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La provocazione di Michele Carbogno nudo: “non lasciate la provincia nuda senza un euro! Per la sopravvivenza serve identità, competenze e capacità finanziaria

Ott 23rd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Anche Belluno Protagonista sarà presente alla manifestazione di mercoledì sera per salvare la Provincia, la cui sopravvivenza, in attesa che il Governo valuti se valorizzarne la specificità o scelga di accorparla con Treviso, ormai è appesa a un filo.

“Sono giorni decisivi – afferma Michele Carbogno, che dell’ente fu l’ultimo vicepresidente – ed è doveroso che sul territorio ci si faccia sentire con iniziative e interventi di ogni tipo. Molto apprezzabile in particolare è il lavoro del Bard, un po’ meno serio quello di qualche altro politico che, senza calcolarne le tragiche conseguenze, giusto un anno fu primo attore nel far cadere la Provincia e ora vorrebbe magari assurgere a salvatore della patria”.

Per Belluno Protagonista tuttavia non basta preservare il nome alla Provincia: “Quando cadde – evidenziano Alberto Curto e Lorenza de Kunovich, già consigliere e assessore a Palazzo Piloni – le beghe tra galli nello stesso pollaio ebbero un ruolo centrale, ma alla loro base uno dei motivi scatenanti furono le difficoltà finanziarie dell’ente. Ecco perché, se crediamo nell’importanza che la Provincia di Belluno resti tale, dobbiamo anche insistere affinché ad essa vengano assegnate vere competenze e soprattutto un’adeguata capacità finanziaria”.

Da qui l’idea di un volantino (che sarà distribuito in questi giorni) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di mantenere non solo lo status di Provincia ma anche un ruolo di peso collegato ad essa. Provocatoriamente sul volantino spicca la moneta da un euro con Carbogno nudo in posa vitruviana coperto solo nelle parti intime da un cerchio su cui è raffigurata la forma della Provincia e dove si evidenzia che senza mezzi adeguati, nonostante possa arrivare dal Governo un pur importante riconoscimento identitario, sarebbe come lasciare il nostro territorio a nudo e senza un euro.

“Lo abbiamo detto in diverse occasioni pubbliche – conclude Carbogno -: se si crede che la Provincia, soprattutto in un territorio montano come il nostro, serva per svolgere funzioni di programmazione e coordinamento di quelle molteplici attività a cui i piccoli comuni non riescono a dare seguito, allora bisogna battersi per un suo potenziamento accorpando su di essa le competenze sparse in altri enti e dandole una maggiore autonomia finanziaria, chiedendo anche alla Regione, che nel suo Statuto ne ha riconosciuto la specificità, di garantire la copertura dei costi aggiuntivi correlati alla particolarità del territorio”.

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5 comments
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  1. Segnalo il contributo del Dott. Giuseppe Morrone, Segretario Generale della Provincia di Sondrio.

