Sunday, 22 October 2017 - 06:27

Provincia da salvare. La proposta dell’ex presidente Gianpaolo Bottacin: “Elezione diretta di presidente e consiglieri. Con l’eliminazione di enti e consorzi intermedi e il trasferimento di competenze e risorse alla Provincia”

Set 7th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Gianpaolo Bottacin

Si sta alimentando ormai da qualche tempo il dibattito sull’accorpamento della nostra provincia con quella di Treviso, così come previsto dal Governo Monti.

Le posizioni della gente e degli amministratori sono diversificate. La maggioranza dei sindaci ha recentemente condiviso un documento che è sicuramente interessante soprattutto nella parte in cui si chiede il mantenimento dell’ente Provincia di Belluno rafforzandone la sua autonomia, ma che forse è troppo soft.

Lo dico anche alla luce della recente visita del Presidente della Repubblica in Trentino Alto Adige e del trattamento che a noi bellunesi è stato riservato.

Forse si sarebbe potuto osare di più, soprattutto su due aspetti che ritengo fondamentali.

Il primo è quello che riguarda l’elezione diretta del presidente e del consiglio provinciale. Non quindi una Provincia ente di secondo grado come quello previsto da Monti, ma un ente con rappresentanti eletti direttamente dai cittadini.

E non si tratta di una questione di lana caprina, ma di un aspetto che costituisce un principio fondamentale di democrazia.

Ciò consente ai cittadini, a cui per costituzione appartiene la sovranità, di poter scegliere i propri rappresentanti, di poterli valutare e di poterli giudicare attraverso l’espressione del voto. Un organismo di secondo grado, invece, risponderebbe a logiche ben diverse.

Il secondo aspetto è quello delle competenze. A cosa servirebbe una Provincia con limitatissime competenze amministrative e senza finanze?

Probabilmente a poco e, se ente di secondo grado, ancora a meno.

Va quindi fatto un ragionamento approfondito, almeno su Belluno.

Se oggi più che mai si rende necessaria un’azione di razionalizzazione delle amministrazioni pubbliche, per ridurre sprechi e costi, la proposta potrebbe essere quella di conservare l’ente Provincia, previsto dalla costituzione, ma anziché svuotarlo di competenze, potenziarlo, eliminando nel contempo tutta una serie di altri enti non previsti dalla carta costituzionale.

Monti, di fatto, riduce le nuove Province a enti di semplice coordinamento, quindi sostanzialmente svuotate da quasi tutte le competenze amministrative.

La proposta per Belluno potrebbe essere invece quella di sopprimere gli enti, le agenzie, i consorzi e gli organismi intermedi (e quindi con amministratori non eletti dai cittadini) che svolgono funzioni di governo di area vasta, trasferendo tali funzioni (e relative risorse) alla Provincia.

Per cui, un rafforzamento dell’ente che, oltre a mantenere la più democratica forma di elezione diretta, svolgerebbe anche tutte quelle funzioni che oggi sono esercitate da Ato, Bim, e altri soggetti, in modo da evitare una inutile duplicazione di costi (pagati dai cittadini).

Di certo sarebbe una importante operazione di semplificazione.

Credo che questi due aspetti siano particolarmente importanti.

In ogni caso, per mantenere la nostra Provincia, si rende necessario un provvedimento legislativo specifico per Belluno. Certo non potrà essere una legge costituzionale e quindi non potremmo avere, come invece mi piacerebbe, la stessa autonomia di Trento e Bolzano. Ma, dovendosi predisporre un provvedimento emendativo specifico, credo sia il caso di cogliere l’opportunità osando e facendo una proposta organica che rafforzi veramente la Provincia di Belluno, mantenendo in capo ai cittadini bellunesi la sovranità diretta.

A Sondrio hanno praticato la strada del ricorso per incostituzionalità del provvedimento del governo Monti e se anche noi non cogliamo l’opportunità di osare, credo che perderemmo l’ennesima occasione di far valere i nostri diritti.

