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Il Pab alla manifestazione degli indipendentisti sabato ore 15 al Ponte di Calatrava a Venezia

Ott 3rd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Paolo Bampo

Il PAB (Provincia Autonoma Belluno) convinto che l’ autonomia della Regione Dolomiti possa ormai essere raggiunta unicamente attraverso l’indipendenza veneta, ha deciso di aderire alla manifestazione indetta in Venezia. Che si terrà sabato prossimo dal movimento politico (denominato esso stesso Indipendenza veneta), guidato dagli avvocati Azzano Cantarutti e Morosin e dal Prof. Pizzati, che ha individuato nella via giuridica la possibilità di giungere al riconoscimento internazionale dell’indipendenza del Veneto attraverso quel referendum che il Presidente della Commissione Europea Josè Barroso ha già preventivamente dichiarato ammissibile. Lo fa sapere con una nota il fondatore del Pab Paolo Bampo.

Barroso, con il proprio benestare, ha così sancito la certezza del risultato al pari di quello già raggiunto da Scozia, Quebec e Catalogna che andranno a referendum nei prossimi tre anni, e a quello della Groenlandia che ha raggiunto la propria indipendenza con il referendum di due anni orsono.

“Veneti di valle e di città, cittadini della “bassa” e delle Dolomiti – sostiene Bampo – devono trovare la forza di tagliare il cordone ombelicale che tiene legati tutti a Roma. Se lo vogliamo possiamo camminare con le nostre gambe, liberandoci così di ogni palla al piede. Per qualcuno forse potrà essere un sacrificio, ma per tutti sarà la rinascita ed il raggiungimento di una nuova dignità.

Aderiamo alla manifestazione indetta per sabato 6 ottobre a Venezia con ritrovo ai piedi del ponte di Calatrava alle ore 15.

Sarà l’occasione per dimostrare a 15 anni di distanza che i sentimenti veneti che accompagnarono gli “8 del campanile” sono maturi per trasformarsi in azione politica di popolo. La presenza darà ad ognuno la possibilità di poter un giorno affermare: Io c’ero!”

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24 comments
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  1. Vorremo essere informati su quanti bellunesi saranno a Venezia per questa manifestazione.

    Di questi vorremo sapere quanti saranno li per la Belluno o per il Veneto indipendente.

    (Bampo fa così tanta confusione che bisogna prendere appunti per starci dietro)

  2. @Rob
    fossero 7 o 17 o 77 cosa ti cambia? Dei conti che farò io non puoi fidarti perchè faccio “tanta confusione” 😉
    Che ne dici di venire di persona e verificare direttamente?
    L’importante nelle cose è crederci.
    Di certo i presenti saranno molto pochi, ma non temere tra 5 o dieci anni quelli che diranno “io c’ero” al ponte di Calatrava saranno moltiplicati x 100000 e tutti in Veneto diranno di essere “indipendentista da sempre” …forse anche tu lo dirai.
    Storia già vista e vissuta con il tema del federalismo prima e dell’autonomia poi.
    Gente che ora afferma di essere sempre stata autonomista scriveva sui giornali contro il sottoscritto una ventina di anni orsono.

  3. Cambia che si segue il vento invece di proporre una cosa sensata e lavorare solo su quella.

    In Veneto Belluno conterà sempre meno del 5% dei suoi abitanti. Questo, almeno, è chiaro.

  4. @Andreas Hofer
    sino ad ora ho sempre agito contro vento e la cosa sensata è cercare un risultato attraverso un altro.
    Come sempre affermato dal PAB (vai a leggere la prima metà della terza pagina del doc pubblicato in questo sito alla voce “A come autonomia” (non il doc BARD ovviamente) federalismo, autonomia dolomitica e indipendenza veneta sono strettamente legate ed interdipendenti. Non quindi concorrenti.
    Se contiamo il 5% per il veneto cosa contiamo per i crucchi che manco ci vogliono?
    Suvvia sii realista

