Sunday, 17 December 2017 - 13:44

Il Movimento 5 Stelle Cadore si oppone al prolungamento dell’autostrada A27

Set 18th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

I cittadini del Cadore vivono la più grave crisi socio-economica del dopoguerra, crisi che, con ogni probabilità, non si risolverà in pochi anni, ma costringerà la popolazione a modificare sostanzialmente i propri stili di vita.

La crisi porterà inevitabilmente gli abitanti del bellunese ad utilizzare sempre di più i mezzi pubblici. In quest’orizzonte non possono che preoccupare le vicende legate alla crisi della Dolomiti Bus ed il progressivo abbandono della ferrovia da parte della Pubblica Amministrazione. Treni vetusti, in ritardo e una stazione fantasma, come è Calalzo, che dovrebbe essere il nodo centrale di un sistema innovativo di trasporto non basato sull’auto privata, ma libero dalla preoccupazione del traffico verso le stazioni turistiche e i bellissimi paesi delle Dolomiti bellunesi.

In questo contesto, il Cadore non trarrebbe sicuramente benefici da un’opera infrastrutturale quale il prolungamento dell’A27, dai costi elevatissimi (oltre 1,2 miliardi di euro ) con tempi di costruzione decennali, con una gestione della quale non si conoscono i reali flussi di veicoli e il cui pedaggio, secondo la bozza di convenzione del “project financing“ allegata al progetto, sarebbe tra i più alti d’Italia.

Un’opera inutile all’economia locale che necessita di forme innovative e di una progettazione del suo futuro diversificata che valorizzi il suo patrimonio naturale riconosciuto di eccellenza dall’UNESCO. Un’opera che non può essere nemmeno considerata il miglior veicolo per portare lavoro come alcuni pensano. Basti pensare allo studio pubblicato su il “Sole 24 Ore” il 13 febbraio 2012, in cui si evidenzia come per ogni 10 miliardi di euro investiti nella riduzione degli sprechi, quali ad esempio energetici o di materie prime (gestione riciclo rifiuti), si possono ricavare 130 mila nuovi posti di lavoro di buona qualità, mentre investendo la stessa cifra in grandi opere si darebbe lavoro al massimo a 7 mila e 300 persone.

Quello che realmente dobbiamo prendere in considerazione, sono i punti neri della viabilità: quali Longarone/Castellavazzo, Tai, Valle di Cadore ed altri. Non abbiamo bisogno di un’opera invasiva che miri ad attirare ulteriore traffico pesante transfrontaliero, abbiamo la necessità di creare una società diversa, legata al territorio, con alla base il cittadino e un patrimonio unico al mondo: le Dolomiti.

Movimento 5 Stelle Cadore

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27 comments
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  1. il M5S si oppone a tutto, anche a Belluno.

    peccato, una gran delusione, almeno a livello Bellunese…

  2. Avrei apprezzato di più se M5S avesse detto: su queste cose noi la pensiamo così ma dal momento che non siamo proprio sicurissimi di quello che diciamo, ci rendiamo disponibili a discuterne con chi ha dati diversi e la pensa in modo diverso. Sono anni che parliamo dei mezzi pubblici e poi vediamo che il sabato e la domenica i treni sono vuoti perchè la gente preferisce farsi 6 0 7 ore di fila in macchina spendendo anche parecchio di più che prendere il mezzo pubblico. Ci sarà qualche motivo oltre lo scarso senso civico o l’inefficienza del servizio ferroviario. La bellezza delle dolomiti, Unesco o non Unesco, è tale solo se può essere goduta ma non è godibile da nessuno se non ci si arriva o se si possono solo osservare di sfuggita dopo un estenuante viaggio in macchina o dall’unica stazione dove sei arrivato con un treno altrettanto lento. E’ ovvio che c’è qualcosa, anzi più di qualcosa che non funziona ma credo sia meglio sedersi attorno ad un tavolo e parlarne che esibire certezze che mi sembrano più ideologiche che basate su dati reali quali uno studio dei flussi o una comparazione accurata di opzioni diverse.

  3. Ma sono così impattanti le strade del Trentino Alto Adige?
    A molti sembrano semplicemente piacevoli da percorrere,
    e non credo, di là, non si siano fatte le dovute valutazioni.
    Una buona viabilità avvicina i territori spostando l’attenzione dall’elemento spaziale a quello temporale,
    abbiamo un esempio vicino,
    possibile che non riusciamo almeno a copiare?

