Tuesday, 12 December 2017 - 16:06

Politici bellunesi: giù dalle barricate! * di Paolo Bampo

Set 6th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Pubblichiamo la lettera di Paolo Bampo indirizzata ai cittadini, ai politici ed agli amministratori bellunesi circa un anno fa, “quando ancora a parlare di abolizione della Provincia non era Monti, ma la necessità di demagogia di qualche politicante, ora costrettto magari ad una frettolosa retromarcia dall’avverarsi della situazione che ha evidenziato i limiti sociali e politici della proposta”.

Paolo Bampo

Le nostre montagne nel passato ci hanno difeso e ci hanno cullato. A volte ci hanno nuociuto ed altre ucciso. Oggi però, pur rappresentando ancora fonte di qualche disagio e disparità, risultano essere spesso una risorsa economica. Inoltre, grazie alle vie di comunicazione stradali ed informatiche e fatta eccezione per la diffusa volontà di auto isolamento, le crode non ci separano più irrimediabilmente dal resto del mondo.

Un tempo in montagna esisteva un forte spirito di solidarietà tra le popolazioni delle varie vallate. Quando le famiglie si riunivano in villaggi, non era a caso, ma per poter condurre la propria vita in un sano mutualismo. Le “Regole” sono state, inoltre, la autoctona sintesi organizzata dell’istinto di sopravvivenza e di un miglior vivere. Era necessario che tutti facessero la propria parte per proteggersi dalle avversità atmosferiche, climatiche, ambientali ed umane. Tutti erano utili a tutti ed insieme venivano affrontati i nemici di qualsiasi genere. Giovani e meno giovani aiutavano le nuove famiglie anche a costruirsi la casa e nessuno si sottraeva dall’intervenire quando vi era la richiesta di aiuto da parte di un componente della comunità. Ora il progresso ha sopperito quasi ad ogni necessità umana. La gente non ha più bisogno di far squadra per la propria sopravvivenza ed ha quindi smarrito l’abitudine a farlo anche per altri motivi. L’uomo ha il tempo per trovare mille ragioni di divisione e rivalità: sportiva, economica, religiosa e politica. Il benessere e le comodità hanno fatto assopire il senso di autodifesa e quello di comunione negli scopi e negli intenti. Si scelgono referenti e protettori esterni piuttosto che privilegiare alleanze interne. Si dissipa così la forza dell’unità. In pratica: non siamo più capaci di stare insieme per difenderci. Abbiamo perso la potenza dell’urto che la compattezza della vecchia struttura sociale assicurava. Il tifo quasi sportivo che oggi traspare dall’appartenenza politico ideologica, ci acceca (negazione della verità) e ci porta alla divisione in schieramenti. Invidia ed individualismo, inoltre, troppo spesso ci causano gravi ferite da autolesionismo. E’ quasi scomparso il senso di appartenenza territoriale associato a quello di comunità. La politica dei nostri rappresentanti non è più quindi tesa al bene della società locale, ma guarda ad interessi lontani dai nostri. Subiamo la penetrazione di poteri esterni che ci divide. Non siamo mai stati aggressori, ma, in una sorta di corporazione montanara, abbiamo invece sempre saputo difenderci dalle aggressioni esterne grazie alla generale convergenza di pensiero e di azione e alla concentrazione di tutti sulle priorità non individuali. Ora non più. Siamo incapaci di avere obbiettivi unitari e di esercitare una sana aggregazione. Abbiamo, così poco amor proprio e così scarsa autostima da giungere persino ad un languido masochismo.

Oggi si levano alte le grida di insofferenza, ma non riusciamo a individuare la causa della sofferenza e la corretta strategia difensiva. Stiamo subendo una subdola aggressione, rappresentata dalle medesime ideologie entro le quali ci siamo rifugiati, dopo aver delegato ai partiti che le incarnano, quasi ogni decisione sul nostro destino. Un tempo ci si arrampicava sulle montagne per difenderci dal nemico umano. Si faceva delle nostre cime, le naturali barricate contro l’aggressore. Oggi abbiamo creato delle barricate artificiali su cui ci arrampichiamo per combattere tra di noi, dopo esserci arresi al “sistema”. Siamo incapaci di ritrovare e rinnovare il giusto spirito di comunione. Non agiamo più come una comunità, ma come tanti nemici di noi stessi. Siamo l’un contro l’altro armati, in difesa di un feticcio fittizio (lo schieramento politico) e non del territorio o del residente. Il nemico (governo, partiti, istituzioni centrali, ecc.) gode, applicando il motto romano “divide et impera”, dopo aver mutato le questioni della nostra terra in mero terreno di scontro socio-politico.

