Sunday, 8 December 2019 - 12:02
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Lunedì sera suona per due ore l’allarme a Palazzo Piloni. L’ultimo grido di dolore prima della fine della provincia?

Ott 8th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Palazzo Piloni sede della Provincia

Sarà stato un colombo che ha mosso una finestra accostata, un guasto al circuito o chissà cos’altro. Ma dopo due ore abbondanti che il sistema di allarme ha suonato a Palazzo Piloni, come non pensare a un grido di dolore inascoltato prima della fine della Provincia di Belluno? Dalle 20.30 fino alle 23.13 di lunedì sera, piazza Duomo è stata tormentata da un fastidioso allarme senza che nessuno si preoccupi.

Come del resto non sembra vi siano grandi preoccupazioni della gente comune sul futuro della provincia.

Se si esclude il Bard e un po’ di indipendentisti, anche la politica non sta facendo grandi sforzi, ma si limita ad atti dovuti, per lo più di facciata.

Roma, dunque, non troverà grandi ostacoli a far ingoiare il rospo a chi non sa decidere. Se è vero come è vero che l’allarme ha suonato invano per due ore prima che qualcuno lo spenga…

 

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18 comments
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  1. Personalmente ritengo che la riforma delle province, così com’è stata concepita, sia INDECENTE.

  2. Oggi, lunedì 8 settembre 2012, dopo una giornata passata a organizzare la manifestazione a sostegno della provincia abbiamo trovato ascolto e aiuto nel direttore de L’Amico del Popolo che ha offerto la sede come campo neutro e la funzione di moderazione e coordinamento per la riunione preparatoria della manifestazione e un contributo al migliore svolgimento della stessa.
    Il settimanale Diocesano fa seguire all’invito lanciato dalle pagine del giornale anche una azione concreta che denota grande spirito di servizio alla comunità della Procincia di Belluno-Dolomiti.
    Grazie!

    Ecco uno stralcio della lettera che ho mandato stasera al gentile Direttore Arrigoni.

    Gentile Direttore,
    la ringrazio innanzitutto per la prontezza e la cortesia con la quale ha offerto l’aiuto de “L’Amico del Popolo” e suo personale per la riuscita della riunione propedeutica alla manifestazione di fine mese a sostegno della Provincia di Belluno.
    Noi tutti, che amiamo questo territorio, siamo certi che se dimostreremo fermezza nel difenderlo potremo trovare ascolto nelle stanze dove di decide il destino dell’Ente Provincia e con esso il destino di un popolo che merita, per le particolare e difficili condizioni di vita dovute alla conformazione interamente montana, di avere un governo il più possibile vicino ad esso, sia geograficamente che per affinità di esperienze di vita vissuta.
    Chi, come Lei, dirige un settimanale apprezzato dalla gran parte delle famiglie di questa provincia, conosce bene i problemi e le difficoltà che esse affrontano, soprattutto nelle zone più in quota o quelle più periferiche del territorio.
    Sono certo che nella riunione di venerdì , al Centro Giovanni XXIII in Belluno, saranno presenti molti rappresentanti delle forze sociali della provincia e le allego un piccolo elenco di quelle che sono già state contattate e hanno dato disponibilità a partecipare ma sono in attesa di conoscere luogo e ora a cui vanno aggiunti tutti quelli rappresentativi del corpo sociale bellunese.

    Come s’è detto oggi, durante l’incontro a “L’Amico del Popolo”, è volontà del BARD e di tutti gli altri soggetti che sono stati contattati ottenere il massimo della partecipazione perché come ha titolato il settimanale che Lei dirige, è necessario non mollare la presa sulla questione dell’accorpamento della Provincia di Belluno a alla Provincia di Treviso perché le conseguenze di tale scelta sono dannose per il nostro territorio che necessità invece di mantenere ben salde in mani Bellunesi le redini del governo.
    Chiediamo perciò quello che a più riprese è stato chiesto, oltre che dal BARD, da molte istituzioni Bellunesi.
    Chiediamo che la Provincia non sia accorpata a Treviso ma resti un Ente di Primo Grado e perciò elettivo, perché i cittadini devono poter eleggere i propri rappresentanti.
    Chiediamo che si dia attuazione a quanto previsto dall’articolo 15 dello statuto Veneto e che siano conferite alla Provincia di Belluno le competenze previste in modo che l’ENTE che verrà venga messo davvero in grado di governare il territorio con strumenti e capacità, anche finanziarie, adeguate ai suoi bisogni.
    I bellunesi non chiedono privilegi e accettano di contribuire al Bilancio dello Stato come impone il dovere di ogni buon cittadino che però per considerarsi tale deve godere, da parte della istituzioni, di un trattamento pari ai cittadini delle altre parti d’Italia.
    Chiedere di mantenere la Provincia di Belluno è solo prendere atto che un territorio riconosciuto come specifico e difficile deve avere strumenti di governo adeguati. Si tratta in fondo solo di un fatto di equità.