  4. su questo concordo con Giovanni. Parlare di una viabilità efficiente e rispettosa anche del territorio è puro buon senso; pensare di risolvere le cose con la ferrovia un pò meno.

  5. Buongiorno

    questo è il progetto Metroland del Trentino Alto Adige http://www.provincia.tn.it/trentino_futuro/pagina41.html , consiglio a tutti la visione del filmato. Un progetto faraonico che molto probabilmente sarà irrealizzabile, salvo per le tratte già presenti come quella della Valsugana. Chiaramente possiamo sederci ad un tavolo, anzi il Movimento 5 Stelle l ha fatto anche ieri sera a Feltre e con tutti gli attivisti abbiamo parlato di Mobilità del centro cittadino , di agrimercato e commissioni comunali. Chiaramente alcune persone saranno deluse, il Movimento non è di protesta, elabora soluzioni che forse a tutti non piaceranno. Alcuni preferiscono solo l’autostrada, meglio sino davanti a casa, gli attivisti non la considerano tale. La soluzione del movimento passa per il miglioramento della rete stradale esistente come la variante di Longarone , il miglioramento delle reti ferroviarie con treni FUNZIONANTI, PULITI E VELOCI, efficiente trasporto pubblico locale e piste ciclabile. Non inventiamo niente , la Germania, la Svizzera e i Paesi Bassi puntano a queste soluzioni e la gente in queste realtà cambia la propria mobilità. A cosa dobbiamo invece guardare con ATTENZIONE e spero che tutti i commenti prossimi possano essere rivolti a queste problematiche : PERCHE’ SVENDONO DOLOMITI AMBIENTE ? CHE FINE FARA’ IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE CON LA PRIVATIZZAZIONE DELLA DOLOMITI BUS? IL TRENTINO ACCETTEREBBE LA CHIUSURA DELLA TRATTA FERROVIARIA PONTE – CALALZO? QUANTO COSTA REALMENTE AL CONTRIBUENTE L’A27? è sempre interessante parlare con tutti i commentatori di Belluno Press ma adesso chiedo a voi di togliere la maschera del Guelfo e del Ghibellino e analizzare queste soluzioni. Sono reali servizi al cittadino che possono modificare in modo permanente la nostra qualità della vita.
    Buona giornata a tutti

  6. prolungamento A27?
    Progetto da dementi e tra l’altro irrealizzabile, ci bastano (anzi, sono indispensabili) le circonvallazioni dei paesi. O vogliamo perdere l’unica cosa che ci è rimasta ovvero la natura.
    Poi un’autostrada per servire 20.000 persone (tra cui anch’io) è semplicemente folle, da squilibrati, specialmente in una valle come quella.
    Se il progetto è per evitare le code di qualche domenica (e chi se ne frega poi) bastava la tangenziale di Longarone dove mi risulta i soldi erano già pronti e oggi ovviamente persi.

    L’autostrada la vogliono i trevisani per le loro comodità, non gli basta piu’ depredarci dell’acqua.
    Sveglia politicanti bellunesi dei miei c…..

  7. Il discorso di D’Inca’ sta in piedi ma non fino in fondo. E’ vero che Germania, Svizzera e Paesi Bassi puntano a migliorare i servizi di trasporto potenziando ciclabili ed altre soluzioni ma è altrettanto vero che partono da una viabilità esistente più che buona. Noi invece abbiamo una viabilità di base indecente e, secondo me, dobbiamo pensare anche a questa. Chiunque entri in provincia di Belluno da qualsiasi direzione si accorge che rallenta immediatamente. Vanno bene quindi i miglioramenti ferroviari o le piste ciclabili ma servono a poco se non migliora la viabilità principale. Con strade così intasate e lente anche il sercizio pubblico è destinato ad essere insopportabilmente lento e quindi, in ultima soluzione, una presa in giro per chi non può farne a meno.

  8. per non parlare di una tratta ferroviaria arrivata con la prima guerra mondiale a Cortina e che oggi (domani non so) arriva a fatica, ma con molta molta fatica, a Calalzo.

  9. il problema della viabilità bellunese è in senso orrizzontale cioè : Longarone-Zoldo, Pieve di Cadore-Cortina,Domegge-Auronzo,Belluno-Agordo. Poi progetto l’autostrada e contemporaneamente tolgo la ferrovia?Mi sembra che non si abbia una visione di quello che serve e sullo stato attuale della nostra viavilità.Spesso per lavoro mi reco in Cadore e posso notare una strada con 5 gallerie ed assolutamente scorrevole.