  5. IN DIFESA DEL REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO
    Come Trento e Bolzano, ma non con Trento e Bolzano.
    Dobbiamo scegliere se stare con Roma e con l’Italia oppure con il Veneto e con i veneti a cui siamo accomunati da un destino di italico sfruttamento.
    E’ oramai assodato come il Trentino e l’Alto Adige abbiano delle prerogative legislative che dovrebbero appartenere anche alla nostra terra. Le necessità di gestione economica e le aspirazioni di autogoverno territoriale (che non ci sono mai state riconosciute, se non recentemente dallo statuto della Regione Veneto per ciò che poteva), originate dalla situazione geografica e da quella orografica, sono infatti similari alle loro. Innegabile è il fatto che il TAA goda di condizioni a noi negate da uno Stato (Italia) che ci si è dimostrato patrigno e da una capitale (Roma) che si è dimostrata matrigna. Questo non deve però portarci a dire che Belluno, Trento e Bolzano siano fratelli al punto di chiederne l’annessione istituzionale. A parte che probabilmente, da ospiti autoinvitati, non saremmo i benvenuti ad una tavola imbandita da altri, il futuro della nostra terra e della nostra gente non può essere associato politicamente a quello di chi ha scarsa condivisione e frequentazione sociale e culturale con noi. Raramente ci capita infatti di avere rapporti con il TAA, mentre gran parte della nostra provincia ha relazioni quasi quotidiane con il resto del Veneto. Le montagne ci dividono dalle due province autonome del TAA e per noi è pertanto più facile scendere a valle che non salire a loro.
    Nonostante ciò, andare con Trento e Bolzano, per molti rappresenta legittimamente una via d’uscita dalla morsa della crisi attuale. Pur rispettandone il pensiero, tali persone facciano però attenzione ché, se Roma rappresenta una palla al piede per lo sviluppo nostro e del Veneto medesimo, legarsi politicamente a quei territori vorrebbe dire dipendere ancor di più da quella Capitale, a cui questi sono legati con corda a doppia mandata. Roma, quando per aver insistito a privilegiare il sostentamento dei propri carrozzoni e dei propri vizi, tra non molto non sarà più in grado di offrire neppure più al TAA gli odierni trattamenti di favore, dopo averlo fatto con noi, trascinerà nel baratro anche TN e BZ (quando Roma cadde, tutto l’impero d’occidente cadde). Oggi diventa sempre più impellente staccarsi dai carrozzoni, dal malcostume dilagante e dalla decadenza latina altrimenti anche chi aveva pensato di andare a star meglio scappando a Bolzano, dovrà prender atto di aver rimandato solo di un po’ la propria fine.
    Le nostre necessità istituzionali sono rappresentate in definitiva dalla costituzione di una provincia autonoma (Regione Dolomiti) con le prerogative speciali pari a quelle di Trento e di Bolzano, non all’interno di un territorio italiano, ma di un territorio veneto. Il popolo veneto è riconosciuto per legge e le sue prerogative sono tutelate dagli organismi e dai trattati internazionali (significativa è la presa di posizione del presidente Barroso in merito al nostro diritto di ottenimento del referendum per l’ indipendenza del Veneto). Noi dobbiamo guardare ad un Veneto che sappia tagliare il cordone ombelicale con Roma e che divenga Stato indipendente (e che contemporaneamente riconosca anche la nostra diversità montana).
    Concludendo ed allargando la visione, possiamo affermare che se, per ottenere la nostra autonomia provinciale e per giungere all’Indipendenza del Veneto, sarà necessario confederarsi alla macroregione del nord (come ipotizzato dal prof. Miglio più di 20 anni orsono e recentemente ripreso da Maroni), ben venga una alleanza tra autonomisti nostrani, indipendentisti veneti e Lega Nord e quanti altri vorranno pensarla così. Regione dolomiti, Stato Veneto e Macroregione del Nord, sono entità istituzionali non in conflitto tra loro e che rappresentano l’unica alternativa alla catastrofe politica imminente.
    Paolo Bampo- PAB
    Belluno, 25 settembre 2012

  6. Bampo ha ragione!!
    Io stesso davo addosso a lui e all’autonomia e adesso sono convinto della bontà delle sue idee.
    Se dice che l’indipendenza del Veneto è la strada giusta per arrivare alla regione dolomitica io gli credo perchè lui diceva qlcs di buono quando gli altri difendevano roma e adesso sono tutti finti autonomisti

  7. per Bampo
    io vengo a Venezia ci vediamo lì porto una scritta CADORE se posso

  8. @aldo
    ti ringrazio Aldo.
    Sono lieto che tu venga così ci conosceremo.
    Certo che puoi portare il cartello. Ci mancherebbe! e poi così ti riconoscerò.
    Se vuoi puoi scrivere CADORE REGIONE DOLOMITI così pigli due piccioni con una fava

  9. Anzi è una bella idea anche per chi viene da altre zone delle nostre

  10. @Paolo Bampo apprezzo sempre i tuoi interventi su questo sito e spesso li condivido. Sul veneto indipendente ho però un idea molto diversa, niente di personale in quello che segue.