    Rinnovo il mio ringraziamento anche da parte del movimento BARD e dei suoi molti iscritti e sostenitori.

    Con viva cordialità

    Silvano Martini
    Vicepresidente BARD

  3. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Palazzo Piloni, Provincia Sar […]

  4. Ma a cosa serve la Provincia? A nulla. La verità è che siamo un manipolo di comuni e comunelli, tutti improntati al proprio interesse personale. Chi vuole andare in trentino, chi in friuli, chi addirittura in Austria. Creiamo aziende che servono solamente a mangiare quattrini (BIM, GSP e quant’altro). La storia aimè ha dimostrato che siamo falliti, prima come comunità che come provincia. Ci riempiamo le parole di prodotti tipici (e non si riescono a trovare ne agnelli alpagoti e neanche un kg di fagioli lamonesi), di turismo (non riusciamo neanche a dare l’indirizzo di un albergo) e continuiamo a incensarci. Forse avremmo molta più fortuna quando la provincia non ci sarà più.

  5. @Marco:
    un sentito grazie per l’ottima analisi!!! Degna di chi si è dato da fare a capire come stanno le cose e a proporre alternative!! Abbiamo proprio bisogno di gente così capace!

    C’è invece chi, non curante delle superficialità degne del peggior bar dei dintorni e magari dandosi da fare nelle più disparate maniere,cerca ogni giorno di proporre alternative valide che permettano alle comunità di sopravvivere e di ABITARE con DIGNITA’ in montagna. SOLO a questi vanno i ringraziamenti, ai vari “avventori” invece solo un consiglio: non vi preoccupate, nulla cambierà finchè questo sarà il livello del vostro prezioso contributo!

  6. Che tristezza.

    E che tristezza vedere nessuna reazione dai parlamentari, consiglieri regionali, associazioni di categoria e sindacati che nulla fanno e assistono come morti di fronte al più grande fallimento della classe dirigente dal dopo guerra!

  7. Cosa vuoi Roberto De Nart, più di così non siamo riusciti da fare. Abbiamo fatto i conti con lo stallo politico, steccati ideologici, interessi di parte. Per quanto riguarda i media una pena…a parte il tuo blog dove hai dato spazio a tutte le opinioni, abbiamo avuto modo di tastare tutti il dinteresse quasi totale degli organi di informazione locali . Analogo disinteresse ho avutomodo di verificare nei vari blog, evidentemente il mantenimento della provincia è una cosa che non interessa, menchemeno alle nostre firme locali, pronte a spendersi per gli hobby ma non per una causa che, evidentemente, non sentono loro.
    E adesso assistiamo anche al defilarsi dei nostri rappresentanti, che scaricando a turno le responsabilità sulla Regione e su Monti vengono meno alle promesse fatte anche solo due mesi fa……passeranno alla storia per aver liquidato, con la Provincia, l’unica possibilità di riscatto della montagna Bellunese.

  8. Io sono schifato…

  9. I responsabili dell’eliminazione della provincia saranno ricordati per sempre.

    E’ tempo di fare i nomi, perchè nessuno dimentichi.

