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Nis in super saldo? * intervento del Movimento 5 Stelle Belluno

Ott 4th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Non abbiamo mai pensato che trovare una soluzione all’annoso problema della NIS sarebbe stato facile e indolore. D’altra parte non è più accettabile che, a seguito di scelte politiche sbagliate, poco lungimiranti e ancor più disastrose nella gestioni , siano sempre i cittadini a pagare. Infatti, la NIS è una società partecipata al 100% dal Comune di Belluno, pertanto il suo patrimonio, già in buona parte depauperato, è un bene di tutta la cittadinanza. Perderlo significa impoverire noi tutti.

Se è vero che i mali della NIS affondano le radici in oltre 30 anni di mala gestione e nell’illusione che il “colle” dovesse diventare una rinomata località sciistica, dobbiamo sottolineare che tutte le amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni si sono intestardite a percorrere questa strada. Per questo motivo, oggi troviamo opportuno che tutti prendano le proprie responsabilità e facciano un serio esame di coscienza anziché lanciarsi invettive reciproche.

In quanto al neo sindaco Massaro, a conoscenza della situazione visto il suo recente passato di capo gruppo di minoranza e che sull’opposizione alle scelte della giunta Prade ha costruito la sua immagine e il successo elettorale, ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso. Nascondersi dietro le difficoltà, i limiti di bilancio ed i vincoli imposti dalle delibere della precedente giunta, dimostra una pochezza di idee ed incoerenza politica. Dove sono dunque la novità, la buona politica e le buone pratiche tanto sventolate in campagna elettorale? Non troviamo inoltre corrette la gestione e le modalità della “trattativa”, fatta con poca chiarezza, trasparenza, rispetto del Consiglio Comunale e soprattutto coperta dalla “scusa” della riservatezza. A noi non interessavano i nomi degli “investitori”, noi avremmo gradito conoscere e discutere i termini e i dettagli dell’accordo.

Alcuni dubbi però restano e viene spontaneo porsi alcune domande. Cosa succede se gli impianti vengono dati solo in gestione e subito dopo si fa fallire la società? La risposta potrebbe essere che normalmente in un fallimento si procede alla vendita di tutti i beni, in questo caso anche gli impianti, per saldare il maggior numero di debitori. Ma se quindi si dovessero vendere gli impianti che fine farebbero i gestori? Non sarà per caso che questi “appassionati amanti del colle” sono già lì pronti a comprarsi il tutto a costo di super saldo?

 

Movimento 5 Stelle Belluno

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4 comments
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  1. Intervengo solo sul fattore impianti (in questo caso di risalita) per il quale in passato ho avuto una certa esperienza. Solo lo skilift Toront ha una considerevole vita tecnica residua ed una discreta portata oraria (circa 700 persone/h). La seggiovia Col Canil avrebbe già raggiunto la rottamzione (quaranta anni di vita), se non fossero intervenuti costosi lavori di manutenzione straordinaria, che l’hanno prolungata di cinque. Lo skilift Erte sta spirando. La doppia seggiovia Coca, pur avendo circa vent’anni di vita residua, è già defunta da un punto di vista funzionale: triposto senza agganciamento automatico, è un dinosauro vivente, lenta e funzionante sempre a singhiozzo. La portata oraria di tutte è insignificante. Il parco battipista, tranne due eccezioni. è sorpassato. Altro non c’è. Per ora quindi la cordata di imprenditori deve proprio essere definita di veri “appassionati amanti del colle”

  2. Credo che nel caso di fallimento della società, cosa che non auspico perchè i creditori perderebbero praticamente tutto, il tribunale nominerà un curatore fallimentare che venderà quello che avrà un minimo di mercato a chi farà l’offerta migliore e non necessariamente ai precedenti gestori. Sul piano etico, dal momento che la situazione fallimentare non è certo attribuibile all’attuale amministrazione e tanto meno a M5S, ma la NIS è pur sempre una società del Comune, credo che qualche riflessione dovremo pure farla. La responsabilità, come già detto, è di altri, soprattutto gli amministratori ed i controllori della società,siamo d’accordo, ma rappresentavano, nel bene o più verosimilmente nel male, l’intera comunità. Non credo, sul piano puramente etico, che tutti noi possiamo lavarcene le mani solo perchè non siamo stati e non siamo direttamente responsabili di scelte sbagliate o forse peggio che sbagliate perchè quei signori, purtroppo, rappresentavano tutti noi che, direttamente o indirettamente, li abbiamo messi a svolgere quelle funzioni a nostro nome . Una società seria risponde anche degli errori di chi la ha male rappresentata. Se non lo fa, se ad ogni cambio di amministrazione, ciascuno disconosce le cose fatte da chi lo ha preceduto, nessuno si fiderà più dell’ente Comune. Non basta, se del caso, denunciare chi ha sbagliato se oltre all’errore vi è anche qualche reato. Non basta appellarsi alle norme che impediscono qualsiasi intervento finanziario del Comune (ammesso che sia avanzato un euro) per saldare i debiti della società. Occorre fare (inventarsi) qualcosa per dimostrare che l’ente Comune resta una cosa affidabile nonostante ogni tanto non lo siano gli amministratori del momento. Cosa? Non saprei dirlo con certezza ma sarei ben contento se da un impegno comune dell’attuale amministrazione con i prossimi gestori si arrivasse ad una nuova situazione virtuosa che evitasse il fallimento garantendo così, magari non immediatamente, i creditori. Probabilmente questo sarà difficile ma può essere che vi siano altre soluzioni. Se qualcuno, a cominciare da M5S ha qualche buona idea, mi pare il momento buono per tirarla fuori.

  3. Mi dispiace che il Movimento 5 Stelle accusi l’amministrazione Massaro di incoerenza e di pochezza di idee. Di idee ne abbiamo perseguite e valutate molte perchè era questo il nostro compito e l’assessore le ha esposte chiaramente durante il consiglio comunale. Non ho ancora sentito una sola idea praticabile da chi critica il nostro operato. La legge e i vincoli di bilancio sono le regole che permettono di garantire proprio quella pulizia e quella trasparenza che il M5S ci accusa di non avere; dalle regole non si prescinde, ed è partendo da queste che si cercano le alternative percorribili.

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