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Vicenda Nis. Il Comitato direttivo della Cgil provinciale invoca il rispetto delle regole ed auspica una trattativa tra sindacati, Nis, New co e Comune di Belluno

Ott 8th, 2012 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Il comitato direttivo della Camera del lavoro territoriale di Belluno riunitosi oggi per trattare la questione Nis (Nuovi impianti sportivi), esprime la propria solidarietà ai lavoratori ex dipendenti della società Nis oggi disoccupati a causa dei recenti licenziamenti e dei contratti a tempo indeterminato più volte illegittimamente prorogati, e si impegna direttamente per una soluzione positiva della vertenza.

“Ribadisce la necessità del rispetto delle regole normative e contrattuali che disciplinano la procedura della cessione d’azienda: le regole sono generali e astratte e valgono per tutti. – recita la nota approvata all’unanimità dal Comitato –

Stigmatizza qualsiasi tentativo da parte di chiunque di strumentalizzare la vertenza e di addossare su lavoratori e sindacato la responsabilità e le inefficienze da ricercare altrove.

Auspica e chiede con forza l’apertura in tempi rapidi di un tavolo di confronto tra organizzazioni sindacali, Nis, New co e Comune di Belluno per trovare una soluzione concertata positiva per i lavoratori, per il futuro del Nevegal e per l’intera cittadinanza”.

 

 

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7 comments
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  1. Qualcuno chiarisca per favore:
    – la nuova società che prenderà in affitto gli impianti del Nevegal come si chiama? New co. oppure Alpe del Nevegal Srl?
    – gli impianti che verranno dati in affitto a questa società quali sono? Seggiovia, skilift, fun bob, parco avventura? Tutti questi o solo alcuni? Quale sarà il canone? Per quanti mesi sarà versato?
    – questa nuova società se è, appunto, nuova come può essere obbligata ad assumere gli stessi lavoratori della Nis e non, per esempio, dei nuovi e diversi lavoratori? Come può il sindacato imporre un tipo di contratto (a tempo indeterminato) a lavoratori che verranno assunti da una società che dichiara di voler operare per 6/8 mesi?
    – qual’è la situazione economica della Nis? Debiti per € ………? Attivo Patrimoniale per €………….?

  2. @simone la società è si nuova, ma in caso di trasferimento o affitto di ramo d’azienda esistono ex lege delle procedure di salvaguardia dei lavoratori, poiché dì per sè trasferimento d’azienda non è una causa di licenziamento valida. nel trasferimento di ramo d’azienda (ma per l’affitto vale lo stesso principio) vige la continuità dei rapporti di lavoro tra cedente e cessionario, perché muta sì la proprietà, ma la struttura produttiva rimane la stessa.
    Il fatto che i dipendenti siano stati licenziati pochi giorni prima si parlasse dell’affitto del ramo d’azienda “puzza” un pò di manovra atta ad eludere questo obbligo, soprattutto considerato il fatto che sembra che alcuni di questi stessi lavoratori sarebbero stati riassunti in seguito dalla società subentrante… il fatto che il sindacato abbia reagito (in maniera in realtà stranamente abbastanza pacata, letto il comunicato… dalle esternazioni del sindaco sembrava avessero detto chissà cosa!!!) mi pare abbastanza normale, visto da una parte l’intento alquanto elusivo agli occhi di noi ingenui, ma soprattutto per il fatto che l’affitto d’azienda può rappresentare un giustificato motivo di licenziamento, qualora il cedente dimostri che tale licenziamento sia condizione richiesta dal potenziale acquirente. Per cui, detto in parole povere, invece della farsa “licenziamo tutti per poi riassumerne alcuni”, sarebbe bastato concordare il licenziamento eventuale di alcuni per poi far transitare i restanti nella neocostituita (seguendo la legge!!)…!!! dirò di più, i colloqui con i sindacati (obbligatori oltre i 15 dipendenti) servoono semplicemente per la trasparenza di cui tanto si parla, ma che ben pochi mettono in pratica!! insomma, un comportamento abbastanza sciocco da parte di “chi comanda”, anche per il fatto che tali colloqui sono si obbligatori, ma l’eventuale parere negativo del sindacato non è vincolante ai fini della validità dell’atto… insomma, una bella figuraccia, per una sequela di azioni che puzzano di elusione e ben poco rispetto.

  3. ma in effetti più che elusione, cosa che non voglio pensare, mi sa che semplicemente è sfuggito il tutto di mano dati i tempi ristretti..

  4. Ma come si può pensare di affittare gli impianti e garantire i dipendenti con un impegno finanziario così esiguo come si legge sulla stampa?
    Se si crede nel Nevegal e si vuole salvarlo, penso che prima di tutto sia necessario mettere i soldi, non pensare di continuare come le precedenti gestioni, e cioè con l’assunzione di ulteriori debiti, tutto il resto a mio parere sono solo chiacchiere.
    È poi una domanda: con oggi la NIS è fallita?

  5. sembra che sia uno scandalo chiudere il nevegal ma poi alla fine tutti vanno a sciare in zoldo…
    non credo che sia qualcosa da “salvare” più che altro per quanto riguarda la stagione invernale bisogna partire da zero. Una azienda nuova penso sia giustamente cauta e voglia prima capire quanto gli costa prima fare un passo più decisivo. Certo se poi oltre alle difficoltà oggettive ci si mettono di mezzo anche i sindacati a “sindacare” ….

  6. New Co (più corretto NewCo)vuol dire New Company, ovvero nuova società. non è un nome, un termine.

  7. Ha fatto bene la CGIL a spiegare che “si impegna direttamente per una soluzione positiva della vertenza”, perche’ fino a ora si e’ capito il contrario: se il Nevegal chiude lo dobbiamo proprio a questi qui.