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Tre appuntamenti con “Quella del Vajont, Tina Merlin”, sabato a Susegana e a Feltre

Sabato 6 ottobre ore 16 alla Chiesa del Carmine di Susegana (Treviso),  Adriana Lotto presenta il suo libro su Tina Merlin e sulla tragedia del Vajont. Libri in cantina, Mostra nazionale della piccola e media editoria.

Sabato 6 ottobre ore 17.30 a Feltre, Piazza Maggiore, Sala degli Stemmi : La casa sulla Marteniga di Tina Merlin.  Letto da Franca Faneo, Concetta Gangi, Susi Gregoris, Marilena Poncato. Con la collaborazione di Denide Burigo Susi Gregoris. Regia di Loris Tormen.

Martedì 9 ottobre ore 20.30 a Feltre, Piazza Maggiore, Sala degli Stemmi Adriana Lotto presenta il suo libro Quella del Vajont Tina Merlin, una donna contro.  L’iniziativa è dell’Assessorato ai Beni Comuni, Associazione Accanto all’anziano e Associazione Tina Merlin

Tina Merlin

Quella del Vajont, Tina Merlin, una donna contro. Il fortunato libro di Adriana Lotto, recensito dalle maggiori testate italiane, presentato in decine di località del Triveneto, ci racconta una delle più importanti pagine della storia e del giornalismo italiano. Il 9 ottobre ricorre l’anniversario della tragedia.

Un ritratto della giornalista che per prima, già negli anni Cinquanta, denunciò la prevedibile catastrofe del Vajont. Attraverso documenti d’archivio inediti, lettere, interviste e un ricco corredo fotografico, emerge la figura di una donna che del Novecento ha vissuto con passione e ragione gran parte delle vicende più importanti: la Resistenza, la faticosa ricostruzione nel dopoguerra, l’emigrazione, lo sfruttamento del territorio, le lotte operaie e quelle per i diritti civili.

Adriana Lotto

 

«Tina è oggi ‘quella del Vajont’. Ma quando, da sola, raccontava le storie di quella gente non pensava certo al colpo giornalistico. Era arrabbiata per il destino già scritto di tanti, così come lo era quando si ribellava all’apparente inevitabilità per una ragazza della sua condizione sociale di dover servire a casa dei milanesi benestanti. Era arrabbiata quando scriveva dei compaesani emigrati, dispersi, umiliati. Oggi diremmo ‘indignata’. Tutti possono essere indignati, anche quelli dei salotti milanesi. Tina non poteva invece permetterselo, né lei né la gente con la quale era cresciuta,  si era formata. Loro potevano solo essere arrabbiati. Loro potevano solo ribellarsi».

Toni De Marchi

 

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