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Questione Nis Nuovi Impianti Sportivi. Tomaso Zampieri: “Il Comune di Belluno ha garantito la continuità aziendale, unico presupposto perché nascesse una qualche prospettiva di futuro per i lavoratori dipendenti.”

Ott 1st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Tomaso Zampieri

“Le accuse del consigliere Bettiol sul caso N.i.s. sono pretestuose.” Lo afferma Tomaso Zampieri, capogruppo di In Movimento che interviene sulla vicenda, in linea con la maggioranza a palazzo rosso che difende l’operato del sindaco di Belluno Jacopo Massaro

“Maggioranza e opposizione sono state informate in modo esaustivo nel consiglio di venerdì 28 – afferma Zampieri – e il sindaco ha rinnovato l’impegno che da mesi ha garantito, con l’assessore Santesso, nella funzione propria dell’ente che è di controllo e indirizzo; perché è chiaro a tutti che un’amministrazione comunale non ha un potere diretto sulle decisioni imprenditoriali del privato. Svolgendo invece il ruolo di intermediario credibile e serio, il Comune di Belluno ha garantito la continuità aziendale, unico presupposto perché nascesse una qualche prospettiva di futuro per i lavoratori dipendenti.”

“Forse questo risultato infastidisce – continua Zampieri che pone una domanda provocatoria – meglio sarebbe stato se l’amministrazione Massaro avesse fallito, con la perdita definitiva di tutti i posti di lavoro? Se il consigliere Bettiol ha in mente una alternativa, la esponga, purché si tratti di alternativa percorribile che metta assieme la situazione deficitaria dell’azienda, la continuità della gestione, l’apertura della stagione invernale, il richiamo della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato, e sia accolta da chi ha deciso di investire sul futuro del Nevegàl.”

“Sostenere che questa vicenda è un fallimento dell’amministrazione comunale è indice dell’obiettività, scarsa, delle accuse che ci vengono rivolte; nessuno è immune da errori, ma è un dato di fatto che l’amministrazione Massaro è riuscita a invertire l’epilogo di una vicenda generata dagli errori di tanti, certo non da nostre responsabilità.”

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37 comments
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  1. garantire continuità aziendale facendo fallire la nis? operando svalutazioni ritenute opinabili anche dal collegio sindacale? gettare nella toilette il progetto abitare il nevegal senza degnarsi di guardarlo? questo è garantire continuità aziendale? questo si chiama danno erariale, altro che continuità aziendale

  2. Non mi è chiaro cosa intenda Zampieri per “continuità aziendale”…

  3. Nemmeno è me è chiaro il tutto, oltre a cosa si intende per garanzia della “continuità aziendale”

  4. Zampieri e Massaro provino a stare 6 mesi senza stipendio

  5. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Tomaso Zampieri […]

  6. @Vittorio:
    ma da dove salta fuori l’informazione “operando svalutazioni ritenute opinabili anche dal collegio sindacale”?.
    Ma è vero?
    Tralasciando il Collegio Sindacale,
    quindi il prof. Erasmo Santesso, docente di Ca’ Foscari (o ex se è andato in pensione non lo so)
    professore di spicco a livello nazionale (almeno!) di ragioneria,
    non sarebbe in grado di valutare, in una situazione così delicata e quindi con tutta la prudenza del caso,
    se dei crediti vadano certamente svalutati oppure no?
    Ipotesi poco credibile,
    una personalità del genere non si perde in una svalutazione di crediti.
    Tranquillo Vittorio.
    Glielo rinfaccierebbero gli allievi a 1/3 del corso.

  7. Che cosa centrano massaro e zampieri che ereditano i problemi precedenti?

  8. @giovanni si legga la relazione del collegio sindacale all’ultimo bilancio depositato. lo puo scaricare su Telemaco.infocamere.it
    @roberto: non era una società rose e fiori, ma c’era un progetto di dismissione ben preciso. gettato via senza darci neanche una occhiata. ad esempio, la stagione estiva ha dato (corriere delle Alpi di oggi) 100.000 euro.. dati da cosa?? é probabile dai vari fun bob, parco avventura etc (dire é probabile é un eufemismo.. da cos’altro?)… i cui contratti di leasing saranno cessati!!! l’unica attività estiva del colle disinvestita così, come fosse un contratto di leasing qualunque, e non una attività avviata (e redditizia!).. é continuità aziendale questa????