Gianpaolo Bottacin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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45 comments
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  1. E che dire del ricorso che come BARD abbiamo portato avanti, per il diritto dei cittadini Bellunesi di votare per la Provincia? Mi chiedo…che fine ha fatto il ricorso del BARD al capo dello stato contro la palese anticostituzionalita’ della bocciatura del referendum per il quale avevamo raccolto 19.600 firme?

  2. via i Carozzoni, non sono controllati dal voto dei cittaDINI ma da giochi di potere.

  3. Caro Gianpaolo, la tua analisi e la tua proposta sono condivisibili e sono alla base dell’attività del Bard. Aggiungo che in assenza di un consiglio Provinciale e di una giunta e Presidente che potrebbero Difendere il territorio ai Sindaci è chiesto di fare un salto di qualità occupandosi di compiti per i quali non erano istituzionalmente destinati.
    I referendum che il documento dei Sindaci ha trascurato, sono stati finora l’unica arma della democrazia in mano ai cittadini, mi auguro che possano trovare posto nella stesura finale del documento che passerá in molti consigli comunali.
    Riguardo alla elezione diretta dei rappresentanti è chiaro che essa è l’unica forma di democrazia che può dare ai cittadini Bellunesi il controllo del proprio territorio mentre attribuire alla provincia tutte le funzioni ora in capo a una moltitudine di enti diversi, pensiamo alla prefettura ad esempio, o alla camera di commercio, costituirebbe un risparmio in termini di risorse economiche e un notevole snellimento e razionalizzazione della macchina ammnistrativa bellunese. Eravamo giå un ente virtuoso ed è singolare che nessuno chiami a pagare per la pessima conduzione dei propri enti, quella pletora di ammnistratori che hanno prodotto pochi servizi e tanti debiti. La provincia di Belluno merita l’Autonomia. Grazie all’ex presidente Gianpaolo Bottacin per il contributo dato alla discussione attorno alla questione del mantenimento della Provincia di Belluno.

  4. Condivido appieno il fatto che la Provincia di Belluno deve essere retta da Presidente e da Consiglio eletti direttamente dal Popolo e deve avere l’autonomia. Nonchè avere in mano le varie competenze. Ma siamo in tempo di crisi perchè oltre a certi carrozzoni non si eliminano le regioni poichè sarebbero svuotate di tali competenze?

  5. Celeste, hai fatto bene a ricordare che siamo in tempo di crisi. Purtroppo non tutti se lo ricordano…

  6. […] Vai alla fonte Filed in: News Tags: Gianpaolo Bottacin, Governo Monti […]

  7. Naturalmente condivido in pieno.. Come non si potrebbe?
    Credo che dietro a tutto questo movimento pilotato per salvare la provincia si nascondano interessi di bottega.. La solita bottega dei non eletti e consorziati. Dei soliti noti, fotografati che si fanno belli disponendo dei soldi pubblici… Ma chi amministra e deve gestire bisogni per 1000 e dispone di 100 deve fare scelte e dire molti no.. Pagando un forte ma comprensibile prezzo politico… Altri invece, non eletti dai cittadini, dispongono di 100 e scelgono a quali bisogni far fronte non dovendo pero’ rispondere di 900 non evasi. Qui si nasconde il vero inganno. Ogni persona ha il diritto delle proprie ambizioni.. Ma la popolarita’ e’ giusto costruirsela secondo le buone regole del confronto e non con mezzucci poco trasparenti e poco chiari ai cittadini

