Sunday, 22 October 2017 - 04:46

A chi giova la svendita di Dolomiti ambiente? * di Stefano Messinese

Set 22nd, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Dolomiti Ambiente un altro pezzo di patrimonio pubblico sta per essere (s)venduto al “salvifico privato”. Così oltre al danno la beffa,dopo gli ingenti investimenti pubblici,ora che l’impianto è tecnologicamente avanzato, è in grado di essere efficiente e di produrre anche utili,si vende e questi benefici andranno a vantaggio del “privato”che, magari, se ne attribuirà anche i meriti.

Per dare sostanza a queste affermazioni bisogna fare una piccola e breve ricostruzione dei passaggi salienti degli ultimi 2 anni:

giugno 2010 Dolomiti Ambiente accende un mutuo di 6 milioni di euro per la realizzazione di un biodigestore scelta più che condivisibile sia in un ottica ambientale, sia energetica e fatta anche perché avrebbe prodotto utili per circa un milione e mezzo di euro ricavati dalla vendita dell’energia prodotta (l’impianto nel tempo si sarebbe ripagato da solo e poi gli utili sarebbero stati tutti dell’azieda che,essendo pubblica,sarebbero andati a vantaggio della collettività);

aprile 2011 l’impianto è ultimato e inizia una breve fase di collaudo e rodaggio;

luglio 2011 l’impianto è ufficialmente in rete e produttivo;

aprile 2012 la svolta: in applicazione della “Delibera del Commissario Straordinario del 7/2/2012, viene modificato lo statuto della società ( viene cancellato il comma 3 art 5 che garantiva la maggioranza azionaria pubblica) consentendo la vendita al privato, anche totale, della quota azionaria della Provincia.

Con questo passaggio si chiude il cerchio, a questo punto era chiaro a chiunque avesse voluto intendere quale sarebbe stato l’approdo finale di tale scelta.

Ma, purtroppo c’è sempre un MA , nessuno, tranne qualche eccezione che purtroppo non viene mai presa in considerazione, ha voluto capire ; salvo svegliarsi oggi, a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle offerte, per denunciare il grave pericolo e i probelemi che verranno a crearsi per tutto il “Bellunese” con tale cessione.

Così non ci rimane che constatare come ancora una volta la classe politica e dirigente nostrana sia inconsistente e incapace di affrontare e risolvere (almeno tentare) per tempo i problemi che affliggono questo territorio, a danno di noi cittadini che come sempre saremo chiamati a pagare il conto sempre più salato per dei servizi che, nonostante i sostenitori delle privatizzazioni, sono e rimangono essenziali.

Infine una domanda: con quale criterio si è stabilito il prezzo di vendita di 1.999.348 euro ,quando solo il biodigestore,appena installato, vale 6 milioni di euro e sono stati stimati utili per un milione e mezzo di euro annui solo dalla vendita dell’energia prodotta ai quali andranno aggiunti i benefici che saranno prodotti dall’accordo con Veneto Agricoltura ? A chi giova tutto ciò???

Stefano Messinese

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7 comments
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  1. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Commissario Straordinario, Stefano Messinese […]

  2. Se e’ vero tutto cio’ dobbiamo fermare questa mostruosita’ commerciale affaristica,(io la chiamo così)

    Fermiamoli.

    Vergogna!!!!!

  3. Grazie Stefano per la cronostoria.

  4. Facciamo qualche aggiunta e qualche commento. La ricostruzione di Messinese è esatta tranne qualche omissione e qualche considerazione che, forse, andrà corretta. E’ vero, il biodigestore produce compost e fornisce un utile. Spieghiamo come. Il compost fatto nelle celle esistenti all’impianto con il sistema aerobico, costava una certa cifra. Lo stesso compost fatto nel digestore anaerobico costa circa il doppio se non di più. Se l’energia prodotta bruciando i gas della digestione fosse venduta al costo reale l’operazione sarebbe fallimentare ai prezzi attuali di conferimento dell’umido al Maserot. Ma, in virtù di una legge, l’ENEL è obbligata ad acquistare tale energia ad un prezzo superiore a quello di vendita. Chi mette quei soldi? Evidentemente noi contribuenti che, in genere non protestiamo, perchè la cifra non viene mai evidenziata. Se un domani salta il contributo obbligatorio l’impianto perde la sua convenienza. Ad ogni modo per ora la cosa è conveniente alla Dolomiti Ambiente. Prima imprecisione: chi dovesse comprare prende gli utili ma si accolla anche i mutui per il pagamento del digestore, del bruciatore, dell’impianto che trasforma il calore prodotto in energia elettrica e della reta interna di distribuzione. In ogni caso, stanti le situazioni attuali, fa un affare. Non è vero che nessuno ha segnalato niente. Io ho segnalato la cosa al sindaco Massaro che si è subito attivato per coinvolgere altri sindaci e, qualche giorno fa mi aveva informato (non solo me evidentemente) che erano riusciti a bloccare la vendita. Che è solo il primo passo per la soluzione di un problema complesso.