  9. Condivido. Credo sia arrivato il tempo di cui porre opposizioni solo con alternative alla mano…L’opposizione ha sicuramente intelligenze da porre al servizio della comunità..In temi così delicati, in cui tutti si trovano ad affrontare i limiti delle precedenti amministrazioni aggravati da quelli posti dall’attuale momento storico, non c’è più tempo per le polemiche. Solo per l’impegno..

  10. AHHHHH IL FANTASTICO FUN BOB, chissà quanti milioni di turisti pensava di portare il buon Prade!
    E il PD? Criticherà Massaro in Consiglio Comunale se non nevicherà? Di chi sarà la colpa?

    Era ora che le cose cambiassero!

    Bravi Massaro, Santesso e Zampieri e tutta la maggioranza.

  11. luis venivano su pullman dalla bassa solo per il fun bob e il parco avventura. visti coi miei occhi, e ho chiesto conferma al gestore del bar perché pareva anche a me fin troppo strano. si,fa ridere, ma é così. è i 100.000 euro di cui parla i corriere derivano proprio da ciò che schernisci.

  12. è poi il rilancio sarebbe venuto non con fun bob o parco avventura, fatti “solo” per creare una stagione estiva, ma con abitare il Nevegàl. che fine ha fatto abitare il Nevegàl? ce lo diranno mai?

  13. sinceramente mi sembra una soluzione concreta per poter tenere in vita in nevegal e dare qualche prospettiva ai lavoratori. Io poi sono dell’idea che qualcosa andasse fatto forse molto prima e che arrivati a questo punto fosse impossibile agire senza scontentare qualcuno.
    Senza contare che c’è qualcuno che sarebbe stato scontento per partito preso.

  14. Non posso continuare a leggere certe cose inesatte:
    1) Il fun bob nell’estate 2012 ha registrato una perdita pesante nonostante sia stato aperto solo nel periodo di massima affluenza estiva sul colle. Se fosse stato aperto per più mesi il bilancio sarebbe stato ancora più massacrante. La verità è che dovrebbe fatturare 250.000 euro a stagione (3 analisi di esperti del settore danno lo stesso risultato) per pareggiare i costi (gestione e leasing) ed invece ben che vada riesce a fatturare 90.000 euro a stagione.
    2) Ben 2 volte la Corte dei Conti ha scritto al Comune (Amministrazione Prade) chiedendo di non continuare a finanziare la società in perenne perdita Nis. L’aver trasferito 400.000 euro da una società sana (Sportivamente) ad una con capitale sociale completamente eroso e perennemente in perdita (Nis) sarebbe da molti considerato un danno erariale. Ci penserà la corte dei conti a fare chiarezza su questo punto e ad individuare le responsabilità.
    3) Aver messo in liquidazione la Nis (dopo la messa in liquidazione, non è il Comune a decidere il fallimento ma il liquidatore, meglio ricordarlo) è stato un gesto di responsabilità che ha consentito di evitare conseguenze più gravi e la possibilità di dare gli impianti in affitto ad una nuova società in grado di garantire la continuità dell’operatività degli stessi e dunque salvare la stagione sciistica invernale.
    4) Oggi sono stati saldati gran parte dei crediti maturati dai dipendenti. Siamo tutti rammaricati per i lavoratori che sono stati per mesi senza stipendio. La situazione economica drammatica della Nis ed il ritardato incasso di un contributo hanno causato questi ritardi. Il Sindaco Massaro si è scusato con i lavoratori in consiglio comunale, assumendosi delle responsabilità che sicuramente non ha visto che si è attivato sin dal primo giorno del suo mandato per risolvere questa grave situazione ereditata dalla precedente amministrazione.
    5) Il progetto abitare sul Nevegal non è stato cestinato ma è stato oggetto di decine di incontri con potenziali investitori, stakeholders locali ed ex assessori. Il Sindaco ha più volte dichiarato che ci sono volute settimane per fare chiarezza su cosa fosse realmente il progetto e poter leggere tutti gli studi/elaborati/ipotesi di business plan. Ora stiamo lavorando a stretto contatto con gli investitori per capire la reale fattibilità economica del progetto. Se il sig. Tison ci fornisce sua personale fidejussione bancaria da 50 milioni di euro partiamo anche domani mattina a realizzarlo, così non fosse, mi spiace, ma la cautela che ha l’attuale amministrazione è più che doverosa. Il Nevegal ha già assistito nel recente passato ad operazioni che hanno portato dipendenti a non percepire lo stipendio per mesi, aziende a veder quasi sfumare nel nulla i loro crediti e la pubblica amministrazione ripianare buchi. Operazioni non ponderate non sono più amesse.

