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Conferenza Regione autonomie locali. La sciagurata idea di non decidere * di Diego Cason

Ott 6th, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Diego Cason sociologo

Chi, in buona o in mala fede, riponeva fiducia nella Regione Veneto e nelle sue istituzioni, al fine di impedire l’accorpamento della provincia di Belluno a quella di Treviso, ora è servito. La conferenza Regione Autonomie locali, non presenterà una propria proposta al consiglio regionale. E di conseguenza è improbabile che la Regione presenti una propria proposta al Governo. Che, così, potrà fare quello che vuole, non avendo ricevuto alcuna indicazione e vincolo dalla Regione. Non a caso il presidente delle Province di Treviso e del Veneto, ottenuto il trasferimento di Scorzè, che fa rientrare nei criteri il suo territorio, del resto se ne frega e si dice soddisfatto. L’assenza di proposte non è giustificata dalla mancanza di tempo, come afferma l’assessore Ciambetti, ma dalla precisa scelta di lasciare che il Governo decida, per poi assegnargli ogni responsabilità. La Regione delega il Governo a fare il lavoro sporco, che gli va benone, facendo finta di contrastarlo. In questo modo i Presidenti delle province venete eliminano, di fatto, l’art. 15 dello Statuto regionale, che riconosceva autonomia alla Provincia di Belluno. Lo fanno approfittando della assenza di Belluno al tavolo delle trattative tra province, perché privo di presidente e sottoposto ad un umiliante commissariamento, prodotto dalla stessa destra incapace di governo, che ora sacrifica la montagna bellunese alla propria totale incapacità di esprimere una proposta di riordino delle amministrazioni locali del Veneto. Si comportano così quei vigliacchi che sanno picchiare gli altri, solo dopo averli legati mani e piedi a un palo. Se almeno, questa sciagurata idea di lasciare tutto immutato, corrispondesse a una volontà di resistere al centralismo devastante che avanza. Macché. Non c’è l’intenzione di impugnare per incostituzionalità la legge 135-2012, né di istruire la Legge regionale per trasferire le competenze amministrative, finanziarie e regolamentari previste dallo Statuto regionale per la nostra Provincia. C’è poco tempo anche per fare questo, assessore Ciambetti? Non vi bastano otto mesi per predisporre e istruire una legge regionale? Se è così, non siete adatti ad amministrare nemmeno un condominio. Siete talmente preoccupati dei vostri interessi, personali o di parte politica, da non vedere nemmeno che la legge 135-2012, di rango inferiore della legge che definisce la “Costituzione” della comunità regionale, colpisce il fondamento della autonomia legislativa regionale. La stessa autonomia che rivendicate in Statuto, non siete capaci di praticarla nemmeno nelle piccole cose, negli adempimenti più semplici ed elementari. Tra i quali quello di prendere atto, come ha fatto, dopo trenta anni, il Consiglio regionale, della necessità vitale per la provincia di Belluno, di avere strumenti di amministrazione adeguati alla “governance” di questo territorio. Da bellunese, non provo più né delusione né rabbia per questo comportamento irresponsabile e devastante per i nostri interessi. Prendo atto che la Regione Veneto, sia nella sua maggioranza politica attuale, sia nella sua “classe dirigente” istituzionale, non è più in grado di difendere gli interessi dei bellunesi. Non solo per incapacità colpevole e complice di politici incompetenti e incapaci, ma per il miope e cinico disinteresse di tutto il Veneto, verso la montagna dolomitica. A questo punto l’unica possibilità di salvezza sta in una radicale e irreversibile scissione dei nostri destini comunitari da quelli del Veneto. A questo punto per i Comuni bellunesi c’è solo il referendum previsto dall’art.132 della Costituzione, per andarsene via al più presto da una comunità regionale che al bellunese guarda solo per rapinarlo dell’acqua e dell’energia che produce, e dei beni naturali che il resto del Veneto ha, in casa propria, devastato. Lo Statuto ci lasciava intravedere qualche possibilità. Sbagliato. Dal 1400 in poi non è cambiato niente. Ci considerano solo se ci facciamo ammazzare al posto loro ai confini, portiamo loro ferro per le armi, legname per le galere, schiavi da incatenare al remo, serve e balie delle quali abusare.

