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Dopo un ventennio di politica delle mutande si autoaccredita la super-badante

Gen 4th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Speravamo che Babbo Natale avesse distribuito qualche dose omeopatica di dignita’ politica. Niente da fare, sceneggiatura elettorale sempre piu’ penosa. Iniziando da Mario Monti, il bancario dello sportello accanto, ma tralasciando il suo anno di inutile e noncurante macelleria sociale.

C’e’ di peggio.

Perche’ puo’ darsi che un ventennio di politica delle mutande richiedesse un intervento tecnico. E poteva (forse) essere condivisibile una temporanea sospensione delle prerogative di partiti e parlamento.

Ma pensiamo sia inaccettabile una campagna elettorale che vuole normalizzare l’impossibile, e non riteniamo corretto l’uso partitico di situazioni che derivano da una palese forzatura.

Il tutto immerso in un ambito generale che sottolinea un forte contrasto. Da una parte la culturetta bancaria ed aziendale che vive esclusivamente del diritto del piu’ forte. Dall’altra una costituzione pagata cara anche perche’ ponesse alcuni limiti alla pericolosa filosofia della bottega “a tutti i costi”.

Arrivando cosi’ al primo grosso inghippo, il gioco fuori dalle regole rischiera’ domani di autoaccreditarsi attraverso l’inserimento dell’obbligo del pareggio di bilancio all’interno della Costituzione, scelta che rendera’ istituzionale quella fame che gia’ oggi e’ dimensione abituale e quotidiana. Non crediamo ci sia modo di evitare il problema, se i nostri diritti non saranno piu’ la priorita’ (almeno sulla carta) il percorso diventera’ stabilmente e tragicamente montiano. Ovvero in discesa.

E ci sembra evidente che permettere ad un consigliere d’amministrazione di Goldman Sachs di metter mano alla Costituzione equivarrebbe a designare un piromane quale coordinatore della squadra antincendio di una petroliera.

Evidenza di un conflitto d’interessi molto piu’ pesante di quello nazional/popolare di Berlusconi, e questo perche’ chiaramente collegato a quella grande speculazione internazionale che e’ la vera causa delle nostre difficolta’.

Da cui la classica domanda, il buon Mario e’ una parte della soluzione o la semplice essenza del problema?

Ma il capo non esisterebbe senza supporters, e in effetti quello che osserviamo nei suoi compagni (licenza poetica) di viaggio e’ il lato piu’ scalcinato di un potere disposto a tutto pur di uno sgabello.

Anche finto. O di plastica.

Politica da fumetto che ufficializza la propria incapacita’ propositiva e gestionale accettando di rendere pericolosamente abituale il ricorso a soluzioni lontane dalle normali dinamiche sociali e dalle regole della democrazia.

Cosi’ disperatamente determinati da accettare sia una super/badante che la certificazione del loro vuoto pneumatico, vera questione centrale di questa politica … del centrino.

Barbieri Moreno

Fiabane Max

Sommavilla Luca

 

 

 

 

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One comment
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  1. Il governo Monti è il governo della casta, basta leggere il curriculum dei singoli ministri. i partiti tradizionali l’hanno messo lì con il patto tacito di depredare i cittadini e lasciare inalterata la situazione di scandalosa oligarchia in cui si trovano. I tecnici messi lì (Bondi & C.) hanno fatto il loro dovere: massacrato la gente comune con distruzione del lavoro, del salario, dei diritti di cittadinanza, della sanità, della assistenza e della previdenza. Ma quando s’è trattato di parlare di stipendi parlamentari, Gioivannini, presidente dell’Istat, ha detto che non poteve fare controlli incrociati con gli analoghi europei (nell’era del computer che ti permette di contare i peli dei capelli dei Cinesi), Amato (proprio lui che nel ’92 ci rubò i soldi di notte in banca) ha detto che non poteva proporre la diminuzione neanche di un cent; la riforma della legge elettorale l’hanno lasciata ai partiti stessi, col risultato nullo (chiaro fin dall’inizio). Ora Monti ci spieghi, please, come direbbe la “choosy” Fornero, perché dovremmo dargli un’altra “chance”. Certamente abbiamo capito perché glièla dà Montezemolo.