  15. 1) A suo tempo avevo apprezzato l’analisi fatta dal dott. Benvegnù per l’offerta del colle, attività da “mezza stagione” che costino poco, hp ragionevole per un rilancio nell’immediato.
    Molto più del realizzare un campo da calcio a Pian De Longhi che non usa nessuno,
    forse il gestore del bar ci fa allenare il cane, Boby dev’essere in formissima (lo ha preso straniero e gli ha dato il nome in onore a Bobby Charlton, poi si è reso conto che era in Nevegal e ha tolto una b).
    . I fun bob possono andare a completare un’offerta che però attualmente non c’è, ma che si faccia fatica a pareggiare su quel tipo di servizio è cosa nota ( bisognava prevedere altri servizi con caratteristiche “attive”).
    Viceversa vorrebbe dire che il fun bob del Nevegal è l’unico in attivo in Italia.
    Quello che non capisco però è perchè se fosse stato aperto per più mesi la perdita sarebbe stata ancora maggiore, evidentemente vi sono dei costi variabili molto rilevanti.
    2) Al di là delle posizioni dei Collegi Sindacali mi preoccuperei di quelle della Corte dei Conti.
    5) La vedo dura in questo momento per il progetto “abitare il Nevegal”. Ci sono immobili in vendita ovunque in tutto il Veneto, ora come ora e per i prossimi n+n+n+n+n+ anni non si vendono e non si venderanno… Quali sarebbero i vantaggi per gli investitori in questo scenario economico pesante si fa fatica a comprendere.

  16. @assessore tabacchi
    1) potrebbe dirci quanti mesi è stato aperto? e la quantificazione del “più massacrante”? perché, a occhio e croce, i maggiori costi sono quelli del leasing, che sono costi fissi e che si sostengono a prescindere dal fatto che lo si usi o meno. mi dica se sbaglio, ma i 90.000 euro sono stati ottenuti in un contesto di a) apertura parziale b) meteo avverso. Allora qui c’è da fare un ragionamento diverso dalla mera somma: voi avete intenzione di rilanciare o no il nevegal? e se rilanciate il nevegal, non si aumenta forse l’affluenza? e se l’affluenza aumenta, non è probabile che parte di questo afflusso abbia effetti positivi su fun bob e parco avventura, che pare abbiano un problema di break even? cedendo meramente i leasing, e non l’attività, rinunciate anche ai flussi futuri che porterà l’aumento dei turisti dovuto alle vostre politiche sul turismo.. e visto che parla di corte dei conti, anche la cessione del contratto di leasing che formava una attività economica, il cui valore è dunque “oltre” al mero costo del leasing, potrebbe essere visto come danno erariale (ci sono sentenze, e ad un convegno sulla materia ne hanno giusto parlato).
    2+3) anche qui, dipende da con che ottica si vede il trasferimento intra societario. non è stato un finanziamento tout court, ma inserito in una progettualità ben definita (creazione dell’attività estiva / utilizzo di nis come veicolo per evitare speculazioni nel contesto abitare il nevegal), finalizzata comunque a una successiva vendita della società sfruttando il fatto che la maggior parte dei debiti erano a lungo termine, mediante una ristrutturazione. Nel vostro caso la liquidazione & fallimento non poteva che essere l’unica soluzione, perché nessun potenziale acquirente sarebbe stato così folle da trattare dopo avervi sentito parlare all’incontro pubblico sul nevegal tenutosi mi pare alle torri questa estate, dove voi avete pubblicamente definito la società dissestata e in fase terminale (voi organo politico, e non l’amministratore.. e qui sorrido alla sua frase “non è il Comune a decidere il fallimento ma il liquidatore, meglio ricordarlo”, come se non l’aveste già deciso).
    5) sono felice che finalmente vi siate interessati di cosa sia realmente il progetto (e qui parlo alla parte di voi che era all’opposizione a suo tempo, e che mai ha voluto ascoltare o dare i numeri corretti). Ma sa, siccome non ne parlate affatto (dopo aver tanto accusato la scorsa amministrazione di tenere troppo segreto lo stato d’avanzamento, non pensavo faceste lo stesso), siccome a quanto si dice gli incontri con i passati assessori non sono andati poi così bene, e siccome si dice anche che avevate perso l’elenco degli investitori mi sono un pò preoccupato! avete già iniziato con la variante urbanistica necessaria a fare la scuola? perché è la scuola fondamentale, come dicono i report e business plan in vostro possesso… così da 50 milioni si può chiedere una fidejussione ben più piccola!

