Saturday, 21 October 2017 - 21:21

Questione Lamon. Diego Vello: “Pd e Pdl hanno tradito i lamonesi”

Set 27th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Diego Vello

“A seguito del voto alla Camera di ieri pomeriggio, in relazione al referendum di Lamon, denoto ancora una volta con rammarico che i partiti della maggioranza a sostegno del Governo Monti non hanno rispettato la volontà popolare dei cittadini”. Lo afferma in una nota il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello.

“Come confermato già nelle passate settimane solo la Lega ha rispettato i lamonesi e il loro diritto ad avere una risposta sul proprio futuro – sostiene Vello –  e quindi se rimanere in Veneto o se essere aggregati al Trentino, la Lega Nord infatti ha tenuto fede alle promesse mettendo al voto il il distacco, confermando la propria posizione a favore della volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini di Lamon e difendendo le stesse posizioni anche contro il parere del Governo per il rinvio in Commissione Bilancio.

Per quanto sia vero che la proposta di rinvio in commissione sia stata sollevata dal sottosegretario Ruperto, è da precisare che l’assemblea del parlamento, che è sovrana, poteva respingere tale proposta e quindi andare al voto definitivo come auspicavamo noi leghisti.

Si è invece verificato quello che si temeva, ossia che per motivi di copertura finanziaria, scusa politica per non decidere, la votazione venisse rinviata con la sola opposizione della Lega Nord. Il Pd che in questi giorni ha vissuto di passerelle e di propaganda a favore dei lamonesi si è smascherato da solo dimostrando la sua inaffidabilità e falsità alla prova del voto.

Pd, Pdl e i partiti a sostegno del Governo Monti hanno quindi tradito i lamonesi negando loro di avere una risposta ad una loro legittima richiesta popolare, hanno illuso migliaia di cittadini preferendo la via del non decidere e del rinvio .

Mi auguro – conclude Vello –  che in tempi brevi si ritorni al voto alla Camera ma presumo che i lamonesi dovranno attendere ancora parecchi mesi prima di avere un esito definitivo”.

 

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19 comments
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  1. Ma dopo il magna magna della LEGA questo ha ancora il coraggio di giudicare gli altri?

  2. E SE INVECE FOSSE REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO?
    Come Trento e Bolzano, ma non con Trento e Bolzano.
    Dobbiamo scegliere se stare con Roma e con l’Italia oppure con il Veneto e con i veneti a cui siamo accomunati da un destino di italico sfruttamento.
    E’ oramai assodato come il Trentino e l’Alto Adige abbiano delle prerogative legislative che dovrebbero appartenere anche alla nostra terra. Le necessità di gestione economica e le aspirazioni di autogoverno territoriale (che non ci sono mai state riconosciute, se non recentemente dallo statuto della Regione Veneto per ciò che poteva), originate dalla situazione geografica e da quella orografica, sono infatti similari alle loro. Innegabile è il fatto che il TAA goda di condizioni a noi negate da uno Stato (Italia) che ci si è dimostrato patrigno e da una capitale (Roma) che si è dimostrata matrigna. Questo non deve però portarci a dire che Belluno, Trento e Bolzano siano fratelli al punto di chiederne l’annessione istituzionale. A parte che probabilmente, da ospiti autoinvitati, non saremmo i benvenuti ad una tavola imbandita da altri, il futuro della nostra terra e della nostra gente non può essere associato politicamente a quello di chi ha scarsa condivisione e frequentazione sociale e culturale con noi. Raramente ci capita infatti di avere rapporti con il TAA, mentre gran parte della nostra provincia ha relazioni quasi quotidiane con il resto del Veneto. Le montagne ci dividono dalle due province autonome del TAA e per noi è pertanto più facile scendere a valle che non salire a loro.
    Nonostante ciò, andare con Trento e Bolzano, per molti rappresenta legittimamente una via d’uscita dalla morsa della crisi attuale. Pur rispettandone il pensiero, tali persone facciano però attenzione ché, se Roma rappresenta una palla al piede per lo sviluppo nostro e del Veneto medesimo, legarsi politicamente a quei territori vorrebbe dire dipendere ancor di più da quella Capitale, a cui questi sono legati con corda a doppia mandata. Roma, quando per aver insistito a privilegiare il sostentamento dei propri carrozzoni e dei propri vizi, tra non molto non sarà più in grado di offrire neppure più al TAA gli odierni trattamenti di favore, dopo averlo fatto con noi, trascinerà nel baratro anche TN e BZ (quando Roma cadde, tutto l’impero d’occidente cadde). Oggi diventa sempre più impellente staccarsi dai carrozzoni, dal malcostume dilagante e dalla decadenza latina altrimenti anche chi aveva pensato di andare a star meglio scappando a Bolzano, dovrà prender atto di aver rimandato solo di un po’ la propria fine.
    Le nostre necessità istituzionali sono rappresentate in definitiva dalla costituzione di una provincia autonoma (Regione Dolomiti) con le prerogative speciali pari a quelle di Trento e di Bolzano, non all’interno di un territorio italiano, ma di un territorio veneto. Il popolo veneto è riconosciuto per legge e le sue prerogative sono tutelate dagli organismi e dai trattati internazionali (significativa è la presa di posizione del presidente Barroso in merito al nostro diritto di ottenimento del referendum per l’ indipendenza del Veneto). Noi dobbiamo guardare ad un Veneto che sappia tagliare il cordone ombelicale con Roma e che divenga Stato indipendente (e che contemporaneamente riconosca anche la nostra diversità montana).
    Concludendo ed allargando la visione, possiamo affermare che se, per ottenere la nostra autonomia provinciale e per giungere all’Indipendenza del Veneto, sarà necessario confederarsi alla macroregione del nord (come ipotizzato dal prof. Miglio più di 20 anni orsono e recentemente ripreso da Maroni), ben venga una alleanza tra autonomisti nostrani, indipendentisti veneti e Lega Nord e quanti altri vorranno pensarla così. Regione dolomiti, Stato Veneto e Macroregione del Nord, sono entità istituzionali non in conflitto tra loro e che rappresentano l’unica alternativa alla catastrofe politica imminente.

