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martedì, Agosto 11, 2020
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Ospedale di Belluno. Bond: “Nuovi spazi per la Medicina e l’Oncologia, ci sono le risorse”

Dario Bond
Dario Bond

“Ci sono le risorse per creare uno spazio unico al San Martino di Belluno per le degenze della medicina interna, dell’ematologia e dell’oncologia”.

Ad annunciarlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond dopo che la giunta regionale ha suddiviso tra le Ulss del Veneto il fondo per il finanziamento degli investimenti sulla base del parere formulato circa due mesi fa dal Crite, ovvero la Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia.

“La giunta”, spiega Bond, “ha assegnato all’Uls 1 di Belluno tre milioni e 260 mila euro per spese varie di investimento. E’ una cifra significativa che permetterà la realizzazione di un reparto unico con nuovi spazi e standard maggiori di qualità come richiesto anche dalla sezione bellunese dell’Ail”.

Il riferimento va all’incontro del 21 maggio del 2012 in ospedale a Belluno tra l’ex direttore generale Antonio Compostella, il segretario generale alla sanità del Veneto Domenico Mantoan, la presidente dell’Ail Carmen Mione e lo stesso Bond. “In quell’occasione Mantoan si era preso l’impegno di trovare in via prioritaria le risorse per concretizzare la nuova soluzione logistica e lo ha fatto in tempi rapidi”, afferma Bond. “Ora toccherà al nuovo direttore generale prevedere un’apposita voce nel bilancio di previsione del 2013 dell’Uls. Le spese per la realizzazione del nuovo reparto dovrebbero ammontare a circa un milione di euro”.

La nuova realtà dovrebbe sorgere al quarto piano dell’ospedale dolomitico nell’ex ala degenze della gastroenterologia.

Nel corso dell’incontro di maggio a Belluno era stata l’Ail a chiedere un “percorso più dignitoso” per i malati dicendosi pronta ad arredare i nuovi spazi con i fondi raccolti in anni di intensa attività.

“L’obiettivo è dare dignità al paziente, in particolare al malato ematologico che arriva dai centri specializzati”, rimarca Bond. “Queste risorse sono un segnale di attenzione nei confronti dell’ospedale di Belluno e della sanità in montagna più in generale e sono la dimostrazione che se un progetto è valido ed efficace una soluzione si trova pur in un momento di pesante crisi anche per le casse pubbliche”, conclude Bond.

 

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