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Attenzione ai falsi sacerdoti * di Paolo Bampo

Ott 19th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Riflettore

Paolo Bampo

Non so se sia il segnale della rivolta che aspettavamo da parte di una classe dirigente politica veneta sempre prona al volere di Roma, ma il fatto che ben 42 consiglieri regionali (ne bastavano 15) abbiano sottoscritto l’atto di convocazione di un consiglio straordinario per discutere la risoluzione tendente all’indizione di un referendum per l’indipendenza del Veneto, è un fatto molto significativo.

Questo non vuol dire che il Consiglio approverà la risoluzione, per lo meno nella formula originaria, ma è emblematico che vi sia stata una trasversalità nell’ammettere che di indipendenza ormai se ne può parlare.

Il vento non può essere fermato con la rete da pesca e non basterà uno sciroppo per la tosse a fermare il virus dell’indipendentismo.

Quanti asserivano sino a ieri che l’indipendenza era una chimera, un sogno se non proprio addirittura una bufala ora dovranno ricredersi. Se non sarà l’anno prossimo, sicuramente a breve, molto breve, si giungerà al referendum e così i veneti avranno il diritto di esprimersi se intendano rimanere italiani o se diventare uomini liberi.

Una cosa è sicura ed è che se sino ad ora le fila di noi indipendentisti erano sottili come il filo del baco da seta, da domani statene certi, si rafforzeranno come la fune di uno scalatore.

Parlando non di popolo ma di esponenti politici opportunisti, speriamo non accada come con il federalismo e con l’autonomia di cui all’inizio tutti erano contrari e di cui poi i più acerrimi nemici ne sono diventati i più fieri (sinceri?) sostenitori.

Quando un treno corre tutti cercano di salire senza aver pagato il biglietto. Speriamo che la gente sappia fare buona guardia e riconosca i falsi sacerdoti, quelli interessati più a risolvere il problema della loro posizione che non a raggiungere realmente l’obbiettivo finale.

Paolo Bampo

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16 comments
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  1. via dall’itagila ? avanti tutta!
    Willkommen in Dolomiten – Alto Piave

  2. Anche se il Veneto fosse indipendente, il bellunese avrebbe sempre poca voce in capitolo…

  3. Ieri Grazia (UDC) ha parlato da bassanese e, da quello che ho capito, per i bassanesi la provincia di Belluno deve essere soppressa…

  4. Ho ancora stima dei bassanesi, ma se credono che siamo il loro agnello sacrificale hanno completamente sbagliato tutto…

  5. Anche il “caso Rovigo” la dice lunga…

  6. Intanto il Consiglio Regionale sulle Province sta decidendo di non decidere. A cosa serve questa Regione Veneto?

  7. Più che previsto se n’era accorto. Però poi bisogna vedere quanto seguito hanno questi movimenti…

  8. E’ naturale essere perplessi, dubbiosi e attenti, soprattutto se non ci si è mai fermati a fare una riflessione approfondita, credo però che ci sia dentro ognuno la consapevolezza che il malato Italia, non solo non possa essere guarito ma, soprattutto NON VOGLIA essere curato. Da qui pertanto la necessità di andarsene per non morire con lui.
    Per quanto riguarda l’interrogativo circa il futuro della provincia di Belluno e della sua autonomia all’interno di uno stato veneto, tutto dipenderà dal tipo di trattativa che sarà condotta in fase propedeutica. Certamente i presupposti sono a noi tutti favorevoli per il tipo di atteggiamento nei nostri riguardi che ho riscontrato nelle persone che stanno muovendo i passi necessari a livello regionale.
    Per quanto riguarda il PAB è in programmazione un paio di convegni in provincia (il primo il 25 novembre) in cui si lascerà pari spazio ai relatori (saranno invitati prof Pizzati di Ca’ Foscari, avv. Morosin, avv. Azzano Cantarutti, avv.Selmo, ing.Busato e prof. Bernardini dell’univ. Insubria, che sono le persone che stanno muovendo le fila dell’iniziativa referendaria) per la presentazione del progetto indipendentista e alle domande e richieste di chiarimenti e granzie degli intervenuti.

  9. @Paolo: il Veneto ha 5.000.000 di abitanti!