Anche l’Autonomia che doveva essere il collante strategico di un sogno è divenuto motivo di scontro sui suoi contenuti, tanto da indurre qualcuno ad affermare che essa sia impossibile. Dobbiamo tornare a pensare in positivo. Se veramente vogliamo guadagnare l’Autonomia, è ora di scendere dalle barricate e di stringere un patto tra abitanti di un territorio che vogliono tornare ad essere comunità (se non proprio popolo unito). Basta con la litigiosità e l’infantilismo degli insulti tra amministratori. Basta con il lancio incrociato di dispersive accuse di incapacità o di responsabilità individuali. Basta con l’attendismo, l’immobilismo e la conseguente politica dell’emergenza , che impedisce di programmare e gestire e ci obbliga, così, a dipendere sempre dal soccorso degli altri e dalle loro decisioni.

La proposta di riconvocazione degli Stati Generali della provincia e la proposta di una Costituente provinciale , come anche l’invito alla creazione di un partito unitario del territorio (simile alla Volkspartei di Bolzano) vanno in tal senso. Altro che cancellare la Provincia. L’autonomismo bellunese ha lanciato il sasso.

Paolo Bampo (bampop@libero.it)

26.10.2011

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34 comments
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  1. Ti avevo giudicato con superficialità per le tue posizioni radicali, ma quello che dici è intelligente a differenza di altri che sparano ca….te.
    Come mai non hai un gran seguito?…anche se poi gli altri dicono e fanno quello che avevi predetto tu?

  2. E’ proprio vero: Paolo Bambo merita molto di piu’ di quello che ha ricevuto fino ad oggi.
    Paga per essere uno fuori dagli schemi della politica tradizionali delle careghe.
    Qualcuno obbietterà che prende una bella pensioncina da parlamentare; beh, se paragonato a quello che prendono i signori Bressa, Fistarol e C., prende ancora poco!

    Bampo, tieni duro che adesso è il momento piu’ delicato!

  3. “Un tempo in montagna esisteva un forte spirito di solidarietà”… giusto! A differenza di oggi una volta non c’era niente da spartire ed era indispensabile andare d’accordo per sopravvivere; è questa differenza culturale che ci distingue dalla pianura.
    Non dimentichiamo gli insegnamenti dei nostri vecchi. Vale per tutti: popolo e politici.

  4. Lo spirito di solidarietà è esistito per piccole comunità ma non certo per il territorio provinciale. Non trovo un solo esempio nella storia recente – 200 – 300 anni in cui i bellunesi siano stati uniti su qualcosa. E’ ora di cambiare, sono d’accordo, ma non sarà facile. Una rappresentanza politica dei bellunesi e non dei partiti sarà forse possibile se troviamo un forte motivo sociale ed economico che ci spinga all’unione. Servono però teste migliori di quelle che abbiamo visto in azione fino ad oggi e credo sia più facile emergano dalla nuova generazione che da politici che in troppi anni di attività non hanno cavato un ragno dal buco salvo forse il loro stipendio.

  5. Non si capisce cosa proprone in pratica: belluno autonoma? veneto indipendente? italia federale? Ha cambiato idea circa 4 volte all’anno nei passati 20, quindi la posizione non è chiara.

    una volta decisa la posizione, sarebbe da proporre una strategia: aspettiamo altri 20 anni.

    e questo solo per farsi un’idea se la proposta è credibile…

  6. @Andreas
    trovo che definire il sottoscritto incoerente, sia quanto di più sbagliato possa essere detto (ma è un parere personale).
    Se non sono più in politica attiva, se sono fuori dal “giro”, se tutti i partiti mi guardano con disprezzo perchè “sparo” contro i loro metodi, se in definitiva, non salto da una carega all’altra, è perchè mi sembra di non essermi mai venduto alle mode, nè essere mai venuto meno ai principi che mi spinsero a muovere verso la politica medesima.
    In merito alle legittime domande su cosa io voglia, a chi non abbia mai avuto il tempo di venire agli incontri pubblici o ad un gazebo del PAB, posso volentieri offrire un incontro privato. Non avesse tempo neppure per quello, posso inviargli 4 pagine di un documento di sintesi stilato dal PAB nella primavera del 2009 in cui NERO su BIANCO si dice esattamente quale sia l’architettura istituzionale completa dello Stato a cui esso punta ed in cui anche io credo. Vedrai Andreas che non potrai trovare traccia di quell’incoerenza di cui tu fai cenno, perchè molti obbiettivi che possono sembrare in contrasto, in effetti, possono convivere tutti in un medesimo progetto. Se non volessi neppure leggere tale documento ti sarei comunque molto grato se mi potessi dire quali sono le 4 volte in cui dovrei aver cambiato idea. (e a proposito di cambiare idea ti rimando al post successivo)

