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L’Europa impone tempi certi per i pagamenti. Deon: “Ora la legge c’è, bisogna farla rispettare, a cominciare dallo Stato”

Giacomo Deon
Giacomo Deon

Da qualche giorno è scattata una nuova era: quella dei pagamenti certi. Ora non ci sono più alibi per i “cattivi pagatori”: i pagamenti vanno, infatti, effettuati entro 30 giorni (o al massimo 60 in determinati casi) dal ricevimento della fattura, come stabilito dal d.lgs. 9 novembre 2012, n.192, che recepisce una direttiva europea.

Si tratta di una norma molto attesa, in particolare, dalle piccole e micro imprese, che si applica alle transazioni con la Pubblica amministrazione, ma anche tra imprese e, quindi, diventa di particolare portata per le piccole imprese subfornitrici, che finalmente hanno un’ancora di salvezza nei confronti dei committenti. La nuova disposizione interessa, tuttavia, solo i contratti sottoscritti dal 1° gennaio scorso, non portando quindi soluzione alle situazioni pregresse. La norma, peraltro, arriva giusta in un particolare periodo di difficoltà finanziaria, aggravata dalla carenza di liquidità, che sta creando un circolo vizioso e pericoloso. I ritardati pagamenti determinano un costo in termini di maggiori oneri finanziari per l’intera filiera. Infatti, l’impresa che vede ritardare il pagamento scarica in parte – con una intensità che è direttamente proporzionale al potere contrattuale dell’impresa – gli oneri derivanti sulle imprese fornitrici, con un conseguente “effetto domino” su tutta la filiera.

I numeri confermano il crescendo di tale fenomeno. Nel solo periodo maggio-novembre 2012 i ritardi di pagamento della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese artigiane – secondo un’indagine di Confartigianato – sono aumentati, mediamente, di 32 giorni, passando da 95 a 127 giorni.

“Ora la legge c’è – afferma il presidente dell’Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno, Giacomo Deon – bisogna farla rispettare, a cominciare dallo Stato che è uno dei peggiori pagatori. Almeno per i contratti e le forniture del 2013 le aziende potranno contare, finalmente, su tempi certi, riducendo costi di esposizione ormai insostenibili”. “Si tratta poi – aggiunge il presidente Deon – di un notevole passo in avanti in termini di responsabilità, di trasparenza e civiltà nelle relazioni commerciali, quanto mai necessario in un momento di crisi generale come l’attuale, che senz’altro riuscirà a incidere in maniera positiva sul nostro sistema economico”.

 

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