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A Roma con il governo Monti per il taglio delle province, e a Belluno in piazza per difendere la provincia. L’appello del coordinatore del Pdl Stefano Ghezze: “mercoledì sera scendiamo tutti in piazza”

Ott 22nd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Palazzo Piloni sede della Provincia

Rovigo sarà accorpato a Padova, e Belluno a Treviso. Invariate Vicenza, Verona e Venezia. E’ già pronto il decreto legge che ridisegna la mappa delle province italiane. Via quelle con meno di 350mila abitanti o con un’estensione inferiore a 2500 Km quadrati, in tutto 36. Nessuna deroga quindi alle due province di montagna Sondrio e Belluno.

Queste le notizie di corridoio e le indiscrezioni riportate dalla stampa di oggi.

Il coordinatore provinciale del Pdl Stefano Ghezze, però, nonostante il suo partito abbia sorretto a Roma il governo Monti artefice del taglio delle province, chiama il popolo bellunese alla mobilitazione. Come un coniuge tradito che per ultimo viene a conoscenza del misfatto.

Stefano Ghezze

“Mercoledì sera il Pdl ci sarà e ci metterà la faccia. Vogliamo e dobbiamo salvare Belluno e la sua unitarietà – afferma in una nota il coordinatore provinciale del Popolo della Libertà Stefano Ghezze a due giorni dalla manifestazione a sostegno del mantenimento della Provincia prevista per mercoledì sera a Belluno. – Nessuno può chiamarsi fuori e noi vogliamo giocare questa partita fino in fondo con tutte le armi che sono a nostra disposizione. Mercoledì sera prima della manifestazione ho convocato un direttivo del partito nella sede di via Cavour”, anticipa Ghezze, che in queste ore sta contattando – via mail o per telefono – gli iscritti. “La mobilitazione deve essere generale”.

Un film già visto, insomma, che ricorda la fine della Brigata alpina Cadore, già cancellata a Roma, mentre a Belluno le urla dei politici risuonavano nei corridoi oramai deserti dello storico fabbricato, ancor oggi vuoto.

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24 comments
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  1. Benvenuto a Ghezze e tutti gli amici che vorranno partecipare.
    Con un consiglio ed un’avvertenza: metteteci pure la faccia, ma le bandiere lasciatele a casa.
    Ci devono essere solo bandiere bellunesi.

  2. @Tomaso: non ho mai creduto in una deroga per le province di Belluno e Sondrio: vedrai che i fatti mi daranno ragione…

  3. Il Governo Monti deve essere mandato a casa!

  4. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2012/10/22/pop_nuoveprovince.shtml

  5. Lino, nello stesso articolo si legge:

    “Quelle tagliate saranno trentasei, alle quali bisogna aggiungere un’altra decina di cancellazioni nelle Regioni a statuto speciale, che però hanno sei mesi di tempo per adeguarsi e decideranno loro come farlo. Le uniche che potrebbero essere recuperate sono Sondrio e Belluno. Per il resto palla avanti e pedalare. ”

    Per questo tutti i bellunesi dovranno scendere in piazza mercoledi.
    I parlamentare bellunesi meglio invece che stiano a Roma a fare pressione sul ministro!

  6. Ai politici sostenitori: restituite le tessere se siete Bellunesi e pensare di rappresentare la vostra gente e non il vostro partito:
    Ai parlamentari votate contro il governo o prendere residenza fissa a roma.

  7. Speriamo bene, ancora qualche speranza c’è…

  8. A Simone: nello stesso articolo si dice che saranno respinte “le tante richieste di deroga”…

  9. a Roma anche con la delega di 17.600 firme per l’autonomia dei Bellunesi…

  10. A Roma hanno già deciso…

  11. @Lino. Par favor, fermete ‘n fià co la tò sfiga!

  12. @Tomaso: cosa c’entra la sfiga?! Io non sopprimerei nessuna provincia ma lo sai bene che la decisione non non spetta né a me né a te!

  13. Ops! Mi è scivolato un “non” di troppo!

  14. finora il Governo Monti ha curato e curerà le leggi di stabilità, a danno delle classi deboli!!! Invece di pensare al taglio delle Province perchè non ha tagliato tutte le Regioni e messo mano al taglio numerico dei parlamentari e e al taglio dei privilegi?

