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mercoledì, Agosto 5, 2020
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Dopo un ventennio di politica delle mutande si autoaccredita la super-badante

Speravamo che Babbo Natale avesse distribuito qualche dose omeopatica di dignita’ politica. Niente da fare, sceneggiatura elettorale sempre piu’ penosa. Iniziando da Mario Monti, il bancario dello sportello accanto, ma tralasciando il suo anno di inutile e noncurante macelleria sociale.

C’e’ di peggio.

Perche’ puo’ darsi che un ventennio di politica delle mutande richiedesse un intervento tecnico. E poteva (forse) essere condivisibile una temporanea sospensione delle prerogative di partiti e parlamento.

Ma pensiamo sia inaccettabile una campagna elettorale che vuole normalizzare l’impossibile, e non riteniamo corretto l’uso partitico di situazioni che derivano da una palese forzatura.

Il tutto immerso in un ambito generale che sottolinea un forte contrasto. Da una parte la culturetta bancaria ed aziendale che vive esclusivamente del diritto del piu’ forte. Dall’altra una costituzione pagata cara anche perche’ ponesse alcuni limiti alla pericolosa filosofia della bottega “a tutti i costi”.

Arrivando cosi’ al primo grosso inghippo, il gioco fuori dalle regole rischiera’ domani di autoaccreditarsi attraverso l’inserimento dell’obbligo del pareggio di bilancio all’interno della Costituzione, scelta che rendera’ istituzionale quella fame che gia’ oggi e’ dimensione abituale e quotidiana. Non crediamo ci sia modo di evitare il problema, se i nostri diritti non saranno piu’ la priorita’ (almeno sulla carta) il percorso diventera’ stabilmente e tragicamente montiano. Ovvero in discesa.

E ci sembra evidente che permettere ad un consigliere d’amministrazione di Goldman Sachs di metter mano alla Costituzione equivarrebbe a designare un piromane quale coordinatore della squadra antincendio di una petroliera.

Evidenza di un conflitto d’interessi molto piu’ pesante di quello nazional/popolare di Berlusconi, e questo perche’ chiaramente collegato a quella grande speculazione internazionale che e’ la vera causa delle nostre difficolta’.

Da cui la classica domanda, il buon Mario e’ una parte della soluzione o la semplice essenza del problema?

Ma il capo non esisterebbe senza supporters, e in effetti quello che osserviamo nei suoi compagni (licenza poetica) di viaggio e’ il lato piu’ scalcinato di un potere disposto a tutto pur di uno sgabello.

Anche finto. O di plastica.

Politica da fumetto che ufficializza la propria incapacita’ propositiva e gestionale accettando di rendere pericolosamente abituale il ricorso a soluzioni lontane dalle normali dinamiche sociali e dalle regole della democrazia.

Cosi’ disperatamente determinati da accettare sia una super/badante che la certificazione del loro vuoto pneumatico, vera questione centrale di questa politica … del centrino.

Barbieri Moreno

Fiabane Max

Sommavilla Luca

 

 

 

 

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