  10. Perchè la stampa e televisioni locali (tranne A3) stanno in silenzio? Perchè non se ne deve parlare?

  11. @Marco tutto quello che dici è vero, se hai fatto una critica vuol dire che anche a te questa situazione non sta bene e allora scopri in queste pagine che non sei il solo.
    Accettare di diventare esuli a casa notra è la punizione che ci meritiamo?
    Al di là delle nostre “sciocche” rivendicazioni provinciali pensi davvero sia giusto vivere in ua società di ladri che fa finta di risolvere i problemi di cassa attribuendo gli sperchi ai piccoli comuni e alle piccole (solo come voti) provincie e tutto questo per continuare a garantire le grandi ruberie e i vitalizi?
    Costano davvero così tanto i nosti comunelli e questa provinciuccola? La loro cancellazione servirà davvero alla “magna grecia” per evitare la bancarotta?
    Essere assogettati ad un ente che si occuperà comunque di trasporti e lavoro con logiche di pianura farà la nosta fortuna? Il vergognoso esempio della regione veneto non basta?
    Per coltivare quì fagioli e allevare agnelli dobbiamo staccarci dalla logica italo-veneta del fare le cose “in grande” come allevamenti e coltivazioni intensive.
    Per continuare a vivere qui non abbiamo bisogno di autostrade e centri commerciali e solo produzione manifatturiera.
    C’è bisogno di manutenzione delle strade, presenza e di servizi diffusi, possibilità di diversificare il reddito da lavoro usando in maniera corretta le nostre risorse territoriali.
    Non abbiamo un nostro modello di società, non ci serve, basta guardare cosa fanno le altre popolazioni alpine.
    Molti abitanti della Valbelluna si possono anche accontentare di essere considerati dei tresvisani (solo un po più sfigati), c’è però la vera Provincia montana quella da 500 m in su che è umiliata e offesa dall’imposizione forzata di un modello sociale “trevisano” e che vuole appunto fuggire, a ragione, verso un’altro modello di società.

    Siamo davvero una comunità di falliti, tutti? In questi giorni faremo la conta.

  12. @Marco: la nostra è un’agricoltura di montagna, non paragonabile a quella trevigiana. Chi lavora nell’agricoltura è preoccupato perché i parametri di produttività che ha Treviso sono totalmente diversi da quelli che ha Belluno… Spero di essermi fatto capire…

  13. Che tristezza!!!

  14. Possibile che a Roma non capiscano che vivere in montagna non è come vivere in pianura?

  15. Il pressapochismo e la superficialità dell’intervento di @marco lasciano senza parole. In provinca di Belluno negli ultimi anni si sono compiuti dei veri e propri miracoli se si considera l’ambiente in cui i bellunesi sono stati costretti ad operare: concorrenza sleale dalle vicine provincie autonome, mancanza di un numero sufficiente di abitanti per poter contare politicamente, presenza di un territorio interamente montano con dispersione della popolazione, extra costi nei trasporti, saccheggio delle risorse idriche.
    Non si possono fare confronti con le economie dopate dai contribuiti pubblici delle vicine provincie di Trento e Bolzano. Con quei soldi noi ora saremmo la Svizzera d’italia. La Provincia di Belluno come ente amministrativo deve rimanere perchè è fondamentale disporre di un ente amministrativo sovracomunale in grado di reperire, convogliare e gestire le risorse necessarie per tutte le opere infrastrutturali che il nostro territorio ha bisogno per crescere e svilupparsi. Roma ne deve tenere conto anche se dopo la proposta della Cal sono molto pessimista.

  16. @Simone: a quale intervento ti riferisci?

  17. A questo:
    Ma a cosa serve la Provincia? A nulla. La verità è che siamo un manipolo di comuni e comunelli, tutti improntati al proprio interesse personale. Chi vuole andare in trentino, chi in friuli, chi addirittura in Austria. Creiamo aziende che servono solamente a mangiare quattrini (BIM, GSP e quant’altro). La storia aimè ha dimostrato che siamo falliti, prima come comunità che come provincia. Ci riempiamo le parole di prodotti tipici (e non si riescono a trovare ne agnelli alpagoti e neanche un kg di fagioli lamonesi), di turismo (non riusciamo neanche a dare l’indirizzo di un albergo) e continuiamo a incensarci. Forse avremmo molta più fortuna quando la provincia non ci sarà più.

  18. Ah, ecco. Anch’io sono rimasto senza parole dopo aver letto l’intervento di Simone.