  15. Abbiamo 3 consiglieri regionali e 5 parlamentari che o non hanno fatto nulla o hanno finto di fare qualcosa.
    Sarebbe giusta la minaccia di dimissioni,ma lo dico per ridere.
    Speriamo almeno che dal prossimo giro vadano a fare qualcosa di piu’ adatto alle loro capacita’.
    Se non altro basta danni.

  16. Ecco l’ultima ideona, tagliamo tutte le regioni e salviamo tutte le province.
    Così ci toccava fare il corteo di macchine sull’A27 fino a Venezia, saturare il parcheggio a piazzale Roma e sfilare in piazza S.Marco per salvare la regione Veneto…
    L’unica cosa positiva che vedo in tutto questo che sta accadendo è FINALMENTE un pò di unità fra i bellunesi che storicamente si sono ostacolati a vicenda senza arrivare a nulla di positivo.
    Se tutta questa forza ed unità fosse iniziata 30 anni fa ora saremmo provincia autonoma 🙂

  17. Altro che sfilare in Piazza san Marco per salvare la Regione Veneto, quel giorno della soppressiuone della regione sarei disposto a sfilare ed esultare a Roma e sarebbe anche una delle giornate più belle della mia vita. Fino al 1970 siamo vissuti benissimo senza regioni e il debito pubblico era al 45% del PIL, con la nascita delle regioni so di averci solo rimesso e continuo a rimetterci pagando tasse ed arricchendo una pletora di politici incapaci di gestire i servizi: ferrovie regionali ad esempio.
    Viva la provincia di Belluno governata dai bellunesi come ente di primo livello!

  18. Dire che la battaglia è perduta non mi pare corrisponda alla realtà. Abbiamo messo assieme un popolo che raramente ha condiviso esperienze comuni.
    Poco importa quello che farà il governo perchè il nostro destino comunque lo decideremo noi se sapremo portare avanti la battaglia per l’autonomia senza piegare la testa davanti ad un governo che non rispetta la legge fondamentale della Repubblica, quella stessa legge che pretende sia rispettata dai suoi cittadini.
    Probabilmente la deroga ci sarà ma siamo solo all’inizio di una lunga guerra e questa battaglia, vinta o persa, è solo un breve capitolo dell’intera storia che in buona parte è ancora da scrivere…insieme.
    Una cosa è certa: non moriremo trevigiani!

  19. @belumat
    Diciamo la verità, la provincia di Belluno governata dai bellunesi non ha fatto un figurone…

  20. @Silvano: mi sembri troppo ottimista…

  21. Se al governo non passa il contentino del mantenimento della Provincia, perchè non occupare palazzo Piloni, sfrattare il commissario e proclamare la Provincia Autonoma?
    Che le pa..e dei Bellunesi siano piene è certo! che i tempi siano maturi per svegliarsi?

  22. …parla ghezze che è stato uno di quelli che ha dato il la alla morte della provincia perchè forse pensava di fare un salto da qualche parte…. ma va……

