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venerdì, Agosto 14, 2020
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Spending review. L’appello allarmante della Cooperativa La Via: a pagarne le spese sono i soggetti svantaggiati

Un dialogo trasparente di cooperazione con gli enti pubblici in cui elaborare un progetto comune per il 2013. Questo l’appello della Cooperativa sociale La Via di Agordo alle istituzioni e alle ULSS della provincia di Belluno.

L’invito al dialogo arriva dai disagi che la spending review del Governo sta recando alle molte aziende e in particolare a quelle che operano nel campo del sociale. Tagli e perdite, queste le conseguenze dirette che la onlus bellunese, impegnata da quasi 20 anni nell’inserimento dei soggetti svantaggiati nel mondo del lavoro, è costretta a subire. Nel caso delle cooperative sociali di tipo B “spending review” significa un abbattimento dei costi e una perdita di lavoro, con una conseguente riduzione dei volumi e dell’occupazione sociale. Il rischio è che siano le persone in difficoltà dal punto di vista fisico, psichico e sociale a farne le spese. I soggetti svantaggiati occupati nel bellunese perderebbero quell’indipendenza economica, garantita dalla Cooperativa La Via, per rientrare nel circuito assistenziale causando disagi economici sia familiari che d’ordine pubblico.

In questa situazione di drammatico disagio sociale, la spending review non farà altro che generare dei costi molto più alti dei risparmi che si pensa di poter raggiungere. Il tutto senza la minima considerazione da parte del Governo dell’effettivo operato delle cooperative sociali, dove si lavora con retribuzioni già basse dei dipendenti che nella norma percepiscono da 500 ai 1000 euro al mese. A differenza di alcune aziende di servizi anche a partecipazione pubblica dove, è ormai cronaca di tutti i giorni, i dirigenti dilapidano risorse e capitali pubblici.

Secondo La Via è necessaria e urgente una profonda cooperazione tra soggetti sociali ed enti pubblici per evitare il rischio che si indebolisca questo sistema in equilibrio da decenni. Le cooperative di tipo B trovano infatti difficoltà nel rimanere sul mercato del lavoro, riducendo la possibilità di inserire i soggetti svantaggiati nelle attività. Consolidare le collaborazioni e iniziare ad instaurare un dialogo proficuo con gli enti pubblici è dunque la priorità per il 2013 affinchè l’aiuto ai più deboli venga ancora assicurato grazie a progetti condivisi e al collocamento protetto garantito.

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