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Cancellazione della Provincia: colpa tua! No di Roma. Siamo già allo scarica barile

Ott 5th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Matteo Toscani

Il consigliere regionale Matteo Toscani ha dichiarato che “se la Provincia di Belluno sparirà, sarà colpa di Roma” precisando che il governo non terrà conto della specificità del territorio.

Toscani ha altresì assolto il proprio partito, la Lega Nord, che governa a Venezia, e la recente decisione della Conferenza delle autonomie locali secondo cui tutte e sei le province venete vanno mantenute.

Alle dichiarazioni del consigliere leghista ci sono già i commenti dei politici locali.

Irma Visalli (Pd) «Che se impegni invece a ribaltare la “non decisione” della Conferenza delle Autonomie Locali quando arriverà in Giunta e in Consiglio Regionale. Come può Toscani pensare di non essere responsabile con il ruolo che ricopre in Regione? Penso che i cittadini siano veramente stanchi di queste pantomime “delle parti” e che vorrebbero poter credere che la politica e le istituzioni debbano dare risposte».

Celeste Balcon Patto per Belluno

Celeste Balcon (Patto per Belluno) ringrazia sarcasticamente parlamentari e consiglieri regionali bellunesi: «Grazie!!!Grazie! e ancora grazie!!! ai parlamentari e consiglieri regionali per il grande sforzo, lo scatto di orgoglio e il gioco di squadra profusi per salvare la Provincia di Belluno, vediamo il risultato. E’ opportuno che in vista delle prossime tornate elettorali i Bellunesi si ricordino e li ripaghino con la stessa moneta».

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29 comments
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  1. Giusto Balcon.

    A casa i parlamentari e consiglieri regionali bellunesi che non hanno difeso la nostra terra e la nostra identità.

  2. “se la Provincia di Belluno sparirà, sarà colpa di Roma”
    E voi orgogliosi veneti del motto “padroni a casa nostra” accettate questo affronto da roma ladrona?
    Il consiglio regionale veneto e giunta = costosa tappezzeria da carege delle nullità!
    Cancelliamo anche le regioni enti costosi e inutili.

  3. Dall’ufficio stampa della lega nord veneta…
    Istituito un concorso di idee per un nuovo motto che rilanci l’azione del partito, ecco le nuove proposte:
    – prima il veneto, a roma piacendo.
    – prima i veneti! Si ma da Fadalto in giù.

  4. @BL -Frei
    è ovvio che “cane non mangia cane” e che si cerchi di individuare in altri soggetti responsabilità sgradite, ma forse se vai a leggere l’ultimissimo post che ho rivolto a Lino nello spazio “Il Pab aderisce alla manifestazione di Calatrava” puoi trovare una risposta o quantomeno una interpretazione della questione TAPPEZZERIA.
    Non c’è differenza tra consiglieri regionali e parlamentari

    Circa la soppressione delle regioni potrei essere assolutamente e tenacemente d’accordo con te se si dovesse rimanere con l’attuale impianto istituzionale (Stato-Regioni-Province-Comuni= 4 livelli) in quanto almeno un livello deve essere eliminato e questo non può essere quello provinciale perchè se i comuni sono quelli dalla più elevata valenza amministrativa, è il livello provinciale quello con carico politico più vicino al territorio.
    Io ritengo però che da eliminare sia lo Stato italiano. Che si debba andare ad uno Stato Veneto (autosufficiente!!) con 3 livelli = Regione/Stato – Provincia- Comune.

  5. @Andreas Hofer
    la cosa triste è che c’è ancora gente che pensa che cambiando gli uomini possa cambiare qualcosa.
    Se anche uno avesse sette lauree, nell’attuale sistema partitico non potrà fare mai nulla di valido.
    Per cui hai sicuramente ragione, ma la colpa più grave della politica la trovi nella storica frase “tengo famiglia”.
    Nessuno va contro il proprio segretario di partito e se lo fa, può dare addio alla propria carriera…provare per credere…..

  6. Il Consiglio Regionale deve cambiare la sciagurata proposta della Conferenza delle Autonomie Locali. La nuova proposta deve essere coerente con i parametri di popolazione ed estensione fissati dalla legge nazionale. Belluno deve essere l’eccezione. Le altre Province devono invece avere almeno 2.500 chilometri quadrati di superficie e 350.000 abitanti. Consiglieri regionali bellunesi…..al lavoro. Subito!!!!!!!

  7. Secondo me la partita provinciale è persa.

    Serve che Belluno sia trasferita (o almeno i comuni che lo vogliono) verso la regione Trentino-Alto Adige.

    Chi vuole andare con Treviso ci vada pure.

    Si concorda con Andreas che i Bellunesi eletti devono tornare a fare il lavoro che facevano prima di entrare a far parte della casta di Venezia o Roma.