  3. Come mai il Veneto, a guida leghista, non ha espresso alcun parere circa il passaggio di Lamon dal Veneto al Trentino-Alto Adige? Almeno il Trentino-Alto Adige ha espresso parere negativo!

  4. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Diego Vello, Governo Monti, Il Pd, Lega Nord […]

  5. pd e pdl avranno tradito i lamonesi, ma la lega ha tradito il nord intero, facendoci sperare in un federalismo che non é mai stato attuato. anzi, non contenti, avete partecipato alla rimozione dell’unica imposta federalista (ici), che ha distrutto i comuni. con lo stesso spirito di Roma Poltrona avete usato i soldi del nord per farvi gli affaracci vostri, poi miseramente falliti come il caso eclatante di CrediEuroNord e il villaggio turistico in Croazia, dimostrandovi incapaci anche di badare ai vostri interessi, oltre che a quelli del nord.

  6. Pesantino il Tison, ma forse non del tutto inesatta la sua analisi.

  7. @M. Beauchamp posso essere pesante in quanto alle ultime politiche ho avuto la sventurata idea di confidare nei loro proclami federalisti, dando loro il mio voto… cosa di cui mi pento e mi dolgo con tutto il cuore..

  8. @vittorio Tison
    anche io ho votato Lega e ho fatto votare Lega alle ultime elezioni politiche salvo poi pentirmi e anche domandare scusa ai bellunesi per averlo fatto. Nella mia storia personale non ho mai chiuso gli occhi: a volte non ho condiviso azioni politiche del partito, ho disapprovato le derive ideologiche di Bossi, ho contestato alcune scelte romane e condannato certi comportamenti immorali di singoli che allontanavano il partito dalle linee di pensiero e di programma originarie. La mia posizione critica avveniva quando ero in Lega (al punto di esserne espulso nel 1999) ed avviene ora che ho intrapreso la mia strada (diversa ma vicina alla LN). Sono considerato dai leghisti il peggior rompiscatole (un appestato) perchè mi sono sempre sentito libero di approvare le cose giuste che la LN dice e che fa e di disapprovare quelle che ritengo od ho ritenuto errate. Vedo gli errori (anche quelli che hai indicato tu) e riconosco come la Lega di oggi sia abbastanza lontana da quella che mi portò ad abbracciarla dal 1984 in poi, ma sinceramente a parte la condivisione di molti temi della politica di Grillo, non vedo sul palcoscenico nazionale (fuori dal Veneto) qualche altro partito che possa rappresentare l’alternativa reale.

  9. Al primo turno delle provinciali del 2004 votai PAB: me ne sono pentito amaramente!

  10. @Lino
    Hai proprio ragione ad esserti pentito.
    E’ stato infatto il PAB a rubare, a imbrogliare, a fare firme false, ad affossare il tema autonomista con proposte assurde ad emarginare chi voleva lavorare solo per il proprio territorio ecc.ecc.
    Hai proprio ragione.

