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Provincia di Belluno: non mollare! * di Silvano Martini

Ott 6th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Silvano Martini

Il tempo passa e il destino della Provincia di Belluno sembra segnato da una fine tanto ingloriosa quanto prossima se anche il giornale Diocesano,sempre tiepido verso le nostre istanze autonomiste, ha preso atto che la faccenda Provincia ha preso una brutta piega ed il rischio che dopo il tuono arrivi la pioggia è concreto. Ci chiedono di non mollare… State certi che non lo faremo!

Dovremo dirci Trevisani? Triste sorte per la terra delle Dolomiti e ancor più triste assistere al balletto indegno di una regione, il Veneto, che ci ha illusi con l’inserimento della specificità bellunese senza far seguire a questo pur nobile atto, un solo provvedimento concreto a favore di questo nostro meraviglioso e fragile territorio.

Anni di malgoverno hanno consegnato il paese ad una commissione di ricchi borghesi al soldo delle grandi e potenti istituzioni finanziarie mondiali che hanno messo in atto, con la complicità dei nostri pavidi partiti nazionali, un’operazione di straordinaria concentrazione del potere senza alcuna forma di controllo democratico.

Basta chiedere a qualcuno di quei poveretti da ventimila euro al mese che ci ostiniamo a chiamare onorevoli, a cosa serva il parlamento di questi tempi, visto che il governo può tranquillamente massacrare la Costituzione Italiana senza che le aule di Montecitorio e Palazzo Madama muovano un dito.

Si massacrano le autonomie perché si è scoperto che, con la riforma del titolo V* della costituzione, le Regioni hanno ottenuto una larghissimo grado di autogoverno esercitandolo in modo spesso irresponsabile. Basta guardare alla tragica situazione finanziaria della Regione Sicilia e paragonarla alla Florida situazione delle provincie autonome di Trento e Bolzano per capire che c’è modo e modo di esercitare le funzioni di governo del proprio territorio.

I nove decimi delle imposte, che lo Stato lascia a Trento e Bolzano, hanno fatto di quei territori un esempio di buona amministrazione, anche se non priva di difetti ovviamente.

Il cento percento delle risorse lasciate alla Sicilia, più una botta di miliardi di euro da far paura iniettati nel bilancio Siciliano a vario titolo, sono serviti solo a ingrassare una classe politica saprofita, paragonabile a certe monarchie africane da repubblica delle banane.

In mezzo a questi estremi sta la baracca dello stato, di fatto fallito anche se per convenienza diciamo tutti che è ancora uno stato “sovrano”, mentre è un protettorato tedesco costretto a riforme istituzionali su richiesta di governi stranieri. Alla faccia della sovranità nazionale. Potremmo almeno risparmiare gli stipendi dei parlamentari, che tutti dicono di voler ridurre ma chissà perché guadagnano sempre venti volte un precario oltre alle prebende e ai privilegi che i nostri politici chiamano diritti acquisiti. Che schifo!

Uno,degli ordini impartiti dai tedeschi all’Italia, che il governo attuale sta eseguendo è la soppressione delle province, forse la riforma meno redditizia sul piano dei risparmi di spesa ma la più redditizia sul piano della comunicazione. Al popolo si danno in pasto le provincie così non si accorge che la riduzione del numero dei parlamentari da 1000 a 300/350 con la contemporanea riduzione degli stipendi di tutto il personale politico e la eliminazione di tutti i vitalizi, compresi quelli in essere, avrebbe prodotto SUBITO, e non tra dieci anni, un risparmio molto più consistente del taglio delle province. Taglio concepito in modo rozzo e irrispettoso della storia dei territori.

Che ci fosse bisogno di dare una ripulita agli enti provincia non c’è dubbio, ma le riforme istituzionali si fanno con le procedure previste dalla costituzione e non a colpi di decreto e voto di fiducia. Peccato che a rappresentarci (SIC) in parlamento siedano dei pavidi, il cui unico scopo è farsi gli affari loro oppure, quando va bene, buoni a tenere il sedere incollato alla sedia fino ad aver maturato l’ agognato vitalizio. Se poi si considera che i parlamentari Siciliani sono una sessantina, si capisce perché la Sicilia ha avuto la deroga dal patto di stabilità col quale dovranno invece misurarsi, senza deroghe, dal prossimo anno, molti piccoli e virtuosi nostri comuni.