    Perchè dividere sudditti veneziani da padroni romani? lavorano così bene insieme!
    In questi giorni lo hanno dimostrato ampiamente annientando (di comune accordo) Belluno in modo falso e vile come da migliore tradizione italiana, inscenando un finto scontro istituzionale a scarica barile al solo scopo di garantire qualche comda carega a province che “rendono meglio” in termini di diarie e rimborsi spesa.

    Io c’ero a venezia alla prima manifestazione dei popoli padani è servita solo a mandare qualcuno del nord a studiare a roma per diventare “ladrone in padania”.

    Niente paura questa é solo l’opinione che non conta nulla perchè di un bellunese che in quanto tale non esiste più.
    Un idea per un futuro migliore? studiare bene il tedesco e andare a vivere in Carinza almeno li ci sono le montagne e non si sente la puzza della laguna.

  11. @BL-Frei
    ti ringrazio per la considerazione e per la pacatezza dei rilievi.
    Vedi neppure io amo Venezia e addirittura se devo dirla tutta non trovo corretto che alla salvaguardia della città lagunare siano dedicate nel bilancio regionale più risorse finanziarie di tutti i comparti produttivi ed economici messi insieme. Io guardo ad uno stato veneto senza pensare agli antefatti storici ma ponendo questi a valido complemento di un progetto squisitamente politico istituzionale.
    In pratica reputo sbagliato che per salvare 4 muri storici si mettano in ginocchio intere famiglie e tante aziende.dicendo questo sarò tacciato di SACRILEGIO! ma non me ne frega nulla neppure se saranno i miei compagni di viaggio ad affermarlo.
    Detto questo forse tu dimentichi una cosa: se è vero ogni similitudine che fai tra venezia e roma risponde alla realtà, è altrettanto vero che stai facendo riferimento a soggetti politici che vivono a venezia in simbiosi con roma. Vanno spazzati via. Va costruito un nuovo modello, e credimi, abbiamo il potenziale umano per farlo se lo facciamo privi di condizionamenti dei partiti romani e milanesi da cui certa gente dipende e a cui non puoi ASSOLUTAMENTE affidare il riordino degli assetti e la costruzione di un nuovo stato.
    Tieni in considerazione che la proposta di un veneto indipendente è assolutamente percorribile…quella della carinzia non so. C’è troppo da costruire, non c’è ancora la mentalità, non credo che esistano i presupposti internazionali che esistono per un referendum x l’indipendenza veneta. Non dico di no ma ho i miei dubbi ed in più alla mia età vorrei riuscire a vedere realizzarsi un progetto prima di….

  12. @Paolo Bampo invidio sinceramente il tuo ottimismo e la tua speranza, fino a un anno e mezzo fa ci sarei stato anch’io a Calatrava. Ora mi rendo conto che darei una mano alla stessa gente che un domani forte e indipendente invaderà Belluno con autostrade per i propri affari, chiederà più acqua per i loro campi e permessi gratis per andare a funghi a “casa loro”. Anche spazzando via la politica in carica ne verrà un’alta più incapace e irresponsabile della precedente a perfetta espressione della società che rappresenta.
    I bellunesi non sono meglio dei veneti in termini di capacià e responsabilità ma hanno il pregio non voler a tutti i costi comandare a casa d’altri, è per questa differenza che non mi sento di affiancare i boriosi veneti nella LORO richiesta di indipendenza politici o semplici cittadini che siano.
    Sabato 6 previsto 24 gradi poco nuvoloso; passate una buona giornata è sempre piacevole visitare un “capitale straniera” in una bella giornata di autunno.