  17. Ah, e dimenticavo una cosa riguardante il contesto di cui al punto 2+3): la progettualità ben definita finalizzata alla successiva vendita della società era in un contesto di risanamento, visti i 3.500.000 euro tra trasferimenti in conto esercizio e conto copertura perdite erogati dal comune, meglio, dalle amministrazioni precedenti a quella Prade. E di questo passaggio da una situazione di “spendi & spandi tanto paga pantalòn” la corte dei conti ne terrà sicuramente conto, visto che il prestito non è stato usato per coprire perdite, ma per una progettualità ben definita, e visto che il comune non ha più versato nulla se non in conto investimenti.

  18. Valerio Tabacchi, forse perché viene da Marte, si è perso qualche puntata di politica cittadina. Non se ne vorrà se cerco di riassumerla, ovviamente con riferimento al Nevegàl.
    Tralascio le questioni – pur se importantissime – di natura contabile.
    1) La responsabilità dello stato attuale del Nevegàl va attribuita ai due sindaci che crearono e che fecero crescere il Mostro, ovvero Fistarol e De Col (io, per quanto mi riguarda, da ex assessore, mi prendo le mie colpe). Voglio dire che il difetto stava all’origine, stava nell’idea che fosse sostenibile – economicamente, prima ancora che politicamente – una società che ci faceva sciare a prezzo politico. Perché di questo stiamo parlando, o no? Io, per quanto mi riguarda, sono fra coloro che hanno capito tardi l’insostenibilità di questa creatura, e me ne dispiace. In Giunta, allora, avrei dovuto votare contro le delibere – presentate anche dagli attuali sostenitori del sindaco Massaro – che allegramente portavano i miliardi di lire dei cittadini di Belluno in NIS per far sciare l’universo mondo. Soldi che, anno dopo anno, azzeravano a pié di lista i deficit cronici. E sui Presidenti e sui Consiglieri della NIS nominati dai partiti che oggi si stracciano le vesti dopo il classico giro di valzer all’italiana, rivestiti di senza coloranti, potrei scrivere un paio di libri. Ma non ne vale la pena.
    2) Il Sindaco Prade – e la sua Giunta e Benvegnù – hanno cercato di porre fine a tutto questo andazzo, anche perché il quadro normativo non lo consentiva più. Con fatica e con coraggio – anche qui: potrei raccontarVi, e non lo farò, con quanta fatica e impegno il sindaco Prade ha “portato a casa” i 160.000 euro che in questi giorni sono arrivati nelle casse della NIS oppure come sono state annullate le vecchie fidejussioni del sindaco Fistarol per il valore di 500.000 euro – la NIS ha cominciato a camminare sulle proprie gambe. Che non potevano che essere malferme, ma qui nessuno sa fare i miracoli. Non si rimediano tre lustri di dissipatezze con un paio di bilanci!! Ecco allora che il progetto “Abitare il Nevegàl” – progetto per donne e uomini che hanno coraggio e visione – serviva anche per consolidare la NIS e per farla diventare “matura”. L’attuale amministrazione, invece, che progetto ha per il Nevegàl? E’ un progetto il suo fallimento?
    3) La dichiarazione di Zampieri è politicamente puerile, oltre che fuorviante nel merito. Mi chiedo: ma qual’è il punto di interesse pubblico di tutta la questione? Quale è la ragione che fa diventare il Nevegàl una questione di rilevante interesse pubblico. Per Zampieri, almeno così deduco dalla sua dichiarazione, sono una decina di dipendenti da “salvare”. Peraltro, a quanto capisco, oggi sono licenziati. Per qualcun altro, per coloro che hanno ben altra visione della “questione Nevegàl”, si tratta di far partire un volano di straordinaria efficacia per un’area vasta. Dieci dipendenti sono un aspetto rilevante di una questione molto più ampia.

    Oggi i fatti parlano da soli. Il sindaco Massaro – il quale non può nascondersi sotto la parvenza delle scelte tecniche: suvvia, certi giochetti… – oggi unisce indissolubulmente il suo nome al fallimento del Nevegàl. Se saremo fortunati, se verrà la neve, avremo ancora qualche mese di accanimento terapeutico. Poi? Quale futuro ci aspetta?
    Io mi auguro che nei prossimi mesi si possa ritornare a respirare l’aria di ottimismo, non scevra dalla consapevolezza delle tante difficoltà, che negli ultimi anni si respirava in Nevegàl. Però la vedo dura.
    Invece vedo che quello che sta succedendo è coerente con quanto affermato in campagana elettorale dal sindaco Massaro: quella di far fallire il Nevegàl è una scelta senza coloranti. Che vuol dire senza politica, senza padri nobili, senza idee. Anche senz’anima.

