Pd è invece qualcosa di strutturalmente altro.

Non è quindi più la mia storia.

Si apre una stagione nuova.

Marco Perale

 

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29 comments
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  1. ANTONIO ENDRIZZI (già FORZA ITALIA e PDL) si è candidato col M5S.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/10/endrizzi-lex-berlusconiano-capolista-del-movimento-5-stelle/465970/

  2. @Lino:
    Anche il M5S ha qualcosa che non va ed io non sono certo tra quelli che lo difendo a spada tratta, anzi (vero Giovanni?).
    Ma non cercare di omologarlo a PDPDLUDC ecc.ecc.ecc.
    Siamo su un’altro piano. Al momento, distanti anni luce. Non se durerà, ma al momento è così.
    Quanto a Perale, mi aspetto di vederlo in qualche lista di paramontiani.
    E’ il richiamo di mamma balena bianca.

  3. Anche perchè fino a che non si leggeranno notizie come questa accuratamente nascoste dai tg nazionali , difficilmente si potrà accomunare M5S ai Partiti tradizionali NONOSTANTE GLI SFORZI DI LINO 🙂

    (ANSA) – PALERMO, 8 GEN – I 15 deputati regionali del Movimento Cinque Stelle dell’Assemblea regionale siciliana hanno consegnato all’amministrazione parte degli emolumenti. Sono gia’ stati emessi i bonifici alla tesoreria dell’Ars relativamente alle retribuzioni del mese di dicembre. In media ogni deputato ha trattenuto per se’ tra i 2.500 e i 3 mila euro. Il capogruppo Giancarlo Cancelleri dice: ”Io personalmente ho restituito circa 8 mila degli 11 mila euro che ho ricevuto a dicembre”.

    IL TUTTO RENDICONTATO http://www.sicilia5stelle.it/2013/01/e-svolta-epocale-allassemblea-regionale-siciliana-restituito-dai-deputati-m5s-il-70-dello-stipendio/

  4. Caro Giovanni, è stato lo stesso ENDRIZZI (M5S) a dichiarare di aver fatto attività politica come tesserato di Forza Italia e del PdL! “Ho avuto un’esperienza di amministrazione presso il comune di Faloppio, in qualità di assessore all’istruzione e HO FATTO ATTIVITA’ POLITICA PER ALCUNI ANNI COME TESSERATO PRIMA DI FORZA ITALIA E POI DEL PDL”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/10/endrizzi-lex-berlusconiano-capolista-del-movimento-5-stelle/465970/

  5. Perche negare l’evidenza quando sono gli stessi militanti lombardi del M5S a protestare contro la candidatura di ENDRIZZI?

    “Si infiamma la polemica sulle bacheche facebook dei militanti lombardi 5 Stelle dopo la decisione di Silvana Carcano, capolista per la regione e vincitrice delle parlamentarie in Lombardia, di inserire in lista Antonio “Endrix” Endrizzi, già assessore del comune di Faloppio in provincia di Como fino al 2010 e, soprattutto, ex Forza Italia e Popolo della Libertà. Non solo: si era candidato alle scorse amministrative 2012 a Como nella lista Patto per Como di Francesco Peronese di area Pdl contro i 5 Stelle. E proprio gli ‘amici’ del
    Pdl pochi giorni fa hanno raccolto le firme per il Movimento in Lombardia”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/09/5stelle-a-como-candidato-ex-forza-italia-e-amici-del-pdl-raccolgono-firme/465461/

  6. Torniamo a Marco Perale che, se non capisco male, dice: il mio partito, il PD e Bersani hanno chiuso le liste ad un sacco di bravi cattolici (e non solo) di sinistra. Con quale obiettivo? Allearsi, dopo le elezioni con le liste di Casini, Monti, Fini e compagnia cantante piene di cattolici (o presunti tali) di destra. Beh, mi pare abbia più di una ragione per essere incazzato. Se poi si aggiunge che Rosi Bindi è in lista…

  7. @Piero Balzan:
    Perale, se contesta i criteri con cui il PD ha redatto le liste, doveva uscirne prima che venissero rese note le liste, non dopo. Era comprensibile da subito che non sarebbero state vere primarie ma “nominarie arbitrarie”.
    Così com’è a me sembra una questione di insoddisfazione personale e non una questione di principi.
    E’ solo per le sue notevoli capacità narrative che riesce a farla sembrare (a qualcuno) una questione nobile.

  8. Marco Perale si accorge solo ora – a candidatura mancata – che il cattolicesimo di sinistra è una contraddizione in termini. Marco Perale farebbe maggior onore alla verità se, alle parole scritte, ne aggiungesse di altre: che per vent’anni ha giocato a fare da sponda cattolica ai comunisti bellunesi, anche alla rifondazione comunista. Oggi si accorge che non c’è partita! Ma va là….

  9. @ Lino:
    su Endrizzi hai ragione, ma non è corretto cercare di far passare un’eccezione come fosse la regola.
    Comunque, se è lì, è perché è stato votato, non nominato.
    Che poi i criteri adottati dal M5S per la selezione dei candidati potesse essere, con poco sforzo, migliore, è un’altro discorso.

  10. @Aldebaran:
    Cattolicesimo di sinistra è una contraddizione?
    Che minchia dici! C’è più sinistra nel cristianesimo che nel marxismo. Poi anche li, i vertici del movimento hanno rovinato un po tutto.

