Monday, 18 December 2017 - 20:29

Consorzio Bim Piave. Il presidente Giovanni Piccoli: “nessuna velleità di sostituirsi alla Provincia”

Set 12th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Giovanni Piccoli presidente Consorzio Bim Piave

«Il Consorzio Bim Piave non ha nessuna velleità di sostituirsi alla provincia. Ma è necessario avere subito un progetto qualora la provincia diventi un ente di II° grado. Ed anche se passa l’opzione B con Belluno annessa a Treviso». Lo ha chiarito il presidente del Consorzio Bim Piave Giovanni Piccoli, rispondendo così alle ipotesi ventilate di un “Super Bim”, pronto ad acquisire le competenze sul territorio che di un “dopo provincia” di Belluno, che avevamo pubblicato nei giorni scorsi. Piccoli ha colto l’occasione per illustrare le origini e le attività attuali della struttura.

«Il Consorzio Bim Piave nasce nel 1955 per effetto della legge n.959/53 come consorzio obbligatorio di 67 Comuni, per gestire i sovracanoni idroelettrici, ossia il corrispettivo versato dai produttori di energia elettrica a fronte dello sfruttamento delle risorse idriche montane. Ogni concessionario idroelettrico, infatti, versa al territorio un canone: alla Provincia vanno 27,72 euro per Kilowatt prodotto (canone demaniale) ai consorzi Bim 22,13 – 29,40 euro a Kw (sovracanone), un altro 5,53 – 7,35 euro a Kw va ai Comuni e alla Provincia (canone rivierasco) e per ultima l’Ici/Imu sulle centrali di 3 – 5 euro a Kw ai Comuni. Stiamo parlando di un totale di 22 milioni di euro di cui oltre 7 milioni l’anno al Consorzio Bim Piave che viene destinato ai Comuni attraverso vari fondi. Va detto che dal 2003 vi sono tre strutture distinte, con il marchio Bim: il Consorzio Bim Piave, ente pubblico, composto dai 67 Comuni consorziati, Bim Gsp spa di proprietà dei 67 Comuni, che gestisce il servizio idrico e la distribuzione del metano, e Bim Infrastrutture spa anch’essa di proprietà dei 67 Comuni, realizza reti interrate ed infrastrutture».

Corposo e variegato, con punte di eccellenza, l’attività del Consorzio Bim Piave, illustrate dal presidente Piccoli. Si va dal “Fondo lavori dei Comuni – Cofinanziamenti” pari a 8 milioni e 40mila euro con plafond di 120mila euro a Comune nel triennio 2010-2013 così ripartiti: 40% nel settore sociale ed edilizia pubblica, 27% nel turismo, 26% mobilità e viabilità, 7% risparmio energetico.

«A decidere la ripartizione e gli assegnatari dei finanziamenti – precisa Piccoli – è l’assemblea dei 67 sindaci, sulla base dei regolamenti».

C’è il fondo per interventi di risparmio/efficienza/produzione energetica da fondi rinnovabili (3.350.000 euro totali, plafond 50mila a Comune); fondo per il lavoro a sostegno delle attività di Comuni e Comunità montane (1.300.000 euro, plafond 10mila euro a Comune); fondo annuale per le Scuole materne paritarie (158mila euro per il 2012); fondo pluriennale 2011-2015 per acquisto e manutenzione straordinaria di autoveicoli e mazzi d’opera comunali (1.005.000 euro con plafond di 15mila euro a Comune); contributi per acquisto mezzi di trasporto ad associazioni di volontariato (397mila euro). E ancora contributi per le associazioni (350mila euro), per il turismo (300mila), borse di studio (85mila euro), per le famiglie per il trasporto studenti (220mila euro); fondi per le energie rinnovabili, per la progettualità di iniziative comunitarie, per lo sport e manifestazioni, per l’informatizzazione scolastica, per le Comunità montane, a favore dell’estendimento della rete metanifera, per le reti a gpl e per le utenze del servizio idrico integrato.

Il Consorzio Bim Piave, dunque, è uno strumento per i Comuni, in grado anche di intercettare Fondi regionali Interreg IV dove un singolo comune non arriverebbe.

C’è infine tutta la parte riguardante le risposte in termini di servizi offerti al territorio. Con il collegamento al sistema pubblico di connettività per 80 enti della Provincia e il sistema informativo territoriale intercomunale http://ilnostrocomune.consorziobimpiave.bl.it

accessibile a enti, piccola e media impresa e cittadini. I piani assetto del territorio (Pat)le varie cartografie e i piani di protezione civile, tutto digitalizzato e raggiungibile on line. Il rilievo ed informatizzazione dei punti luce dei Comuni, la “Planet shool” ossia la carta magnetica con la quale si timbra la presenza di oltre 4mila ragazzini nelle scuole nido, elementari e medie della provincia con gestione dei pasti, fino al dettaglio menù. Lo stesso avviene per la mappatura dei cimiteri, una vera e propria anagrafe provinciale delle sepolture con la mappa degli spazi liberi per gli operatori di settore. (bellunopress)

 

 

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13 comments
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  1. Buuuuuuuuu!!!!!!!!!!!!!!1

  2. no no no, se andiamo con TV diventa un super BIM ma gestito dai trevisani e Voi: tutti fuori!!! E poi non vedo perchè tutto sto “affare” di pubblica utilità non lo dovrebbe gestire una provincia (eletta)?

