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Il nemico non è Venezia, è Roma! * di Paolo Bampo

Ott 17th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Paolo Bampo

Mai con Treviso. Il motto é sbandierato con disprezzo, quasi la scellerata decisione assunta a Roma di accorpare Belluno a Treviso fosse colpa di Treviso. Riecheggia però questa eco, con insistenza, da ogni lato. Ad alimentarla, guarda caso, sono anche noti esponenti della destra e della sinistra. Guarda ancora il caso, proprio gente degli stessi partiti che a Roma sostengono quel Governo che sta togliendoci la Provincia. Perché non chiedersi perché? Perché tale insistenza nel fomentare gli animi contro i nostri vicini, da parte di chi qui dice una cosa e a Roma ne afferma un’altra? Mai con Treviso. Manna dal cielo per chi vorrebbe darci un biglietto di sola andata per Trento, Bolzano o Udine, ma i cui interessi politici, guarda di nuovo il caso, corrispondono ad un italico patriottismo antivenetista! È vero. Montagna e pianura veneta sono diverse. Hanno struttura sociale e necessità oggettive dissimili, ma medesime origini. Sono anche complementari tra loro e, se i trevigiani hanno difetti che noi di montagna condanniamo, neppure noi forse siamo indenni da qualche malanno. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, sembra dicesse un illustre del passato. Divide et impera è invece un insegnamento giunto a noi indenne nei secoli. Troppo bene i partiti romani ed i loro infiltrati tra di noi lo hanno imparato. Cercano ora di applicarlo a nostre spese per salvaguardare il loro sistema dalle folate del vento indipendentista che sta soffiando in tutto il Veneto. Venezia è matrigna ci dicono. È vero. Ma è questa Venezia ad esserci matrigna, la Venezia non libera. Questa non è la Venezia dei Veneti. È la Venezia dello straniero. È colonizzata da loro, dai partiti romani che ora ululano preoccupati. È Roma che attraverso di essi ci parla da Venezia e su Venezia. Non facciamoci abbindolare dai luoghi comuni ripetuti cantilenando dai figli della lupa. Quando la nostra integrità di montagna sarà dissolta, quando non esisterà più un sentimento di unità tra le nostre valli e quando forse (ma forse!) qualche comune sarà riuscito a trovare una collocazione subordinata ad un’altra regione (guarda caso sempre italiana) anche tutto il Veneto, senza la propria identità di montagna, sarà più debole. Chi sarà ad averci guadagnato? Forse solo lupi e sciacalli di palazzo e quei loro parenti veneti, poveracci, che hanno sangue di licantropo, dall’ aspetto umano, ma dall’ animo molto romano. Ululano i figli della lupa! Nulla però potranno contro la forza della nostra montagna. Né contro l’unità che crea quella forza. Né contro il collante che origina quell’unità e che si chiama Regione Dolomiti figlia, questa sì, di un orgoglio veneto, non alto atesino e non carnico. Veneto e non italiano. Via da Roma: è questo l’imperativo che darà alla nostra montagna la dignità di una regione finalmente autonoma all’interno di uno stato libero del Veneto. E ciò si sta già avviando a compimento con il benestare annunciato dell’Europa, che attende la presentazione del referendum per la nostra indipendenza che il consiglio regionale del Veneto, a meno di tradimenti sui quali veglieremo, sarà obbligato a giorni a concedere.

Paolo Bampo – PAB

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6 comments
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  1. Perché il Veneto dovrebbe essere indipendente e il Molise no?

  2. @Lino
    movimenti indipendentisti stanno sorgendo in molte regioni. In Molise non mi risulta.
    Negli USA ci sono stati ricchi e stati poveri, ma tutti attraverso una forma federale ed un sistema di compensazioni hanno trovato la via della convivenza, della solidarietà e della complementarità.
    Ovviamente se non ti piace il modello americano perchè socialmente debole, puoi guardare ad altri quali, quello tedesco o belga, quello indiano, quello austriaco o quello confederale svizzero a conduzione direttoriale (governo costituito dal comitato dei capi di stato).
    Le regioni possono scegliere comunque con proprio discernimento se restare nell’unità d’ Italia, se di questa farne una repubblica federale, se uscirne per poi rientrarne in confederazione, se diventare una monarchia o che altro. L’importante è che il Veneto per il momento se ne stacchi e prenda coscienza della propria realtà che non è inferiore nè per numero di abitanti, nè per estensione territoriale e nè per PIL a molti stati dell’Unione Europea. Il Veneto é del tutto autosufficiente. Il Molise non so. Può darsi che dopo il raggiungimento dell’indipendenza possano essere prese in considerazione forme di collaborazione con le altre regioni, ma se questo avverrà, lo sarà sicuramente su nuove basi e su più equi rapporti di convivenza.

  3. Non occorre andare a Roma per trovare “i nemici” della causa bellunese. Bastano quelli veneti.

  4. @Jac
    Ottima sintesi, ma se guardi bene vedi che TUTTI loro vestono casacche romane o milanesi!

  5. ahahahah
    che ridere Giovanni,
    ma non vedi che la mano destra (Zaia) ha chiesto alla sinistra (Ruffato) se poteva spararsi un colpo mortale in cui sarebbero morte entrambe?
    Mi spieghi come mai il presidente della Commissione Europea che ha ricevuto parimenti a Zaia la medesima richiesta ha invece affermato che la richiesta è legittima ed accoglibile?
    L’appunto sulla Costituzione risponde al vero, ma non dimentichiamo che l’Italia ha firmato il trattato di New York sul diritto di OGNI popolo all’autodeterminazione e lo sai che il Popolo Veneto è riconosciuto legittimamente come tale sia dalla Regione Veneto che dallo Stato?
    E lo sai che con la legge 881/77 lo stato ha dato attuazione al trattato di new York.
    Ora pertanto è lo Stato Italiano che rischia di essere sanzionato e bypassato da Bruxelles se non renderà legittima la richiesta di referendum.. Voglia o non voglia le motivazioni che hanno portato al riconoscimento del referendum di Groenlandia, Scozia , Quebec e Catalogna ci sono tutte e voglia o non voglia l’Italia dovrà prepararsi a sganciare il Veneto, obbligata dall’Europa e dagli impegni internazionali che ha assunto.

  6. Bravo Giovanni. Pillole di saggezza!