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L’ultimo treno per la Nis * intervento dei Gruppi consiliari di maggioranza in Comune di Belluno

Ott 6th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Pista “Coca” Nevegal (Belluno)

Apprendiamo con stupore e notevole rammarico che la cordata di imprenditori bellunesi, che doveva farsi carico della gestione degli impianti sportivi del Nevegàl per la prossima stagione invernale, ha ritirato la propria disponibilità in quanto il sindacato FILT-CGIL avrebbe paventato la necessità che la nuova società assuma tutti i lavoratori della NIS, non solo i 7 lavoratori oggi in organico ma anche gli stagionali, per un totale di circa 22 persone.

Non sfugge a nessuno come la richiesta del sindacato abbia il solo effetto di far tramontare definitivamente ogni speranza per i dipendenti Nis. Si ritorna così alla situazione di prima, tutti a casa.

A causa della presa di posizione della FILT-CGIL è già oggi molto concreta l’eventualità che si avveri il peggiore degli scenari: nessun imprenditore disposto a farsi carico della gestione degli impianti del Colle, tutti i dipendenti della NIS a casa senza lavoro e il Nevegàl senza impianti aperti durante l’inverno e quindi senza nessuna stagione turistica, con enorme danno anche per le attività dell’indotto. Senza poi dimenticare quello che da sempre il colle rappresenta per i cittadini bellunesi.

Per gli effetti che produce, questa non può dirsi un’iniziativa sindacale ma politica. E come tale viene da chiedersi se non sia ispirata da rancori politici personali verso l’amministrazione Massaro.

Dagli incontri di oggi, sabato, riemerge a quanto pare una flebile speranza, grazie all’iniziativa dei privati, disponibili a fare un’ultima oggettiva verifica della situazione.

E’

chiaro a tutti che questo è “l’ultimo treno”; l’auspicio della maggioranza a questo punto è che coloro i quali hanno contribuito ad affossare l’operazione, dimostrino ora un forte senso di responsabilità.

i gruppi consiliari di maggioranza

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13 comments
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  1. Mi piacerebbe sentire il parere del PD su questa vicenda.

  2. Tutto qua?! Hanno ben poco da dire i consiglieri di maggioranza!

  3. Ai consiglieri di maggioranza chiedo: non esiste forse una legge che dice che è obbligatorio il passaggio diretto dei lavoratori da una società all’altra? Spero di sbagliarmi!

  4. Quindi, seguendo il ragionamento di Lino, se una società è ridotta sull’orlo del fallimento perchè, può capitare, chi la gestisce è incapace e la ha portata alla bancarotta e uno dei motivi è il fatto che ha troppo personale o gente incapace; se questa società, con manager incapaci, con personale scadente o in esubero non è in grado di sopravvivere e quindi deve vendere per non fallire, quale è la ricetta di Lino e delle norme cui fa riferimento? Che i nuovi acquirenti devono assumere tutti, devono cioè ripartire avendo sul gobbone gran parte delle cause che hanno decretato il fallimento della precedente gestione. Sistema sicuro per fallire di nuovo! Con questo sistema non si tutelano i lavoratori ma li si condanna al licenziamento in blocco. Le norme vanno gestite con un pò di testa. Meglio, almeno dal mio punto di vista, avere dieci persone assunte in una società efficiente che può garantire il futuro a tutti (magari aumentando il numero in seguito se le cose migliorano) che fare il figurone di farne assumere 20 con l’unico risultato che nessuno si presenta per assumerli e quindi restano senza lavoro oppure, se qualche matto lo fa, vengono sì assunti ma solo per un breve periodo prima dell’inevitabile successivo fallimento. Ma il mondo sembra funzionare secondo gli schemi di Lino per cui aspettiamoci pure il peggio.

  5. Piero, la mia era solo una domanda. C’è, o non c’è, una legge che dice che è obbligatorio il passaggio diretto dei lavoratori da una società all’altra?

  6. Se c’è, l’amministrazione Massaro ha sbagliato a non tenerne conto. Se non c’è, l’amministrazione Massaro ha agito nel modo migliore.

  7. Mi piacerebbe sentire il parere di quelli che non verranno riassunti e di quelli che non li vogliono riassumere.

  8. tutto il resto….rumors

  9. @Lino
    Ci sono tre strade possibili, almeno per quello che so io. Se il Comune decide di vendere la NIS a qualche privato o a chichessia, credo che quest’ultimo abbia l’obbligo di riassumere tutti. Dal momento, però, che con i debiti che ci sono non vi è nessun acquirente, questa opportunità è inesistente. Seconda ipotesi: lasciare che la società fallisca e quando il curatore fallimentare avrà finito, chi vuole acquistare , ammesso che ci sia qualcosa da acquistare, non ha più nessun obbligo, anzi probabilmente gli conviene fare una nuova società e assumere chi gli pare. Non mi pare che questa via offra molte opportunità agli operai. Da ultimo resta la via percorsa da Massaro. Non fare fallire la società, almeno per il momento, dandola in affitto ad un gruppo di privati i quali, fatti i loro conti, non possono riassumere tutti quelli a tempo indeterminato, ma solo una parte. Poi, appena la stagione parte, assumeranno gli stagionali necessari. Si salva la stagione, si evita il fallimento della società, sempre che non lo chieda qualche creditore, e si ha tempo e modo per vedere se con una nuova gestione le cose possono cambiare e, quanto meno, vi è anche il tempo per scovare qualche soluzione alternativa. Questo, è il quadro ed io preferisco, di gran lunga la terza soluzione ma è una idea mia. Non vedo però come le prime due possano essere migliori e non ho sentito nessuno proporne una quarta. Il passaggio con la concertazione FILT CGIL è solo un rito che non cambia di una virgola la realtà salvo spaventare i possibili acquirenti.