  8. Dimenticavo.. Meglio andare con treviso che avere una provincia non eletta

  9. L’Ente Provincia è un carozzone da sopprimere! Vanno eliminate tutte perchè non servono proprio a niente. Non sono per niente l’espressione dell’unità del territorio ma piuttosto la rappresentazione della divisione partitica. I casi sono due: il consiglio provinciale precedente si è sciolto perchè i partiti erano e sono divisi e comandano loro all’interno del consiglio provinciale oppure, se espressione del territorio, è caduto perchè il territorio è diviso. La realtà è ancora peggio. I consiglieri provinciali hanno mandato a catafascio la precedente amministrazione provinciale perchè rappresentavano la divisione dei partiti e nei partiti senza alcun legame con il territorio inteso come espressione globale dell’intera provincia. L’unità della provincia si costruisce su una idea. su una proposta politica e non su un nuovo carozzone che sarà pure eletto dai cittadini ma era e rischia di essere governato dai partiti. Se poi si vogliono mantenere e dare deleghe vere alle provincie si abbia la COERENZA DI CHIEDERE L’ABOLIZIONE DELLE rEGIONI. In ogni caso se restano le altre non possiamo accettare nessun accorpamento che non ci sia gradito ma smettiamola di pensare che un ente come la Provincia su cui i cittadini non hanno mai avuto nessun controllo (nemmeno al momento delle votazioni) possa funzionare meglio di un ente di secondo grado.

  10. A dire il vero, sig. Piero, quello che sarebbe da eliminare sono i costi dei ministeri ad esempio. Che ci costano migliaia di milioni di euro all’ anno. Questo è il vero spreco, non certo l’ ente provincia Belluno. Con costi da mantenere anche dopo la soppressione…. mica li puoi licenziare i dipendenti, che potrebbero passare alle dipendenze della Regione con conseguente aumento di busta paga e con nuove assunzioni per aumentare le competenze territoriali. Se poi Belluno, come ente di secondo grado, sarà governata in stile Gsp, hai voglia te diminuire i costi….

  11. Annalisa,
    La Provincia era il controllore dell’attività dell’ATO acqua e quindi di GSP con un ufficio pagato apposta. I dipendenti continuano il loro lavoro con la Provincia o con un altro ente. Si sopprime il costo della rappresentanza politica e non ha senso dire che si mantiene un carozzone solo perchè ce ne sono di altri come i ministeri che mi sembrano più difficili da eliminare a meno che non si smembri il paese. Se invece il discorso è che tutti sprecano e che è ora di finirla sono perfettamente d’accordo ma proprio perchè sono d’accordo diamo l’esempio noi per primi sopprimendo i nostri di carozzoni.

  12. I nostri carrozzoni sono quelli tipo pianeta satellitare Bim-XXX, società partecipate, pluri-incarichi dei soliti noti, sprechi pubblico impiego, mala gestione risorse pubbliche. Se si vuole eliminare le province, ma tutte, servirebbe modificare la Costituzione, con oneri ed onori conseguenti. Il decreto spending review di Monti non risolve questi problemi, ma in un certo senso toglie sovranità a determinate popolazioni che perderebbero anche la dignità, dato che non è certo con dei requisiti di abitanti o di estensione territoriale che si può determinare la necessità, la governabilità e l’utilità o meno di un ente.
    Inoltre le spese delle province sono il 2% del costo del sistema pubblico, a fronte di un maggior peso delle istituzioni quali i ministeri appunto. E secondo te, a noi di Belluno, cosa serve di più? Un ministero inutile tra i molti a disposizione a Roma o delle competenze in materia locale, quali l’ente provincia?
    Per risparmiare si potrebbe mettere mano a mille cose, non certo passando con Treviso o Vicenza.

  13. Ci servirebbe un ministero “utile” se vogliamo stare in Italia. Il BIM è un carrozzone se gestito male ma una cosa utile se ben gestito. Vogliamo sostituire il BIM con la Provincia e non ci accorgiamo che le cose non cambiamo cambiando i nomi o facendo fare le cose ad un ente piuttosto che ad un altro ma cambiano solo mettendo persone competenti e responsabili nei posti giusti. Continuiamo a dare colpe ad un ente o ad un altro ma non vediamo le responsabilità collettive di chi li ha mal gestiti. Al massimo ci inventiamo un capro espiatorio e poi cambiamo ente o semplicemente nome in modo che altri incompetenti trovino una sedia da dove poter continuare a fare gli stessi errori e gli stessi debeti di chi li ha preceduti.

