Saturday, 21 October 2017 - 14:18

Salvare la provincia, ma eliminare gli enti intermedi non elettivi (Comunità montane, Consorzi, Bim, Ato). Il Consiglio comunale di Forno di Zoldo andrà a votare un ordine del giorno rivoluzionario

Set 5th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Camillo De Pellegrin

Un ordine del giorno rivoluzionario da trasmettere alla Regione Veneto e al governo centrale, per rafforzare la provincia di Belluno, in analogia alle province autonome confinanti. E che spazzi via gli  enti intermedi non elettivi, ma gestiti dalle segreterie di partito, quali sono ad esempio le Comunità montane, i Consorzi pubblici, i Bacini imbriferi montani e gli Ato. Lo voterà nei prossimi giorni il consiglio comunale di Forno di Zoldo.

“Sarà presentato nel prossimo consiglio comunale a difesa della permanenza della Provincia di Belluno – spiega il sindaco Camillo De Pellegrin – .
In tale ordine del giorno vengono specificati i motivi per i quai la Provincia dovrebbe rimanere in vita, l’utilità che essa può avere solo se resta ente di primo grado e, partendo dal presupposto che la Provincia viene eliminata per evitare sprechi alla spesa pubblica, si evidenziano altre situazioni dove si potrebbero avere risparmi ben più grossi di quelli che deriverebbero dalla sua cancellazione”.

ORDINE DEL GIORNO:  PER IL MANTENIMENTO DELL’ENTE PROVINCIA DI BELLUNO E IL RICONOSCIMENTO E LA VALORIZZAZIONE DELLA SUA AUTONOMIA

Il Consiglio comunale di Forno di Zoldo

PREMESSO che le varie zone delle provincia di Belluno integrano un sistema territoriale specifico in quanto transfrontaliero, confinante con le Province di Trento e Bolzano e con la Regione Friuli Venezia Giulia (realtà dotate di particolari forme di autonomia), interamente montano, di vasta estensione geografica e di scarsa densità abitativa, popolato da minoranze linguistiche storiche germanofone oltre che ladine;

VISTO l’art. 17 del decreto legge 95 del 06/07/2012 sulla revisione della spesa pubblica (spendine review 2)

PRESO ATTO che con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20/07/2012, sono stati definiti i criteri per il riordino delle Province; prevedendo la soppressione degli enti che non soddisfino congiuntamente i requisiti di popolazione superiore ai 350.000 abitanti e di estensione di 2500 kmq;

PRESO ATTO che con il medesimo provvedimento legislativo è previsto il depotenziamento dell’ente Provincia in termini di competenze e funzioni (in modo particolare amministrative) e la trasformazione della Provincia in ente di secondo grado con conseguente deresponsabilizzazione degli amministratori;

CONSIDERATO che la Provincia di Belluno non soddisfa il requisito del numero minimo di abitanti previsto dal decreto;

VISTI i referendum ex. Art. 132 della Costituzione per il passaggio al Trentino Alto Adige o al Friuli Venezia Giulia che si sono svolti in vari comuni della Provincia di Belluno;

RICONOSCIUTO che i motivi che hanno spinto i cittadini di tali Comuni a chiedere la separazione dal Veneto nascono dalla constatazione delle diverse e più ampie opportunità offerte ai cittadini dei Comuni di province montane limitrofe, ma anche e soprattutto a causa di una attesa delusa di autonomia nella gestione della propria Provincia;

PREMESSO che l’attuazione dei contenuti dell’articolo 119 della Costituzione Italiana, a molti anni dalla sua riformulazione, è obbligatoria ed ormai inderogabile;

CONSIDERATO che la disparità di trattamento e le sperequazioni in termini economici che vivono le Regioni sono ormai logore ed indifendibili perché frutto, negli anni, di politiche deboli e condizionate da veti, inefficienze e condizionamenti ormai intollerabili, soprattutto dai cittadini della nostra provincia, da sempre virtuosa;

EVIDENZIATO che periodicamente vengono pubblicati studi che evidenziano come la sperequazione che interessa la nostra provincia sia oltremodo irrispettosa dei valori che questo territorio, malgrado tutto, continua ad esprimere;

