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Cari senatori, non affossate le testate on line * Anso Associazione Nazionale Stampa on line

Ott 22nd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

La discussione in Senato del disegno di legge che riforma il reato di diffamazione a mezzo stampa rischia di trasformare in negativo quello che dovrebbe essere un emendamento migliorativo, eliminare il carcere per i giornalisti, che allineerebbe finalmente la legislazione italiana a quella più liberale europea.

Le pene pecuniarie previste dal nuovo testo appaiono infatti spropozionate e indiscriminate. Se è giusto tutelare la dignità della persona eventualmente diffamata, non si può farlo addensando sul capo dei giornalisti la minaccia permanente di multe enormi potenzialmente in grado, nei casi più gravi, di portare alla chiusura dell’organo di stampa in cui lavorano: poche decine di migliaia di euro di sanzione significano la rovina per le piccole testate locali o per molti giornali on line. Come ha di recente affermato la Corte di Strasburgo, pene eccessive rappresentano una lesione alla libertà d’informazione sancita dai trattati europei.

Vogliamo ricordare poi la specificità dei giornali on line, cioè delle testate all digital che sono nate sul web non come versione digitale dell’edizione su carta, ma come prodotto della nuova informazione che caratterizza l’era della comunicazione di massa. Sono un patrimonio prezioso che arricchisce il pluralismo dell’informazione e, quindi, alimenta di nuova vita la nostra democrazia. Testate che vivono anche con i contributi dei lettori, secondo le modalità tipiche della comunicazione in rete.

La nuova normativa, se è discutibile per la tradizionale stampa cartacea e radiotelevisiva, è pericolosa per il web perché ne misconosce la specificità e la fragilità economica. Chiediamo dunque che il disegno di legge ora all’esame del Senato esenti le testate solo online, per le quali si richiedono norme specifiche sulle rettifiche e pene pecuniarie proporzionate alla dimensione patrimoniale dell’azienda giornalistica, e affronti una volta per tutte la spinosa questione del diritto all’oblio.

ANSO – Associazione Nazionale Stampa on line

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3 comments
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  1. Come riportato nel comunicato, va tutelata anche la dignità della persona eventualmnete diffamata.
    Effettivamente è successo che persone siano state accusate di atti non commessi. Più volte però è successo che alcune persone si sentissero diffamate perchè erano state messe in piazza alcune loro scomode intimità. A prescindere che quando un personaggio è soggetto pubblico, tutto quanto riferito alla sua persona deve essere altrettanto pubblico, l’impressione è che la classe politica voglia mettere il bavaglio del terrore ai media evitando così la divulgazione di notizie imbarazzanti.
    Speriamo che il Senato, in questo momento poco felice per l’immagine del parlamento, non voglia far prevalere la regola del silenzio.

  2. bavaglio del terrore ai media?
    Attenzione che la la classe politica, le grandi testate e professori non usino una giusta sanzione della diffamazione come scusa!
    “La democrazia e pluralità… assurdi concetti fuori moda”!
    I questo caso nessuno dice “ce lo chiede l’Europa”?

    W Bellunopress libera!!!!! e grazie.

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