    Vincenzo Agostini

  19. Certamente il ragionamento dell’assessore Tabacchi non fa una grinza, anche se è vero quanto dice il sig. Agostini affermando che non tutte le colpe sono dell’ultima amministrazione ma già ai tempi di Fistarol e poi De Col la società era un buco senza fondo.
    La domanda però è: la svolta impressa da Prade/Benvegnù è stata foriera di positive novità??? A occhio parrebbe di no.
    Al sig. Tison non chiederei come fa il Tabacchi 50milioni di fideiussione, ma magari non sarebbe male se ci spiegasse cosa stanno pensando in questo momento i fornitori di NIS che si sono fidati di Prade /Benvegnù e che non vedranno più i loro crediti.

  20. Comunque vada, sarà un disastro: il Nevegàl è un disastro. Nessuna struttura ricettiva. Bar da IV mondo. Va bene solo per far i campi scuola.

    Ed intanto gli altri vanno avanti a 1000 km all’ora.

  21. Caro Tommaso, poichè ti reputo una persona intelligente, sono rimasta molto stupita del tuo comunicato e, soprattutto, della stizza e del fastidio che traspare per critiche legittime e giuste dell’opposizione.
    Chi governa sa benissimo che si espone alla critica non solo dell’opposizione ma, soprattutto dei cittadini, che per buona parte sono rappresentati dall’opposizione in Consiglio Comunale.
    Forse ti è sfuggito qualche passaggio delle mie dichiarazioni di sabato ai giornali o, forse, la rabbia per la critica ti ha impedito di coglierne il significato.
    Ritengo allora di dovertelo spiegare in questa sede, naturalmente a nome di tutto il gruppo.
    1) La situazione più imbarazzante è stata quella che si è verificata nel Consiglio Comunale dello scorso venerdì 28 settembre, in occasione della discussione dell’ordine del giorno proposto dal gruppo del Partito Democratico sulla questione della NIS, e votato dall’intero Consiglio ad eccezione del presidente Rasera Berna, il quale si è astenuto. In quell’ordine del giorno il Consiglio impegnava il Sindaco, che lo ha votato, e la Giunta, ad adottare tutte le iniziative necessarie ed utili per garantire i lavoratori della NIS a fronte delle scelte riguardanti la società effettuate dall’amministrazione comunale. Ti ricordo, anche se credo non ce ne sia bisogno, che erano presenti al Consiglio Comunale tutti i lavoratori della NIS. Prima della votazione dell’ordine del giorno vi è stata una lunga discussione nel corso della quale il Sindaco, dopo essersi scusato con i dipendenti per aver continuato a garantire durante tutta l’estate che da un giorno all’altro avrebbero avuto il pagamento degli stipendi mentre in realtà vedranno soltanto ora, speriamo, le loro retribuzioni dopo aver lavorato l’intera stagione estiva, si è egli stesso impegnato a sostenere i posti di lavoro nei confronti dei privati che affitteranno gli impianti del colle. Peccato che il sabato mattina i lavoratori si siano ritrovati nella buchetta della posta di casa la lettera di licenziamento: forse la raccomandata è partita alle 21 di sera quando abbiamo finito il Consiglio Comunale o, invece, più verosimilmente è partita almeno il giorno prima del Consiglio e la procedura di licenziamento era quindi già in atto da diversi giorni? Io non ho dubbi sulla risposta e trovo estremamente grave che al Consiglio Comunale non sia stata detta la verità, che ai Consiglieri sia stato fatto perdere tempo nella discussione dell’ordine del giorno che era già superato dai fatti e, peggio ancora, che quest’ordine del giorno sia stato votato dal Sindaco e dalla sua maggioranza.
    Così come trovo grave e poco rispettoso che non si sia avuto il coraggio di dire in faccia ai lavoratori presenti che avrebbero ricevuto da lì a qualche ora la lettera di licenziamento. E’ questa la trasparenza e centralità del Consiglio Comunale di cui continuate a parlare? Certamente no, anche perchè ti ricordo che in occasione della presentazione dell’ordine del giorno da parte mia abbiamo chiesto una sola cosa: che finalmente si dicesse la verità una volta per tutte sulla questione della NIS.
    2) Per ciò che riguarda la scelta dell’Amministrazione di chiedere il fallimento della NIS (che scelta dell’Amministrazione è e non certo del liquidatore), la ritengo una scelta di una tale gravità che meritava sicuramente una maggiore discussione e ponderazione, coinvolgendo l’intero Consiglio Comunale.
    Il Sindaco e l’Assessore Santesso, nonostante le mie precise domande, non hanno detto a quanto ammontano i debiti della NIS, quanto è stimato il patrimonio, qual è la perdita dell’esercizio 2012: tutti dati fondamentali per prendere una decisione grave come quella di far fallire una società pubblica.
    Così come nessuna risposta è stata data sulle implicazioni che tale fallimento potrà avere su un’altra società partecipata dal Comune, la Sportivamente Belluno.
    Dici che non c’erano alternative: non è vero e questo si può dire solo se si fosse almeno tentato di mettere in atto una strategia alternativa.
    Era doveroso aprire un confronto con i lavoratori, i creditori, le parti sociali e capire quanto ciascuna di queste categorie era disposta a rimetterci pur di evitare il fallimento della società.
    Esiste, infatti, anche la procedura di concordato, giudiziale e stragiudiziale, che consente di evitare il fallimento attraverso il pagamento di percentuali anche molto basse dei crediti di una società.
    Si è forse tentata questa strada? Poteva non riuscire ma il tentativo andava fatto visto che stiamo discutendo di un patrimonio costruito con soldi pubblici. Il fatto è che non si è nemmeno tentato perchè è più semplice sbarazzarsi di quello che l’assessore Santesso ha chiamato, riferendosi alla NIS, “un ingombro”.
    Chiudo ricordandoti che quando sono stata chiamata a presiedere la Fondazione per l’Università a Belluno i conti erano talmente disastrati che avrei dovuto portare i libri in Prefettura il giorno dopo la mia nomina. Invece, con l’aiuto degli Enti del territorio per due mesi ho lavorato per recuperare quelle risorse e costruire quella rete che hanno consentito alla Fondazione di continuare la propria attività, cosa che ancora oggi sta facendo a distanza di 7 anni.
    Ritengo che questo sia il compito di un amministratore, molto diverso da quello di un commissario liquidatore.
    Ribadisco, infine, che è dovere etico degli amministratori dire la verità al Consiglio e ai cittadini sulle questioni che riguardano la gestione della cosa pubblica.
    Per le risposte che abbiamo ottenuto in Consiglio, è evidente che la verità è molto lontana da quello che è stato detto pubblicamente.

