Wednesday, 19 September 2018 - 09:38

Il retroscena dell’errore di calcolo nelle percentuali dei candidati alle primarie provinciali del Pd

Dic 31st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Nella fretta di pubblicare i dati delle parlamentarie del Pd che hanno visto il successo di Roger De Mech, è sfuggito a tutti gli addetti ai lavori. Parlo della fonte, la segreteria del Pd, e anche della stampa locale, per primo chi scrive e anche le testate cartacee che oggi sono uscite con le percentuali errate dei candidati del Pd al Parlamento. In tarda serata la segnalazione arriva da un bellunese a Cambridge, Massachusetts. Sì, avete letto bene, dagli Stati Uniti l’amico e collega Enrico Costa si accorge immediatamente che i conti non tornano, infatti il totale delle percentuali dei voti dei sei candidati non fa 100 come dovrebbe ben oltre. In prima battuta, infatti a Roger De Menech viene attribuito un 57,71% e di seguito gli altri candidati 27,4%, 26,9%, 26,2%, 17,5%, 15,5%. Totale 171,21%! Davvero troppo.
Enrico invia anche le percentuali corrette, che rettifichiamo nell’articolo, con De Menech 33,65%, Bettiol 16,02%, Visalli 15,74%, Dalla Gasperina 15,31%, Cassol 10,2% e Maoret 9,09%.
I dettagli nel blog di Enrico Costa
 

Enrico Costa

Enrico Costa

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11 comments
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  1. Caro Giovanni come sempre perdi l’occasione di stare zitto.
    A confronto del vostro candidato, mister 30 voti , quelli del PD hanno preso centinaia di voti e il vincente oltre 1800 voti di gente vera che ci ha messo la vaccia andodo ieri a votare.
    Ti ripeto per l’ennesima volta, invidia perchè il PD riecse ad organizzare eventi molto partecipati con dati, regole confrontabili in ogni momento?
    Certo l’errore sulle percentuali è un errore significativo, ma vedi quelli che contanano alla fine sono il numero dei voti e a diferenza dei vostri voti, top secret ancora oggi, i dati del PD sono pubblici, tanto che un nostro concittadino che si trova negli Stati Uniti ha potuto consultarli e correggere le percentuali senza che nessuno gridi allo scandalo, perche i dati del PD sono chiari, trasparenti e consultabili da tutti come pui vedere.
    Un augurio di Buon anno a te e famiglia.
    Silvano

  2. Mah… le percentuali, così a occhio, hanno senso in entrambi i casi. Non conosco l’ortodossia, ma insomma, le prime percentuali date suppongo si riferissero alla percentuale di votanti che hanno votato il candidato in questione; ovvio che i conti non tornino facendo la somma, dato che ognuno (volendo) poteva esprimere due preferenze. Nel secondo caso, quello “corretto”, le percentuali si riferiscono al totale dei voti espressi. Sarà più corretto ok, ma sapere per esempio che il 57,71% ha scelto De Menech (non calcolo, mi limito a riportare il dato supponendo che si riferisca a ciò che dico) a me pare un dato interessante. Quei 1800 e passa su 3000 e passa non sono fotografati bene da un 33,65%. Insomma, non vedo ragioni per parlare di un errore. Solo una logica differente… se non ho capito ‘na mazza io mi scuso e tanti saluti

  3. La matematica non è un’opinione. Se parliamo di valori percentuali il totale deve fare 100. Altrimenti siamo in presenza di una nuova teoria che, in politica, può andare benissimo (c’erano anche le convergenze parallele di Andreotti), ma in matematica non ha senso. Non ammettere l’errore ed arrampicarsi sugli specchi è ancora più grave di averlo commesso.

  4. @Redazione@Marco: l’errore si vedeva subito per due buoni motivi, che accanto vi erano i numeri veri, cioè i voti presi e per il fatto che chiunque è in grado di accorgersi se una % supera il 100. Errore si ma non da farci sopra una questione. Per il resto mi pare che Marco Barluzzi abbia mostrato come si è originato; nella fretta si è rapportato il risultato ai votanti invece che ai voti realmente espressi che sono quasi il doppio. Non cambia niente e non è la fine del mondo. Vediamolo come un test per verificare quanto sono svegli i lettori.