    PROVINCE MONTANE: LA MANCATA DEROGA, COSTITUZIONALMENTE PREVISTA

    Il decreto legge n. 95/2012, convertito in legge 135/2012, rappresenta il calpestio di ogni e qualsiasi
    principio costituzionale.
    Con la sua entrata in vigore ho scoperto, ahimè, che la Costituzione è composta da 138 articoli;
    infatti il DL 95/2012 non tiene conto affatto dell’articolo 133 della Costituzione medesima. Devo
    ritenere che esso sia stato implicitamente abrogato dal DL (monstrum iuris), poi, convertito
    (monstra iuris) nella legge 135 del 2012.
    Tralascio il discorso della violazione del citato articolo 133 laddove, per la modifica delle
    circoscrizioni provinciali, occorre l’iniziativa dei Comuni. Si badi bene che l’iniziativa dei Comuni
    potrebbe anche sfociare in decisioni legislative diverse dal fine che le iniziative stesse potrebbero
    proporsi, ma è conditio sine qua non dell’iter procedurale per la modifica delle circoscrizioni
    provinciali.
    Il Governo con il riordino delle Province di cui all’articolo 17 della citata legge (rectius:
    soppressione di gran parte delle attuali Province) ha ritenuto evidentemente di bypassare l’obbligo
    costituzionale di iniziativa comunale coinvolgendo il Consiglio delle Autonomie Locali, il quale
    appare organo meramente consultivo, peraltro a composizione mista ovvero composto anche da
    membri che non sono espressione degli enti locali. Pertanto, il CAL, nel caso di specie, non può
    assolutamente sostituire l’iniziativa comunale di cui all’articolo 133 della Costituzione.
    Della violazione dell’articolo 133 sono già state scritte fiumi di pagine, anche da eminenti giuristi,
    ma molto sommessamente, mi preme far rilevare che non solo con un DL è stato abolito l’articolo
    133 della Costituzione, ma, di fatto, non esiste neanche la Corte Costituzionale, la quale, a seguito
    della riforma del Titolo V, Parte seconda, della Costituzione, ha ritenuto che, per quanto riguarda i
    territori montani, la disciplina rientra nella competenza legislativa regionale di natura residuale ai
    sensi dell’articolo 117, comma 4, della Costituzione (Corte Costituzionale n. 229/2001, n.
    244/2005, n. 456/2005, n. 397/2006 e n. 237/2009).
    Addirittura, con la sentenza n. 229 del 2001, pronunciandosi su un’ipotesi di soppressione di alcune
    comunità montane (rectius: territori montani), ha ritenuto che esse, “contribuiscono a comporre il
    sistema delle autonomie sub regionali, pur senza assurgere a enti costituzionalmente o
    statutariamente necessari” e che rientra nella potestà legislativa delle Regioni disporne anche,
    eventualmente, la soppressione.
    E’ di tutta evidenza, dunque, che la previsione della cessazione dell’esistenza di una provincia
    montana come Sondrio (addirittura con mero atto amministrativo ovvero con la delibera del
    Consiglio dei Ministri – sic! – e ritengo sia così nonostante gli ultimi pareri dei Prof. Onida e Prof.
    Pagina 2 di 2
    Cerulli Irelli), il cui riconoscimento, come territorio montano con legge regionale è in itinere, ma da
    sempre riconosciuto come tale, è una palese violazione del criterio di riparto di competenze e del
    principio di legalità sostanziale, in forza dei quali ogni intervento sull’efficacia di leggi regionali
    deve trovare puntuale giustificazione in fonti costituzionali.
    Qualora si eccepisca che la Provincia di Sondrio non è ancora stata riconosciuta territorio
    interamente montano con apposita legge della Regione Lombardia, preciso che, evidentemente, il
    Governo ha ignorato che, in Italia, e non in Papuasia, c’è la Provincia di Belluno che la Regione
    Veneto, all’articolo 15 dello statuto, ha riconosciuto quale Provincia interamente montana,
    conferendole, altresì, forme e condizioni particolari di autonomia.
    La mancata previsione delle Province il cui territorio ricade in zone interamente montane, quale
    deroga ai criteri di riordino delle Province di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20
    luglio 2012, è stata sollevata in sede di Commissione del Senato che, non accettando
    l’emendamento all’uopo presentato dal Senatore Garavaglia, per il tramite del referente Giaretta, ha
    impegnato il Governo, “a valutare l’opportunità di dare attuazione al disposto normativo del
    sub emendamento 17.1000/9”, relativamente a quanto sopra espresso.
    D’altra parte la necessità dell’inserimento di una deroga ai criteri di riordino formulati dal Governo
    e tendente alla salvaguardia delle Province con territorio interamente montano, è stata evidenziata
    dal Centro Studi della Camera dei Deputati, alla scheda n. 672, nella relazione di accompagnamento
    al maxi emendamento al DL n. 95.
    Di tutto quanto sopra la legge n. 135/2012 sembra essersene impippata.
    E io mi chiedo: esiste ancora la Costituzione? Esiste ancora la Corte Costituzionale? Ai posteri
    l’ardua sentenza.

    Giuseppe Morrone

    http://provinceditalia.files.wordpress.com/2012/09/20120905-papuasia_giuseppe-morrone_province-montane_sondrio-e-belluno_001.pdf

  2. ma perchè pagare un euro? Per mantenere chi? io pago le tasse a Belluno e questo mi sembra già abbastanza. Se dopo il caro Carbogno, impiegato solerte del Genio civile di Belluno, vuole donare è libero di farlo. Dal canto mio non solo non pago un euro ma non partecipo nemmeno alla manifestazione. Per me Belluno è il nulla; il nulla dal punto di vista Turistico, il nulla dal punto di vista ambientale, e il nulla dal punto di vista lavorativo. Queste considerazioni promanano da ciò che i politici hanno fatto fino ad oggi, dalle baruffe e sputtanamento dei soldi (vedasi marchio Unesco) alla clientelare sistemazione di politicanti di vario spessore.

  3. @Mirco: non ho il piacere di conoscerti (o perlomeno non riesco a capire chi tu sia leggendo solo un generico nome), comunque non hai capito granché dal significato dell’iniziativa.
    Qui non si chiede nulla ai cittadini ma si vuole sottolineare che Governo nazionale e Regione, oltre a mantenere in vita la Provincia, le diano anche competenze e soldi perché possa operare effettivamente a tutela del territorio… viceversa non servirebbe a nulla.

  4. Vedo che MIche Carbogno ha preso alla lettera la proposta di Gugliemi, de “L’amico del Popolo” di far scendere in piazza i Sindaci in mutande, idea che Giovanni Piccoli commentò con un “Delego volentieri la fascia ad altri disposti a farlo”….
    Toccherà andar tutti in palestra per potersi permettere la performance di Michele !
    Comunque grazie per l’aiuto!

    @Mirco certe considerazioni, tristissime, potevi anche risparmiartele. Il territorio bellunese non se le merita…
    gli uomini rispnderanno per la loro responsabilità…
    Saluti a tutti

    ci vediamo stasera a Belluno
    sarà una bella occasione per vederci in faccia e dire che il popolo bellunese esiste!

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