  14. ma è lo stesso @Piero Balzan che fu assessore della nostra amata Provincia che ne chiede l’eliminazione?

    Se così fosse, restituisca gli stipendi che ha percepito, allora!

  15. @ Rob
    Io il mio lavoro lo ho fatto ma avrei potuto farlo in qualsiasi ente equivalente. Avendo fatto un lavoro ho preso uno stipendio. Non si chiede che vengano resi i soldi se uno ha fatto un lavoro utile in un ente inutile o poco utile ma se uno non ha saputo fare il proprio lavoro. Mi dimostri che non ho fatto cose utili oppure eviti battute fuori luogo. Però se non ha niente di meglio da dire va bene lo stesso.

  16. La provincia e’ stata mandata a casa dalla politica? Certo e allora? Se si fosse votato avrebbe magari vinto il centrosinistra… Quindi? Il parlamento italiano e i governi vanno avanti cosi’ da sempre.. Non e’ impedendo di manifestare le divisioni che la provincia intesa come comunita’ potra’ trovare una sua unita’. Gli enti di secondo grado sono il centro e l’espressione dell’antipolitica… Ma secondo voi quanto bene ha fatto alla politica la vicenda bim gsp? Ci si dimentica che oltre a quello che pensano gli addetti ai lavori c’e’ un popolo che non si sente piu’ rappresentato! Che non ha piu’ fiducia.. E alla fine nessun sistema e’ perfetto.. Nemmeno la democrazia al 100%.. Ma sicuramente la rappresentanza elettiva rappresenta il minore dei mali e offre alle persone un’immagine di riferimento.

  17. naturalmente concordo con Bottacin al 100% e aggiungerei che per giustificare un decreto legislativo apposito per il bellunese si potrebbe anche sottolineare il fatto che, esistendo il “fondo brancher”, è già riconosciuta dallo stato la sperequazione del territorio bellunese rispetto a quello T.A.A. alle quali non viene tolta l’elezione diretta dell’amministrazione (cosa che ritengo fondamentale). In pratica, non ci possono negare di essere “diversi” rispetto alle altre provincie anche venete

  18. Se si vuole un cambio di mentalità bisognerebbe cambiare l’intero sistema Italia. Non essendo pronti per farlo si fa un po’ di fuffa fingendo di mescolare le carte.
    Una provincia di secondo grado non serve a nulla e pertanto non vale la pena di fare le barricate: anzi, meglio con Treviso, almeno si scompaginano un po’ le carte e forse anche quelli che vedo più volte sopracitati come “i soliti noti” dovranno darsi una regolata e smetteranno di dettare le regole del territorio, lasciando che siano i cittadini a pagarne le conseguenze (come il caso acqua bim ha ampiamente dimostrato).

  19. Meglio andare con Treviso?! Per carità!!!

  20. Piuttosto che ente di secondo grado meglio treviso! Concordo

  21. Si, si, andiamo tutti a fare i mozzi per i signorotti trevisani che quellla si è una vita fantastica e piena di soddisfazioni!! Ma per piacere va, un po di orgoglio!! Mai con treviso!

  22. Ma che discorsi sono?! E comunque guardate che anche Treviso sarà di secondo grado…

  23. Assolutamente condivisibile il ragionamento di Bottacin. Circa qualche pensiero letto poco sopra non arriverò certo a dire “meglio con Treviso”, ma condivido l’inutilità di un ente di secondo grado.
    Quante volte ci siamo lamentati dello strapotere delle vicinanti province speciali?! Beh, loro, in quanto speciali resteranno di primo grado. Se già oggi combattiamo i carroarmati con vecchi fucili, domani (ammesso e non concesso che Belluno resti) sarà come usare arco e frecce…

