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Fusione dei Comuni e riduzione enti di secondo grado. Camillo De Pellegrin: “Se una proposta in tal senso fosse stata consegnata alla Regione c’erano maggiori possibilità di salvare la Provincia di Belluno”

Ott 8th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

I tempi sono maturi per un ragionamento sul futuro assetto politico amministrativo della nostra Provincia. Condivido le considerazioni dei colleghi amministratori e, anche se con qualche distinguo, ritengo che la diminuzione del numero dei Comuni, non con Unioni di Comuni bensì con reali fusioni sia un passaggio fondamentale per la sopravvivenza del nostro territorio.

Le economie che ne conseguirebbero non costituiscono tuttavia l’unico fattore determinante, molto di più conta l’omogeneita’ e la razionalità delle scelte: più coordinamento e meno dispersione e frammentazione. Per questo è necessario guardare all’opportunità della scelta in quanto tale, fuori dalla sola logica economica. Se una proposta in tal senso fosse stata consegnata alla Regione, con altre relative alla riduzione degli enti di secondo grado, forse avrebbe offerto qualche arma in più per la salvezza della nostra Provincia. Non viviamo più ai tempi del cavallo e del calesse, la realtà cambia, non solo quella economica, ma noi siamo troppo lenti nell’adattarci ai cambiamenti e in questo modo sprechiamo le opportunità.

Il nostro territorio è raggruppabile in diverse aree omogenee che devono essere coordinate da un ente elettivo, la Provincia, che funga da collante. In tutto questo deve assumere un ruolo determinante e centrale anche il Comune capoluogo. Questo era il percorso che come amministrazione di Forno volevamo intraprendere con il nostro ordine del giorno sulla salvezza della Provincia; invece altri hanno preferito non scegliere portando in Regione un documento che chiede e non rinuncia a nulla. E’ comunque positivo che oggi qualcuno incominci a pensarla come noi la pensavamo già in tempi non sospetti: superare i campanilismi rappresenta infatti la forma più intelligente di adattamento ai cambiamenti.

Camillo De Pellegrin – Sindaco di Forno di Zoldo

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27 comments
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  1. ” più coordinamento e meno dispersione e frammentazione”; “… superare i campanilismi rappresenta infatti la forma più intelligente di adattamento ai cambiamenti”.
    Questa sono, ( o forse purtroppo erano), il giusto sistema in grado di mantenere un ente territoriale in grado di coordinare e gestire questa nostra terra e ancora una volta siamo arrivati ad un appuntamento cruciale senza essere in grado di presentare una proposta che rappresenti le istanze dei bellunesi fin troppo chiare: Vogliamo essere governati da figli della montagna e non da colonizzatori della pianura!
    Un plauso al sindaco De Pellegrin per il suo limpido ragionamento, ma temo che ormai, decidendo di non decidere, si sia persa l’ultima occasione per l’inadeguatezza di tanti politicanti anche bellunesi.

  2. Camillo
    il tuo è un ragionamento equilibrato e forse sarebbe stato una buona base di confronto…
    sarebbe stato!
    eh già perchè come dici tu ormai è tardi, forse doveva essere “tirato fuori” prima, ma è inutile recriminare sulla tempestività, perchè comunque è tardi.
    Noi avevamo fatto la proposta che tutti i sindaci consegnassero le chiavi dei municipi al prefetto, forse siamo ancora in tempo per suscitare il ripensamento del Governo, ma forse (di nuovo forse!) è tardi anche per questo…ora che si mettono d’accordo i tuoi “coraggiosi” colleghi, la provincia fanno a tempo a scioglierla 3 volte.
    Non ci resta che la via all’ Indipendenza del Veneto all’interno della quale creare la nostra Regione Dolomiti.
    E’ una via già tracciata (Il pres. della Commissione Europea Barroso ne ha sancito ufficiosamente la percorribilità), in più ha i suoi riferimenti precedenti internazionali già attuati (Groenlandia 2010) e quelli in corso di attuazione (Quebec 2013-Scozia 2014- Catalogna prob.2015) Per una volta (non uso il forse) potremmo tirare fuori l’orgoglio e non chinare la testa tendendo la mano a palmo in su.

