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Riordino province: la manovra slitta di 6 mesi, i tagli dal 2014

Ott 30th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

La paura (del voto) fa 90. Dopo la doccia fredda del Movimento 5 Stelle che in Sicilia è il primo partito, il governo Monti, come la regione Veneto ha deciso di non decidere e rinviare l’operazione taglio province di 6 mesi, lasciando la patata bollente a chi verrà dopo Monti. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha già pronto un decreto legge nel quale si stabilisce che le province non saranno più commissariate da giugno 2013, ma dal 1 gennaio 2014. Come dire, prima andiamo al voto e poi si vedrà, altrimenti questi ci mandano tutti a casa.

Sei mesi in più, dunque, nessun commissariamento ed il compito di traghettare le province verso il riordino viene lasciato ai presidenti uscenti. Le province però andranno al voto con le nuove regole: non saranno più i cittadini a scegliere i consiglieri provinciali, ma toccherà ai consigli comunali di zona.

Rimane l’incognita per Sondrio e Belluno, province di montagna. Alle quali si è aggiunta Arezzo che secondo l’Istat ha superato i 350mila abitanti e quindi potrebbe sopravvivere ai tagli.

Ma nel medio termine, e con un nuovo governo, tutto potrebbe ancora cambiare.

 

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14 comments
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  1. Credo sia più grave dover far scendere i cittadini di tutta la provincia di Belluno fino a Treviso per andare in uffici provinciali e statali, come provveditorati (scuola) tribunale (giustizia) ecc. che far muovere un preside di scuola avanti e indietro.
    La chiusura dell’ente provincia è un taglio ben più grave dei tagli nei settori postali o scolastici, comunque condannabili.
    E’ una questione di priorità e di buon senso, ma forse è quello che manca a chi è favorevole alla sottomissione dei bellunesi ad un’amministrazione di pianura….

  2. Non mi è chiara una cosa: il rinvio riguarderà soltanto il commissariamento o anche il riordino?

  3. Sinceramente trovo questo articolo poco chiaro sia nel titolo che nel testo che segue. Non capisco poi il nesso tra il risultato elettorale del M5S in Sicilia e il riordino delle province.

  4. Tanto domani sapremo se Belluno sarà accorpata a Treviso…

  5. Secondo me fra poche ore Monti procederà al riordino delle province… Spero di sbagliarmi…

  6. Bella questa!!!!

  7. Concordo al 100% con Giovanni. Se la decisione è demandata al prossimo governo ha senso (politico) concentrare la nostra azione sulle decisioni che allora verranno prese. Le decisioni non potranno che rispecchiare gli impegni che i politici prenderanno in campagna elettorale. Ci saranno, verosimilmente, tre posizioni: chi vorrà abolire TUTTE le provincie, chi vorrà mantenerle come sono e chi sarà per accorpamenti di varia natura. Io, ma credo anche Giovanni, daremo il nostro voto a chi si dimostrerà favorevole all’abolizione di questo ente. Di tutti e non solo Belluno. Se usiamo bene la matita in cabina elettorale possiamo anche risparmiarci qualche fiaccolata.

  8. Province: in corso riunione Consiglio Ministri su dl riordino

    È ripresa questa mattina alle 10.20 la riunione del Consiglio dei Ministri che ieri sera era stata sospesa. All’ordine del giorno c’e’ l’esame del decreto legge che contiene le misure per il riordino delle province.

    http://www.asca.it/newsregioni-Province__in_corso_riunione_Consiglio_Ministri_su_dl_riordino-1212990-Marche.html

  9. Aspettiamoci l’ennesima porcata italiana!

  10. Si apprende che sono state tagliate 34 province.

  11. Apprendo ora dal CdM che la provincia di Belluno è salva. Ora salviamola da certi bellunesi.

  12. Siamo salvi?!

  13. Evvivaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  14. SI, così pare. Ottenuta la deroga perchè interamente territorio montano. Ma Zaia a suo tempo lo aveva già pronosticato.
    (ASCA) – Venezia, 2 ott – ”Non spettava alla Regione
    indicare quali Province tagliare, si assuma la
    responsabilita’ di farlo il Governo, che, secondo le mie
    previsioni, entrera’ nel merito a gamba tesa ed applichera’
    quanto previsto dalla spending review fino in fondo”. Cosi’
    sulle Province il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia,
    secondo il quale riuscira’ a salvarsi dal taglio la Provincia
    di Belluno, perche’ completamente montana, con necessita’
    quindi di avere una gestione autonoma.
    Il tavolo regionale, conclusosi ieri, ha deciso dal canto suo
    di non decidere ed ha passato il dossier al Consiglio
    regionale, che ora dovra’ promnunciarsi entro il 23 ottobre.
    ”Il Consiglio puo’ cambiare impostazione, se vuole” ha
    anticipato Zaia, ma e’ improbabile che accade. La provincia
    veneta che rischia di piu’ e’ quella di Rovigo, che non
    accetta, pero’, l’ipotesi di aggregarsi a Padova, come invece
    ha previsto il Governo.