  24. MA AVETE COSA SCRIVE STO QUA?
    MA C’E’ O CI FA? :

    Quelli di Bolzano non sono privilegi, ma un insieme di diritti che dovrebbero rappresentare un modello di riferimento per tutte le aree montane.
    Secondo un’ideologia finita in soffitta circa trent’anni orsono, il profitto era tabù, i capitalisti erano dei nemici e l’autonomia era quella che potevi esercitare al massimo nei gulag o in Siberia. Oggi in Italia, gli interpreti di quella ideologia, stringono alleanza, riuscendo a far breccia nel cuore della gente, con i loro nemici di allora. In tema di autonomia i rappresentanti del PDL hanno infatti offerto una sponda agli antichi avversari , i quali però, nel frattempo, hanno opportunisticamente adattato le proprie posizioni ad una più permissiva comprensione ed accettazione del termine.
    Il PDL di Belluno riesce però ad andare oltre. Più realista del Re, il partito di Berlusconi sposa posizioni vetero comuniste, affermando la necessità di togliere la ricchezza alle aree che ce l’hanno, per distribuirla a quelle che non ce l’hanno. Esponenti azzurri indicano l’Alto Adige come nemico . Dicono che è ora di “TOGLIERE I PRIVILEGI A TRENTO e a BOLZANO”. Dobbiamo essere tutti uguali di fronte alla legge è il verbo ricorrente, ergo: TUTTI POVERI! Non dicono infatti che quello delle Regioni a statuto speciale deve essere un modello di riferimento a cui tendere. Non dicono che Belluno deve essere uguale a Bolzano. Nossignore, è Bolzano che deve scendere al nostro livello ed essere uguale a Belluno. Ricordiamoci però che se non c’è spazio per le autonomie speciali, non ce n’è neppure per quelle ordinarie. Niente autonomie e basta. W Roma ed il centralismo! Il problema è quindi che il livellamento che si propone non è in alto, bensì in basso. Ma siamo veramente sicuri poi che il (mal)tolto a Bolzano venga realmente ridistribuito equamente tra le aree contermini per poter annullare le disparità o piuttosto, tutto ciò che Roma non spenderà per TN e BZ e tutto ciò che incasserà in più da queste due province, non finirà invece nelle tasche dei partiti romani e nell’acquisto clientelare di voti al Sud? Belluno sarà becca e bastonata più di prima.
    Paolo Bampo

  25. Suppongo che “sto qua” abbia un corrispettivo anagrafico, altrimenti, sig. Bampo con “sto qua” lo capisco che da qualche parte stai…. ognuno, come te, ha il sacrosanto diritto di parola anche se con opinioni divergenti dalle tue.
    Le tue proposte le hai fatte, ora permetti anche a qualcun’altro di dire cose intelligenti, fattibili e proporre soluzioni alternative per la salvezza della provincia di Belluno.
    Saluti.

  26. @Camillo
    il buco GSP è stato deciso dai sindaci, tutti i sindaci meno pochi ed i sindaci sono espressione di enti di primo grado. Non è che i sindaci in comune siano la massima espressione della democrazia e appena arrivano all’ATO diventano dei venduti. Hanno preso decisioni sbagliate nell’ente di secondo grado e le hanno confermate nei rispettivi consigli di primo grado. La Provincia (1° grado) non ha controllato per cui smettiamola che il primo grado funziona perchè democratico mentre negli enti di secondo grado succede di tutto. Ho l”impressione che un sacco di gente a spasso spera di trovare qualche posto; con la meritocrazia hanno poche speranze ma con le elezioni non si sa mai.

  27. egr sig. HOTMAIL.IT
    tu potrai anche pensarla diversamente da me, ma almeno io ho il coraggio di firmarmi con nome e cognome

  28. @Annalisa
    per favore vai a rileggere mittente e destinatario del post da te criticato.
    Può darsi che tu abbia ragione circa le “cose intelligenti” le “proposte alternative” ecc. ecc., ma prima di aggredire qualcuno guarda almeno se ciò che stai per fare corrisponde alla situazione reale…o a te faceva comunque comodo dire qualcosa di sgradevole circa il sottoscritto?