Diego Cason

 

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12 comments
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  1. Assolutamente d’accordo con la prima frase. Non ci si può aspettare nulla da chi a Roma, a Milano, a Venezia…ma anche a Belluno guida una istituzione ed ha una tessera di partito in tasca. Quelli fanno gli interessi di altri e non i nostri. Non possono andare contro le decisioni dei propri partiti.
    Tutto bene o quasi nel ragionamento giuridico, ma la Regione delega il governo, non perchè i veneti siano pusillanime, ma perchè Governo e regione sono della stessa pasta politica, mangiano alla stessa greppia, rispondono ai medesimi segretari politici e allontanando la responsabilità dal territorio pensano di rifarsi una verginità. Oggi allo stato delle cose non c’è differenza tra Venezia e Roma, ma solo perchè è sbagliato il panorama di riferimento politico e non quello sociale. E’ la catena che lega Venezia a Roma che va tagliata. La responsabilità del malgoverno e delle promesse mancate è dei partiti (e quindi anche dei rappresentanti veneti e bellunesi di quei partiti e non dei veneti come popolo. E’ più semplice eliminare le segreterie dei partiti romani che non fuggire dalla realtà. Noi dobbiamo diventare come Trento e Bolzano (assolutamente) ma non andare con Trento e Bolzano. (pur ribadendo la legittimità ed il rispetto democratico verso chi ha tale propensione)
    Se poi però tutto il ragionamento per andarsene dal Veneto si poggia sull’ultima frase, mai vidi gigante dai piedi più fragili.
    Anche gli austriaci ci hanno usato come carne da macello (o facciamo finta di dimenticarcelo????)
    Il ferro per le armi era una fonte di tornaconto economico e di lavoro per la nostra gente sin dai tempi del Barbarossa (quale è il motivo recondito per cui lo si vuol far passare per sfruttamento????)
    Legname per le galere?, a parte quello del Cansiglio per il quale esistevano accordi con i signori di Belluno che in cambio ricevevano favori e regalie, tutto il resto del legname di tutta la provincia era gestito dalle Regole e quello non utilizzato in proprio veniva ceduto a pagamento ed inviato a Venezia o Treviso con i “zater” i quali su questi trasporti fondavano la sussistenza delle proprie famiglie (o ci siamo dimenticati anche questo????)
    Schiavi da incatenare al remo (schiavi? ma quando mai!) la forzatura delle verità storiche a fini politci o è una provocazione (l’ho fatto anche io una volta ma non certo per cercare di giustificare una affermazione) o è più probabilmente indice di inconsistenza delle proprie tesi.
    Serve e balie delle quali abusare. Forse è successo. Ma io so che ci sono state serve e balie che, senza andare distanti, restando nella stessa Belluno (!!!), sono state molestate o abusate dai signorotti locali bellunesissimi e la stessa sorte toccava a quelle più fortunate (si fa per dire) che venivano inviate nelle famiglie degli ufficiali austriaci qui o nel loro paese.
    Meglio trovare motivazioni più serie. Meglio affidarsi a verità assolute. L’autonomia ha bisogno di certezze e non di favole.
    In più non capisco perchè dall’elenco delle ingiustizie presunte sia stata esclusa proprio l’acqua che è forse il più vero termometro della scarsità di autonomia che abbiamo. Su questa sì che va fatta una battaglia, ma senza scappare.
    Vorrei fare una domanda: siamo sicuri che andando con Trento o Bolzano la nostra situazione cambierebbe se a governare ci sarà sempre un esponente del PD o PDL come ora? Migliorerà forse la nostra dignità? o saremo solamente un po’ più “siori”, magari dovremo dire “gnorsì” a un crucco, ma saremo più siori.