  10. Scaricare le colpe della mala gestione di tutta la vicenda e chiedere al Sindacato di fare un passo indietro ignorando il suo ruolo , che sta facendo appieno, la difesa dei diritti dei lavoratori, compresa l’applicazione della norma 2112 sul passaggio diretto dei lavoratori da una società ad un’altra in caso di cessione di ramo d’azienda nel caso di mancato accordo tre le parti, significa non sapere di cosa si sta parlando volendo scaricare le prorie colpe di inefficenza e incapacità politica amministartiva sugli altri.
    D’altro canto in questo “paese delle banane”, la coplpa deve essere sempre di qualcuno, non certo di chi governa, ma sempre di chi difende i più deboli, in questo caso i lavoratori, e in questo teatrino della politica bellunese, senza coloranti, parlando di difesa dei deboli all’oggi, centrale per l’Amministarzione Comunale è la questione dei padri separati o della tratta delle donne, temi importanti ma non così urgenti come la questione NIS.
    Credo che la politica non debba chiedere agli altri di fare un passo indietro ma svolgere il ruolo che gli spetta convocando urgentemente un incotro tra tutti gli attori , Comune, NIS, Alpe Nevegàl e FILT dove si possa trovare un accordo, fattibile in quanto a tutti e quattro sta a cuore il destino del Nevegàl. L’aplicazione della norma 2112 non è obbligatoria ma esiste e se non viene stipulato un accoardo tra le parti è ovvio che chi rappresenta i lavoratori ne chiede l’applicazione, perchè quello è il suo ruolo e non perchè gli sta antipatico qualcuno. Peccato che il Sindaco non voglia svolgere quel ruolo che gli spetta che ricordo gli è stato assegnato da noi cittadini, covocando un’incontro per trovare l’accordo e chiudere rapidamente la partita, cosa che a qunato pare voglionoo tutti, ma preferisce o trova più comodo,nascondersi dietro alla sua maggioranza chiedendo un passo indietro al Sindacato.

  11. Ma questi signori della FILT CGIL hanno una qualche idea innovativa o una proposta seria che risolva la questione? Se si la dicano perchè sedersi attorno ad un tavolo per dire che chi subentra deve assumere tutti alle condizioni di prima è una perdita di tempo. Credete che Massaro non abbia tentato in ogni modo di percorrere questa strada? Non è stato possibile e non credo che chi ha già detto no a Massaro dica si alla FILT CGIL perchè magari li trova più simpatici.

  12. Giovanni, non so quale esperienza lavorativa tu hai avuto, io nei miei lunghi anni di lavoro ti assicuro che nelle varie vicende aziendali che ho vissuto senza il Sindacto le cose sarebbero andate molto peggio. Allo stesso tempo credo che come i Partiti anche il Sindacato ha bisogno di rinnovamento.
    Ti ricordo comunque che tra i Sindacati chi ha firmato accordi , patto per l’Italia per esempio e altri prima non è stata la CGIL ma le altre sigle, tutti accordi che alla fine hanno condotto ad un ribasso per noi lavoratori. il 23 marzo 2003 io ero uno di quei tre milioni di lavoratori che con la CGIL sono andati a Roma per l’articolo 18, che difenderà solo una parte e che a mio avviso dovrebbe essere esteso a tutti, ma non dimentichamo è un articolo di civiltà per i lavoratori.
    Oggi è troppo facile imprecare contro tutti, un poco sinceramente se la sono volluta, ma ritengo che si dovrebbe fare un’analisi dei fatti e degli eventi e di chi ha maggiori responsabilità, fare di tutta un’erba un fascio non risolve nulla anzi peggiora la situazione.
    In merito alla NIS, la FILT CGIL rappresenta i lavoratori non per grazia ricevuta ma perche sono gli stessi che hanno dato, tutti, il mandato per difendere il propri interessi e credo che se hanno fatto, significa che hanno fiducia in quel Sidacato e delle persone che lo rappresenta, dopo cosa riescono ad ottenere dipende come sempre, dalla trattiva o incontro se il Sindaco decide di convocarla, e come tu saprai quando scendi in tratativa il risultato è figlio della situazione dellìazienda, della sua disponibilità e dalla tua capacità in questo ambito.

  13. Vedi Piero il fatto è che fino ad oggi il Comune non ha fatto la sua parte, ha lasciato che il proprio ruolo lo facciano gli altri.Credo che alla fine costi poco convocare i tre attori della vicenda, cosa che mi risulta chiesta più volte dalla FILT CGIL per aprire una trattativa.
    Come detto una trattativa sai come inizia ma non conosci il risultato perche è frutto della situazione in cui si svolge. Credo che nessuno, compreso il Sindacato abbia interesse che il Nevegàl chiuda, ma che si arrivi ad un accordo che garantisca tutti nei limiti della situazione.
    Capisco comunque che per te è più facile ataccare il Sindacto che l’Amministrazione Comunale, ma credimi l’idea che mi sono fatto leggendo la stampa e che quello che è mancato è il dialogo tra Comune e i lavoratori e i loro rappresentanti. Credo sia emblematico il fatto che in Consiglio Comunale si danno ampie garanzie approvando un oedine del giorno e il giorno dopo si recapitino le lettere di licenziamento. Non so se a te fosse capitato come avresti reagito, non credo diversamente da loro.