  11. Me ne sono pentito perché è stato un voto buttato via: il PAB non avrà rubato ma cosa ha fatto di concreto in questi anni?!

  12. E comunque, Paolo, è così per tutti i partiti e movimenti: se ti convincono li voti ancora, sennò no!

  13. Non ti sei accorto di come è cambiata la sensibilità verso il tema dell’autonomia da parte della gente e come sia stato captato da tutti i partiti dopo il 2004, tanto da annacquarne il significato e disorientando così l’elettorato per portarsi a casa il suo consenso?
    Secondo te potevamo competere?
    (per annacquamento intendo l’imissione sul panorama di tutta una serie di aggettivi che sminuivano la portata del sostantivo Autonomia. Sono spuntate come primule a primavera l’autonomia possibile, la vera autonomia, l’autonomia reale, l’autonomia fiscale, la grande autonomia. Tutti questi aggettivi anzichè essere utili si sono dimostrati riduttivi perchè anche “grande” autonomia, implica che non sia totale o speciale non vuol dire quindi autonomia e basta. La cosa ha fatto però gioco ai partiti ed improvvvisamente tutti gli esponenti di spicco son diventati Autonomista vero o autonomista da sempre. Mai visti prima!)
    Se poi potevamo fare di più e meglio è altrettanto vero, ma tutto ciò che è stato fatto è stato con le risorse del sottoscritto grazie al vitalizio che riceve dal Parlamento. Ma oltre a chiedere a me cosa abbiamo fatto, potresti dire cosa hai fatto tu? non mi risulta che tu ci abbia dato una mano. Hai mai dedicato mezz’ora alle iniziative del PAB (sono certo che almeno una volta siamo venuti nel tuo comune con un incontro pubblico o con un banchetto. Se poi mi rispondi di nuovo che avevi di meglio da fare, almeno non lamentarti per quel poco che gli altri fanno anche per te. O per caso pensi che lavarsi la coscienza con il voto sia sufficiente per una persona in grado di poter fare di più per sè stesso? Guarda che la delega ha un gusto molto pilatesco.

  14. Da quando in qua un elettore deve dare “una mano” al partito o movimento che vota? Non basta il voto?

  15. Vi ho dato fiducia una volta: basta e avanza!

  16. Basta e avanza un corno!
    viva il motto: armiamoci e partite.
    Troppa gente ti dà una pacca sulle spalle e poi se ne sta al bar davanti ad un’ombra a guardare ciò che succede, criticando ciò che gli altri fanno e sentendosi liberi di dire abbiamo vinto grazie a me o abbiamo perso a causa vostra. E’ logico che se nessuno muove un dito, l’autonomia di cui in molti si riempiono la bocca resterà solo un’utopia come dice qualcuno. Cosa me ne frega avere 100, 1000 o 10000 voti se poi quando in battaglia mi giro indietro e non vedo nessuno che vuol combattere per quella croce che ha messo in cabina elettorale?
    Io sono pagato dalla gente per farlo e lo faccio con entusiasmo a tempo pieno, ma sinceramente anche se ho le spalle grosse, non potrò mai vincere nessuna battaglia se con me ci sono solo 4 gatti (veri leoni) e tutti gli altri che condividono il nostro pensiero non sono disposti nel tempo libero a fare, non dico poco, ma addiritura nulla, se non criticare.

  17. Troppo comodo

  18. Io non ti ho mai dato una pacca sulla spalla. Alle provinciali del 2004 il PAB chi appoggiò al ballottaggio? E alle comunali del 2006 e del 2007 (mi riferisco a Belluno) il PAB fu indipendente o si schierò col candidato del centrodestra?

  19. MAURIZIO PANIZ (PdL). Ringrazia il
    comune e i cittadini di Lamon per aver
    portato all’attenzione nazionale una problematica
    rilevante che coinvolge numerosi
    altri comuni. Sottolineato, quindi, che
    il principio di eguaglianza rappresenta il
    perno fondamentale della vita democratica
    e dovrebbe indurre ad evitare discriminazioni
    tra cittadini, rileva come, anziché
    compiere scelte parziali o di comodo,
    sarebbe necessario affrontare il problema
    di fondo rappresentato dal disagio delle
    popolazioni di territori omogenei trattate
    in modo diverso, evidenziando che il provvedimento
    in discussione appare privo di
    copertura finanziaria e dovrebbe pertanto
    essere rinviato in Commissione. Osservato,
    infine, che andrebbe affrontato in maniera
    radicale il tema dell’esistenza delle regioni
    a statuto speciale, richiama le ragioni per
    le quali ritiene che non si debba aderire
    alla richiesta del comune di Lamon.

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