  29. Piero scusami ma la meritocrazia non la decide qualche capo partito o qualche corrente di lobby bensi’ i cittadini.. Sempre e comunque. Cosi’ dovrebbe essere. E’ chiaro che non funziona sempre infatti negli enti di primo grado esiste la nomina degli assessori esterni che pero’ rispondono al presidente eletto e non nominato. Su bim gsp sai bene che dei sindaci impegnati in mille faccende non si puo’ pretendere conoscano tutto quello che accade.. Ti segnalo comunque che i bilanci di gsp non erano in passivo.. Ricordi il giochetto crediti verso clienti? L’autista del pulman con dentro i 67 sindaci poteva fermarsi e rifiutarsi di andare a 100 all’ora contro un muro?!! Macche’? Avanti tutta.. L’autista sai chi e’ vero??. I sondaci hanno responsabilita’ certo e anche la provincia.. Quella di reolon pero’ poiche’ quella di bottacin ha segnalato il problema… Ma chissa’ come mai poi il pdl l’ha mandato a casa. I segati di cui parli tu e’ piu’ facile vengano sistemati negli enti di secondo grado o in qualche bella societa’ fidati.. La paura delle elezioni e’ forte.. Ma ben vengano!!

  30. Piero scusa.. Ma chi dovrebbe decidere chi merita?

  31. SIg Bampo, io ho letto un intervento firmato da lei…

  32. Ah, mi scuso, ho visto solo ora da PC l’errore… è stato citato un suo discorso. Mi scuso, era poco chiaro da cellulare, credevo fosse Bampo ad aver scritto.

  33. Non mi fa comodo dire nulla di sgradevole a nessuno, in particolare rivolta a te, sig. Bampo, dal momento che non la conosco. Sono solita non rivolgere nulla di personale tramite i mezzi stampa, se ho qualcosa da dire ho sempre contattato direttamente i miei interlocutori, stai tranquillo. I miei genitori mi hanno insegnato l’educazione.

  34. Annalisa, candidati a sindaco che ti votiamo subito.

  35. @Annalisa,
    nella mia vita ho forse commesso più errori di quante cose giuste possa aver fatto.
    Ma sono grato al mondo quando incontro una persona che ancora ammette un proprio errore.
    In questo caso le scuse erano superflue.
    Grazie

  36. a proposito del salvataggio della Provincia lasciatemi dire che si tenta di chiudere la stalla dopo la fuga dei buoi.
    italiani e bellunesi si distinguono per il proprio affannarsi in emergenza dopo essersi lasciata sfuggire l’opportunità di operare in regime ordinario.
    Fossimo già stati una provincia autonoma, tutto ciò che oggi viviamo non sarebbe accaduto.
    Abbiamo avuto almeno dieci anni per giungere all’autonomia (Il PAB è nato nel 2003 con quel fine) ma non abbiamo voluto crederci o credere in noi stessi. Sicuramente ciò che ha fatto il PAB e che ha fatto il sottoscritto è stato poco, forse anche fatto male, con scarsa credibilità, ma di sicuro anche la gente ha dimostrato di fidarsi di più dei partiti tradizionali che ci hanno portato a questo stadio, che non di chi suggeriva di “osare”. Cadendo nei luoghi comuni tipo: “siamo in pochi”, “non contiamo nulla” e, il più bello: “l’autonomia non ce la daranno mai” gli elettori hanno lasciato il PAB al suo destino. Senza sostegno, senza suggerimenti. L’unico invito che ci era stato insistentemente avanzato e che sciaguratamente abbiamo ascoltato è stato quello di stringere un’alleanza con chi avrebbe potuto offrirci garanzie di successo (la destra). Tale suggerimento si è poi rivelato solo un trabocchetto. Circa l’affidabilità dei partiti ne abbiamo quindi sperimentato il livello sulla nostra pelle .
    Ora, sempre sperando che il sistema ti risolva il problema, tutti chiedono alle istituzioni di provvedere allo sgarbo di Monti. Io sono convinto che solo una azione forte che qualcuno ha suggerito in rete (dimissioni in massa dei sindaci) e che noi abbiamo ripreso possa essere un giusto tentativo.
    In merito alla proposta di Bottacin devo dire che è onesta, che è corretta, che è opportuna (emendamento alla legge), ciò che mi chiedo è però: chi è che deve presentarlo? chi è che deve sostenerlo? cosa farebbero i proponenti nel caso di non accoglimento?
    Sicuramente si troverebbe chi lo presenta (fa sempre comodo fare gli eroi), il problema è che questi “eroi” hanno tutti in tasca una tessera di partito a cui devono rispondere sempre e comunque se vogliono essere rieletti e i partiti hanno interessi diversi da quelli della gente (ad eccezione di quelli all’opposizione ai quali non costa nulla fingere una difesa strenua di una posizione conoscendo in anticipo gli effetti demagogici di tale proposta populistica). Alla fine vinti e vincitori suoneranno la propria campana, ma per noi non sarà cambiato nulla. I proponenti con la faccia contrita verrebbero da noi a dirci che hanno tentato ogni via ma il governo e il parlamento non erano d’accordo a causa della grave crisi in atto. Le dimissioni di massa dei sindaci obbligherebbero invece il governo a venire a belluno e impegnarsi direttamente con la popolazione.