  10. Infatti.
    Se non fosse per Longarone la tratta Belluno-Pieve di Cadore è forse la piu’ bella e scorrevole strada delle Tre Venezia. Cosa si vuole di piu’?

  11. Infatti va fatta la circonvallazione di longarone,poi è ovvio che i sindaci a volte soli ed abbandonati tra il nulla e l’autostrada preferiscano l’autostrada,ma la politica non funziona così,bisogna pensare ad un modello complessivo di sviluppo della montagna,Nella nostra modernità è urgente interrogarsi sulle Alpi, non solo arena per il tempo libero, ma come spazio per vivere senza sterili particolarismi o nostalgie per un passato che non c’è più, ricostruendo una economia sostenibile, autonoma e multifunzionale senza isolarsi dall’ Europa e dai processi globali e rifiutando il ruolo di periferia delle metropoli extralpine.

  12. E’ la più scorrevole perchè non abbiamo più aziende in Cadore come qualche anno fa ma appena arrivano i turisti si intasa. Siamo una provincia a vocazione turistica nel senso che ospitiamo chi viene nelle nostre dolomiti per ore nello scorrevolissimo tratto di strada fra Pieve e l’imbocco autostradale. Chi vuole le strade, chi vuole la ferrovia e chi non vuole nulla. Per il momento vincono questi ultimi mentre non è nemmeno all’orizzonte un vero progetto per avere strade e ferrovia decenti.

  13. Piero Balzan lei ha ragione solo in parte,quest’estate ad esempio le code erano tra Agordo e Cencenighe,tra Longarone e Fortogna,ed il nostro turismo non sta affatto decollando.Inoltre oggi le risorse pubbliche sono scarse e l’economia è ferma. (siamo contemporaneamente dentro ad una tripla crisi sia crisi di domanda, crisi di competitività, crisi di sostenibilità). Interventi di natura diversa, promossi da soggetti diversi alla fine devono essere territorialmente complementari. comunque sono consapevole che l’iniziativa privata, lo stato, il territorio non sono delle religioni dei dogmi da scegliere o rinnegare, ma strumenti che devono avere una meta, una bussola in un sistema economico che è instabile ormai da decenni.Fare l’Autostrada quindi non necessariamente può essere un’opportunità,forse paradossalmente sarebbe servita 30 anni fa quando appuno c’erano le fabbriche in Cadore.

  14. Piero balzan, non c’è nessuno (tra la popolazione) che non vuole “il nulla”, le strade e le ferrovia (soprattutto) sono benedette da chiunque, anche dagli ambientalisti piu’ radicali.
    Pensiamo a una ferrovia che porta migliaia e miglia di turisti cinesi, russi e giapponesi da Venezia a Cortina.
    IL PROBLEMA TURISMO SAREBBE RISOLTO (alberghi a parte).
    In verità le amministrazione del longaronese, spingendo solo per l’Autostrada, hanno fatto perdere “il treno” per la tangenziale, infrastruttura essenziale per la parte nord della provincia.

    E comunque non è necessario fare un Aereoporto Internazionale a Domegge perchè Montezemolo deve andare in vacanza a Cortina, cerchiamo di essere intelligenti almeno questa volta.

  15. Personalmente sono contrario al prolungamento dell’A27. Ritengo sarebbe più conveniente potenziare la ferrovia…

  16. Io credo che sarebbe un altro caso di spreco di denaro pubblico a favore dei soliti noti considerando che le forti opposizioni da parte degli altoatesini e degli austriaci al progetto di prolungamento non cambieranno di una virgola.
    Probabilmente servirebbe ai “vip” che si vedono costretti a fare la coda da Tai a Cortina, ma poi neanche a Cortina vogliono l’ autostrada…..

  17. mi pare anche leggendo i commenti sopra che sia molto piu’ forte la contrarietà dei bellunesi a questa oscena “opera”; ma allora, CHI C’E’ DIETRO?