  11. Appunto, caro Perin. La contraddizione insanabile – filosofica e antropologica – dei cattolici di sinistra sta nel ritenere che a sinistra possano albergare i valori cattolici. La sinistra – i vecchi comunisti come da oggi (!!!) li chiama Marco Perale, che se ne accorge solo adesso – ha sempre usato i cattolici come paravento per prendere voti. L’errore storico dei cattolici di sinistra sta nell’aver creduto possibile l’egemonia nei confronti della sinistra. Qui, forse, occorrerebbe andarsi a leggere le parole splendide del Cardinale Carlo Maria Martini. E dunque, per tornare a Perale, il suo errore è l’errore di colui che se ne accorgoe soltanto adesso, dopo aver trescato con la sinistra per decenni. Se poi considerassimo i risultatii della sua azione di governo, vedremmo che non c’è alcuna stazza di politico. Questioni di punti di vista, ovviamente, circa i quali ti farebbe onore un linguaggio diverso.

  12. Il medesimo discorso, poi, potremmo farlo per i cattolici che hanno votato Massaro (presentatosi senza coloranti e disvelatosi, poi, per quello che è: una correntista che ha fatto un giro di valzer all’interno del PD ) e per i cattolici che lo sostengono in consiglio comunale. Un uccellino mi dice che a Palazzo Rosso il direttorio – trattasi di quadrumvirato – che decide le cose, sono i soliti noti, guarda caso tutti di rigorosa formazione marxista. Giuna Comunale e Consiglio Comunale altro non fanno che ratificare. Che fare?Tornare al partito cattolico? Certo che no, e però i cattolici dovrebbero essere più attenti sia nel voto che nell’impegno politico. Perché se è vero che dovrebbero essere il sale della terra, è anche vero che nulla cresce laddove la terra è arida. Sempre opinione personale…

  13. In democrazia vince chi ha il consenso indipendentemente dal credo religioso e il manuale Cencelli invocato per tutelare la mancanza di cosenso serve solo per alimentare l’antipolitica.
    Lavorare seriamente senza sentirsi sempre vittime se non ti garantiscono uno scranno per meriti religiosi.
    Anche questa opinione personale.

  14. @Aldebaran:
    a te invece farebbe onore il non nascondersi dietro un nikname
    provi vergona delle tue opinioni? se è così, sono pienamente d’accordo con te. Rimani anonimo
    riguardo alle tue esternazioni anonime, imho che c’è meno di cristiano a destra ed al centro che nel marxismo
    Pèntiti che sei ancora in tempo (LOL)

  15. @Paolo Perin: lungi da me “far passare un’eccezione come fosse la regola”! Sarebbe bene che chi milita nel M5S non si scagliasse soltanto contro i “vecchi partiti” perché, come il caso Endrizzi insegna, anche nel M5S c’è qualcosa, diciamo così, che ricorda gli stessi “vecchi partiti”!

  16. Per quanto riguarda Perale, secondo me il problema non è il PD. In cuor suo, secondo me, Perale puntava a qualche precisa carica. Non è stato accontentato e così ha sbattuto la porta.

  17. @Lino:
    Riguardo allo scagliarsi soltanto contro i vecchi partiti, tranquillo, la discussione sull’argomento nel M5S c’è ed è anche piuttosto accesa, ma per saperlo devi essere iscritto a qualche meetup M5S con nome cognome e fotografia (niente nik, è una cosa seria il meetup).
    Riguardo all’articolo da te linkato, contiene diverse inesattezze e non di secondaria importanza.
    Devo dire che da “Il Fatto Quotidiano”, non me lo sarei aspettato.

  18. @Paolo Perin: che inesattezze contiene l’articolo?

  19. Lino ascolta Grillo che è abbastanza esaustivo nelle spiegazioni poi se vuoi andare avanti con le polemiche ricordo che l articolo tratta di Marco Perale non di qualcosa altro http://www.youtube.com/watch?v=b7OtWVLzAzk

  20. Giovanni, Grillo è di parte!

  21. Proprio tu mi ricordi che l’articolo parla di Perale quando non perdi occasione per parlare, quando ti fa comodo, del M5S?!

  22. Si Lino hai ragione tu inoltre Grillo è di parte CERTO dalla parte dei CITTADINI a differenza di coloro che difendi tu è vero 🙂 buon pomeriggio è mi fermo qui che non ho tempo da perdere

  23. @Lino:
    Endrizzi non è stato nominato da nessuno. E’ stato votato dagli attivisti del M5S registrati nel sito nazionale e residenti nella circoscrizione.
    Endrizi ha potuto candidarsi alle primarie in quanto già stato candidato in precedenza col M5S e non riveste alcun ruolo di consigliere, sindaco ecc. ecc..

  24. Già candidato in precedenza col M5S?!

  25. “Si era candidato alle scorse amministrative 2012 a Como nella lista Patto per Como di Francesco Peronese di area Pdl contro i 5 Stelle”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/09/5stelle-a-como-candidato-ex-forza-italia-e-amici-del-pdl-raccolgono-firme/465461/

  26. ENDRIZZI nel 2012 figura nella lista dei candidati consiglieri della lista PATTO PER COMO!

    http://www.pattopercomo.it/index.asp?link_centro=la_lista

  27. @Lino: solo chi era già stato candidato col M5S e non era in carica a quella data poteva essere candidato alle primarie del M5S.

  28. Il M5S ammette quindi il trasformismo?

  29. Mi sfugge comunque la precedente candidatura di Endrizzi nel M5S: alle amministrative 2012 (ovvero pochi mesi prima delle primarie del M5S) si era candidato “nella lista Patto per Como di Francesco Peronese”!

    http://www.pattopercomo.it/index.asp?link_centro=la_lista