  7. @Andreas,
    Credo che nella vita si possa cambiare idea, non sicuramente con la frequenza con cui si possa cambiare auto, purchè ciò sia frutto di un pensiero in buonafede.
    Attenzione però: nella vita si può cambiare tutto: auto, vestito, casa, persino famiglia e anche appunto idee e pensiero, ma ciò che non puo’ mai cambiare sono i principi, etici morali e politici che sono alla origine di tali idee e pensiero e che spingono un uomo a presentarsi in politica.
    Se un uomo infatti cambia idea, dimostra che ragiona ed ammette errori ed omissioni, se invece vengono meno i principi ed i valori o, peggio, continua a dichiararli senza esercitarli, ebbene allora tale uomo diventa un omuncolo, privo del coraggio di ammettere di non essere più la medesima persona di un tempo.
    Spero che tu possa concordare, ma comunque sappi che non mi offendo se qualcuno mi dovesse dire che ho solamente cambiato idea. Mi dispiace, però, se non dovesse offrirmi, il diritto di replica o di spiegazione. Chiederò al direttore di Bellunopress se mi possa offrire lo spazio per inserire il documento “Cosa vuole il PAB”…magari offrendo a tutti i partiti di fare la medesima cosa in modo che chiunque possa contestare eventuali incongruenze tra il dire e il fare. Cosa ne dici? Avranno il coraggio?

  8. Ma cosa vuoi che voglia il PAB?! Esiste ancora?!

  9. Lino ho provato in tutte le maniere ad essere cortese persino con la tua spocchiosità quando di ogni questione facevi un fatto personale contro di me. Io valgo meno di zero, per cui se hai voglia di continuare a farmi la guerra, fai pure. Vuol dire che hai tempo da perdere. Non me ne può fregare di meno, ma nel PAB c’è l’onorabilità, la serietà ed il lavoro di altre persone. Indipendentemente dal consenso elettorale del movimento ti prego di aver rispetto almeno di loro e della loro fede. Sono pur sempre bellunesi che credono nell’Autonomia. Mi sembra invece che tu non creda in nulla se non in te stesso. A parte le critiche agli altri (sempre e a tutti) non ho letto una tua parola che spiegasse un principio nel quale tu creda. A questo punto, visto che tu ti senti in diritto di fare certe uscite e parafrasando il tuo ultimo intervento ti chiedo: ma tu esisti? vale la pena che tu esista ? Visto che hai scelto l’anonimato continua coraggiosamente a rimanere un anonimo per tutta la tua vita….oppure abbi l’ardire di un confronto per permettermi di illustrarti compiutamente il mio pensiero, come ti ho già chiesto. Richiesta a cui hai risposto che hai di meglio da fare. E se hai di meglio da fare perchè allora perdi tempo con me e con il PAB? Hai la cosda di paglia? o ti disturba la presenza di qualcuno che continua a contrastare il sistema nel quale probabilmente tu sguazzi?.

  10. E dopo parliamo di dover andare d’accordo quando c’è qualche stupido servo del sistema politico romano che, preferendo non disturbare il macchinista per interesse personale, fa di tutto per seminare zizania e tenerci divisi .
    Con gli insulti personali non si va da nessuna parte.
    O ci si dimentica i reciproci contrasti ideologici, etici e religiosi o saremo sempre servi anche noi
    e Lino è uno che ha ricevuto il compito di tenere alto il livello di conflittualità.

  11. Dobbiamo cercare l’UNITA’ (non mi riferisco a quella in edicola…).
    Bisogna che qualcuno faccia un nome di riferimento di uno o piu’ bellunesi con un pò di cervello e che questi parlino a nome di tutti.

    Ci vuole la convergenza di tutti, NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCI di avere il Pab, il Bard, i comitati referendari pro-Trento, i comitati referendari pro-Bolzano, i comitati pro-Friuli, Bond, Reolon etc.

    Altrimenti non si va da nessuno parte. Anzi, si va a Treviso…

  12. Paolo, io mi attengo ai fatti e ai numeri… Cos’è il PAB? Cos’ha fatto in questi anni? La gente lo vota? Quanti sindaci, consiglieri regionali, deputati, senatori ha il PAB?

  13. Se tu credi nel PAB e anche altre persone credono nel PAB, buon per voi! Vi rispetto come rispetto chi crede nei fantasmi o nei folletti! Dove sta il problema?

  14. Ognuno può credere in quello che vuole, però non può pretendere che gli altri gli vengano dietro o gli diano ascolto!

  15. A proposito: ti ringrazio per avermi dato dello stupido. Poi però perché dici che con gli insulti personali non si va da nessuna parte?!