  22. @beauchamp rigiro la domanda, chiedendoti come pensi abbiano reagito le banche in merito a fidi, sentendo l’organo politico, a un mese dalle elezioni, dire in assemblea pubblica che la nis sarebbe stata liquidata. questo si che ha aiutato i creditori, nevvero?

  23. Non capisco di cosa stiate discutendo.

    Il Nevegàl, pure essendo un bellissimo posto ormai è fuori mercato.

    Servirebbero investimenti massicci per avere bar, alberghi e spazi turistici paragonabili a quelli del Trentino.

    Se non ci sono, mi spiegate perchè un Trevisan o an Venezian dovrebbero fermarsi invece di farsi un’altra mezz’ora ed andare altrove?

    Non parliamo dei turisti stranieri, che proprio non hanno motivo di venire.

  24. Sig. Tison lasci perdere lo scarica barile, l’amministrazione che è uscita vincente, badi bene vincente, ha pieno titolo di trovare soluzioni ai disastri lasciati da altri. Problematica la situazione lo è certo, e il problema è stato creato negli anni (in molti anni per il vero), ma è esploso e si è ingingantito in tutta la sua gravità solo negli ultimi anni a causa di scelte amministrative assolutamente scellerate.

  25. @franz hai torto. i miei parenti inglesi, ora in usa, che hanno abitato in tutti i continenti, solo in un posto hanno sempre tenuto una casa fissa: a Belluno. han portato più turisti stranieri loro in questi anni che i vari Dolomiti turismo e ambaradan vari. tutti entusiasti della nostra provincia. di questi, una coppia di Parigi ha appena comprato casa a Belluno. noi ragioniamo male, pensiamo “chi cavolo vuoi che venga qui e perché mai dovrebbe farlo che siamo in mezzo al nulla”. ma ragioniamo coi nostri standard di tempo. per uno che abita in una metropoli, non siamo “lontani un’ora da venezia”, ma “vicini a un’ora da venezia”!! un parigino, londinese o americano in un’ora é forse in periferia della sua città, qui é o a venezia o a cortina. ricordo alcuni di questi americani estasiati perché potevano lasciare uscire le figlie tredicenni la sera senza doversi preoccupare. sugli stranieri dobbiamo puntare!! con questo in mente la accademia del l’ospitalità e il progetto abitare il Nevegàl é stato concepito: con la certezza di quanto valiamo, e con la consapevolezza della mancanza di risorse pubblicitarie. è quale risorsa pubblicitaria migliore di un viavai di studenti internazionali e dei loro familiari? ma qualcuno, nonostante siano cose dette e stradette, ancora non lo capisce (meglio, in campagna elettorale o mentre era all’opposizione non lo voleva capire, speriamo in una “redenzione”.. per il nostro bene)