  13. Grazie BL-Frei
    sei uno in gamba comunque.
    Spero però che tu abbia torto. Io non metto la mano sul fuoco per nessuno, ma non togliermi la speranza che esista qualcosa di migliore rispetto alla realtà attuale ed in ogni caso non ci sarà annessione che il PAB possa accettare senza garanzie certe, anzi certissime circa la dignità della nostra terra (autonomia speciale per la Regione Dolomiti all’interno dello Stato Veneto) .
    Sappi che nella mia vita non ho mai venduto (o almeno non me ne sono accorto) le mie idee in cambio di benefici personali, per cui ti prego di credermi se ti dico che veglierò sulla buona fede degli interlocutori veneti.
    Anche se vale poco, posso ancora guardare la mia faccia allo specchio senza provarne ribrezzo.
    …e per sdrammatizzare un po’, se un giorno ci incontreremo ti racconterò (visto che citi l’andar per funghi) una barzelletta su un cercatore di funghi trevisano in giro per le ns montagne.

  14. @Paolo Bampo: non sapevo avessi militato anche in Forza Italia…

  15. Addirittura nella XIII legislatura eri iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia!

  16. Nella XI e nella XII legislatura eri iscritto invece al gruppo parlamentare della Lega Nord…

  17. Ecco alcune proposte di legge che hai presentato come cofirmatario nella XI legislatura: istituzione della provincia di Monza, istituzione della provincia del Canavese, rilancio economico del Canavese, istituzione dell’anagrafe nazionale per gli animali domestici, riconoscimento delle autostrade A8 e A9 quali raccordi autostradali senza pedaggio, riconoscimento come raccordo autostradale senza pedaggio della variante A-12 nel tratto Lucca-Viareggio.

  18. Da notare che eri stato eletto nel collegio di Udine.

    http://legislature.camera.it/chiosco.asp?content=deputati/legislatureprecedenti/leg11/framedeputato.asp?Deputato=d32260&position=XI%20Legislatura%20/%20I%20gruppi parlamentari

    Veniamo ora alla XII legislatura: celebrazione dell’VIII centenario della nascita di Federico II di Svevia, istituzione di una zona franca nel territorio della provincia di Belluno (come primo firmatario)…

    Eri stato eletto nel collegio di Belluno.

    http://legislature.camera.it/chiosco.asp?content=deputati/legislatureprecedenti/leg12/framedeputato.asp?Deputato=d32260&position=XII%20Legislatura%20/%20I%20gruppi parlamentari

  19. Concludiamo con la XIII legislatura: norme per l’importazione da paesi terzi di cani e gatti destinati alla commercializzazione (primo firmatario), norme per l’avanzamento a titolo onorifico degli ufficiali e dei sottufficiali delle Forze armate (primo firmatario), istituzione della brigata alpina Cadore-Vajont con compiti di protezione civile (primo firmatario)…

    Eri stato eletto nel collegio di Belluno.

    http://leg13.camera.it/cartellecomuni/leg13/Deputati/scheda_deputato/scheda.asp?id=d00038

  20. Sbaglio o quando eri onorevole non hai presentato proposte di legge a favore dell’autonomia della provincia di Belluno? Ti sei occupato dell’istituzione delle province di Monza e del Canavese, questo sì, ma non della provincia autonoma di Belluno… Correggimi pure se sbaglio!

