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Vicenda Nis. La replica della Cgil al sindaco: ” l’unica cosa da fare, ma che il sindaco si ostina a non voler fare, è quella di convocare tutte le parti per raggiungere un’intesa”

Ott 6th, 2012 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

Abbiamo letto con non poco stupore le dichiarazioni del Sindaco di Belluno Jacopo Massaro in merito alla vicenda NIS. In particolare troviamo sorprendente la dichiarazione per la quale la costituenda società “Alpe del Nevegal” avrebbe tra i propri propositi quello di assumere quasi tutti gli ex dipendenti della Nis quando invece a noi lo stesso amministratore delegato della società ha dichiarato la disponibilità ad assumere non più di 4 o 5 lavoratori dei circa 20 ex dipendenti tra contratti a tempo indeterminato e stagionali. Di più ci è stato detto e ripetuto che l’intenzione è di prendere in affitto gli impianti, ma ipotizzando solo l’apertura della seggiovia e del campo scuola, mentre il parco avventura, il fun bob ed altri impianti correlati sono già in via di dismissione, per solo 6/8 mesi e che pertanto questi 4 o 5 lavoratori sarebbero assunti con un contratto precario a termine. Tutte cose che gli stessi confermano anche nei giornali di oggi. Troviamo pertanto quantomeno curiosa l’affermazione del Sindaco che insiste nel dire che i dipendenti sarebbero stati riassunti alle stesse condizioni precedenti e con lo stesso contratto in ossequio all’odg votato anche da lui stesso nel consiglio comunale del 29 settembre scorso. Per quanto riguarda poi le mensilità pregresse abbiamo dovuto inviare raccomandate e solleciti di pagamento affinché i lavoratori ricevessero dopo parecchi mesi quanto di loro spettanza. A tal proposito troviamo quanto meno incredibile che il Sindaco ancora una volta non sappia che i lavoratori non sono ancora stati saldati delle loro spettanze mancando, oltre ad una parte cospicua delle spettanze correnti, l’indennità sostitutiva per il mancato preavviso in virtù dei licenziamenti comminati a tutti i dipendenti. Condividiamo, poi, le affermazioni del Sindaco quando sostiene che questa situazione ha dell’incredibile. È incredibile, infatti, che amministratori locali di un Comune capoluogo come Belluno non sappiano, pur avendolo spiegato più volte nell’incontro del 24 Settembre scorso, che quando si procede con la risoluzione dei rapporti di lavoro attraverso l’istituto del licenziamento la ovvia conseguenza è l’ impugnazione vista la palese illegittimità dello stesso. Infatti, nel trasferimento di un’attività da una società ad un’altra, per effetto dell’art. 2112 del C.C. e dell’art. 47 della L. 428/90 in recepimento della direttiva della Comunità europea i lavoratori devono transitare con soluzione di continuità mantenendo inalterato il loro rapporto di lavoro, mentre sono stati tutti licenziati. E per non far torto alla civiltà giuridica del diritto del lavoro la si finisca di confondere l’obbligo di procedura con l’obbligo di applicazione dei suddetti dispositivi di legge. Può, quindi, continuare a sorprendersi e a rammaricarsi, ma le leggi dello Stato italiano e le direttive comunitarie valgono per tutti, anche per il Sindaco di Belluno. Infine, possiamo serenamente smentire le dichiarazioni del Sindaco per le quali avremmo minacciato gli imprenditori che vogliono costituire la nuova società. Al contrario, li abbiamo invitati a sollecitare un incontro nel quale oltre a loro e a noi sia presente anche l’amministrazione comunale in quanto proprietaria degli impianti e responsabile di tutta l’operazione. Questo al fine di evitare che eventuali contenziosi ricadano su di loro o sui lavoratori e non per ultimo sui cittadini che rischiano di veder chiusi gli impianti del Nevegal data la dichiarata volontà dell’amministrazione comunale di far fallire la NIS non pagando così nemmeno i creditori e mettendo a rischio altre attività produttive.

Infine, pare che al Sindaco sfugga il senso di tutto ciò. Ci permettiamo di suggerirglielo: rispetto per la dignità di chi fino a ieri senza stipendio ha consentito il proseguo dell’attività e che oggi si ritrova licenziato e senza prospettive credibili.