  2. @ Diego
    concordo in gran parte con la tua analisi ma il rimedio che proponi mi sembra molto difficile e con tempi che rischiano di diventare molto lunghi. Non credi che sia più semplice una battaglia attorno alla richiesta di SOPPRIMERE TUTTE LE PROVINCIE? Sarebbe una battaglia condotta con l’adesione della stragrande maggioranza degli italiani e, una volta soppresse le provincie, si aprirebbero nuove possibilità che al momento sono interdette. Vorrei sapere cosa ne pensi. Ti saluto.

  3. @Balzan
    invece la strada da lei proposta è attuabile in 2 mesi, vero? E intanto le varie comunità si squaglierebbero come neve al sole..l’architettura sociale verrebbe disfatta, le infiltrazioni mafiose farebbero festa (sembra lo stiano già facendo…), e per ricostruire uno stato sociale e democratico ci vorrebbero decenni…
    Mi chiedo come ancora si possano portare avanti idee come la sua senza rendersi conto di ciò che tale cosa comporterebbe…mi tengo il commento personale…
    Invece sono convinto che per chi ha paura di confrontarsi con i doveri imposti dalla parola “autonomia” l’unica strada percorribile è quella di affidarsi sempre “agli altri” nella speranza di raccogliere qualche briciolina rimasta… Invece a noi non piacciono le battaglie semplici e populiste, rivendichiamo con forza un concetto chiaro e semplice: siamo capaci di autoamministrarci (sopravviviamo con un’economia da guerra da 50 anni) motivo per cui VOGLIAMO che ci venga riconosciuto ciò che ci spetta!

  4. @Balzan: ottima proposta. E’ la stessa che fa il dentista quando abbiamo una carie: via tutti i denti!

    Geniale.

  5. @Manlio &Rob
    Manlio, fra le varie catastrofi che hai elencato in caso di soppressione delle provincie, hai dimenticato l’estinzione della razza umana ed il conseguente abbandono di un sacco di animali domestici assolutamente incolpevoli. Poi non capisco quel “noi” con cui chiudi la mail. Noi chi? Gli illuminati?
    Rob, oltre l’80% degli italiani erano e sono per l’abolizione dell’ente Provincia. Cosa facciamo? Li mandiamo tutti dal dentista?

  6. Concordo con Manlio. Le posizioni di ex assessori sono invece ridicole e soprattutto populiste. Se Belluno vuol andare con Treviso, ci vada, il resto del territorio (forse con l’eccezione del sindaco De Carlo) non ne ha la minima intenzione.

    Saluti e buon viaggio.

  7. Ma non era assessore con De Bona? E Non hanno preso i voti dichiarandosi apertamente autonomisti???

    Poi non chiedetevi, Bellunesi, perchè non è ancora arrivata l’autonomia: non ci hanno mai creduto!!!

    A CASA TUTTI I CONSIGLIERE REGIONALI E NAZIONALI BELLUNESI. SERVE GENTE CHE LAVORA PER BELLUNO AUTONOMA.

  8. @Cris: non mi risulta che Calalzo abbia votato l’ordine del giorno per salvare la provincia…

  9. gli illuminati?? Beh, dipende, magari trattasi di gente comune che ha semplicemente una lampadina (da pochissimi candele!!! mica lampioni da stadio…) quando i “dinosauri” usano la candela…
    Cmq che dispiacere…c’è della “gente” che dovrebbe, e dico “dovrebbe”, amministrarci pensando prima di tutto al bene dei propri cittadini e invece pensa alla filosofia e all’umorismo…e intanto Belluno muore…
    Purtroppo per tanti di quei qualcuno, abbiamo la memoria buona!!!! e dove (spesso) noi poveri cittadini pecchiamo, arriva la rete e i documenti che conserva…quindi conosciamo bene le posizioni e le cariche ricoperte dalle persone che scrivono…
    Ah! tra l’altro, oltre all’abbandono degli animali citerei anche le locuste e la caccadimucca nelle sorgenti dell’acquedotto…si sa mai che faccia breccia tra i popoli e porti voti…ahahahahah