  18. Personalmente vedo 1000 motivi per opporsi a questo progetto e nessuna ragione per essere a favore. Come detto bene sopra la strada per arrivare in Cadore è ottima, fra le migliori in montagna e non solo nel bellunese. I cadorini cosa risparmierebbero 10 minuti? a fronte di uno scempio ambientale e uno spreco di un fiume di denaro pubblico (perchè il project financing non regge); poi i pendolari non potrebbero usarla perchè troppo onerosa, si parla di 6 euro da Perarolo a Longarone e sarebbero costretti ad usare una strada con limiti a 30 km/ora che sarebbero imposti per obbligare ad usare la autostrada (tutto scritto nel progetto). Al turismo non servirebbe perchè nessuno vuole andare in vacanza sotto una autostrada, forse servirebbe agli altoatesini che non hanno bisogno di altri favori. Dovrebbero passare decine di migliaia di veicoli (che non ci sono), per rientrare dei costi, con un inquinamento incredibile. Quindi ai residenti e ai bellunesi non serve, forse solo agli industriali o peggio a qualche affarista senza scrupoli per riciclare un pò di denaro che ora non riescono ad investire. Utilizziamo quel fiume di denaro pubblico per rilanciare l’economia turistica in Cadore e per migliorare le infrastrutture come svincoli o ferrovia.

  19. Il ragionamento di Maurizio è da sottoscrivere. Pensate alla Pustertal/Val Pusteria. Da Dobbiaco/Toblach, per Villabassa/Niederdorf, fino a Valdoies/Vintl tutti i paesi hanno una funzionale tangenziale, addirittura in trincea, per eliminare inquinamento acustico e visivo. Tranne per alcuni picchi estivi funziona egregiamente. Mai penserebbero ad un’autostrada. La statale di Alemagna ha il “cul de sac” a Longarone/Castellavazzo e criticità in ogni attraversamento in Valboite e Valle del Piave, mentre la circonvallazione di Tai/Pieve di Cadore assolve egregiamente al suo compito. Questo dimostra la non necessità del prolungamento da Longarone.

  20. Si può sapere chi ha detto che deve necessariamente essere una autostrada? Io ho solo detto che la viabilità va migliorata e non basta invocare la ferrovia per risolvere problemi stradali. Non mi importa niente dell’autostrada ma della viabilità e dello sviluppo di questa provincia si e non si ottiene niente con veti o proclami per una cosa o per l’altra. E’ necessario che chi si è assunto l’onere di rappresentare la popolazione bellunese abbia la capacità di sedersi da qualche parte e presentare ai cittadini una proposta credibile ed attuabile e non solo sulle cose su cui non siamo d’accordo.

  21. Scusa Piero, ma questo è l’oggetto dell’articolo che stiamo commentando. A ciò è meglio attenersi per non uscire, come spesso accade, dal seminato.
    Mi fa piacere sentire che tu non sia “fan” dell’autostrada.

  22. Abbiamo la ferrovia in stato pietoso: sarebbe ora che qualcuno si mettesse una mano sulla coscienza e facesse qualcosa…

  23. Come stanno le cose adesso con la crisi non e’ sostenibile questo progetto, e’ da malati continuar a proporlo.

  24. OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI FATTIBILITA’ RELATIVO AL PROLUNGAMENTO DELL’A27 DA PIAN DI VEDOIA A PIAN DE L’ABATE, ALLE PORTE DI PIEVE DI CADORE

    Comuni interessati: Soverzene, Longarone, Castellavazzo, Ospitale di Cadore e Perarolo di Cadore

    Vincoli: D.Lgs. 42/2004, art. 142, comma 1, lett. g) e c): F. Piave, T. Vajont, T. Desedan, T.Maè, T. Valmontina, Ru de Pianes, Val de Van.

    Aree ZPS e
    SIC (da Codissago in poi).

    Ambiti Naturalistici, PTRC Regione Veneto.

    Aree di tutela paesaggistica, PTRC, art. 33, Monte Cridola e Duranno.

    Ambiti dell’alta collina e montagna, PTRC, art. 23.

    Biotopi principali:

    Biotopo risorgive del Fiume Piave (area Faè – Fortogna).

    Area naturalistica e di nidificazione (a sud dell’area industriale di Longarone, svincolo).

    Corridoio faunistico del Sistema Fiume Piave – Torrenti Maè e Vajont (l’intera area viene

    diagonalmente attraversata dall’autostrada in viadotto per portarsi in sinistra orografica

    all’imbocco delle gallerie di Codissago).

    Area Wilderness “Val Montina” (viene pesantemente interessata dallo svincolo per Caralte

    con due grossi viadotti che attraversano la valle).