  26. Io guardo i numeri (presenze e arrivi ) e dicono solo una cosa: siamo (forse) come bellunese fuori tempo massimo.

    Tale considerazione vale a maggior ragione per il pur bellissimo Nevegàl.

  27. @beauchamp ripropongo questo documento (creato dagli uffici comunali), in cui si vede da DATI, e non parole, come l’esplosione e peggioramento sono solo nelle invettive scaricabarilistiche: https://dl.dropbox.com/u/3049587/trasferimenti%20dal%202005.jpg
    @franz come possono cambiare le presenze e gli arrivi se non cambia nulla? un’università di prestigio mondiale è assai probabile possa agire nella direzione del cambiamento.. è un progetto ed è un FATTO, l’unico che si è potuto vedere in decenni di sole parole. ci vuole una spinta esogena, e altre proposte che tengano questo in considerazione non mi sembrano nell’aria.

  28. Posto che non si capisce come mai lei abbia certi dati (qualora siano uscite veramente dal comune), sig. Tison, non sembrano comunque veritieri rispetto alle tante notizie e dichiarazioni emerse sull’argomento.

  29. Cara Claudia, la mia opinione personale è che in questa occasione asssieme alle critiche legittime ne siano giunte altre nel merito e nel metodo del tutto incomprensibili come quella di attribuire a questa maggioranza la responsabilità dei conti Nis. Credo che in queste situazioni così delicate anche la critica più severa non possa prescindere dall’oggettività dei fatti.
    Sono testimone del fatto che la giunta si è mossa valutando davvero tutte le possibili strade alternative, così come posso testimoniare gli sforzi e il lungo lavoro svolto per tutelare i dipendenti Nis. Lavoro che si è distribuito silenziosamente in questi mesi e che continua tutt’ora attraverso gli strumenti di cui un comune dispone in una situazione di questo genere. E’ per questo che abbiamo votato l’odg, perchè l’impegno che si chiedeva con questo è in linea con le intenzioni con cui questa amministrazione ha affrontato il problema, con il lavoro svolto in questi mesi e con l’azione che intende svolgere in ogni fase successiva della vicenda.

  30. dice bene, monsieur Beauchamp, le tante notizie e dichiarazioni sull’argomento non sono veritiere rispetto ai dati (reali e pubblici, accessibili a chiunque, basta chiedere!) in mio possesso. per questo mi infastidisco e ribatto a tutti. perché in giro si altera la realtà. e nessuno, neanche la ex maggioranza, dice alcunché.

  31. @Agostini
    riferendosi all’amministrazione Prade lei scrive che “non si rimediano tre lustri di dissipatezze con un paio di bilanci!!”. L’attuale amministrazione doveva farlo con uno? Bene fa a riconoscere le sue responsabilità da ex Assessore, poteva votare contro se non era d’accordo e non venire a raccontarcelo oggi. Come ben dice, io vengo da Marte (zon Valboite) e non ho necessità di difendere operati del passato (i diretti interessati sono in grado di farlo da sè). I bellunesi hanno potuto valutare 5 anni di amministrazione Prade e fatto una scelta…io guardo avanti. Col massimo rispetto per tutti e portando avanti, per i settori che mi riguardano, i progetti che ritengo meritevoli perchè non ho preclusioni di alcun genere. Parlano i fatti visto che ho completato/proseguito iniziative/azioni amministrative messe in piedi dagli ex assessori Gamba, Colle e Da Rin Zanco . Non sopporto però mistificazioni tipo la Nis era una società sana (bilanci e segnalazioni della corte dei conti nn si possono ignorare), il turismo in Nevegal andava bene (i dati turistici dicono altro) ed il progetto abitare il Nevegal risolve tutto.