  21. Caro Lino, siccome credo di non aver nulla da nascondere e siccome non ho code di paglia come chi si nasconde dietro l’anonimato ti posso dare chiarimenti su tutta la mia vita. Verissimo non sono riuscito a presentare una PDL sull’autonomia della ns Provincia. Con la dott.ssa Bianchi e il dott. Costa della segreteria legislativa della Lega Nord nella XII° legislatura stavamo però studiando una PDL per l’autonomia del bellunese poi rallentata continuamente dal capo ufficio della medesima segreteria su una serie di perplessità e richieste di chiarimenti da parte di Bossi che addirittura una mattina alle 5 mi svegliò per chiedere cosa volessero dire certe cose. La legislatura si interruppe dopo soli due anni per cui non ci fu il tempo di terminare il lavoro . Nella XIII° legislatura il lavoro riprese sempre con la collaborazione dei due funzionari di cui sopra e questa volta Bossi era tranquillo, ma i problemi sorsero con i rappresentanti leghisti di altre zone che volevano inserire altre province. A causa di questo partirono una serie di consultazioni anche con deputati di altri partiti per far sì che l’iniziativa non fosse solo un fatto di propaganda populista o demagogica, ma potesse giungere ad approvazione. Ti assicuro che mettere d’accordo teste diverse, con interessi diversi, vuol dire perdere mesi su ogni singola frase. Ma gli sforzi compiuti e la pazienza che si doveva mettere valevano la pena di aspettare per giungere ad un risultato concreto. Un importante risultato di tale lavoro relazionale fu però che per la prima volta IN ASSOLUTO si iniziò a parlare di unire nell’azione le province di Belluno di Sondrio e del VCO. Purtroppo i miei rapporti con la Lega e con Bossi si deteriorarono al punto di interrompere la mia partecipazione alla stesura del testo. L’unica richiesta che feci io nel lasciare tutto (e forse qui sbagliai a fidarmi) fu che sarebbe stato mantenuta la mia firma come primo firmatario nel testo definitivo. Negli ultimi 4-5 mesi di legislatura aderii al gruppo di FI su richiesta di Beppe Pisanu (allora capo gruppo FI) in cambio della firma sul testo e dell’approvazione in aula della PDL. A fine legislatura però la stesura del testo non era ancora terminata,(o almeno così mi fu detto) i deputati di FI comunque non avevano aderito ed io sentendomi nuovamente beffato terminai dopo quel breve periodo il mio rapporto con FI. Non venni più candidato per cui non potei concludere il lavoro.
    Spero di essere stato esauriente. Spero che tu stia facendo le pulci anche a tutti parlamentari bellunesi attuali e del passato come me in modo da non farmi pensare che tu stia facendo una guerra personale al sottoscritto (vedremo e controlleremo). Spero inoltre che in questa tua indagine nei miei confronti non stia seguendo l’interesse di altri. Spero infine che, qualora tu consideri sufficienti le spiegazioni che ti ho dato, adesso non mi chieda anche il mese e l’anno in cui mio padre si sottopose alla tonsillectomia.

  22. Ti ringrazio per avermi risposto. Sono deluso dal fatto che tu non sia riuscito a presentare nessuna proposta di legge a favore dell’autonomia del bellunese… Siam tutti pronti a criticare chi siede adesso in parlamento, ma neanche chi li ha preceduti mi sembra sia riuscito a fare chissà cosa…

  23. Caro Lino
    sinceramente credo che nessuno di chi siede in parlamento possa fare qlcs. Il peggio è che credo che non potrà farlo neppure in futuro…se non cambia il tipo di rappresentanza. Attento, non sto dicendo che debbano cambiare ancora una volta i rappresentanti politici, i quali, indipendentemente dal fatto che siano validi o meno, intelligenti o meno, capaci o meno…avvocati o meno, nell’attuale impianto parlamentare devono avere una tessera di partito in tasca (sono i gruppi parlamentari che decidono cosa questi devono fare e i segretari dei partiti comandano sui gruppi).
    Il parlamentare non ha ASSOLUTAMENTE potere decisionale sulle proprie azioni se non su quelle che contano meno del due di picche. L’ho sperimentato durante i miei mandati. Se un parlamentare cerca di uscire dal seminato viene immediatamente richiamato (provato per esperienza personale). Se uno poi agisce contro il voler del capo gruppo o del segretario, può dar l’addio alla possibilità di essere rieletto (ho pagato di persona il fatto di essere stato un “anarchico”…ma non me ne lamento, probabilmente lo farei ancora.
    I partiti ideologici avendo giurisdizione su tutto il territorio nazionale sono liberi di agire a loro piacimento in quanto non legati ad una determinata zona .
    I partiti territoriali come L’SVP sono legati al parlamentare locale perchè legati ad un territorio specifico e quindi l’interesse degli uni e dell’altro è il medesimo: quello dei cittadini di quella zona.
    Il tipo di rappresentanza migliore non è quindi quella ideologica ma quella territoriale ed è per questo che deve cambiare il tipo e non solo la rappresentanza intesa come persone.

  24. fatevi un giro su wikipedia- paolobampo ogni altro commento sulpersonaggio è inutile