  5. Signor Balzan, potrebbe proporre lei la soluzione visto la sua decennale esperienza politica, conosco persone disposte ad mettere denaro per salvare la societa’.
    Perche ‘ se la societa’ fa utili la si vuole cedere, non crede che questo discorso delle cessioni societarie non sia lavoro di commissario.
    Perche’ le quote societarie della sit la provincia non ha potuto cederle?

  6. Mantenere la proprietà della società e degli impianti è il primo tassello indispensabile per avere almeno la possibilità di avere una politica autonoma nello smaltimento dei rifiuti. Poi, però, è necessario avere un progetto per una gestione che sia ad un tempo rispettosa dell’ambiente e decisamente più economica di quella attuale. Non è una cosa impossibile ma bisogna avere almeno la disponibilità ad affrontare questo tema in modo innovativo mettendo da parte l’idea di nuove discariche o di nuovi inceneritori ma togliendosi anche l’illusione che la raccolta differenziata, da sola, possa risolvere il problema. La raccolta differenziata, anche molto spinta è utilissima per certi materiali, penso al vetro, i metalli, le batterie esauste o i medicinali ma lo è molto meno per la plastica e, in certa misura, anche per la carta. per questi ultimi materiali, andare oltre una certa quota significa rendere quasi inutilizzabile quanto si è raccolto. E’ su questo che bisogna lavorare per una politica dei rifiuti più intelligente ed efficace. Occorre affrontare il problema e non eluderlo affidandosi a slogan o frasi fatte ed avere il coraggio di tentare strade nuove in un settore in cui non si vede nessuna innovazione tecnologica da decenni. Non mancano le idee ma la volontà ed il coraggio di percorrere strade diverse. Spero, prima o poi, che le cose possano cambiare ma la vendita della società servirebbe a rallentare e non ad accelerare tale processo.

  7. 1) proprio perchè già indirettamente sopportiamo un costo per remunerare questo tipo di energia,sarebbe giusto che godessimo di quelli prodotti da Dolomiti Ambiente che correttamente dovrebbero andare a incidere su un abattimento delle tariffe per la gestione degli RSU;
    2) è vero chi compra si accolla il mutuo e gli altri oneri,ma lo fa sul “velluto” in quanto tali costi sono più che coperti dai soli introiti(seppure dovuti ad una tariffa agevolata ma li incassa) dell’energia venduta, anzi con quello che rimane in 4 anni ammortizza anche il costo d’acquisto;
    3) non metto in dubbio il suo interessamento e quello di Massaro, ma questo dimostra ancora una volta la poca trasparenza (non c’è nessun atto pubblico e/o dichiarazione dello stesso che attesti tale interessamento) e il dirigismo del sindaco;lasciare noi cittadini all’oscuro e,poi se va bene, presentarsi come “il salvatore della patria” con la soluzione bella e pronta ;al di là delle chicchiere ancora non si vuole capire che su problematiche così rilevanti e importanti per il futuro di tutta la cittadinanza,come cittadini attivi e responsabili vorremmo,almeno, essere informati e possibilmente poter aver voce in capitolo sulle scelte.
    Per il resto la discussione sarebbe troppo lunga e complesa e non si può affrontarla in un post che,per quanto spazio ci è concesso, non potrebbe essere sufficiente, considerate anche la diversità di approccio che ci dividono. Cordialmente, Stefano Messinese.

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