Friday, 15 December 2017 - 14:16

Dolomitibus: la proposta del Comune di Belluno per salvaguardare il controllo pubblico con un accordo tra Ratp Dev e Provincia. Consultazioni con sindacati e lavoratori. La risposta ora a Palazzo PiIoni

Set 19th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

Il sindaco, Jacopo Massaro, ha presentato ieri ai sindacati e alle RSU di Dolomitibus una proposta rispetto al futuro dell’azienda locale, alla quale anche Ratp Dev, il socio privato, che ha presentato un’offerta d’acquisto, e i sindacati guardano positivamente. Una soluzione che, a fronte della vendita delle quote comunali di Dolomitibus e preservando il bilancio comunale, può mantenere il ruolo pubblico nell’azienda e tutelare i lavoratori.

Palazzo rosso si è trovato in questi mesi nella scomoda situazione di chi è con le spalle al muro: pur non condividendo l’idea di vendere le proprie quote, a seguito di un’accurata verifica finanziaria e anche a fronte della spending review, il Comune non può assolutamente recedere dalla vendita, in quanto l’entrata è già stata messa a bilancio dalla precedente amministrazione. I 2.200.000 euro previsti in arrivo entro la fine dell’anno, sono infatti una delle colonne portanti dell’equilibrio di bilancio. Da mesi a Palazzo rosso si stanno studiando possibili scenari per uscire da questa empasse e la soluzione presentata potrebbe costituire una via d’uscita.

Spiega il sindaco, Jacopo Massaro: “Con l’acquisto delle quote del Comune, (10,60%), il socio privato, sommandovi il proprio 39,50%, arriverebbe al 50, 1%, cioè alla maggioranza sul 49,90 della Provincia. Ma se – questa è la nostra proposta – Ratp Dev cedesse alla Provincia lo 0,1%, si ristabilirebbe la parità, con entrambi i soci al 50% e conseguente salvaguardia del valore delle quote della Provincia.

A questo punto, i due soci potrebbero ripartirsi le competenze, con Ratp Dev in maggioranza nel Cda (3/5) e la Provincia in maggioranza nel Collegio dei Revisori (2/3), gestendo il privato la parte gestionale e il pubblico la parte di controllo”.

“Si tratta di salvare il ruolo pubblico all’interno di una società che deve gestire il trasporto, appunto, pubblico” – continua Massaro – “II Comune non ha possibilità economica di trattenere le quote e anche se lo facesse, mandando a gambe all’aria il bilancio, dovrebbe comunque farlo nel giro di un anno, quando la normativa imporrà agli enti pubblici di mantenere le partecipazioni in una sola società. Quindi appare più lungimirante un accordo come quello proposto, che, data la partecipazione pubblica, garantirebbe una maggiore tutela dei lavoratori. Ratp Dev sembra essere d’accordo su questo tipo di assetto e anche i sindacati e le RSU di Dolomitibus hanno considerato con favore l’ipotesi”.

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13 comments
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  1. Bisogna unire tutte le forze politiche e salvar anche Belluno ambiente

  2. Il sindaco e l’attuale maggioranza sanno che per salvare il controllo pubblico sul SERVIZIO (perché il controllo pubblico che VOI volete tenere, ossia quello sulla società, serve solo per le POLTRONE) esiste il contratto di servizio? Ed essendo Sindaco di Belluno, e non presidente della Provincia, non pensa di penalizzare la città uscendo totalmente dalla proprietà della società? Non pensano il sindaco e l’attuale maggioranza che l’idea della passata amministrazione di cedere si le azioni, ma facendosi poi donare una azione (rimanendo così socio), soprattutto vista la malaugurata possibilità che la provincia di belluno venga accorpata a quella di treviso, sarebbe una mossa strategica per la città CAPOLUOGO? perché è la città capoluogo che dovrebbe fare da guida ed indirizzare la provincia, non viceversa. e il sindaco della città capoluogo ci si aspetta che persegua l’interesse della sua città.

  3. Mi pare che Massaro abbia fatto bene. I soldi che entreranno sono indispensabili per il bilancio del comune e la vendita era già prevista. Concordando con l’acquirente la cessione dello 0,1% alla Provincia ha preservato il valore delle quote della Provincia stessa (azione per la quale si spera la Provincia ritenga di essere in debito con il comune di Belluno). Tutti i discorsi sul mantenimento della proprietà pubblica od altro li trovo inutili dal momento che fra qualche mese la Provincia stessa sarà costretta a cedere tutto. Per una volta tanto non farei polemiche su una operazione ben fatta.

  4. Ribadito che non condivido una virgola dell’operazione Massaro/DolomitiBus e ,pertanto, degli apprezzamenti dell’ing. Balzan; sono costretto,mio malgrado considerata la distanza politica, a spezzare un lancia nei confronti dell’ex sindaco Prade. Qualcuno, a questo punto, viste le motivazioni addotte a sostegno della soluzione Massaro (necessità di bilancio,impossibilità della Provincia a mantenere le sue quote???,mantenimento del controllo pubblico???),dovrebbe porgergli le sue scuse considerato che, grosso modo, sono le stesse sostenute,a suo tempo, dall’avv. Prade quando propose la vendita di questa società.
    Altrimenti ci troviamo di fronte alla solità operazione di trasformismo e di gioco delle parti; se lo proponi tu è sbagliato,se la stessa cosa la faccio io tutto va bene .
    Solo a beneficio di inventario,ricordo che molti componenti dell’attuale maggioranza,Massaro in testa si opposero a quella delibera e,anche durante tutta la campagna elettorale, hanno continuato a contestare quel provvedimento e allora cosa è cambiato…..