  10. @Lino
    capisco cosa intendi dire, ma tutto il mondo è fatto di comunità più piccole e più grandi. Noi siamo destinati a rimanere una minoranza sia che si resti in Italia nella situazione attuale o si vada nel trentino AA, oppure in Europa o in Australia. Non è pertanto che cambiando referente potremo migliorare la nostra condizione. di sicuro c’è che non possiamo rimanere in questa situazione se non scappiamo da qualche parte.
    Io credo fondamentalmente 3 cose:
    1° che TAA stia troppo bene così e non intenda cambiare la situazione, ma quando questa sarà insostenibile non potranno esserci più vantaggi in Italia neppure per quella regione. Migrare nel TAA vorrebbe dire pertanto solo rimandare la nostra fine.
    2° che il Veneto se riesce a svincolarsi potrebbe essere il contenitore ottimale per la benevola considerazione internazionale e per la propria autosufficienza.
    3°che in una situazione di benessere genrale non sorgerebbero le rivalità, i contrasti e le invidie che ci stanno portando a confliggere con i nostri vicini di casa vicentini o trevisani. Se c’è benessere sarà loro interesse rendere più forte ogni territorio.
    Comunque se hai dubbi sul nostro futuro puoi venire ad esporli il 25 nov (faremo sapere dove e l’ora)
    In ogni caso a giorni il PAB incontrerà una delegazione dei promotori per mettere in chiaro le aspettative autonomiste specificate nel doc rintracciabile in A come autonomia di questo sito (credo sia l’unico movimento autonomista riconosciuto che tenda alla Regione Dolomiti all’interno dell’Indipendenza Veneta). Con il Bard sono più i punti di convergenza che quelli di divergenza ma abbiamo posizioni diametralmente opposte proprio sulla collocazione e costruzione della RD, mentre la LID (a meno di un ripensamento con dietro front e ricollocazione) per il momento è legata al PDL e quindi ….

  11. @Giovanni
    OK su tutta la linea

  12. @Paolo.
    Quella che chiami voglia di fuga verso TAA è invece una propensione verso un modello di vita diverso che soprattutto per chi vive fuori dalla Valbelluna, ha le sue ragioni di essere, alcuni esempi:

    Viabilità: non ci servono autostrade e grandi opere ma una manutenzione continua ed efficiente; i veneti dicono che i problemi di bellunesi si risolvono salendo in macchina e andando nei loro grandi centri (commerciali, ospedalieri, servizi ecc.); in relatà le alpi per veneti sono solo un fastidioso ostacolo per raggiungere velocemente i loro clienti on Germania o i loro terzisti nell’est. Anche le opere già fatte servono per agevolare il traffico merci non la viabilità interna o turistica.

    Risorse: il nostro territorio va conservato non sfruttato dove conservare significa essere presenti viverci e fare manutenzione; i veneti pensano invece di sfruttare tutta l’acqua possibile e le zone scarsamente abitate sfruttarle come riserva di caccia, escursioni turistiche o per andare a funghi; “in pendenza non si possono costruire capannoni e centri commerciali!”

    Rapporto con i centri urbani: la prima immagine che viene in mente di Bolzano è un maso questo simboleggia il fatto che non è la citta che governa “la campagna” ma la città è a servizio del territorio i sudtirolesi sono rappresntati cpome quelli che abitano nel maso, I veneti quelli che bevono il caffè in piazza dei signori.
    Pensando a Belluno, Feltre e la Valbelluna potrebbero anche confondersi con le altre cittadine venete (solo un po’ più sfigate “xe picole se xe anca fora man”) ai Valbellunesi va qundi la scelta se essere i più sfigati tra i trevisani o essere il centro dei servizi di una provincia montana.

    Trento NON ha una popolazione e un tessuto produttivo omogeneo è fatto di diversi gruppi “etnici” e con territori a diverse vocazioni; il “veneto” da Udine fino Torino e fatto tutto di strade, città, capannoni, centi commerciali, vigne e campi.

    A chi assomigliamo di più?

    Ben venga comunque una fuga dall’itaglia avanti “a muso duro e bareta fracada”

  13. @BL-Frei
    forse hai ragione tu o forse chi afferma il contrario.
    Io mi sento più veneto che trentino ma con la mia specificità “montanara”
    Non amo particolarmente Venezia, ma non sento il benchè minimo trasporto verso Bolzano o Trento forse a causa dei quasi inesistenti rapporti che ho avuto nella mia vita con il TAA.
    Comunque ciò che sento io non conta nella vastità del problema.
    Ciò che conta è la proposta di una struttura istituzionale diversa dall’attuale. Un contenitore che non ti stritoli ma ti faccia sentire libero. L’Italia ne è incapace, per cui ho detto Basta.
    La via Veneta mi sembra la proposta “politica” (ancor ben prima che storica) che possa dare risposte a certe aspettative.
    Quindi per me ora e sempre “VIA DA ROMA”

  14. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Paolo Bampo […]

  15. Le parole dette da Bampo e che riporto di seguito possono ingenerare dubbi. Eccole: “In ogni caso a giorni il PAB incontrerà una delegazione dei promotori per mettere in chiaro le aspettative autonomiste specificate nel doc rintracciabile in A come autonomia di questo sito (credo sia l’unico movimento autonomista riconosciuto che tenda alla Regione Dolomiti all’interno dell’Indipendenza Veneta).”
    A scanso di equivoci ricordo che il documento citato, “A come Autonomia”, è stato scritto dal sottoscritto, cofondatore del Movimento Bard, che auspica nel suo Statuto la formazione della nuova Regione Dolomiti, formata dalla Province di Belluno, Bolzano e Trento.
    Tomaso Pettazzi

  16. Chiedo venia. Non avevo letto l’ulteriore documento nella rubrica A come Autonomia.
    Tomaso Pettazzi