  37. Paolo, mi fa piacere che tu ti sia ravveduto: finalmente riconosci che l’alleanza con la destra è stata sciagurata!

  38. Si Lino,
    però non pensare che con la sinistra sarebbe stato meglio.
    Sono due facce diverse di una stessa medaglia.
    La loro (di entrambi) testa è a Roma. I loro interessi sono al Sud. La loro buonafede si è persa per strada. I loro rappresentanti bellunesi sono solo portatori d’acqua e vengono ripagati con qualche posticino al sole.
    L’autonomia non te la daranno mai nè gli uni nè gli altri :bisogna conquistarsela e i sistemi sono solo due.
    Uno è il partito territoriale. L’altro, a cui nessuno vorrebbe arrivare, sono i tralicci.

  39. Non ho detto che invece di allearti con la destra avresti dovuto allearti con la sinistra. Non avresti dovuto allearti con nessuno!

  40. Lino Hai ragione. Autonomisti e indipendentisti non devono allearsi con nessuno anche se poi vedi che quando si presentano alle elezioni da soli prendono ancora meno voti di quando sono in alleanza con i partiti…a dimostrazione che la gente è tutta autonomista (almeno a parole), ti mette la firma sulle proposte e sulle petizioni, ti dà una pacca di incoraggiamento sulla spalla: “vai avanti così chè siamo tutti con te” ma poi, quando si tratta di andare a votare, fa fatica a lasciare la strada vecchia per la nuova e resta legata al “tifo” per il proprio partito ideologico
    A proposito, guarda che molto gentilmente Roberto De Nart mi ha postato il documento “Cosa vuole il PAB” in coda al documento del BARD nella sezione “A come Autonomia” di questo sito.
    Molti aspetti della proposta sono particolareggiati ma tieni in considerazione che ogni dettaglio è discutibile, le cose importanti sono soprattutto nella prima parte. I dettagli di una proposta non devono mai essere motivo di contrasto, ma solo di discussione e purtroppo invece molto spesso la contrarietà su alcuni di questi viene presa come comodo alibi per una rottura. Fondamentale è sempre un accordo sui principi di massima.