  3. C’è solo una parte del ragionamento di De Pellegrin che non capisco, là dove dice che questi nuovi macro comuni devono essere coordinati da un ente elettivo, cioè la Provincia. Non riesco proprio a capire perchè i sindaci stessi o loro rappresentanti non sarebbero in grado di svolgere tale funzione. Paura che i sindaci non vadano d’accordo? Succede dappertutto, basta stabilire regole chiare. Una Provincia di eletti sarebbe ALTRO dai comuni e quindi con maggiore potere di controllo? Può essere come può essere che la Provincia su alcune cose la pensi in modo diametralmente opposto ai sindaci ed allora altro che coordinamento, ci sarebbe uno scontro ed uno stallo perenne. Non dimentichiamo poi che la maggioranza dei sindaci sarebbe eletta sulla base di liste locali mentre i consiglieri provinciali ed il presidente sarebbero, verosimilmente scelti ed eletti da partiti nazionali, con ampia possibilità che rispondano anche ad altre logiche. Insomma non capisco questa affermazione categorica che senza la Provincia le cose non funzionerebbero. Secondo la maggioranza, ampia, degli italiani sarebbe meglio farne a meno. Se qualcuno mi da qualche reale ragione a supporto della necessità della Provincia sarò ben felice di ricredermi.

  4. Magari in un prossimo intervento mostrerò un chiaro esempio di scontro con relativo stallo già avveratosi su una questione di grande importanza.

  5. Camillo, non sarebbe cambiato nulla! E poi lo sai anche tu che i comuni non si fondono a parole! Ti faccio un esempio: non mi pare che il sindaco di Zoldo Alto sia entusiasta della tua proposta!

  6. Giovanni, vedrai quandi voti perderà il M5S quando proporrà la fusione dei comuni!

  7. Balzan, ma lei fa ancora parte del Patto per Belluno? Balcon sa come la pensa?

  8. A Belluno, però, in campagna elettorale non avete detto che avreste unito Belluno a chissà quali comuni!

  9. Giovanni, attento agli accenti!

  10. Le fusioni le decidono i cittadini, non il M5S.

  11. Per onestà dovresti andare a Soverzene e dire ai soverzenesi che se voteranno il M5S il comune di Soverzene sarà fuso con uno o più comuni limitrofi.

  12. La fusione lo decidono i comuni, ha ragione Lino. Il M5S a belluno sembra un gruppo non democratico che vuole eliminare la nostra identità in nome del risparmio.

    Proprio non ci siamo.

  13. Il M5S non e’ democratico?dove sono i cittadini a decidere,parlano quelli che uno decide per tutti,Da che pulpito che vien la predica!!!!

  14. Mi sembra che siano alcuni stessi grillini a dire che il M5S non è democratico…

  15. Secondo me il M5S, in occasione delle politiche del 2013, non avrà il coraggio di andare nei piccoli comuni e dire che se voteranno M5S saranno fusi con altri!

  16. Se non lo farà non potrà dire di rappresentare il nuovo e di essere meglio degli altri!

  17. @Rob
    Faccio sempre parte del Patto per Belluno e Balcon sa benissimo come la penso. Credo che sulle provincie la pensi come il sottoscritto ma lui è convinto, e forse ha ragione, che vadano eliminate le Regioni. In questo caso, ma mi pare un percorso più difficile, si dovrebbe fare un ragionamento diverso anche sulle Provincie a seconda di quali compiti ereditano dalle regioni. Finchè restano le Regioni penso che le provincie possano essere abolite e le funzioni sovracomunali possono benissimo essere gestite da un ente di secondo grado indicato dai sindaci. Senza questo vincolo territoriale e legislativo si potrà cominciare a pensare a collaborazioni con comuni che attualmente ricadono in altre provincie ma che, senza le medesime, potrebbero trovare più agevolmente il modo di interfacciarsi.

  18. C’era già il M5S nel 2006?!

  19. Massaro, Toscani, Reolon e il presidente Uapi non mi pare abbiano voce in capitolo…

  20. Certo che ne parleremo dell’accorpamento dei comuni, anzi lo stiamo gia’facendo e a quanto pare in molti sono a favore inoltre lo diciamo dalla nascita del Movimento quindi non e’una novita’

  21. Bravo Camillo

  22. Finché i comuni da accorpare sono quelli degli altri, siam tutti bravi a parlare…

  23. ma guarda un po’ cosa mi tocca dire
    Lino questa volta (post 31) hai detto una gran verità, ma la proposta di Camillo non è sbagliata, solo che è un po’ in ritardo

  24. Non è sbagliata, però non dovrebbe essere una cosa imposta dall’alto, come la riforma delle province…

  25. Personalmente ritengo che la riforma delle province, così com’è stata concepita, sia INDECENTE.

  26. Lino, mi tocca darti ancora ragione.
    e due!
    Non sarà mica che prima o poi ci troveremo sulla stessa sponda? 😉

  27. Questo non te lo so dire… Per il momento posso dirti che LA RIFORMA DELLE PROVINCE MI HA SCHIFATO.