  10. Lascia perdere, Giovanni, questi si sono innamorati di uno slogan e più in là non vedono. Voglio vederli questi eroi coraggiosi andare davanti alla gente a spiegare che senza provincia siamo morti. E’ facile dire che non vogliamo andare con Treviso. Non lo vuole nessuno e pure io piuttosto che l’accorpamento con Treviso preferisco di gran lunga che resti la provincia di Belluno. Dicono che vogliono una provincia come Trento o Bolzano o forse anche meglio ma intanto si accalorano per mantenere quella attuale, anzi peggio di quella attuale perchè se dovessero andarsene tutti quelli che hanno fatto o faranno un referendum in tal senso, resteranno solo quattro gatti a formare questa straordinaria provincia. Non li sfiora nemmeno il dubbio che con l’abolizione delle provincie si aprirebbero per noi un sacco di porte che gli attuali ordinamenti e confini provinciali mantengono ermeticamente chiuse. Astiosi ed anche un pò maleducati visto che io, in definitiva, avevo chiesto semplicemente il parere di Diego Cason su una mia idea. Con Diego sono sempre pronto a dialogare, Ai tipi come Manlio o Andreas posso anche rinunciare, così siamo contenti in tre o quattro con Cris.

  11. Vedo che anche i bellunesi, come il resto degli italiani si accalorano per la sopravvivenza della provincia e come tutte le province d’ Italia vantano la loro specialità più speciale delle altre. I più coraggiosi addirittura si lanciano nella tesi dell’ abolizione di tutte le province o al passaggio ad una fantomatica regione dolomitica. Quella dell’abolizione di tutte le province, con le più fantomatiche delle motivazioni, è addirittura esilarante. Così una volta abolite le 110 province ci troveremmo poi con le regioni che faranno a gara a chi crea più mini-province, perchè sicuramente ogni zona ha la sua peculiarità da difendere. Risultato: almeno 300 provincette. Mai e poi mai, meglio questa legge fatta con l’accetta. In quanto poi al trasbordo dal Veneto a qualcosaltro, come richiesto da Diego Cason, io chiedo: verso dove? Forse le province autonome di Trento e Bolzano? Ma se vi vedono come fumo negli occhi. La vicenda di Lamon e Sovramonte è significativa. Dopo sette anni dal referendum per andare in trentino, la provincia di Trento non ha ancora dato parere favorevole e Lamon è costretta a rimanere nel limbo dell’ abominevole provincia di Belluno. Sappada invece ha fatto una scelta meno remunerativa ed è riuscita a passare in Friuli. Cari bellunesi avete ragione da vendere quando vi lamentate di essere maltrattati dalla pianura e che le necessità delle aree di montagna abbisognano di maggiori contributi da parte dello stato, ma non per questo potete credere di far fessi i Veneti che assieme ad altre regioni ricche oltre a mantenere il Meridione mantiene anche regioni e province autonome del Nord Italia. Ed anche la battuta che la provincia bellunese si governa in autonomia è bella: da dove arriveranno gli investimenti se la provincia è povera ed abbandonata a se stessa. Non siete capaci nemmeno di ridurrre il numero (esagerato) dei 69 comuni della provincia e vi lamentate di quello che gli altri non fanno per voi. Invece di ascoltare ragionamenti pacati, come quello di Paolo Bampo, vi buttate in voli pindarici che non portano da nessuna parte. Cercate di tenere i piedi per terra, ragionate usando il cervello che sicuramente avete e non il cuore che vi porterà verso strade senza sbocco.

  12. Un altro italo-trevisano che ci insegna come dobbiamo vivere… Per il Bellunese si aprono nuove porte… Di uscita.