  23. Anche se Bottacin non fosse stato sfiduciato, le cose non sarebbero cambiate.

  24. Vi segnalo il contributo del Dott. Giuseppe Morrone, Segretario Generale della Provincia di Sondrio.

    PROVINCE MONTANE: LA MANCATA DEROGA, COSTITUZIONALMENTE PREVISTA

    Il decreto legge n. 95/2012, convertito in legge 135/2012, rappresenta il calpestio di ogni e qualsiasi
    principio costituzionale.
    Con la sua entrata in vigore ho scoperto, ahimè, che la Costituzione è composta da 138 articoli;
    infatti il DL 95/2012 non tiene conto affatto dell’articolo 133 della Costituzione medesima. Devo
    ritenere che esso sia stato implicitamente abrogato dal DL (monstrum iuris), poi, convertito
    (monstra iuris) nella legge 135 del 2012.
    Tralascio il discorso della violazione del citato articolo 133 laddove, per la modifica delle
    circoscrizioni provinciali, occorre l’iniziativa dei Comuni. Si badi bene che l’iniziativa dei Comuni
    potrebbe anche sfociare in decisioni legislative diverse dal fine che le iniziative stesse potrebbero
    proporsi, ma è conditio sine qua non dell’iter procedurale per la modifica delle circoscrizioni
    provinciali.
    Il Governo con il riordino delle Province di cui all’articolo 17 della citata legge (rectius:
    soppressione di gran parte delle attuali Province) ha ritenuto evidentemente di bypassare l’obbligo
    costituzionale di iniziativa comunale coinvolgendo il Consiglio delle Autonomie Locali, il quale
    appare organo meramente consultivo, peraltro a composizione mista ovvero composto anche da
    membri che non sono espressione degli enti locali. Pertanto, il CAL, nel caso di specie, non può
    assolutamente sostituire l’iniziativa comunale di cui all’articolo 133 della Costituzione.
    Della violazione dell’articolo 133 sono già state scritte fiumi di pagine, anche da eminenti giuristi,
    ma molto sommessamente, mi preme far rilevare che non solo con un DL è stato abolito l’articolo
    133 della Costituzione, ma, di fatto, non esiste neanche la Corte Costituzionale, la quale, a seguito
    della riforma del Titolo V, Parte seconda, della Costituzione, ha ritenuto che, per quanto riguarda i
    territori montani, la disciplina rientra nella competenza legislativa regionale di natura residuale ai
    sensi dell’articolo 117, comma 4, della Costituzione (Corte Costituzionale n. 229/2001, n.
    244/2005, n. 456/2005, n. 397/2006 e n. 237/2009).
    Addirittura, con la sentenza n. 229 del 2001, pronunciandosi su un’ipotesi di soppressione di alcune
    comunità montane (rectius: territori montani), ha ritenuto che esse, “contribuiscono a comporre il
    sistema delle autonomie sub regionali, pur senza assurgere a enti costituzionalmente o
    statutariamente necessari” e che rientra nella potestà legislativa delle Regioni disporne anche,
    eventualmente, la soppressione.
    E’ di tutta evidenza, dunque, che la previsione della cessazione dell’esistenza di una provincia
    montana come Sondrio (addirittura con mero atto amministrativo ovvero con la delibera del
    Consiglio dei Ministri – sic! – e ritengo sia così nonostante gli ultimi pareri dei Prof. Onida e Prof.
    Pagina 2 di 2
    Cerulli Irelli), il cui riconoscimento, come territorio montano con legge regionale è in itinere, ma da
    sempre riconosciuto come tale, è una palese violazione del criterio di riparto di competenze e del
    principio di legalità sostanziale, in forza dei quali ogni intervento sull’efficacia di leggi regionali
    deve trovare puntuale giustificazione in fonti costituzionali.
    Qualora si eccepisca che la Provincia di Sondrio non è ancora stata riconosciuta territorio
    interamente montano con apposita legge della Regione Lombardia, preciso che, evidentemente, il
    Governo ha ignorato che, in Italia, e non in Papuasia, c’è la Provincia di Belluno che la Regione
    Veneto, all’articolo 15 dello statuto, ha riconosciuto quale Provincia interamente montana,
    conferendole, altresì, forme e condizioni particolari di autonomia.
    La mancata previsione delle Province il cui territorio ricade in zone interamente montane, quale
    deroga ai criteri di riordino delle Province di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20
    luglio 2012, è stata sollevata in sede di Commissione del Senato che, non accettando
    l’emendamento all’uopo presentato dal Senatore Garavaglia, per il tramite del referente Giaretta, ha
    impegnato il Governo, “a valutare l’opportunità di dare attuazione al disposto normativo del
    sub emendamento 17.1000/9”, relativamente a quanto sopra espresso.
    D’altra parte la necessità dell’inserimento di una deroga ai criteri di riordino formulati dal Governo
    e tendente alla salvaguardia delle Province con territorio interamente montano, è stata evidenziata
    dal Centro Studi della Camera dei Deputati, alla scheda n. 672, nella relazione di accompagnamento
    al maxi emendamento al DL n. 95.
    Di tutto quanto sopra la legge n. 135/2012 sembra essersene impippata.
    E io mi chiedo: esiste ancora la Costituzione? Esiste ancora la Corte Costituzionale? Ai posteri
    l’ardua sentenza.

    Giuseppe Morrone

    http://provinceditalia.files.wordpress.com/2012/09/20120905-papuasia_giuseppe-morrone_province-montane_sondrio-e-belluno_001.pdf