  32. @Tison
    1) i fatti sono questi, il fun bob per essere sostenibile dovrebbe generare 250.000 euro di fatturato. Fantascienza. Non per il Nevegal ma per qualsiasi società impianti in Provincia di Belluno. Il resto sono solo vani tentativi di difendere l’indifendibile. E’ una bella attrazione, ma economicamente non sta in piedi ed i plus sul prodotto turistico generati non sono apprezzabili (presenze diminuiscono e non crescono in Nevegal)
    2) qualsiasi persona del settore impainti a fune, avrebbe consigliato un investimento sul sistema d’innevamento potenziando il core business e non disperdendo risorse per un’attrazione non sostenibile economicamente.
    3) la vendita della Nis è andata deserta perché una società che ha 2 milioni e mezzo di euro di perdita e che necessita ogni anno di un ripianamento di almeno mezzo milione di euro non è una società appetibile. L’intervento dell’Assessore Santesso al centro Le Torri ha chiarito agli operatori del Colle qual’era la reale situazione visto che in molti tentavano di nascondere quale fosse l’indebitamento della società minimizzandolo (si ricordi a tal proposito l’intervento dell’ex amministratore Benvegnù in assemblea). In tale occasione si è spiegata la scelta di mettere in liquidazione la Nis. La sua controdeduzione è debole e non sostenuta dai fatti. Il Consiglio Comunale infatti ha deciso di mettere in liquidazione la Nis, non di farla fallire. Come ben sa, il fallimento è una procedura concorsuale liquidatoria regolata da leggi ben precise, non una scelta politica.
    4) non ricordo una sola occasione in cui il Sindaco si sia rifiutato di rispondere a domande relative al progetto Abitare sul Nevegal. L’ipse dixit non è strumento conoscitivo infallibile.

  33. @Assessore tabacchi grazie per aver ribadito il suo concetto. ma avrei bisogno di delucidazioni…
    1) dalla lettura di bilancio e nota integrativa si vede che i costi (ammortamenti e interessi) del leasing della pista slittino (pagina 19 n.i.) sono, calcolati col metodo finanziario, 56.000 euro.. non è che quindi i restanti 200.000 euro di cui parla sono i canoni tout court, e non quelli di competenza? perché se mi parla di redditività mi parla a livello economico, di cui la competenza è il principio cardine! quali sono i costi di competenza?
    2) qualsiasi persona del settore italiano, evidentemente, perché risalgono a fine anni 90 i primi studi di fattibilità economica e di impatto del global warming sull’economia sciistica. Già allora l’altitudine minima che doveva far rispettare la “100 days rule” era 1200 metri, ora è 1500 metri. assumo che sia questa la vostra proposta per rilanciare il nevegal? puntare sull’inverno? come si è sempre fatto in questi decenni di fallimenti?
    3) da dove tira fuori i due milioni e mezzo di perdite? da bilancio (pagina 2) il patrimonio netto è negativo per 600.000 euro, ma balzano all’occhio i 572.565 (cinquecentosettantaduemilacinquecentosessantacinque) euro di SVALUTAZIONI (ossia COSTI) che avete operato voi! svalutazioni che, leggendo la relazione del collegio sindacale, sono contestati anche dal collegio stesso!
    ps “il fallimento è dichiarato su ricorso del debitore, di uno o più creditori o su richiesta del pubblico ministero” (art.5 l.f.)… il liquidatore, che decide per il fallimento lo avete nominato voi, ed è lui che decide per il fallimento. Per cui non scarichi il barile sul liquidatore, suvvia.
    4) non ne avete mai parlato, non una parola sul progetto più importante della strategia di rilancio del nevegal (che avete fatto svalutare in bilancio, dandogli quindi valore ZERO).. un silenzio (e una svalutazione, obiettata anch’essa dal collegio sindacale (relazione collegio sindacale, pagina 6).
    bilancio e nota integrativa e relazione dei sindaci sono liberamenta scaricabili da infocamere investendo 5 euro

  34. al punto 4 volevo chiudere dicendo “un silenzio (e una svalutazione, obiettata anch’essa dal collegio sindacale (relazione collegio sindacale, pagina 6) vale più di cento parole.

  35. pps a scanso di equivoci, i 1500 metri di cui al punto 2 si calcolano dalla base, non dalla cima. e il piazzale del nevegal è a 1050 metri.

  36. Questo Tison che fa tutte queste puntualizzazioni, mahhhhhhhhhhhhhhh.
    Anche se lei già ha risposto trattarsi di documenti che possono avere tutti, mi chiedevo da dove ricavasse tutta questa cospicua documentazione. Ho scoperto pochi istanti fa che lei è il figlio dell’ex asssessore Martire.
    Ora tutto è chiaro, non credo serva aggiungere altro.

  37. @Beauchamp bè pensavo si sapesse.. e, proveniendo i documenti proprio dall’ex assessore, penso lei non possa più nutrire dubbi sulla loro autenticità!