Friday, 15 December 2017 - 00:39

La politica del magna-magna * di Lorenza De Kunovich, ex assessore provinciale

Set 21st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Riflettore

Leggo con un certo disprezzo, ma anche lasciandomi sfuggire un piccolo sorriso sulle labbra, quanto sta succedendo nella Regione Lazio, e forse in molte altre regioni ed enti, circa le spese imbarazzanti di taluni consiglieri: disprezzo per le azioni poste in essere, sorriso perché puntualmente quando queste cose accadono pare sempre che nessuno ne sapesse nulla e si moltiplicano le pompose dichiarazioni dei moralizzatori del giorno dopo.

Non dappertutto per fortuna è così: personalmente posso vantare, in tre anni da assessore a tempo pieno della Provincia, di aver speso per motivi di rappresentanza l’imponente cifra totale di 300 euro e pertanto posso anche permettermi di giudicare lo schifo che sta emergendo in queste ore.

Temo peraltro che il caso Lazio sia solo la punta dell’iceberg di una certa malversazione politica, per cui è normale che oggi la gente in genere giudichi il politico come persona che ha come unico obiettivo l’arricchimento personale. Probabilmente da noi certi comportamenti sono più sporadici, l’utilizzo di soldi pubblici in maniera così sconsiderata non è prassi consolidata; ma nemmeno qui in montagna tutti son santi. Ad esempio, anche se non vi sono illegittimità, trovo ugualmente riprovevole vedere sempre le stesse persone che vanno a ricoprire uno cinque dieci incarichi e magari poi hanno anche un loro lavoro privato. Come è possibile fare bene tante cose in una volta sola?! In un momento di pesanti sacrifici, dove il cittadino comune tra tagli alla spesa e nuove tasse fatica ad arrivare a fine mese, perché si permettono sperequazioni di tale genere?!

Lorenza De Kunovich

“Il Sole 24 Ore” ieri parlava di un costo medio presunto di 743.000 euro per ogni consigliere regionale… qualcuno, prima di tagliare province o comuni, ha fatto un calcolo che con quei soldi riusciremmo a fare funzionare Consiglio e Giunta della Provincia e di tutti i 69 comuni bellunesi?! Si è capito che gli sprechi sono nei grandi enti o nella miriade di società partecipate?!

Felicemente fuori dai giochi e tornata privata e libera cittadina, ripensando a una provincia che è caduta non per l’incapacità di un presidente ma perché questi aveva iniziato a denunciare sprechi e mala gestione anche nel bellunese, guardo con distacco agli eventi politici consapevole che siamo alla fine di un’epoca: se i grandi manovratori, anche locali, non se ne sono ancora accorti, lo capiranno presto… al più tardi la prossima primavera.

Lorenza De Kunovich

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14 comments
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  1. Brava lorenza!!! L’onda arrivera’

  2. 300 euro??????????????
    Ecco perchè la Provincia non riusciva a far quadrare i conti e sopratutto da Roma non arrivavano i soldi…
    Con certi sprechi dell’assessore De Kunovich ora abbiamo capito…
    Chissà perchè si è deciso di infierire su questa nostra Provincia,
    prima non garantendo le risorse finanziarie minime neanche per le manutenzioni ordinarie,
    che in uno Stato dovrebbero essere un diritto almeno quanto quello di essere assunti come forestali in Sicilia.
    Chissà perchè si è poi deciso per quella guerra tra alleati, risultata prima e poi una guerra tra poveri,
    ci hanno rimesso i bellunesi, ci rimetteranno tutti.
    Speriamo infine e questa è l’unica cosa che probabilmente conta a questo punto,
    che tutto quello che è successo sia di insegnamento,
    a tutti.

  3. Brava questa de Kunovich: ha le palle, non è solo come dicono una protetta di Carbogno. Parole chiare e senza equivoci. La politica fa schifo e a Belluno non è diversa dagli altri posti. La malagestione delle società del Bim, con i soliti pochi caregari a dividersi incarichi e prebende, è sotto gli occhi di tutti.

  4. Ovviamente concordo con Lorenza che ringrazio per la chiarezza, come sempre

  5. Sorge il solito interrogativo circa il magna magna: è ladro chi ruba con la mano destra o con la sinistra?
    Qualcuno continua a non rendersi conto che prima o poi di questo passo con la cintola sempre più stretta i cittadini saliranno le scale dei palazzi con bastoni e forconi senza fare distinzioni.
    A proposito di spese della politica, sarei per la soppressione delle regioni. Le regioni sono attuattive dal 7 luglio 1970, fino allora siamo vissuti lo stesso.

