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Associazione nazionale mutilati e invalidi civili: le problematiche emerse alla riunione di Roma

Ott 30th, 2012 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

In questo momento di crisi, i problemi che si prospettano per gli invalidi civili sono molto seri, così il Presidente nazionale ANMIC.

I finanziamenti pubblici per il sociale si ritengono troppo elevati e, per contenerli , vogliono introdurre un limite al reddito per l’indennità di accompagnamento; le verifiche ordinarie e straordinarie dell’INPS non hanno dato i risultati da loro sperati, ma sono servite soltanto per criminalizzare gli invalidi e non a scovare i falsi invalidi; non vogliono affrontare il problema della non autosufficienza non risolvibile con il ricorso al ricovero in Istituti, onerosissimo per le finanze pubbliche e per la famiglia ed umiliante per l’invalido: il problema può essere risolto finanziando la famiglia per mantenere il non autosufficiente nella propria abitazione: meno oneri per le finanze pubbliche e maggior tranquillità per l’anziano. Il Ministro della Salute vuole rapidamente rivedere e sostituire le tabelle indicative delle percentuali dell’invalidità in vigore con altre formulate dalla Commissione Ministeriale, contro il parere delle Regioni espresso da quest’ultime nel Consulto Stato/Regioni e senza attendere il parere delle competenti Commissioni parlamentari; le difficoltà incontrate con l’INPS per la gestione della legge 102 che concentra in quell’Istituto tutto l’iter procedurale per il riconoscimento dell’invalido e per la concessione degli eventuali benefici economici, le difficoltà esistenti per un reale inserimento del disabile ex legge 104 nella scuola di ogni ordine e grado (insegnanti e personale di sostegno insufficiente e non sempre preparato) sono queste le difficoltà che si prospettano per gli invalidi nel 2013.

Il presidente della sezione di Belluno, dell’Anmic, dottor Armando Targon è intervenuto per far presente quelle che sono le emergenze degli invalidi e della sezione di Belluno. Presa visione delle nuove tabelle proposte dal Ministero della Salute, ritiene che saranno difficilmente applicabili perché i referti medici ospedalieri e degli specialisti non saranno redatti in conformità all’ICD9 composto di 5 cifre più il numero indicante la classe funzionale della patologia (esempio; miocardiopatia cod. ICD9 = 429.10; a questo deve essere aggiunta la classe funzionale da 1 a 5 con invalidità variabile dall’11% al 100%; nelle tabelle, inoltre, non sono state riportate numerose patologie già presenti ed altre patologie emerse dagli studi più recenti e difficilmente assimilabili ad altre patologie (esempio: fibromialgia cronica, sindrome da stanchezza cronica, ecc.); l’INPS ha proposto la concessione dell’indennità di accompagnamento per i minori affetti da neoplasia in chemioterapia: perché solo ai minorenni? Vi sono tanti altri invalidi affetti da neoplasia, operati ed in radio e chemioterapia, che necessitano del supporto dei familiari per l’assistenza e per il trasporto negli ambulatori e nei reparti per il trattamento terapeutico; per troppe patologie che, secondo le istruzione del Ministero nel 1992, era previsto il diritto all’indennità di accompagnamento e che nelle nuove tabelle è indicata solo un’invalidità del 100%; sono troppe le patologie tabellate per le quali è prevista un’invalidità notevolmente inferiore a quella prevista nel 1992: troppi invalidi, ora col 74% o col 100% oggi risulterebbero non più invalidi; sarebbero risolti tutti i problemi dell’invalidità perché la categoria sarebbe cancellata per Decreto Ministeriale.

Il Ministro Fornero ed il sottosegretario Guerra avevano promesso un intervento governativo per favorire il collocamento dei disabili restringendo la platea per le esenzioni delle imprese all’assunzione dei disabili ed il potenziamento dei controlli finalizzati a verificare la correttezza dei prospetti informativi: sono passati otto mesi e non si sa ancora nulla. Altra promessa vana?

Nel 2011 il Ministro del Lavoro aveva indicato la possibilità delle sezioni ANMIC a svolgere le funzioni proprie delle Agenzie di Collocamento. Sarebbe un modo per avviare al collocamento gli invalidi. Si chiedono direttive precise nel merito per una maggiore efficacia in proposito.

L’ANMIC è associazione di categoria qualificata per presentare all’INPS le domande di invalidità civile, dell’handicap e del collocamento mirato; può godere della presenza del personale INPS nelle nostre sedi per parlare dei benefici/doveri degli invalidi, possiamo incontrare il personale INPS per presentare e risolvere eventuali contrasti INPS/invalidi, ma ci è proibito usare la via telematica per trasmettere all’INPS eventuali ricorsi al Comitato Provinciale INPS la trasmissione dei modd. AP 70 ed AP23 ed altri interventi necessari per il pagamento delle relative prestazioni economiche. L’INPS non concede all’ANMIC il PIN necessario per trasmettere tali dati. È necessario insistere presso l’INPS perché oltre al PIN per l’inoltro delle domande per l’invalidità civile, la nostra associazione possa avere il PIN anche per tutte le altre pratiche collegate all’invalidità civile senza dover rivolgersi ad un Patronato.

Il ministro Balduzzi ha realizzato la riforma del servizio sanitario. Ha previsto l’obbligo peri medici di famiglia di associarsi e svolgere l’attività in ambulatori subdistrettuali. In queste strutture deve essere svolta la loro attività con obbligo di assistenza per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno; in questi ambulatori potrebbe essere svolta anche attività specialistica multidisciplinare. Tutto bene. Ma nelle nostre vaste aree montane con tanta dispersione della popolazione, siamo in grado di garantire la presenza degli ambulatori frazionali o la popolazione dovrà confluire nell’ambulatorio distrettuale? Anche perché le dimissioni ospedaliere avvengono molto precocemente, è necessario che le Aziende ULSS garantiscano la presenza negli ambulatori di infermieri, fisioterapisti ed ausiliari per una efficace assistenza domiciliare integrata dei pazienti ed un trasporto a chiamata per gli infermi privi di mezzi di trasporto; questo servizio può essere garantito dall’ULSS con convenzioni con le associazioni del volontariato.

 

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