    Rete Natura 2000 ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e Comelico” (tutta la tratta a nord

    di Codissago).

    SIC IT3230080 “Val Talagona – Gruppo Monte Cridola – Monte Duranno” (tutta la tratta a

    nord di Codissago).

    Lunghezza intervento: asse principale 20,7 km (comprese le rampe dello svincolo di Pian De l’Abate)

    Svincoli:

    Svincolo di Pian di Vedoia.

    Svincolo di Longarone.

    Svincolo di Pian De l’Abate, in corrispondenza di Caralte (estremamente impattante). L’uscita è in corrispondenza della Valmontina, che viene superata con due viadotti,

    L’ingresso della valle è pertanto irrimediabilmente deturpata, poi sul greto del torrente è prevista pure un’area a cantiere con depositi di materiale.

    Sulla piana è poi prevista l’uscita e l’inserimento con svincolo sulla strada statale.

    Da considerare che c’è già lo svincolo per la la zona industriale al quale va a sommarsi anche quello dell’autostrada con impatto paesaggistico inaccettabile.

    Ponti e viadotti:

    Viadotto Rio del Bus – 126 m

    Viadotto Piave – 1.224 m – molto impattante, è realizzato sopra l’alveo del Piave in area boscata.

    Viadotto Desedan – 666 m – molto impattante, è realizzato sopra l’alveo del Piave in area boscata. Il rimanente percorso costeggia invece parte delle aree industriali di Fortogna, su rilevato che costituisce quindi un nuovo argine artificiale del Piave. Viadotto Svincolo Longarone – 90 m

    Viadotto Vajont carr. Nord – 1.350 m – estremamente impattante, in pratica, dallo svincolo per Longarone, l’autostrada attraversa in viadotto la confluenza tra Piave, Maè e Vajont. E’ uno dei punti di maggiore impatto paesaggistico. In corrispondenza del Vajont, l’autostrada deve poi prendere quota per entrare in galleria in corrispondenza di Codissago. Viene quindi irrimediabilmente alterato uno dei principali punti di vista da Longarone verso il

    Vajont e la sua diga.

    Viadotto Vajont carr. Sud – 1.404 m – estremamente impattante. Stessa valutazione di cui sopra in quanto tutti i viadotti e gallerie sono a carreggiate separate ed indipendenti.

    Viadotto Pian de Sas – 90 m

    Viadotto Lutrigon carr. Nord – 90 m

    Viadotto Lutrigon carr. Sud – 180 m

    Viadotto Costamolin carr. Nord – 72 m

    Viadotto Costamolin carr. Sud – 216 m

    Viadotto Val de Van carr. Nord – 378 m – molto impattante e visibile dall’abitato di Rivalgo.

    Viadotto Val de Van carr. Sud – 540 m – molto impattante e visibile dall’abitato di Rivalgo.

    Viadotto Pian de l’Abate 1 – 342 m – molto impattante. Le gallerie si interrompono in

    corrispondenza della Valmontina; da qui due viadotti, uno per senso di marcia,

    sovrapassano la valle per atterrare sul Pian de L’abate, dove viene realizzato lo svincolo

    con la strada statale ed il casello di esazione.

    Viadotto Pian de l’Abate 2 – 180 m – molto impattante, stesse considerazioni di cui sopra.

    Viadotto Pian de l’Abate 3 – 126 m – molto impattante, stesse considerazioni di cui sopra.

    Viadotto svincolo Pian de l’Abate – 72 m – molto impattante, da calcolare che l’area è già

    interessata dallo svincolo per la zona industriale, al quale andrà a sovrapporsi anche il nuovo svincolo autostradale, con un risultato inaccettabile sotto il profilo paesaggistico e visivo.

    Ponte svincolo Pian de l’Abate – 86 m – molto impattante, da calcolare che l’area è già interessata dallo svincolo per la zona industriale, al quale andrà a sovrapporsi anche il nuovo svincolo autostradale, con un risultato inaccettabile sotto il profilo paesaggistico e visivo.

    TOTALE SVILUPPO SU PONTI E VIADOTTI: 4.743 m

    Gallerie naturali: L’impatto è determinato dalle strade di accesso al cantiere ed a tutti gli imbocchi delle gallerie. A lavori ultimati, i percorsi autostradali in gallerie naturalmente non saranno visibili; l’unico danno collegato alle gallerie possono essere intercettazioni di falde acquifere con eventuale conseguente inaridimento di sorgenti in superficie.

