Monday, 18 December 2017 - 20:39

Rimborsi ferroviari, istruzioni per l’uso * di Lucio D’Alberto

Set 17th, 2012 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Società, Istituzioni

Sono pronti i moduli per la richiesta del rimborso abbonamento ferroviario, andate in biglietteria o nel sito internet (in basso a destra):

http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jspvgnextoid=0c086fc8c685a110VgnVCM10000080a3e90aRCRD

 Nei primi giorni del mese di settembre un’importante guasto a Venezia ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria in Veneto (e probabilmente ne ha risentito tutto il NE). Nel contempo sono apparsi sui giornali gli interventi dei politici Chisso, Puppato, Reolon e Bond che a vario titolo e con varia orientazione hanno espresso il loro impegno e le loro idee.

Per i disservizi subiti Bond e Puppato dicevano rispettivamente che i pendolari devono usufruire dei rimborsi agli abbonamenti, e che sarebbe ora di fare una class action.

Ma sono queste le soluzioni del problema?

O forse è meglio che i politici si studino il Contratto di Servizio Regione Veneto -Trenitalia e ne pubblichino le magagne e facciano pressione così alla scadenza nel 2014 esse vengano eliminate e si possa realmente parlare di servizio al cittadino?

I rimborsi agli abbonamenti nascono dalla multa comminata a Trenitalia da parte della Regione per i disagi subiti dai pendolari.

La Regione, per contratto concede a Trenitalia che:

  • vengano calcolati solo i ritardi a fine corsa,

  • non vengano conteggiati i primi 5 minuti di ritardo,

  • ci sia un tetto massimo alla multa,

  • ed inoltre stabilisce che il 4% della multa deve venir usato per le spese necessarie a restituire i rimborsi ai pendolari.

Quindi a Trenitalia sono concessi per contratto 4 tipi di agevolazioni: 2 sul ritardo quantificabile e quantificato, e 2 sulla multa comminabile e realmente pagata.

Trenitalia e Regione Veneto, che ha stipulato e vigila sul contratto, impongono invece almeno 4 disagi ai possessori di abbonamento:

  • disagio da disservizio (ritardi, cancellazioni, scarsa pulizia e “abitabilità”, informazione),

  • iter burocratico per chiedere il rimborso,

  • ritardo per ricevere il rimborso,

  • rimborso non reale ma vincolato all’acquisto di altri biglietti.

    Dei disagi da disservizio ne abbiamo già parlato, vediamo quelli legati al rimborso.

Iter richiesta rimborso.

Il primo anno era veramente semplice, sia per il viaggiatore che per il personale delle Ferrovie: bastava presentarsi alla biglietteria esibire l’abbonamento e ricevere in contanti la somma prestabilita. Una firma di ricevuta e un timbro sull’abbonamento certificavano l’avvenuto pagamento.Troppo semplice e forse troppi soldi veri che uscivano dalle casse.

Dal secondo anno, le cose si sono complicate: procurarsi un modulo di richiesta in biglietteria o attraverso il sito internet (moduli non facili da trovare in internet, che richiedono molti dati personali, e sono diversi a seconda dell’abbonamento mensile o trimestrale o annuale); andare in biglietteria con modulo compilato e abbonamento scaduto ed eventualmente fotocopia di carta d’identità e abbonamento se ancora valido; il rimborso viene effettuato sul rinnovo di abbonamenti di 2 mesi e non in un’unica volta obbligando i viaggiatori a rifare parzialmente l’iter. Se si tratta di abbonamento trimestrale o annuale in validità si attiva una richiesta di “bonus” che arriverà via posta se ci saranno ancora fondi disponibili.

Ritardo per ricevere il rimborso.

Il rimborso nasce dalla multa che la Regione commina a Trenitalia che è calcolata annulamente, quindi i rimborsi che andremo a chiedere in ottobre 2012 si riferiscono ai disservizi del 2011. La Regione ha pubblicato l’annuncio della multa il 17 aprile 2012. la Regione ha deciso che potranno essere rimborsati coloro che presenteranno abbonamenti di maggio e giugno 2012 (ma sono gli stessi utenti che hanno subito i ritardi nel 2011?) e che Trenitalia inizierà ad elargirli ad ottobre 2012. Per chi ha abbonamenti trimestrali o annuali deve poi aspettare che il “bonus” arrivi a casa e quindi ben che vada potrà usufruirne a gennaio 2013.

Invece la Regione Lombardia commina le multe mensilmente calcolando il rispetto degli standard per ogni singola linea ferroviaria. Quindi lo sconto/rimborso viene elargito tempestivamente ogni mese e solo per le tratte che subiscono il disagio.

(http://www.trasporti.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&childpagename=DG_Infrastrutture%2FDetail&cid=1213343367239&pagename=DG_INFWrapper)

 Rimborso o acquisto obbligato?

Dopo aver subito i disagi dovuti ad un servizio inefficente, il rimborso che viene dato è uno sconto sullo stesso servizio. Il rimborso è uno sconto sulll’abbonamento mensile, o un bonus utilizzabile entro una certa data per comperare abbonamenti o biglietti ferroviari. Per fare un paragone è come se la Regione Veneto comminasse una multa ad una ditta che non ha rispettato i termini contrattuali e accetti che la ditta stessa paghi la multa come sconto sul prossimo appalto che la Regione le affiderà, pur non assicurandone il lavoro fatto bene. Vi sembra questo corretto per il bene pubblico e a servizio dei cittadini?

Se per i pendolari lavoratori queste regole corrispondono ad un rimborso ritardato di almeno 10 mesi, non è così per gli studenti che in questo sono la categoria meno tutelata, infatti è facile che non possano usufruire del rimborso perchè nel frattempo hanno terminato gli sutdi e quindi non abbiano più necessità di rinnovo.

 Fare una class action per avere maggiori rimborsi?

A dire il vero, facendo i conti dei costi degli abbonamenti, delle ore di ritardo (prevediamo saranno 52 ore totali a fine anno) e del rimborso del 12% dell’abbonamento annuale (per 83 km è pari a 79,92 euro) si avrà un risarcimento di 1,5 euro/ora.

E’ questo il valore di: un esame perso a causa di un ritardo? o di aver dovuto chiedere permessi orari dal lavoro e vedersi decurtare i giorni di ferie? o non aver potuto presenziare alla recita del figlio? o aver mancato ad una visita medica prenotata da tempo? o semplicemente tempo sottratto alla famiglia?

Ragionando così noi gruppo di pendolari crediamo che forse farci avere questi rimborsi non sia poi così utile. Sarebbe più serio ed utile che la Regione comminasse la multa in base agli standard, ma poi usasse quei soldi per acquistare materiale rotabile, o attuasse migliorie alle infrastrutture … fornendo così ai suoi Cittadini qualcosa in più per migliorare il servizio nel futuro e non solo un contentino monetario valido solo per il presente.

Lucio D’Alberto, a nome di un gruppo di pendolari della Calalzo – Padova e della Castelfranco-Vicenza e della Montebelluna – Venezia

Share

One comment
Leave a comment »

  1. io li prenderei tutti a calci nel culo, ma da entrambe le parti (ferrovie e regione), sti bastrdi di merda!!!!

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.