  8. Spending review sulle province: violata la Costituzione

    Fin dall’estate scorsa, già con la manovra finanziaria bis, si è iniziato ad assitere ad una continua quanto sottile violazione della Costituzione in tema di modifica/soppressione/accorpamento delle Province. Il Testo fondamentale, conformemente alla sua ispirazione non solo di riconoscimento ma soprattutto di promozione delle autonomie locali territoriali (art. 5 Cost.), impone che ogni ipotesi modificatoria prenda avvio dal basso, “su iniziativa dei Comuni”, come recita l’art. 133, comma 1, Cost. e non dallo Stato. A quest’ultimo, pertanto, spetta unicamente un ruolo di garanzia, ossia verificare che l’eventuale revisione delle circoscrizioni provinciali esistenti o il loro accorpamento siano o meno conformi all’interesse generale. Stando, quindi, alla lettera della norma costituzionale, sarebbe precluso a priori un qualunque intervento statale volto a predeterminare le condizioni idonee a garantire la sopravvivenza dell’ente provinciale.

    Il decreto-legge n. 95/2012 (sul cui contenuto dettagliato in tema di Province si rinvia all’ottima e precisa sintesi del dott. Carlo Rapicavoli), invece, reca un’articolata procedura che, sebbene voglia coinvolgere Regione ed enti locali nell’applicazione dei parametri indicati dall’Esecutivo, fuorisce dal procedimento indicato all’art. 133, comma 1, Cost. Infatti, l’iter procedurale previsto dal provvedimento sulla spending review delinea un percorso (sono fatte salve le Province nel cui territorio si trova il comune capoluogo di Regione e le Province confinanti solo con Province di Regioni diverse da quella di appartenenza e con una delle Province interessate dall’istituzione delle Città Metropolitane) il cui contenuto è già precostituito dal Governo e non è affatto rimesso alla libera ed autonoma iniziativa dei Comuni come, del resto, contempla l’art. 133, comma 1, della Costituzione. Inoltre, vengono fissati due criteri alla cui stregua dovranno effettuarsi gli accorpamenti: la dimensione territoriale e la popolazione residente. La dettagliata definizione di tali criteri è poi rimessa ad un successivo provvedimento del Consiglio dei Ministri da emanarsi entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Ora, questi criteri devono essere coerenti con l’obiettivo che si intende perseguire, cioè la riduzione della spesa pubblica. Se questa, allora, è la ragione, perché la soppressione non è generalizzata? Perché si dovrebbero salvare solo le Province che soddisfano i criteri arbitrariamente prefissati? Il progetto governativo, in realtà, si rivela manchevole proprio sotto il profilo della coerenza della differenziazione legislativa. Con una recentissima pronuncia, la n. 151/2012, la Corte costituzionale, pur riconoscendo la bontà dell’operato del legislatore statale in merito ai provvedimenti adottati inerenti ai tagli del costo della politica già contemplati nel decreto-legge n. 78/2010, ha rivolto un monito allo Stato, valido pro futuro, di rispettare i principi fondamentali che la Costituzione pone a garanzia degli enti locali territoriali. In altri termini, secondo il giudice delle leggi, situazioni eccezionali, come la grave crisi economica che ha colpito l’Italia e l’Europa intera, non possono essere invocate ed utilizzate dal legislatore per sospendere le garanzie costituzionali di autonomia di Comuni e Province stabilite dalla Carta. Lo Stato, pertanto, se da un lato deve affrontare con decisione l’emergenza finanziaria, dall’altro deve predisporre rimedi che siano consentiti dall’ordinamento costituzionale. Forse aveva ragione il filosofo austriaco Ludwing Wittggenstein (1889-1951): “su ciò di cui non si sa, sarebbe meglio tacere”.

    Daniele Trabucco (Università degli Studi di Padova)

    http://www.quotidianolegale.it/1055/notizie/spending-review-sulle-province-violata-la-costituzione.htlm

  9. La Lega Nord ha le sue colpe: non decidendo dà carta bianca a Roma. Il Veneto è una delle poche regioni che ha deciso di non decidere.

    http://www.upinet.it/3924/istituzioni_e_riforme/riordino_delle_province/

  10. Per salvare Belluno l’unica cosa che resta da fare è staccare la spina a Monti…

  11. @Mauro @Andreas Hofer spero che gli “ex” Bellunesi eletti abbiano acquistato casa sul canal grande o in piazza di Spagna non averi piacere di incontrali ancora da queste parti…
    @Paolo Bampo sai già come la penso sui veneti se devo essere governato da altri (o con altri) preferisco sia gente di montagna non importa se parlano tedesco, lo posso imparare. Il loro modello è già collaudato e funziona. Il veneto stato? Meglio senza Belluno; capannoni, vigne, e centri commerciali sono tutti uguali da Udine a verona e oltre.

  12. @Lino grazie per i due interessanti contributi che interpreto così:

    La costituzione è carta straccia, per spostare Lamon ci vuole un lungo processo che la rispetti per cancellare la Provincia di Belluno basta un decreto che faccia un falso risparmio tanto per dire “siamo facendo”; hanno forse detto che licenziano i dipendenti o che vendono i palazzi?

    La proposta della cal veneto è la stessa del lazio e della campania (degni compari…) La Lombardia riordina e mantiene Sondiro.

