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venerdì, Agosto 7, 2020
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Lid L’Intesa Dolomitica di Oscar De Bona chiede un’eccezione dei parametri per salvare la provincia di Belluno

Il movimento autonomista L’Intesa Dolomitica, nato nel 1994 da un’idea di Oscar De Bona esprime il proprio punto di vista in merito al tema del riordino delle province e delle loro funzioni a seguito del dettato dell’art. 17 del D.L. n. 95/2012 facente parte del più famoso pacchetto normativo definito “spending review”.

Il principio ispiratore del provvedimento, il contenimento della spesa pubblica, parte dal presupposto che le province vanno ridotte di numero e per fare questo fissa dei parametri molto chiari: le province per essere mantenute come enti territoriali devono avere almeno 350.000 abitanti e almeno 2.500 chilometri quadrati di superficie.

Il risultato dell’applicazione di questi freddi parametri sarà la scomparsa di 64 province (che dovranno accorparsi ad altre o riordinarsi) e il mantenimento di 43 che si salveranno in quanto rispettose dei parametri o capoluogo di regione.

La Provincia di Belluno, salva per parametro della superficie, non rispetta invece quello della popolazione e quindi il suo destino è segnato. Ma in quale direzione? Spetta al Consiglio delle Autonomie locali (Cal) formulare alla regione una proposta di riordino delle province entro il 2 ottobre ed entro il 15 ottobre la regione stessa deve trasmettere tale proposta al Governo. I tempi sono stretti e per questo la proposta di riordino dovrà essere completata in modo da venire recepita dal Governo senza modifiche.

La proposta di riordino, che da più parti in questi giorni, viene caldeggiata dovrebbe fondarsi sul mantenimento della provincia di Belluno nella sua attuale struttura e dimensione, di fatto chiedendo un’eccezione ai parametri stabiliti.

La necessità del mantenimento della Provincia di Belluno è anche per il nostro movimento una condizione fondamentale per la sopravvivenza di un territorio che per conformazione e collocazione geografica, caratteristiche di popolazione ed estensione deve essere amministrato tenendo conto della sua specificità.

Una specificità che può essere gestita esclusivamente da un ente a carattere sovra comunale operante sul territorio che non può essere altro che l’ente provinciale di primo grado con le attuali dimensioni territoriali.

La specificità della Provincia di Belluno, attualmente sancita nell’art. 15 dello Statuto della Regione Veneto, deve quindi trovare la difesa da parte di tutte le forze politiche e sociali ma la strada da percorrere nella proposta da portare a Roma dovrà essere inattaccabile dal punto di vista normativo: Belluno (con Sondrio per quanto riguarda la Lombardia) dovranno essere le eccezioni ai parametri fissati in quanto rappresentanti territori interamente montani e confinanti con province autonome o stati esteri.

Tali fattori sono causa diretta di alcune caratteristiche peculiari della nostra Provincia: dispersione della popolazione, dimensioni demografiche e calo della popolazione, maggiore tasso di invecchiamento della popolazione, minore dotazione di infrastrutture.

Di fronte a questa complessità di situazioni i territori montani pagano degli extra costi rispetto a quelli tradizionalmente sostenuti nelle altre aree.

L’Intesa Dolomitica si schiera pertanto a difesa della nostra Provincia come ente di primo grado e con le attuali dimensioni territoriali e per fare questo chiede che i parametri fissati siano derogati per Belluno e Sondrio, realtà specifiche e per questo da tutelare.

 

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