Comuni dove un Sindaco si fa in quattro per poche centinaia di euro al mese con i quali il più delle volte non riesce a pagare nemmeno la benzina per l’auto (sua ovviamente) con la quale si sposta per compiti d’ufficio.

Credo sia ora di fare giustizia di questo marasma in cui chi fa meno prende venti volte di più di chi lavora duramente e rischia ogni giorno del suo.

La provincia di Belluno è interamente montana, una delle pochissime in Italia e unica in Veneto tanto da veder riconosciuta la sua specificità nello statuto Veneto. É incredibile ipotizzare un accorpamento di un territorio montano che rappresenta un quinto del Veneto con una realtà urbana e di pianura come Treviso, più piccola in superficie seppur densamente popolata. Ma non erano le provincie enti del territorio? È non c’era forse da razionalizzare in modo più rispettoso dei territori accorpando quelli omogenei, nel resto del veneto? Perché allora si condanna Belluno all’accorpamento con Treviso? Ciascuno di voi che state, con pazienza, leggendo questo scritto, conosce la risposta.

I nostri vecchi, con efficace metafora, dicono che la provincia di Belluno è come il bosco: si viene solo a prendere…

É venuto il momento di alzare la testa e di dire semplicemente che Belluno vuole l’autonomia e l’avrà perché solo così sarà possibile cercare, tutti insieme, di rimediare alla distruzione del territorio operata per favorire interessi lontani da esso. Lo dobbiamo alle generazioni che emigrando a costo di pesanti sacrifici, con le loro rimesse di migranti hanno consentito ad altri di rimanere. Lo dobbiamo a quelle migliaia di serve e balie, citate, non a caso, da Diego Cason, in un suo bell’intervento su Il Corriere delle Alpi, abusate nelle loro ricche case, dagli antenati di quelli stessi che allo stesso modo vorrebbero violentare, oggi, il nostro territorio, spogliandolo delle sue ricchezze.

Tutti i cittadini dei territori della Provincia di Belluno-Dolomiti, devono mobilitarsi e partecipare alla grande manifestazione che il BARD, in collaborazione con tutte le forze politiche e sociali del territorio sta organizzando per una data compresa tra il 20 ed il 27 ottobre 2012.

Dobbiamo essere tanti perché è necessario che la nostra voce arrivi lontano , dove il nostro destino è in gioco.

Non è più tempo di deleghe perché si è visto che lasciano il tempo che trovano.

É tempo invece di difendere la nostra terra e la nostra identità senza timori.

Tutti in piazza a Belluno per dire  Mai con Treviso, No accorpamento! Provincia di Belluno Autonoma Subito!

Silvano Martini

Vicepresidente BARD

Belluno Autonoma Regione Dolomiti

 

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20 comments
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  1. La manifestazione andava organizzata prima e non a Belluno ma a Venezia…

  2. Lino per favore, visto che sei sempre così propositivo, mentre noi siamo indaffarati a farne una a Belluno, prepara quella di Venezia.

  3. ABOLIAMO TUTTE LE PROVINCIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Quante belle parole! Peccato vengano da chi, operoso membro del PDL, abbia distrutto la provincia di Belluno. Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

  5. @andrea
    gentile Andrea, che la crisi politica che ha portato al commissariamento della Provincia sia stata per buona parte opera del PDL, del cui gruppo facevo parte, non c’è dubbio. A dire il vero ho cercato, insieme con il capogruppo della Lega, Nunzio Gorza, fino alla fine di salvare l’Ente. Direi fino all’ultimo minuto. Si sapeva infatti che il rischio di commissariare l’ente sine die, come è infatti avvenuto, era concreto. Personalmente mi sono dissociato dal resto del gruppo PDL presente in aula votando contro la sfiducia al presidente Bottacin. Oramai di quella vicenda resta solo il ricordo mentre la questione del mantenimento della Provincia è questione assai attuale per tutti noi, come lei del resto che cortesemente scrive, hanno a cuore il territorio e non vorrebbero che finiesse accorpato alla provincia di Treviso.
    Ho profondo rispetto delle convinzioni e delle idee di tutti e del resto il BARD ospita persone di tutte le estrazioni sociali e ovviamente di idee politiche diverse che lavorano assieme per il bene del territorio bellunese dolomitico.
    Le chiedo perciò la cortesia di valutare se sia conveniente per il territorio dividersi in base al partito o all’ideale politico più gradito piuttosto che mettere davanti a tutto il bellunese che mi pare meriti qualche attenzione in più.
    La ringrazio ancora per la sua cortesia e la prego di accettare il saluto di una persona che cerca da sempre di essere utile al prossimo. Non per eroismo sia chiaro, ma solo per sentirsi dalla parte buona della vita.