  16. perchè tu Lino in cosa credi? Giusto per farsi un’idea.

  17. In una provincia unita dove non ci sono PAB, BARD, POLO AUTONOMISTA e via dicendo!

  18. Bravo, sono con te come ho scritto sopra.
    Però aggiungici anche Pdl, PD, Idv, PSI, Lega, Partito Comunista combattente, FLI, FLA, Schuzen, Partito dell’Amore, Grillini, la bocciofila di Cavarzano e chi ne ha piu’ ne metta.

    Risultato? creazione di un PARTITO UNITARIO DEL TERRITORIO (vedi ultima frase lettera di Bambo).

  19. Che Bampo però dia il buon esempio è sciolga il PAB!

  20. … e sciolga il PAB!

  21. se il problema è lui si farà da parte come ha sostenuto in piu’ occasioni; comunque prima di sciogliere il Pab bisogna che confluisca in qualcosa d’altro!!!
    E comunque non è lui il problema, mi pare anzi che sia l’unico a cercare l’unione mentre tutti gli altri tirano a campare e disperdono le forze in tutte le direzioni.
    Poi, per quello che mi riguarda, possono sciogliere anche la bocciofila di Cavarzano…

    Dov’è il problema?

  22. Cosa c’entra la bocciofila di Cavarzano?!

  23. Il problema è che son processi che devono nascere dal basso, ma dal basso io non vedo nascere niente…

  24. Infatti si vede com’è andato male il POLO AUTONOMISTA lo scorso maggio… Neanche lo 0,50%!

  25. E allora deve buttarsi dal ponte?

  26. Lino, proprio non sai cosa dire, ancora quella domanda sui numeri di rappresentanza del PAB! Adesso non ti rispondo più: vai a leggerti la risposta che ti avevo già dato.
    Circa la Provincia unita, dato che poi dici che deve essere senza le varie sigle autonomistiche, penso tu faccia riferimento all’unità politica e non a quella territoriale, visto che questa esiste già ed esisterà sino a quando, attraverso i vari referendum la Provincia non deflagrerà (non sta a me giudicare se questi siano un bene o un male, ma sicuramente sono indicativi di un grande malessere popolare).
    Quell’unità politica di cui fai cenno è quella che noi nel PAB vogliamo. Noi l’abbiamo auspicata, ricercata ed ispirata più volte (grazie anche a Roberto De Nart che è stato mèntore, testimone e mediatore in un’occasione) e se non la si è raggiunta, non è stato sicuramente per nostra responsabilità, perchè noi avevamo offerto anche la rinuncia alla bandiera, al nome, al simbolo, pur di raggiungerla come base proprio per lo scioglimento da te desiderato.
    In ogni caso (ma ovviamente è un parere del tutto personale) i nemici della nostra gente non sono i soggetti che hai indicato tu e che ti procurano così grande insofferenza, ma proprio il sistema partitico (pseudo o post ideologico, nazionale, centralista, romano-milanese), che hai dimenticato di citare e che Cleber ha invece onestamente ricordato.
    La tua omissione mi suggerisce, inoltre, sempre più che tu faccia proprio parte e sostenga quel sistema che è responsabile della “meravigliosa” situazione odierna e a cui farebbe certamente gran comodo che le varie sigle autonomiste ed indipendentiste non esistessero o continuassero a rimanere divise.

  27. Paolo, i partiti non si sciolgono senza il volere di chi li vota!

  28. Dati alla mano, la maggior parte dei bellunesi vota i partiti tradizionali. Il risultato del POLO AUTONOMISTA alle elezioni comunali di Belluno insegna!

  29. Scusa, ma se secondo i risultati noi del PAB contiamo poco, perchè la nostra presenza ti dà tanto fastidio? Per il poco danno che possiamo fare, lasciaci vivere, lasciaci esprimere democraticamente il nostro pensiero (o per te l’unica democrazia è quella di staliniana memoria?) Personalmente noi reputiamo nemico il sistema dei partiti e continueremo a combatterlo. Non si sa mai che un giorno qualcun altro possa pensarla come noi….semprechè tu sia d’accordo … ovviamente!

  30. il Pab,la padania,topolinia,la moglie di Colombo….di fatto resta la pensiomne sontuosa di certi politici

  31. Reputi nemico il sistema dei partiti eppure alle comunali di Belluno del 2006 ti sei alleato col centrodestra!

  32. Paolo, sei libero di esprimere il tuo pensiero, ma rispetta anche il mio e quello di tanti altri che credono ancora nei partiti!

  33. Ops! A Belluno non ti sei alleato col centrodestra soltanto nel 2006 ma anche nel 2007!

  34. Ed eri pure in lista sia nel 2006 che nel 2007!

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