  3. Excusatio non petita accusatio manifesta

  4. 27+22+5+3=57 € di canoni e sovracanoni per ogni KW(ora) prodotto? Sembra un buon affare considerato che poi l’Enel ci vende la corrente a elettrica a 0,20 €/KWh…

  5. …e noi stiamo anche qui a leggerlo!
    c’è qualcuno di sedico che vorrebbe spiegarci perchè lo ha votato?

  6. Punte di eccellenza? 80000000 di euro di debito e parliamo di eccellenza. Ecco perchè io non ho alcune fiducia di questa gente e non ho nessuna fiducia nemmeno se il veneto diventa una regione a statuto speciale (il giorno del mai). Se con questo popo’ di debito abbiamo ancora il coraggio di affermare che siamo “eccelsi” allora non abbiamo capito un beneamato nulla. Per il portale non si è prodotto nulla di nuovo, se non accumulare dati da altri enti (regione per la ctr, agenzia del territorio per il catasto, progettisti dei comuni vari per i PRG e quant’altro), quindi nulla di creato da parte del BIM. Ricordiamoci che gli acquedotti e la maggior parte delle altre dotazioni tecnologiche sono state eseguite negli anni da parte dei comuni; quiandi anche qui niente di nuovo se non dopo il 1985. In pratica l’eccellenza del nulla.

  7. Marco, a onor del vero il buco è firmato GSP. Un fatto però è chiaro: Bim gestisce proventi “sicuri” (fino a quando?), Gsp non è stato in grado di programmare spese con contestuale valutazione di introiti. Sono gli stessi 67 Comuni, gli stessi 67 Sindaci; quando si tratta di devolvere il denaro Bim, in modo “corposo e variegato” non hanno problemi, ma se si tratta di fare valutazioni economiche che comportano aggravi (necessari) all’utenza, allora prevale la valutazione politica e tutto viene rimandato. Così fornitori e banche aspettano, gli interessi crescono, e la frittata è fatta. La casalinga di Voghera, prima di fare una spesa consistente, guarderebbe bene cos’ha in tasca, cosa può chederle alla banca, in anticipo su stipendi certi di marito e famiglia, e solo dopo farebbe il passo. La casalinga di Voghera meriterebbe il Nobel per l’Economia. Qualcun altro…fate voi.

  8. Quindi, come giustamente dice Tommaso Petazzi, il buco, in ultima analisi, è stato creato dai sindaci che lo hanno imposto a GSP con il silenzio complice della Provincia. Non è una questione di enti ma una questione di uomini. Se nella migliore architettura istituzionale pensabile mettiamo a dirigere le cose persone che non sono all’altezza e, per di più, nessuno controlla cosa fanno, è sicuro che prima o poi ci si trova nei guai. Lo sforzo deve essere nella scelta delle persone e non sul tipo di enti. Funzionano tutti basta che siano ben diretti.

  9. Parole sante. Il problema, al solito, è come riuscire a scegliere le persone, che normalmente sono proposte ed imposte dai soliti potentati.

  10. Il Patto per Belluno non intendendo le difese di nessuno , nella scorsa legislatura comunale, aveva presentata un mozione con la quale chiedeva un approfondito dibattito ed esame a 360 gradi per far venire alla luce la verità sul debito BIM. Purtroppo quando si deve mettere il dito sulla piaga tutti si sono dileguati. Vogliamo fare chiarezza su chi dava gli ordini a GSP di fare interventi o di non aumentare le tariffe perchè era in campagna elettorale e curava i propri interessi? Chiunque abbia delle colpe, grandi o piccole che siano, rispona per la propria parte.
    Ricordiamo inoltre che attualmente i contatori dell’acqua registrano all’incirca 14 milioni di consumi di acqua e non 22 milioni stimati. Bella differenza

  11. Non solo la casalinga di Voghera, ma anche la siora Maria di Sopracroda

  12. Deve essere un organo politico. il Bim piave non lo e’.

  13. Sapete perche’ improvvisamente I capi del bim consorzio si interessano alla salvezza della provincia? Forse perche’ esiste un consorzio per provincia.. Quindi se togli belluno togli anche bim consorzio belluno.. Ergo: tutti a casa.
    Magari sbaglio, ma lo dice lui stesso.. Tra le righe.. Salviamo la provincia anche di secondo grado… Cosi’ si salva il consorzio e si ripropone in provincia lo stesso sistema del consorzio.
    Ma scusate non e’ piu’ democratico che i soldi pubblici vengano gestiti da chi viene eletto? Banalmente… Fa sempre una gran bella figura chi va sui giornali a dire che ha dato un contributo per questo e per quello… Ma e’ troppo comodo poter dare i soldi senza la responsabilita’ di dover fare scelte impopolari.. Quelle le fanno gli eletti che devono gestire il bene e il male. Questo intervento conferma tragicamente le mie opinioni e domani votero’ con ancor piu’ motivazione l’odg contro gli enti di secondo grado…

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