  6. Condivido il ragionamento generale di Silvano Martini e confermo, per il signor Andrea, anche le precisazioni che Silvano fa qui sopra. Con coraggio si dissociò dalla scelta del Pdl di far cadere la provincia: probabilmente non tanto perché credesse che andava tutto bene in Provincia, anzi lui era spesso (giustamente) critico, ma proprio perché aveva ben compreso che commissariarla sarebbe stato molto ma molto peggio… cosa che, si è ben visto, si è rivelata una vera sciagura per il territorio.
    Se non ricordo male, proprio il giorno in cui si votò la sfiducia a Bottacin, oltre a votare contro tale sfiducia Martini sostituì simbolicamente il cartellino con il suo nome, dove c’era scritto sotto Pdl, con uno con la scritta Bard.
    Comunque, senza fare dietrologia, personalmente ritengo che le iniziative che il Bard (e non solo) sta portando avanti per il territorio siano da sostenere.

  7. Caro Tomaso, che si dia da fare il BARD, sennò a cosa serve? Sono decenni che si parla della REGIONE DOLOMITI: perché illudere ancora i cittadini?

  8. Che senso ha fare una manifestazione, a Belluno poi, dopo che tutto l’incartamento è già finito a Roma?

  9. Visto che si è voluto aspettare così tanto, che la manifestazione la si faccia a Roma, se veramente, come dice Martini, è “necessario che la nostra voce arrivi lontano”!

  10. Una manifestazione, a Roma, con tutti i sindaci, i consiglieri regionali e i parlamentari della provincia! Se poi ci sono anche i semplici cittadini, come il sottoscritto, meglio ancora!

  11. Una manifestazione a Roma seguita da un incontro col ministro Patroni Griffi!

  12. @Lino. Molto bene. Quindi datti da fare anche per quella di Roma.
    Ripeto: ce n’è già a sufficenza per organizzare quella di Belluno.
    Se poi desideri saper quanto il Bard sta facendo, ti invito,per favore, a venire al prossino incontro a Trichiana, il 26 ottobre, e ti sarà chiara la mole di lavoro da noi svolto.
    Sono sicuro che in quell’occasione capirai che stiamo facendo quello che in decenni i nostri rappresentanti politici non hanno fatto.

  13. Che Silvano Martini e Michele Carbogno vogliano puntualizzare le dissociazioni che, a momento debito, arrivarono nei giorni del disastro dell’amministrazione provinciale PDL-Lega Nord ci sta. 🙂
    Restano tuttavia i FATTI.
    E i fatti sono che il POKER di livelli di potere che ha gravato negli ultimi anni su Belluno e la sua provincia e cioé nell’ordine: 1- amministrazione comunale, 2- amministrazione provinciale, 3- amministrazione regionale, 4- governo nazionale. Erano TUTTI espressione dell’alleanza PDL-Lega Nord.
    Questa SINERGIA fra diverse amministrazioni avrebbe dovuto essere PERFETTA proprio perché fra esponenti deli STESSI PARTITI ci si aiuta e ci si comprende al meglio e si condivide gli obiettivi, no?
    Il risultato (oltre alla catastrofe economica nazionale e da qui il commissariamento da parte europea) è che la provincia di Belluno andrà accorpata a Treviso… La ciliegina sulla torta è stata la “decisione” della giunta veneta di voler mantenere TUTTE le province venete che tradotto suona: “fate di noi quello che volete, noi ce ne laviamo le mani”.
    Ora, non vorremmo mai accanirci contro le persone che hanno amministrato nelgi ultimi anni ai diversi livelli di potere, ma fare un GIUSTO PROCESSO STORICO sull’andamento della politica, di modo da non sbagliare così tanto ai prossimi appuntamenti elettorali, beh! QUESTO SI CI SIA PERMESSO!