  41. @Camillo
    tu dici che i sindaci non potevano sapere tutto mentre i conti di GSP andavano in rosso? Perchè non potevano sapere tutto? Perchè occupati a salvare le finanze del proprio comune? Ma i debiti di GSP sono di tutti quindi anche dei cittadini di ogni comune e quindi i sindaci DOVEVANO sapere tutto e quelli distratti sarebbe meglio si occupassero di altro. Sugli enti di primo o secondo grado non centra niente come sono eletti ma solo dalle persone che li compongono e dal grado di controllo. I cittadini non hanno il tempo ed i mezzi per occuparsi di tutto e di controllare tutto e questo è il motivo per cui eleggono dei rappresentanti con il compito di fare anche questo. Non tiriamola troppo lunga con la storia BIM GSP. I casi sono due: o GSP ha scelto (ma risulta incredibile perchè è contro qualsiasi politica societaria) di lavorare sottocosto creando il debito oppure ha dovuto subire tale decisione perchè imposta dai proprietari della società e cioè i sindaci. Tu dirai “sindaci BIM” io dico sindaci perchè uno non cambia pelle solo perchè è in una stanza diversa dal proprio municipio. Fosse vera la prima ipotesi (ma io non ci credo ed i documenti dicono il contrario) i sindaci sarebbero responsabili di omesso controllo con l’aggravante che loro decidono le tariffe e portano i bilanci di GSP anche all’approvazione dei rispettivi comuni. Se è vera, come penso la seconda ipotesi, dei rappresentanti dei cittadini eletti in primo grado nei rispettivi comuni si sono trasformati in mammolette appena varcata la soglia di BIM (secondo grado) e ne hanno combinate di tutti i colori inducendo GSP a creare il debito. In buona sostanza degli eletti democraticamente hanno sbagliato. La Provincia (altri eletti democraticamente in primo grado) invece di vigilare ha contribuito al casino generale. In tutta questa storia mi sai dire da dove dovrebbe scaturire la tua certezza che un ente di primo grado funziona meglio di uno di secondo grado? Diteci, cari sindaci, almeno qualche verità tipo: il recente aumento del 30% della tariffa è dovuto al buco o al fatto che la tariffa era del 30% (io ritengo di più) inferiore al costo reale del servizio? Perchè se è così avevano ragione quelli di GSP (società e quindi di nessun grado) rispetto al BIM (secondo grado) vari sindaci che hanno approvato la tariffa nei loro consigli e Provincia (tutti enti di primo grado).

  42. A mio avviso azioni possibili in ordine:

    1. Mantenere in vita la Provincia montana di Belluno ( se serve aggiungendo anche pezzi – montani delle altre del Veneto);
    2. Applicazione dell’art.15 dello statuto Regionale sulla autonomia di Belluno subito; per potere fare ciò deve rimanere ente di primo grado ad elezione diretta di Presidente e Consiglio;
    3. Lavorare per ottenere da Roma ancora maggiore autonomia (finanziaria e politica) nell’ottica della costruzione dell’autogoverno del territorio delle Alpi.

    In ogni caso non ha senso dire che o rimane ente di primo grado o è meglio andare con Treviso. Perchè? Non ne capisco i vantaggi. Concordo se in generale si afferma che o le Province rimangono di primo grado o vanno eliminate. Ma, ripeto, se rimangono Belluno in ogni caso deve rimanere ( di secondo o, meglio, di primo livello).
    UN PASSO ALLA VOLTA.

  43. @hotmail
    Ieri Dellai, presidente provincia di Trento
    ”Il problema per il Veneto, come per le altre regioni, e’ quello di recuperare piu’ autonomia, non di toglierla a noi”

  44. Corretta e lineare la proposta di Bottacin,e siccome siamo in forte ritardo va’ rafforzato il protocollo con Sondrio del 2002 tra le due Province ( la terza era Verbania Cusio Ossola),e ripreso il ricorso scaturito dal referendum promosso dal Bard, inoltre penso che non sia più rinviabile una mobilitazione generale del popolo della montagna per garantirne l’esito.

  45. ed alla fine tutti i VECCHI politici saltano fuori come funghi con ricette improbabili, e quasi tutti dimenticano ceh grazie a loro siamo in questa situazione…

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