  5. @Messinese le giravolte e ritrattazioni su quanto promesso e affermato in campagna elettorale di questa amministrazione, in puro stile seconda repubblica, sono ormai evidenti a tutti.

    @balzan proprio perché la provincia sarà obbligata a cedere tutto si dovrebbe continuare sul piano dell’amministrazione precedente! per tenere almeno un piede in una società che gestisce un servizio fondamentale per il territorio. Non capisco come non lo vediate. Stendiamo un velo pietoso sulla speranza che la provincia si senta in debito verso il comune, che fa inorridire. Lo spiegherete agli elettori che le vostre scelte si sono basate su speranze.

  6. àTison
    tenere una quota minima di una società che deve diventare privata per legge e che sarà sicuramente venduta dal socio di maggioranza, cioè la Provincia, è in utile per non dire altro.
    @Messinese + Tison
    le quote della società sono state messe in vendita ed inserite a bilancio dalla passata amministrazione. Cosa doveva fare Massaro, annullare la gara e sforare il patto di stabilità perchè senza quei fondi saremmo sotto? Mi dica Messinese dove trovavamo quei soldi per salvare il bilancio del comune e poi parliamo di buona o cattiva amministrazione. Secondo voi il sindaco doveva tenere le quote minoritarie di una società che sarebbe stata venduta in ogni caso dal socio di maggioranza e, a causa del mancato incasso, mettere in crisi il bilancio del comune? Rispondete sui fatti e non con slogan per cortesia.

  7. L’entrata derivante dalla vendita era già stata messa a bilancio dall’amministrazione Prade: cosa poteva fare Massaro?

  8. Innanzitutto sgombriamo il campo dal “falso” ritornello sull’obblico di vendita delle partecipate; a tal proposito ci sono due chiare sentenze(199 e200/ 2012) della Corte Costituzionale,poi se qualcuno vuol far finta di niente è altra cosa.
    Come già detto nel post precedente, se le motivazioni addotte sono valide per Massaro,lo erano anche per Prade; allora perchè si fece tutto quel can can,solo per sceneggiata o per convinzione politica?
    Se ci fosse stata una vera e forte convinzione politica e una visione diversa di mobilità ,SI avrebbe dovuto ritirare la delibera affrontando tutte le difficoltà,nessuno le nega, di bilancio. La politica è anche avere coraggio e battersi per affermare e realizzare le proprie idee, specialmente se su queste si sono vinte le elezioni,altrimenti siamo alle solite si pigliano i cittadini per i fondelli.
    In quanto a “dove trovavamo i soldi” non avendo tutti gli strumenti e la conoscenza sulla reale situazione economica delle casse comunali non sono, in tutta onesta e non ho nessun problema ad ammetterlo, in grado di rispondere; ma ,non essendo neanche consigliere, non è una risposta che devo dare io che non ho preso e fatto promesse elettorali. Questo è onere di chi governa e non si puo “rigirare la frittata” e rimandare il problema ad un cittadino che legittimamente avanza i suoi dubbi.

  9. @balzan sono basito da come voi politici non riusciate a capire la valenza POLITICA del mantenimento di una quota minima di proprietà in una società che fornisce servizi pubblici, il peso POLITICO che ha per i rapporti societari, non tanto per controllare, ma per rassicurare il socio privato con un rapporto che non è mero affidamento di un servizio, quindi un rapporto committente/esecutore, ma di consociazione!!!!! capisce che sul piano dei rapporti sociali è tutta un’altra cosa? e per fare questo basta avere UNA azione che vale un euro a livello contabile, ma milioni dal punto di vista politico.

  10. @Tison
    sono un politico solo in quanto mi occupo, ogni tanto, di politica esattamente come fai tu (o fate voi) e magari capisco poco di questioni societarie ma sono anche ingegnere e di numeri qualcosa capisco. Capisco che il comune deteneva circa il 10% delle quote e che doveva venderle perchè la cifra derivante dalla vendita era stata messa in bilancio dalla precedente amministrazione. Poteva effettivamente mantenere una quota minima, forse l’1% o meno (forse perchè non è detto che i compratori avrebbero accettato) ma la matematica prima e la logica poi suggeriscono che pretendere di controllare qualcosa con l’1% esiste solo nel mondo delle fiabe.

  11. @balzan non mi dia del voi.. avremo una trentina di anni di differenza, e ciò le da il diritto di darmi del tu. mi scusi, ma essere il 4° in una lista elettorale la fa entrare di diritto nella categoria dei politici. a prescindere da questo, vedo che non mi sono fatto capire sufficientemente bene.. ci riprovo: ho scritto “non tanto per controllare” proprio per marcare la valenza POLITICA dell’avere una azione. il dare diritto al comune di interrelazionarsi con la società come SOCIO e non come COMMITTENTE è politicamente importante. per i rapporti sociali, che pure con una sola, misera azione si avrebbero. ripeto, non si parla di CONTROLLO, ma di RAPPORTI sociali. perché anche con lo 0,1% del capitale sociale si hanno dei diritti,tipo la partecipazione in assemblea. Ma queste sono opportunità di carattere politico, che la matematica di sicuro non suggerisce di tenere in considerazione, mentre la logica lo dovrebbe fare.

  12. @Tison
    mi sembrano argomenti un pò tirati per i capelli… non mi pare il caso di questionare per una sensazione o per l’illusione di contare qualcosa in una assemblea in cui nemmeno si accorgono della tua presenza.

  13. ah, non avevo dubbi che le sarebbero parsi argomenti tirati. ma d’altronde… buona giornata.

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