  6. dai dai, si è sempre riconosciuta in quelli che adesso critica. Avesse almeno il pudore di tacere

  7. Ti ringrazio della puntualità e precisione,
    ma da povero bellunese,
    mi rammarico che in questo contesto povero
    noi bellunesi in Italia, probabilmente, rappresentiamo l’ultima ruota del carro…
    e ci girano non poco…
    mandiamoli a casa tutti, ma se non cambiamo il sistema,
    ci sarà solo un ricambio di persone,
    i fatti rimarranno gli stessi.
    Siamo il paese più tassato ecc ecc
    e avanti puntualmente con gli evasori….
    Gli evasori ci sono e saranno ovunque,
    in Macedonia (sono alla frutta, scusa la battuta)
    in Ghana e vuoi mettere? Perfino a Samoa…
    Anche in Italia….
    Certo dove vi è la maggiore tassazione
    vi è anche la maggiore evasione,
    a meno che non vi sia anche la maggiore deficienza,
    ma così non è.
    Bottacin non è stato fatto fuori da colo che…
    ma da altri,
    Giovanni, dai!

  8. @lord: Lorenza De Kunovich non è una mia protetta, pensa e si muove con la sua testa. Personalmente mi considero solamente il suo scopritore, e in questo contesto sì credo di aver scovato una persona di talento.
    @celeste: condivido la tua analisi. Iniziamo a eliminare gli sprechi delle regioni, istituite nel ’70 e manteniamo vive istituzioni più vicine al territorio… di primo grado però!!

  9. Lasciamo perdere l’opposizione…
    Fa parte del ruolo.
    Consideriamo i consiglieri del PdL.
    Secondo te,
    una bella mattina di fine estate i consiglieri del PdL si svegliano…
    e decidono di far fuori Bottacin?
    Per avere una Provincia commissariata come succede (e neanche spesso) nelle realtà con problematiche di malavita?
    E da un anno?
    Giovanni, ma dai!
    Lascia perdere gli articoli, che di parole ormai siamo stanchi…
    Speriamo vivamete di arrivare ad essere amministrati da qlc,
    mi auguro vivamente di poter contribuire a nominarlo,
    altrimenti non capisco perchè devo continuare a pagare tutte queste tasse per sanare questo Stato che non mi vuole come cittadino che dovrebbe poter votare qlc che lo rappresenti.
    E’ cmq un piacere discutere con te.

  10. Personalmente la questione di eliminare le regioni la considero un’ipotesi di scuola, non che si debba per forza attuare. Ma serve a spiegare che se si sono eliminate (o si vogliono eliminare) le province per risparmiare quattro soldi, eliminando le regioni si risparmierebbe molto di più…
    ma siamo in Italia, non cambierà nulla!! 🙁

  11. Grazie Michele Carbogno, è ovvio che la Provincia deve essere ente di primo grado, con presidente e consiglio eletti dai cittadini. Per quanto mi riguarda sai bene come la penso e quante firme ho raccolto per la specificità e per l’autonomia.

  12. caro paolo perin, evidentemente mi conosci molto ma molto poco, io riconosciuta in qualcun altro?????? ti sembra che mi avrebbero fatto fuori così velocemente se mi fossi riconosciuta in qualcun altro????ahahahahahahahah siamo proprio messi bene………io sono una persona molto democratica e accetto qualsiasi cosa, ma quello che hai detto è proprio fuori luogo…..io non sono la protetta di nessuno e meno male oserei dire…..michele carbogno è sicuramente un amico e sicuramente mi ha voluto a tutti costi in un ruolo che era di diritto più suo che mio, ma la sua è stata una scelta politica, e io ci ho provato ….tutto qua…..e sono felicissima di averlo fatto e di continuare ad andare a dormire senza alcun pensiero, nonostante i quasi 3 anni di assessore provinciale…………

  13. “ OnestA’-VeritA’-GiustiziA”
    “ Idea-SociaLe-PuntOacapO”