    Galleria Codissago carr. Nord – 3.210 m

    Galleria Codissago carr. Sud – 3.143 m

    Galleria Pian Malattia carr. Nord – 1.058 m

    Galleria Pian Malattia carr. Sud – 848 m

    Galleria Costamolin carr. Nord – 3.181 m

    Galleria Costamolin carr. Sud – 3.361 m

    Galleria Col de Caliera carr. Nord – 1.352 m

    Galleria Col de Caliera carr. Sud – 1.242 m

    Galleria Pontesei carr. Nord – 2.347 m

    Galleria Pontesei carr. Sud – 2.334 m

    Galleria artificiale:

    Galleria artificiale Pian De Sas – 90 m

    TOTALE SVILUPPO IN GALLERIA: 11.038 m

    Sezione tipo

    Con riferimento al D. M. del 5 novembre 2001 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade” la classificazione della strada è:

    “A – Autostrade Ambito extraurbano”

    Velocità di progetto VP = 90-140 km/h

    Composizione della piattaforma stradale: spartitraffico centrale larghezza min. 2,60 m –

    banchine in sinistra larghezza 0,70m

    corsie: 2 di larghezza 3,75 m – banchina in destra di larghezza 3,00 m

    Interventi di mitigazione

    Sistemazioni a verde, barriere antirumore, raccolta e trattamento acque di prima pioggia di piattaforma con vasche interrate e bacini di sedimentazione.

    Sicurezza

    Piazzole di sosta di emergenza ogni 1000 m, illuminazione svincoli, colonnine SOS, pannelli a messaggio variabile, controllo traffico con ausilio di telecamere, servizio di assistenza alla viabilità, pavimentazione drenante, impianti automatici antincendio e di ventilazione in galleria, piazzole di sosta, by-pass e vie di fuga in galleria.

    Zone di cantiere: vengono realizzate per la durata dei lavori e poi dovrebbero essere eliminate. Certo che fino ad ultimazione lavori, il danno paesaggistico legato agli impianti di betonaggio, stoccaggio inerti, depositi e viabilità di cantiere, creerà un ulteriore danno al paesaggio con particolare riferimento all’asta fluviale del Piave. Quasi sempre realizzati all’interno dell’alveo! Per il raggiungimento delle gallerie naturali, sarà predisposta una nuova viabilità, spesso in zone impervie, per portare in zona operativa i mezzi pesanti per lo scavo ed il trasporto a valle del materiale; si dovranno realizzare strade di larghezza consistente, con sterri e riporti anche considerevoli vista l’elevata pendenza dei versanti da impegnare.

    Da tener presente che dopo il “NO” al proseguimento della Venezia-Monaco, per motivi politici, per l’impatto ambientale e per lo scarso interesse dimostrato dai paesi confinanti (Austria e Germania), l’ANAS presentò un progetto di rettifica della vecchia statale 51 di Alemagna, prevedendo una serie di percorsi extraurbani e di gallerie, al fine di velocizzare e mettere in sicurezza l’intera tratta.

    Il progetto, nonostante un forte impatto paesaggistico in alcuni punti dove il percorso stradale è stato realizzato sull’alveo del Fiume Piave, venne comunque autorizzato anche dalla Soprintendenza con una serie di prescrizioni per limitare al massimo i danni al paesaggio.

    Il nuovo percorso sarebbe stato meno impattante della prevista autostrada e si pensava che una volta migliorato e reso scorrevole il tratto tra Longarone e Tai di Cadore, non avrebbe avuto più senso realizzare anche l’autostrada. L’ultimo tratto ancora mancante della nuova strada statale riguarderebbe la galleria sotto l’abitato di Castellavazzo ed uscita in allineamento con la successiva galleria già realizzata in corrispondenza del “ponte tubo” dell’ENEL.

    Ora, con questo nuovo progetto, sulla stretta valle del Piave, tra Longarone e Caralte, troviamo, oltre naturalmente al Piave: la sede della ferrovia per Calalzo di Cadore, la vecchia strada statale, la nuova strada statale ed ora pure l’autostrada. Il nuovo tracciato autostradale risulta quindi inutile ed invasivo incrementando ancora di più i danni arrecati alla Val del Piave. Per quanto attiene i rimanenti problemi legati al traffico, questi saranno definitivamente risolti quando saranno portati a termine i lavori già “autorizzati” sulla galleria sotto Castellavazzo ed il prolungamento della sede autostradale in zona industriale di Longarone.

