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Fondazione teatri delle Dolomiti. Le dimissioni del presidente Nicoletta Comar: “un clima di tensione determinato da vicende pregresse”

Ott 8th, 2012 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Riflettore

Nicoletta Comar

In data odierna ho presentato al Consiglio di indirizzo della Fondazione teatri delle Dolomiti le mie dimissioni dall’incarico di Presidente della stessa.

Il sindaco Massaro sapeva fin dall’inizio che per gravi motivi personali la mia disponibilità a ricoprire questo incarico era a breve termine. Mi ha però invitato ugualmente a dare seguito agli indirizzi che il Consiglio della Fondazione del 2 agosto mi aveva affidato: pagare i debiti pregressi; arrivare a una transazione concordata riguardo al contenzioso Fondazione – Coop. Tib teatro; verificare la sostenibilità del bilancio di previsione 2012 e se necessario apportare gli opportuni tagli alla stagione teatrale; riaprire il teatro e permettere alle associazioni che da anni producono e promuovono cultura sul territorio di realizzare le iniziative già programmate. È evidente che il clima di tensione in cui mi sono trovata a lavorare, determinato dalle complicate vicende pregresse della Fondazione, non mi ha incoraggiato a ritornare su una decisione presa già da tempo.

La Fondazione teatri delle Dolomiti è in crisi almeno dall’inizio dell’anno 2012 (se non da prima) come ben sa chi ha letto i verbali, gli atti, le carte, più che inseguire le voci e le dichiarazioni estemporanee di chicchessia. Nel gennaio 2012 il Consiglio di indirizzo si era espresso nella maggior parte dei suoi componenti in maniera molto chiara: pagare i debiti, sostenere l’ordinaria amministrazione e non prendere alcuna nuova iniziativa fino a giugno 2012. Il Consiglio di gestione ha ritenuto di non dover recepire tali indicazioni ma, al contrario, di nominare un consulente, programmare una stagione teatrale rivelatasi economicamente non sostenibile, ignorare o rimandare il pagamento dei debiti pregressi. Questa è la situazione in cui mi sono trovata ad operare. Credo di aver contribuito almeno a dirimere alcune questioni e a fare chiarezza su altre.

Auguro al mio successore di poter lavorare con maggior calma e serenità di quanto è stato concesso a me, per portare la Fondazione al suo naturale scioglimento e nel contempo coadiuvare il Sindaco e i suoi collaboratori nel ricercare formule di gestione che permettano al Teatro comunale di essere per la città ancora il punto di riferimento culturale che è sempre stato.

Nicoletta Comar

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3 comments
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  1. Credo che la dimissionaria Comar abbia lavorato con grande determinazione e senso del dovere, cercando di dipanare una matassa aggrovigliata da chi, nonostante le dimissioni annunciate, siede ancora dove non dovrebbe.
    Mi auguro che Celeste Levis trovi il coraggio e la decenza per uscire finalmente di scena come da lui più volte annunciato. Per quel poco che rimane in piedi della Fondazione Teatri potrebbe essere un ulteriore toccasana.

  2. Sulla spinosa questione della Fondazione Teatri delle Dolomiti, in passato siamo già intervenuti con uno scritto comparso sul sito del “Corriere del Veneto”, dove ponevamo l’accento su un fatto che quasi nessuno, almeno a nostra conoscenza, faceva presente e cioè che in nessun punto dello Statuto è scritto che a gestire la Fondazione medesima sia chiamato un altro soggetto: in tutti questi anni il TIB Teatro. Basta andare all’articolo 10 dello Statuto “Consiglio di Gestione” dove è scritto che esso “ha la facoltà di nominare e di revocare il Direttore Artistico e il Direttore Tecnico Amministrativo; stabilisce i criteri di scelta e di nomina degli stessi……..”.
    Tutto quanto è successo in questi anni e quanto è accaduto nei mesi passati parte da questo grande errore: aver considerato una struttura giuridica quale il TIB come una persona fisica. Ora chi lo ha fatto dovrebbe risponderne personalmente in sede giudiziaria, e non tanto politica. Dovebbe anche pagare di tasca propria l’enorme debito che una gestione “allegra” per non dire altro (!!) ha creato.
    E’ assolutamente doveroso, dal punto di vista etico, investire della questione la Magistratura, perchè chi ha volutamente sbagliato, sia chiamato a rispondere in Tribunale.
    Questa intricata e penosa vicenda ricorda molto, lo scandalo Venetoteatro, fatto esplodere dallo scrivente nel lontano 1991.
    La storia, forse, potrebbe ripetersi. Perchè molti sono i mercanti che devono essere cacciati dal Sacro Tempio del Teatro: infatti “quanto è meschino il Teatro quando non sale all’ultimo girone” ripeteva spesso la divina Eleonora Duse.
    Intanto ripetiamo Viva il Teatro, nunc et semper.

    Carlo Manfio

  3. Avevamo scritto nel nostro intervento che si legge sopra, datato 5 novembre 2012, del dovere etico, per una persona che abbia dei Valori e creda nel Teatro prima di tutto come Arte (non a caso si concludeva l’articolo con una citazione della Divina….) di investire della complessa e per certi versi paradossale questione la Magistratura.
    Allora riteniamo doveroso informare i nostri 5 lettori che ai primi di dicembre lo abbiamo fatto, portando personalmente un Esposto alla Procura della Repubblica di Belluno.
    Ora la ingarbugliata storia, degna di uno scrittore di libri gialli, è nelle mani della Magistratura e finalmente vedremo chi aveva ragione e chi torto, chi ha fatto spudoratamente (spalleggiato dalla politica….) i propri interessi e chi invece ha subito delle continue vessazioni e persecuzioni.
    Vari politici saranno chiamati a rispondere del loro operare malato, per non dire di peggio.
    Alla fine trionferà solo il Teatro, perchè così deve essere.
    Mai come ora è opportuno ripetere Viva il Teatro, nunc et semper.
    Carlo Manfio