  13. Ormai in Italia ci si appella alla Costituzione solo quando fa comodo… Per il resto si può fare quello che si vuole, per esempio inventarsi parametri di sopravvivenza per le province…

  14. Per quanti fossero interessati è possibile riascoltare la puntata della trasmissione radiofonica RADIO ANCH’IO andata in onda ieri su RAI RADIO 1 nella quale veniva affrontato il riordino delle province.

    L’impegno del governo arriva con l’audizione del Ministro della Funzione Pubblica alla Camera: il riordino delle province e dei comuni si farà entro la fine della legislatura. L’esecutivo, ha aggiunto Filippo Patroni Griffi, sta inoltre riflettendo su una mini revisione del Titolo Quinto della Costituzione per quanto riguarda le funzioni degli Enti Locali.

    Temi che affrontiamo in questa puntata insieme alle proposte che, parallelamente, ipotizzano un accorpamento delle regioni. Ospite in studio, il capo ufficio legislativo del ministero della Funzione Pubblica, Carlo Deodato, risponde alle domande degli ascoltatori. Intervengono, inoltre, il costituzionalista Michele Ainis, il presidente della Toscana Enrico Rossi, il presidente della provincia di Bergamo Ettore Pirovano, l’onorevole Francesco Rutelli firmatario di un ordine del giorno sulle maxi regioni, Osvaldo Napoli già Presidente dell’ANCI e l’onorevole Mauro Libè, responsabile Enti Locali dell’UDC.

    http://www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/Page-1c886991-42d6-477c-9e8b-5d7a128f15cf.html

  15. Da notare che il capo ufficio legislativo del ministero della Funzione Pubblica tra le province venete da abolire cita BELLUNO, TREVISO e ROVIGO, dimenticandosi di PADOVA…

  16. Chiediamo un parere anche al presidente della provincia di Belluno? ah già, che sciocca, non abbiamo più nemmeno un presidente di provincia…. qualcuno ha voluto mandarlo a casa preferendo il commissariamento, decidendo la morte della provincia di Belluno già un anno fa….

  17. I presidenti delle province non hanno voce in capitolo in questa vicenda…

  18. Visalli e Balcon ne hanno invece? Certo, da liberi cittadini tutti possiamo esprimere le nostre opinioni, sarebbe interessante conoscere anche quelle del presidente della provincia o commissario o chichessia… ormai abbiamo sentito la voce di tutti…

  19. e la volontà di uccidere la provincia è stata già presa un anno fa preferendo il commissariamento alla volotà popolare…. “chi è causa del suo mal, pianga sè stesso” recita un noto proverbio….

  20. Mi sembra che in una riunione tenutasi a Venezia il commissario non si sia espresso…

  21. Ma non era il commissario era soluzione a tutti i mali della provincia? Clap clap di nuovo per la sfiducia a Bottacin.

  22. Anche se Belluno è l’unica provincia retta da un commissario prefettizio non sarà l’unica ad essere soppressa… Questo la dice lunga! Anche se Bottacin non fosse stato sfiduciato (secondo me però se l’è cercata) la provincia di Belluno adesso sarebbe comunque sulla graticola…

  23. Prendi Rovigo: anche se ha un suo presidente di provincia, quante possibilità ha di salvarsi?

  24. Spiegami perchè chi ha fatto “cadere” la provincia un anno fa e che a Roma vota per il taglio delle province basandosi su criteri “numerici” ora si premura di dannarsi (o recita?) nel voler salvare Belluno? Magari tu puoi illuminarmi… ripeto, per costoro il commissario (intendasi “curatore fallimentare”) era la soluzione di tutti i mali…. ora cos’è cambiato?

  25. Giro la domanda: ci tenevano al valore della provincia nel 2011? O qua cambione idea ogni doi par tre?… coerenza o ipocrisia?

  26. non raccontiamoci la barzelletta che la priovincia è caduta x colpa del Pd.. è stata una faida interna tra Pdl e Lega..se nn litigavano tra loro mica cadeva Bottacin
    E poi è ovvio che i leghisti non scelgono di salvare Bl dato che i loro capi (zaia in primis) vogliono che belluno venga mangiata da treviso così faranno i loro sporchi comodi devastando la nostra terra
    altro che paroni a casa nostra questi sono i servi dei servi.. vergognatevi!!!

  27. ahahah Stefano, chi ha firmato la mozione di sfiducia? Chi l’ha firmata certo amava il proprio territorio, talmente tanto da contribuire alla morte dell’ ente e della politica. Su su dai, la lega è la colpa di tutto, certo. anche del decreto della spending review che ci vuole togliere la provincia nonostante non l’abbia approvato? Ah no, è colpa mia… ahahah. Passo e chiudo. a spiegarghe le robe ai mus se perde temp e se infastidis la bestia.

  28. Quando è caduto Bottacin c’era Berlusconi al governo. I partiti al governo erano pertanto PDL e LEGA NORD.

  29. Bottacin è caduto perché è stato sfiduciato da parte della sua stessa maggioranza.