    SONO UN 1° MRS LGT NOSTROMO DELLA MARINA MILITARE ITALIANA VOTO DA 35 ANNI E MAI NESSUNO MI HA DETTO CHE PRIMA DI VOTARE LA MATITA LA DOVEVO METTERE IN BOCCA(ironico) . NE TANTOMENO O VISTO MAI AI SEGGI ELETTORALI SPUGNETTE DOVE IO AVREI DOVUTO BAGNARE LA STESSA …. SIGNORE E SIGNORI ..ITALIANI E DA QUANDO HANNO CACCIATO IL RE CHE CI PIGLIANO PER IL DIDIETRO SE HO CAPITO BENE TUTTI I PRESIDENTI DI SEGGIO CHE SI SONO SUCCEDUTI FINO AD OGGI POSSONO ESSERE ARRESTATI COMPRSI I SINDACI DI TUTTE LE CITTA ,PERCHE RESPONSABILI DEI SEGGI.
    Le matite copiative sono utilizzate in tutte le elezioni italiane degli ultimi 60 anni, a partire dal referendum fra monarchia e repubblica del 1946.
    La modalità di votazione con la matita copiativa venne in seguito stabilita con il Testo Unico del 5 febbraio 1948, n. 26. Le disposizioni in merito al loro utilizzo non sono state modificate dalle leggi elettorali approvate dal dopoguerra ad oggi.
    Il Consiglio di Stato ha stabilito che il voto è valido solo se la matita copiativa è stata umettata (Sez. V, n. 660, del 26 ottobre 1987), ovvero bagnata con saliva o con la spugna per francobolli che, fino al 2005, era consegnata nel materiale elettorale. Solo in quel caso, infatti, il tratto a matita è realmente indelebile, e il voto è quindi valido e soprattutto infalsificabile.
    In passato, non essendo allora diffusa la penna biro, ed essendo poco agevole votare con penna e calamaio, il legislatore individuò nella matita copiativa un mezzo uniforme e difficilmente cancellabile per esprimere il voto. Le matite copiative erano comunemente utilizzate per firmare contratti e atti pubblici, prima dell’invenzione della penna a sfera.
    La matita copiativa lascia un segno blu indelebile, se bagnata ad esempio con saliva o con una spugna per francobolli, quest’ultima normalmente fornita nel materiale elettorale in dotazione dei seggi, anche se nei manuali per i membri del seggio non è esplicitamente fatto obbligo di usarla in questo senso. La mina della matita deve essere inumidita al seggio, o direttamente dall’elettore, prima di segnare ogni nuova scheda elettorale.
    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fvideo.repubblica.it%2Fdossier%2Famministrative-2012-voto-palermo-genova-parma-verona-aquila%2Fgenova-la-matita-copiativa-cancellabile%2F94486%2F92868&h=dAQFirCDFIl Rifiuto o restituzione con verbalizzazione delle schede:
    riferimenti normativi e prime indicazioni
    ISTRUZIONI PER L’ELETTORE
    1) andare a votare, presentarsi con i documenti + tessera elettorale e farsi vidimare
    la scheda
    2) NON TOCCARE LA S…
    CHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e
    quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)
    2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (dopo vidimata), dicendo:
    ‘rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!’
    3) pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda
    4) esercitare,se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un
    commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo:
    ‘nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’ – oppure: ‘perché nessun
    partito ha nel suo programma il ripristino della sovranità monetaria costituzionale’)
    (d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104, già citato) così facendo non voterete, ed
    eviterete che il voto,nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito
    con più voti.
    _______________________________________________________________________________
    Tratto da: http://www.riforme.info/noschede2008/19-rifiuto-schede/117-noschede-rifnorm:
    Come sotto ricordato, il segretario di sezione è obbligato a verbalizzare qualsiasi reclamo
    provenga dagli elettori.
    Benché forti di questa norma, evitare in ogni caso di passare dalla ragione al torto ed
    incorrere nelle sanzioni previste per chi turba il regolare svolgimento delle operazioni di
    voto. Di fronte all’eventuale ostinazione dei presidenti e alla riluttanza dei segretari a non
    verbalizzare, e laddove non ci si senta in grado di sostenere il confronto, evitare di farsi
    coinvolgere in accese ed inutili discussioni. Rivolgersi invece alla forza pubblica per
    richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per
    notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44

  14. Vedo il commento del signor Grassi, e mi sento di riportare un articolo che scrissi anni fa con un amico per confutare l’idea errata, che a suo tempo era diffusa a causa di una catena di sant’antonio, che si possa far iscrivere a verbale il proprio rifiuto, come sopra scritto. Purtroppo queste false notizie girano rapidamente tramite mail e social network, e normalmente le si prende per buone senza controllarne la fonte.

    Oggetto: RIFIUTO AL VOTO CON VERBALE

    Da alcuni giorni gira questa e-mail contenente notizie completamente false e fuorvianti. Dopo un pomeriggio alla ricerca di materiale per informarci vogliamo condividere con voi i nostri risultati.

    Come fonti, abbiamo attinto direttamente dal DPR n° 361 del 1957 (Testo Unico delle Leggi Elettorali) e novelle seguenti, ottenuto dal sito della Camera (http://www.camera.it/cost_reg_funz/667/668/copertina.asp), e dal D. Lgs. 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica) e successive modificazioni, ottenibile dal sito del Senato (http://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/legge_elettorale_senato.pdf).