    Da tener presente che anche con l’autostrada prolungata fino a Caralte, il traffico continuerà ad impegnare la nuova statale resa scorrevole e “gratuita”, in particolare il traffico pesante che si ritrova un pedaggio da pagare molto più alto rispetto al traffico automobilistico.

    Il costo dell’intera opera ammonta a 1.406.641.680 euro (ovverosia duemilasettecento miliardi delle vecchie lire).

    Infine è da tener presente che il progetto riguarda l’arrivo, per il momento, fino a Caralte. Oltre tale località vengono fornite solo sommarie ipotesi future, tipo il prolungamento verso Lorenzago di Cadore ed il traforo del Passo della Mauria con il raggiungimento della Carnia e quindi dell’uscita in Austria a Tarvisio.

    Il progetto viene anche giustificato come facente parte dell’asse strategico relativo al “corridoio 5”. Infatti il TIR che proviene dal valico di Tarvisio, dovrebbe trovare conveniente, invece che scendere subito in pianura, fare invece altra montagna per passare sotto la Mauria e da qui scendere lungo la Val del Piave verso Mestre a ricongiungersi con l’asse principale del corridoio 5.

    Non è pure giustificato un intervento di questo tipo per il solo traffico locale bellunese, per una Provincia che nell’insieme non riesce a fare gli abitanti della sola Mestre. Per il traffico locale, le numerose varianti, tangenziali e rettifiche già realizzate e in corso di ultimazione e nuova progettazione, risultano più che sufficienti a garantire la normale scorrevolezza e sicurezza, senza dover realizzare ulteriori assi autostradali.

  25. Inoltre è stato rispolverato un vecchio progetto per proseguire il tracciato verso Forni di Sopra FVG tramite gallerie e viadotti traforando all’ altezza dell’ attuale distributore BEYFIN a Caralte con una 1 galleria che sbuca sulla sponda del lago Centro Cadore con viadotti con vista sulla futura centralina sul fiume Talagona comune di Domegge di Cadore e sul Cridola comune di Do
    megge- Lorenzago per poi proseguire in galleria fino a Forni di Sopra (UD)per poi allacciarsi con Tolmezzo e Tarvisio.Obiettivo oltre a ingenti guadagni speculativi a favore dei soliti noti,si dirotterebbe il trasporto su gomma verso Mestre dall’ est anzichè verso Udine-Portogruaro- Venezia verso il Cadore -Longarone -Mestre e diventeremo una valle di transito.La costruzione o meno di questa arteria inutile determinerà il futuro del nostro territorio e della nostra gente,dipenderà da noi ora decidere se vogliamo avere un territorio con sviluppo turistico tra le montagne più belle al mondo oppure lasciare in mano agli sciacalli ciò che abbiamo ereditato dai nostri avi .MEDITATE!!!!

  26. Anch’io sono contario al prolungamento dell’autostrada, ma ritengo altrettanto necessario risolvere subito i punti critici costituiti dall’uscita/entrata di Pian di Vedoja fino a Castellavazo, dalla necessità di bypassare il bivio di Tai di Cadore, sia verso Est che verso Ovest, e limitare l’afflusso di mezzi, in particolare quelli pesanti, nel centro di Ponte nelle Alpi (direzione Longarone-Belluno e viceversa)
    Il lavori per la realizzazione di queste opere (raccordi, gallerie e/o circonvallazioni), in partiolare se affidate ad imprese locali, potrebbero anche costituire un volano per la ripresa economica del territorio.

  27. Il problema per la viabilità ordinaria all’incrocio a Ponte nelle Alpi è risovibile con la progettata rotonda (già il posteggio dei nuovi caseggiati a ovest ne ricalca la forma circolare). Per i mezzi pesanti da Venezia al Cadore e viceversa già si usufruisce del tratto di autostrada senza pagamento (a titolo di ristorno per danni ambientali provocati al Comune pontalpino). L’asse Valbelluna Cadore, nei due sensi, potrà trovare sbocco con il miglioramento della Provinciale della sinistra Piave, dal Feltrino, tangenziali Lentiai, Mel, Trichiana… traforo di Col Cavalier, ,… ad unirsi all’autostrada col traforo Ponte/Cadola.
    Non ci vorrà un secolo, come invece per il prolungamento della A27.

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