Monday, 18 December 2017 - 03:29

Riordino province. Luigi Curto: “La Regione decida, si faccia come in Lombardia, un riordino che salvi la montagna”

Set 25th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Luigi Curto

“Non voglio nemmeno considerare l’ipotesi che qualche gruppo politico si metta di traverso e spinga la Regione Veneto verso una posizione irresponsabile quale sarebbe quella di non fornire al governo un contributo di proposte sul riordino delle province. Per quanto riguarda Belluno invito tutti a guardare quanto sta facendo la Lombardia per Sondrio.”

Nel dibattito sul riordino delle amministrazioni provinciali, Luigi Curto, presidente dell’Unione artigiani,  interviene con un richiamo al senso di responsabilità e al dovere dei consiglieri veneti di trovare soluzioni e non di cercare pletoriche vittorie ideologiche.

“Siamo in una fase molto delicata – dice Curto- e come cittadino e imprenditore bellunese sento il dovere di richiamare chi mi rappresenta in consiglio regionale a fare il proprio dovere fino in fondo, vale a dire fino all’individuazione di una proposta sensata e ragionevole di riordino delle province venete. Un suggerimento su come procedere ci può venire dalla Lombardia, dove una delle ipotesi più accreditate che stanno circolando in queste settimane prevede che una delle quattro piattaforme produttive che dovrebbero raggruppare le 12 province lombarde è quella “alpina”, con Sondrio che si salva solo perché montana. Noi, in più di Sondrio, abbiamo la specificità garantita dallo Statuto regionale e quindi un’argomentazione giuridica migliore per derogare ai criteri nazionali.”

E’ un momento davvero cruciale per la montagna veneta. Non solo la settimana scorsa il Consiglio regionale ha approvato la legge sulle Unioni montane, ma oggi è iniziato in quarta commissione consiliare (agricoltura, caccia, economia montana) l’esame del progetto di legge n.179 che i consiglieri del Pdl Bond e Cortelazzo avevano presentato il 24 giugno dell’anno scorso e che riguardava il “Sostegno alla promozione, tutela e sviluppo della montagna veneta”.

“Vorrei ricordare che il 18 aprile di quest’anno – sottolinea il Presidente di UAPI- Bond, insieme ad altri 31 consiglieri di tutti i gruppi politici, ha presentato un altro progetto di legge: il 262, tratto dal nostro “Libro bianco sulla montagna veneta”. Ci sembrerebbe dunque ragionevole che, guardando allo scenario che si è venuto delineando in questi mesi, i consiglieri bellunesi promuovessero l’unificazione della discussione in Commissione dei due progetti: sarebbe, poi, un gran bel risultato che si arrivasse rapidamente a proporre al Consiglio regionale l’approvazione di un provvedimento sulla semplificazione della legislazione e dei procedimenti amministrativi per la montagna. I primi 11 articoli della nostra proposta di legge sono esattamente quello che servirebbe. In questo modo, non solo si allenterebbe la morsa burocratica che pesa sulle imprese e sui cittadini di un territorio fortemente penalizzato, ma si permetterebbe anche alle neonate Unioni montane di avviare nel migliore dei modi le attività loro affidate.”

 

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3 comments
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  1. Si, si spetta e spera.

    Al Veneto frega proprio di Belluno, suvvia.

    Servono solo i referendum dei comuni e speriamo che Feltre non faccia l’errore mortale (che affosserebbe la credibilità di Perenzin per sempre) di votare contro l’indizione del referendum.

  2. Ne riparleremo fra 6 mesi. Quando sara’ evidente il fallimentare stato dell’economia bellunese. Vedremo allora cosa resta del libro bianco.

  3. Ma come si fa a proseguire con discorsi che sono fuori da ogni regola. In questo momento non è una questione di montagna si montagna no. Basterebbe che il Presidente Zaia e la sua maggioranza applicassero le leggi venete e non seguissero le leggi nazionali che qui da noi, per le variazioni delle circoscrizioni provinciali, non hanno nessun effetto. A meno che chi grida paroni a casa nostra, non dimostri per l’ennesima volta che questa è soltanto una barzelletta e non una meta qualificata da raggiungere. Si chieda da parte di tutti, a zaia e amici, di rispondere al governo che in Veneto si applica, per un tema non esclusivo dello stato, come le variazioni circoscrizionali provinciali, la legge regionale 25/92 artt. 15 e 16. Basta farsi mettere i piedi in testa. Salviamo le province e la democrazia. Per far questo Zaia deve fare la sua parte, far rispettare le nostre leggi e non girarsi dall’altra parte. Al Gntile Dr. Curto, l’invito a non credermi senza aver verificato la legge regionale succitata. Ma se quello che ho detto è vero, lo prego di agire con forza nella direzione che ho proposto. Brusco Guglielmo – Vice Presidente Provincia di Rovigo.

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