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Cambiare padrone. I 12 Comitati referendari proseguono la loro lotta con orgoglio e passione

Ott 18th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Cominciamo col dire che la portata storica degli eventi degli ultimi 6 mesi rimarrà per sempre negli annali delle nostre valli e che in quanto parte dei numerosi protagonisti che stanno scrivendo il destino delle nostre comunità ci sentiamo in dovere di replicare a coloro i quali ci definiscono movimenti “secessionisti” pericolosi per la coesione di Belluno e ci invita a fermarci.

Lo affermano in una nota congiunta i 12 comitati referendari della Provincia di Belluno.

Noi non intendiamo fermarci, anzi, semmai, prendere la rincorsa e continuare con più grinta sapendo di lavorare insieme al BARD, alle parti sociali, agli amministratori, al vescovo Andrich nell’attesa manifestazione del 24 ottobre. Il peso che i referendum di passaggio alla regione Trentino – Alto Adige hanno e avranno con il proseguire degli eventi potrebbe fare la vera differenza e la nostra nascita è strettamente legata allo stesso motivo che sta lentamente portando ad una mobilitazione generale delle forze provinciali: il riconoscimento dell’art.15 dello Statuto Regionale con la minaccia di accorpamento a Treviso.

Dopo che la Commissione Affari Costituzionali ha deciso il 7 aprile di fondere le Province con meno di 350 mila abitanti e che il decreto Salva Italia ci ha portato al commissariamento prolungato, ci siamo ritrovati senza un Presidente eletto che potesse difenderci, lasciando che il Parlamento potesse ridisegnare con matita e righello i confini senza tener conto degli equilibri geomorfologici. A questo punto gran parte dei Comuni confinanti con il Trentino e l’Alto-Adige hanno deciso di impugnare nuovamente l’art.132 della Costituzione e di presentare delibere di referendum a “grappolo” contemporaneamente e unitariamente, di modo da formare una forza compatta.

L’accorpamento a Treviso non è solo frutto di pregiudizi e luoghi comuni legati alla storia e alla cultura, ma è legata alla sopravvivenza delle nostre terre che necessitano una volta per tutte di autogovernarsi: è una scelta che non ci serve, non ci interessa, non vogliamo. Siamo fermamente convinti che la volontà dei Bellunesi e che la necessità del Bellunese sia finalmente decidere per se, non cambiare identità, non cambiare padrone. La forza delle comunità starà infatti nel prendere coscienza della propria e unica identità montana, che dev’essere in questo momento critico rivendicata come diritto.

Ci sentiamo quindi profondamente indignati di fronte alla mancanza di rispetto nei confronti del nostro operato che, anche se dovesse rivelarsi fallimentare, viviamo con estremo orgoglio e passione, perché sappiamo essere un’azione buona e giusta. Siamo molto entusiasti della delibera Salva Provincia, di cui intendiamo essere rafforzativo. La peggior decisione ora sarebbe infatti disperdere le energie: sia chiaro che se i referendum dovessero diventare motivo di disgregazione tra le comunità, si fa a meno di farli. Il numero dei comitati e dei Comuni coinvolti aumenta di settimana in settimana, al momento ne conta circa una quindicina , e quello delle firme raccolte altrettanto.

Non ci siamo, come ha detto Ferdinando Camon sull’Unità, “venduti al nemico tedesco per un pugno di danari”, siamo solo la diretta conseguenza di anni e anni di politiche Padane esportate sulle Dolomiti.

 

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8 comments
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  1. I vari comitati referendari hanno tracciato una via. Hanno lanciato il grido di allarme. Hanno dimostrato che opporsi al sistema si può e si deve. Hanno avuto la forza di farlo al di fuori dei partiti in maniera trasversale. Hanno indicato quindi un nuovo metodo di fare politca.
    Loro ed ancor di più i risultati in termini di consenso sono la dimostrazione che osare in nome della democrazia si può. Io sono fermamente convinto che ogni comunità grande o piccola che sia abbia il sacrosanto diritto ad affermare non solo le proprie scelte ma anche ad indicare la propria collocazione. Seppure a malincuore perchè con la loro eventuale migrazione vedo venir meno la compattezza territoriale per opporsi al sistema italiano, da autonomista, federalista ed indipendentista, non posso che accettare le loro decisioni. Di sicuro preferirei che, proprio per le affermazioni di insofferenza contenute nell’articolo su pubblicato, tutti insieme si facesse una battaglia più ampia che coinvolga tutte le nostre valli e tutte le nostre comunità in favore dell’autonomia della Regione Dolomiti e dell’Indipendenza del Veneto.
    Raggiunte queste (che forse sono più semplici del percorso migratorio) sono certo che ognuna delle comunità coinvolte nei processi referendari troverebbe gradimento e compimento delle proprie aspettative

  2. Bravi!

    Reagire Bellunesi che nessuno ci regalerà mai niente.

    Avanti tutta, a testa alta.

  3. Regione dolomiti è una cosa seria, Veneto indipendente è, come direbbe Fantozzi, una boiata pazzesca…
    Il Veneto può pure riscoprirsi repubblica marinara…ma la regione alpina sta bene in Italia !! Grazie !

  4. @Panda
    ma ti rendi conto che se siamo in questa situazione è solo ed esclusivamente colpa dell’ Italia, dei partiti italiani, della politica italiana, del fatto che l’Italia decide cosa noi dobbiamo fare e non fare con le nostre risorse.
    Ma ti disturba proprio così tanto l’idea di essere libero? Tieni in considrazione che se il Veneto fosse uno stato indipendente avrebbe più popolazione, più territorio e più PIL di molti stato europei…e quindi avrebbe l’autosufficienza e con quella anche la capacità di decidere come intervenire e rapportarsi e come eventualmente collaborare con le altre aree europee ed italiane?
    Comunque non voglio farti cambiare idea, se ti piace farti deridere all’estero perchè arrivi dall’Italia, fai pure, ma io spero di non dover morire italiano

  5. So che Cesiomaggiore voterà domadi: quando tocca a Feltre? E cosa voteranno i Feltrini?

  6. Anche se non sono mai stato parlamentare e non usufruisco di vitalizi, sono orgoglioso di essere italiano, che ci fanno ridere in faccia all’estero sono , fra le tante altre cose, quelli che Ruby era la nipote di Mubarak, quelli che investono i soldi pubblici per comperare diamanti in Africa, quelli del dio Po, quelli dei generali pronti a liberarci da roma e dei 3000.000 fucili in camicia verde.
    Io sono nato in Italia e sono orgogliosamente italiano e bellunese, non ho motivi per vergognarmi di essere italiano e bellunese, mi sento veneto come posso sentirmi boscaiolo o operaio,o settentrionale; i quasi quattro secoli di sudditanza a venezia non hanno lasciato niente nel territorio nostro, ma hanno rapinato boschi e miniere e senza ombra di dubbio prima della creazione delle regioni il debito pubblico era quasi inesistente e l’equità era superiore.

  7. per wani: reagisci come una zittella rancida e così mi sembra che bampo ha ragione su tutto il fronte e quelli che fanno ridere sono propio fascisti e comunisti.tu ha quale appartieni! de morir son segur spere almanco de no vedar l tricolor sula tomba

  8. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Commissione Affari Costituzionali, Ferdinando Camon, Salva Italia, Salva Provincia […]