    Intendiamo confutare punto per punto le affermazioni sopra riportate con il materiale trovato.

    La mail afferma questo: “Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.”

    Questa è una incomprensione di quanto scritto nel DPR 361. Al titolo IV, “Delle votazioni”, i riferimenti a proteste e reclami vengono da due articoli:
    L’art. 44, che permette l’accesso nella sala agli ufficiali giudiziari, “per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione”.
    L’art. 66, il quale afferma che “Il presidente, udito il parere degli scrutatori, pronunzia in via provvisoria, facendolo risultare dal verbale, salvo il disposto dell’art. 87, sopra i reclami anche orali, le difficoltà e gli incidenti intorno alle operazioni della sezione.”

    In entrambi i casi, le cause che presuppongono una verbalizzazione riguardano le operazioni della sezione. Quindi dovrebbe riguardare l’aspetto procedurale del voto, non la manifestazione di pareri, e tantomeno la giustificazione di scelte di astensione.
    C’è da notare che riferimenti ulteriori a verbalizzazione di reclami o proteste, per quanto concerne la fase del voto, non ve ne sono.
    Ve ne sono invece nel titolo successivo, il V, “dello scrutinio”, ma è una palese ripetizione di quanto dettato dall’art. 66, contestualizzato nel processo di spoglio a cui, ad ogni modo, l’elettore non partecipa.

    Viene inoltre spesso citato da questi diffusori di malainformazione l’art. 104, a mò di prova della loro tesi: “Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000”. Non sanno/ricordano che però spetta al presidente, e non al segretario, l’eventuale trascrizione a verbale dei reclami sulle operazioni della sezione. Per cui anche questa motivazione risulta infondata.

    In definitiva, tale possibilità di rifiutarsi e conseguente iscrizione a verbale non ha basi normative, dipendendo semplicemente dalla discrezionalità del presidente della sezione. Tale discrezionalità è dotata inoltre della disposizione “degli agenti della Forza pubblica e delle Forze armate per fare espellere od arrestare coloro che disturbino il regolare procedimento delle operazioni elettorali” (art. 44), o del ritiro delle schede,”dichiarandone la nullità”, “se l’elettore non vota entro la cabina”: in questo caso “l’elettore non è più ammesso al voto” (art.62).

    la mail continua, dicendo che “Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano già fatti, come al solito la gente andrà a votare il “meno peggio”.”

    (anche) Questo non è vero: gli unici voti che contano sono quelli validi. La spartizione dei seggi avviene tenendo conto dei voti validi ricevuti dai partiti/coalizioni che superino la soglia di sbarramento, che varia tra camera e senato.

    Procede la mail: “Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un certo numero ( cosa mai successa nelle elezioni italiane) la casta avrebbe “qualche problema” nell’assegnare i seggi vuoti e i media saranno obbligati a parlarne. Fate girare questa mail il più possibile, è l’unica maniera per fare sentire la voce di tutti quelli che vogliono un sistema con persone veramente nuove e non un branco di professionisti della politica che rubano soldi parlando di niente.
    L’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.”

    Questa è l’unica affermazione corretta di tutta la mail. Se i votanti fossero tre le ripartizioni dei seggi sarebbero in base a quei tre voti. C’è però un presupposto errato al ragionamento, cioè la distinzione tra astensionismo passivo e attivo, cosa che in realtà non esiste. Il testo si confuta da solo, se non ci fossero problemi ad attribuire i seggi con 3 votanti, perchè dovrebbe essere un problema se le “schede di rifiuto” arrivassero ad un certo numero? Posto che queste fantomatiche schede di rifiuto esistessero, ovvio, cosa che vedremo non essere vera.

    La mail continua: “Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza….(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia). ”

    Pressapochismo a parte, questa affermazione è totalmente inesatta. Le schede bianche e nulle non partecipano al conteggio dei voti per i seggi. Esempio facile. Se ci fossero il 30% di schede bianche/nulle, il restante 70% sarebbero quindi voti validi.
    Questo 70% diverrebbe istantaneamente la base per distribuire i seggi, sia su scala nazionale (camera) sia su scala regionale (senato). Nella legge elettorale infatti si parla di VOTI VALIDI, evidentemente le schede bianche e nulle non sono voti validi.

    cfr. http://www.camera.it/cost_reg_funz/667/668/copertina.asp (ragionamento identico per il senato).

    “Esiste però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. è infatti facoltà dell’elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: “Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta”)”.”

    Come abbiamo visto, tale “metodo di astensione” non ha basi normative. Non ha quindi effetto. L’unico effetto di una applicazione di massa di quanto prevede questa mail è l’allungamento dei tempi di voto, con conseguente disturbo ai membri dell’Ufficio elettorale.

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