  5. E, comunque, le convergenze parallele erano di Aldo Moro…

  6. Ma non era giusto dividere il numero di preferenze prese per il totale dei votanti?
    Dividendo per il totale delle preferenze espresse non si rappresenta il reale consenso che ha ricevuto quel candidato, e tra l’altro la percentuale è puramente a titolo informativo, alla fine si contano le preferenze e si fa la lista seguendo quel dato ordine.
    Roger De Menech è sostenuto dal 57,71% dei votanti, non dal 33,65%, e via dicendo per gli altri.
    Non è che un elettore conta di meno se esprime meno preferenze…

    La matematica non è un’opinione, è vero, e stiamo parlando di percentuali, ma non sono d’accordo su quanto espresso in maniera approssimativa sul funzionamento della percentuale. Le percentuali, se sommate, fanno 100% quando ogni parte è rapportata al totale, qua ogni parte non è in rapporto al totale (cioè il totale delle preferenze espresse), per cui ogni valore è rappresentativo, dimostratemi il contrario, ma la somma non fa 100%.
    Se vogliamo proprio che la somma delle percentuali faccia 100% dobbiamo contare anche le seconde preferenze non espresse, calcolarne la percentuale sempre sul totale dei votanti, sommarla al resto (e se i conti sono fatti bene viene 200%), infine si divide per il numero di preferenze esprimibili, per aggiustare il tutto. Ecco, 100%.

  7. Interessente disamina sui numeri. Matematica alla mano condivido i ragionamenti di Barluzzi, Balzan, Tarroni (in ordine di apparizione): la percentuale di consenso è evidente che sia rapportata al totale dei votanti e le discrasie sono dovute alla doppia preferenza.
    Poco peraltro importa tutto ciò… i dati reali sono due: innanzitutto il crollo della rappresentanza delle segreterie (il segretario provinciale è arrivato tristemente ultimo e quello della città capoluogo, pur supportato dal consigliere regionale, solo terzo).
    La gente, delusa da promesse disattese (a destra o sinistra che sia), non crede più nei riferimenti storici e vuol riporre fiducia in facce giovani, pulite ma con esperienza in trincea (che non è Roma o Venezia, ma negli enti locali o nelle associazioni, dove l’incarico è puro volontariato o quasi).
    Questa proposta/denuncia “BASTA CON LE SOLITE VECCHIE FACCE” io la feci nel centrodestra, nel Pdl, un anno fa ma il partito decise di affidarsi ai Pra, ai Boito, ai Fant, ai Neri, ai Comis e via andare (persone singolarmente rispettabilissime ma che in politica credo avessero poco o nulla ancora da dare), e il risultato si vide poi lampante alle amministrative della scorsa primavera.
    L’iniziativa delle parlementarie del Pd, anche se comunque di numeri modesti si tratta (3000 bellunesi, e questo è il secondo dato), dovrebbe far comunque riflettere anche nel centrodestra… il coinvolgimento dei cittadini ha sempre un effetto positivo.
    Buon anno a tutti!!
    🙂

  8. Siccome sono parte in causa dico che c’è stato un errore solo: non aver cancellato nel foglio xls la casella delle percentuali che derivava dalle tornate elettorali precedenti.
    Comunque la stampa era stata avvertita domenica sera di non tener conto di quel dato che era falsato proprio per via della doppia preferenza.
    Cordiali saluti

  9. Anzi proprio perchè c’è stata la fretta di dare i dati ufficiali alla stampa che aveva le sue legittime esigenze non abbiamo rettificato quel dato………..
    Buon anno

  10. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quei VOLONTARI, giovani e meno giovani, che hanno dato il loro contributo, per di più in periodo festivo, per mettere in piedi una macchina organizzativa quasi perfetta…..Poi se vogliamo per una piccola sbavatura mettere in secondo piano il messaggio importante di questo evento……beh pazienza….son sicuro che il cittadino abbia apprezzato anche quello che non vota Centro-Sx.

  11. ma trovatevi un lavoro, altro che primarie dei miei cordoni.
    ma quanta gente perde tempo e denaro pubblico in queste cazzate?
    Pala e pic ci vogliono.