  14. @alpha Centauri
    Gentile Signore, i processi alla storia si fanno quando il tempo e le condizioni lo consentono. Se la casa del vicino che ti ha fatto uno sgarbo va a fuoco non per questo ometti di correre a dare una mano.
    Stare perciò ora a fare le pulci al passato non le porterà grande giovamento a meno che lei non sia uno dei tanti che auspicano il “tanto peggio tanto meglio” solo per poter poi cercare le colpe.
    Non vale a nulla gentle signore tanto coraggioso da non firmarsi, dire di avere le mani pulite se poi le si tengono in tasca. Lo diceva una delle persone che ho amato di più, Don Lorenzo MIlani.
    IInvece di stare alla finestra a fare la maestrina dalla penna rossa cerchi di impegnarsi per far si che il le istanze del popolo bellunese possano giungere a Roma e consentire di racimolare quella deroga che salverebbe il nostro territorio consegnandolo ad amministratori Bellunesi. Saranno gli amministratori bellunesi che vorremo noi cittadini di questa provincia, e se saranno bravi o meno lo almeno lo avremo deciso noi e non qualcuno che abita la pianura Trevigiana.
    La saluto con viva cordialità.
    Silvano Martini

  15. @Tomaso: in che senso “ce n’è già a sufficenza per organizzare quella di Belluno”?

  16. Contatti con tutte le organizzazioni (politiche, economiche,sindacali, culturali, aziendali ..anche religiose,ecc.) per averne il sostegno o la partecipazione, in subordine almeno la non belligeranza (cosa sulla quale credimi molti giocano per puro ritorno personalistico). E poi richieste varie di autorizzazione ( Questura, Comune, ecc.).
    Problemi di circolazione privata e pubblica da deviare (quindi Dolomitibus…), Organizzazione del palco, materiale vario, impianto sonoro,…Non ci si rende conto della difficoltà di organizzare qualcosa, fintantochè non ci si prova.
    Capirai anche tu che se non ci sarà un buon numero di partecipanti non ci sarà il risultato sperato in termini di pressione su chi nei prossimi giorni dovrà decidere. Se pensi di poter dare una mano, per quanto di tua competenza, sei il benvenuto.
    Questa sarà certamente l’ultima occasione per tutti, dopo di che…

  17. Egregio Silvano Martini.
    La mia posizione credo che sia non chiara, ma direi limpida e persino lapalissiana.
    Da cittadino, elettore attivo, contribuente, osservatore, ma quando e dove servisse anche in prima linea a dar man forte a favore di giuste cause, sento il dovere, e al contempo, posso godere del privilegio della critica col solo scopo di migliorare la condizione di vita mia e dei miei simili, colleghi, amici, concittadini ed infine, connazionali tutti…
    Chi invece si candida e viene eletto, dopo aver ricevuto il privilegio di occuparsi della cosa pubblica, è (ahimé) esposto proprio a tale critica laddove le proprie azioni politiche abbiano avuto un esito non positivo 🙂
    Detto questo e rimarcata la libera e insindacabile scelta di non apparire con nome e cognome proprio perché NON personaggio pubblico, ancorché in pieno accordo con le regole di questo spazio di commenti, mi trovo a dover correggere l’interpretazione errata che Lei fa del mio precedente intervento.
    Come spiega l’ultima frase (basta leggerla), i processi alla storia politica hanno senso se da questo scaturisce la lezione per i successivi appuntamenti elettorali.
    Ora è il momento, la campagna elettorale è iniziata e le scadenze si avvicinano.
    Per il resto, la “chiamata alle armi” risulta tardiva e probabilmente inefficace, è troppo tardi!
    Mi creda Martini quando dico che l’eventuale accorpamento di Belluno a Treviso sarebbe, per me come per lui e credo la totalità di chi vive nel Capoluogo ed in tutta la provincia, vissuto con vivo dolore e dispiacere.

  18. @Tomaso: una sfilata per il centro di Belluno, quindi?

  19. Chi troveremo a Belluno ad ascoltare le nostre ragioni?

  20. Non una sfilata, ma una manifestazione in Piazza Duomo.
    Credo di capire cosa tu invece intenda, e concordo, ma, pur nella ristrettezza dei tempi, penso che quello avverrà in seguito.