Ribadiamo, per l’ennesima volta, che l’unica cosa da fare, ma che il Sindaco si ostina a non voler fare, è quella di convocare tutte le parti per raggiungere un’intesa che salvaguardi l’attività, i posti di lavoro e che non faccia pagare a chi non ne porta la responsabilità il prezzo degli errori compiuti da questa amministrazione.

Rimanendo ancora in attesa di convocazione, tanto dovevamo.

P. La Filt-Cgil

Alessandra Fontana – Renato Bressan

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5 comments
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  1. Bressan basta fare politica ormai hai perso le elezioni!

  2. la CGIL come al solito cavilla e fa proclami. E alla fine noi lavoratori resteremo a casa perchè il nevegal non aprirà. ce ne rendiamo conto che gli impianti sono un debito e che è un miracolo che arrivano imprenditori a prenderli?
    BASTA

  3. Il Comune, anche se volesse, e non vuole, NON PUO’, per legge, coprire i debiti di una propria società. La NIS, coperta di debiti, non può che fallire. A meno che… a meno che qualcuno non la compri con i debiti (finora nessuno si è presentato) o la prenda in affitto anche per un periodo a termine in modo da avere una idea di come possano andare le cose. Con tutti i lavoratori? Con quelli che si ritiene possano servire, ovviamente. E gli altri? Qualcuno sembra abbia già trovato un altro impiego, qualcuno potrebbe trovare impiego in altra società del Comune e qualcuno, purtroppo, resterà senza lavoro. Sembra già un miracolo aver trovato questa via ma alla FILT CGIL non sta bene. Vogliono che siano tutti riassunti, servano o non servano ma, soprattutto, vogliono essere al tavolo delle trattative. Per fare cosa? Portare qualche idea? Portare magari dei quattrini a titolo di solidarietà? No, solo per dire che nessuno batte un chiodo senza il sindacato. No, scusate, non il sindacato visto che CISL e UIL non partecipano a questa grande impresa, solo FILT CGIL. Quale sarà l’esito? NIS fallita e lavoratori a casa. Ma che importa, FILT CGIL avrà riaffermato che senza di loro non si fa niente e avranno dato una bella botta all’immagine di Massaro. Così credono perchè, in realtà, la botta, anche con quel loro linguaggio legal burocratico che i cittadini non capiscono e non sono più disposti a sopportare, hanno dato una botta solo alla loro già traballante immagine.

  4. Il sindacato ha perfettamente ragione ad obbiettare su tutti i cavilli, è giusto che sia così……… ed in effetti è anche giusto che praticamente NESSUNA azienda estera venga ad investire da noi (siamo uno degli ultimi paesi al mondo per attazione investimenti)…. e cosa ancora migliore anche gran parte delle ns piccole e medie aziende pensano di andarsene ….. continuando su questa strada i sindacalisti inizieranno a fare effetivamente il loro dovere, si prenderanno in casa
    e sfameranno 10/20 lavoratori a testa……

  5. Interessante la proposta dei sindacati, ma io proporrei che si facesse prima una riunione per stabilire se è utile fare un incontro con le parti interessate. Per arrivare preparati si potrebbe fare una riunione di preparazione all’incontro decidendo chi potrebbe essere interessato a partecipare. Prima si riuniranno due commissioni con il compito di stabilire, la prima dove fare questa riunione e la seconda di fare un elenco del materiale di cancellaria necessario per il corretto svolgimento dell’incontro. Sarà quindi necessario indire prontamente una riunione per decidere chi deve far parte di una commissione e chi di un’altra. Per sicurezza anche è meglio far mandare dal presidente un promemoria indignato a quell’impiegato che da solo senza convocare nessuno aveva già allestito la sala con la cancelleria e le sedie e che ha fatto solo perdere del tempo.

    Mi sembra che questo sia il solo modo corretto di garantire che ci sia sufficiente lavoro per chi deve tutelare il lavoro degli altri e lo fa, giorno dopo giorno con grande spirito di servizio e di sacrificio, a costo di lasciarli tutti a casa.

    è difficile tutelare i lavoratori se non c’è il lavoro. Almeno questo potreste averlo capito.