VISTO che il concreto rischio che nulla cambi nel sistema finora denunciato non fa che accrescere l’insofferenza dei cittadini e di chi li amministra, soprattutto nei territori, come il nostro, dove la virtù dei comportamenti, che genera risparmi e ricchezze, viene sistematicamente depredata dei suoi frutti, a beneficio di un sistema sempre più deficitario e incapace di riformarsi;

ACCLARATO che il grado di autonomia funzionale e gestionale è coerente con il riconoscimento di forme sempre più definite e decise di federalismo fiscale;

CONSIDERATO che il federalismo fiscale è una forma di compartecipazione di Regione e autonomie locali al gettito erariale, in attuazione del dettato costituzionale;

EVIDENZIATO che l’art. 44 della Costituzione prevede provvedimenti a favore della montagna;

EVIDENZIATO che con l’approvazione del nuovo statuto regionale, la Regione del Veneto ha riconosciuto la specificità della Provincia di Belluno attribuendole forme speciali di autonomia in molteplici materie;

VISTO che il mancato rispetto del requisito del numero minimo degli abitanti imporrebbe l’accorpamento della Provincia di Belluno ad altra Provincia;

VISTO il comma 2, dell’articolo 132 della Costituzione il quale precisa, che: quando si opera l’aggregazione o il distacco di enti locali (Provincia o Comune) da una Regione all’altra è necessario ottenere il consenso della maggioranza delle popolazioni interessate al mutamento;

CONSIDERATA l’esigenza di semplificazione dell’ordinamento amministrativo degli enti al fine di ridurre i costi per i cittadini;

CONSIDERATO che in questo momento esistono in Italia oltre 7000 enti strumentali (Consorzi, Aziende, Società) che occupano 24.000 persone nei consigli di amministrazione;

VISTO l’elevato numero di enti i cui rappresentanti non vengono eletti direttamente dai cittadini, che generano costi, burocrazia e complicazioni, oltre a scarsa responsabilizzazione degli amministratori che non devono rispondere ai cittadini, ma alla politica;

SOTTOLINEATO che in ambito montano, per i piccoli comuni è assolutamente impossibile svolgere funzioni quali

programmazione, organizzazione e gestione dei servizi scolastici relativi all’istruzione secondaria di secondo grado, compresa l’edilizia scolastica,

la costruzione, la classificazione, la gestione e la manutenzione delle strade provinciali,

la pianificazione dei trasporti e dei bacini di traffico e la programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale

la tutela e la gestione del patrimonio faunistico e ittico;

l’organizzazione e la gestione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito sovracomunale;

l’assistenza tecnico-amministrativa ai comuni;

la pianificazione territoriale di area vasta;

la gestione integrata degli interventi di difesa del suolo;

l’attività di previsione, prevenzione e pianificazione dell’emergenza in materia di protezione civile;

la programmazione e l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello sovracomunale;

programmazione, organizzazione e gestione dei servizi per il lavoro, comprese le politiche per l’impiego,

ecc;

RITENUTO CHE: il problema non sia rivedere i confini delle Province montane o la riduzione del loro grado di autonomia, ma una semplificazione in grado di generare risparmi veri e benefici per i cittadini;

Tutto ciò premesso,

CHIEDE

alla Regione Veneto

la rapida attuazione dei dettami previsti nel nuovo statuto regionale del Veneto attraverso i provvedimenti legislativi attuativi relativamente al riconoscimento della specificità della Provincia di Belluno, garantendo la possibilità di autogoverno alla stessa;

che nel riparto ordinario dei finanziamenti correnti ed in conto capitale disposti con riferimento a funzioni esercitate a livello locale, la Regione garantisca il riconoscimento dei costi economici aggiuntivi correlati alle specificità del territorio della provincia di Belluno, in ragione della sua superficie territoriale, delle caratteristiche montane, della densità demografica, della struttura della popolazione residente e della dispersione abitativa

che contratti con lo Stato al fine di garantire al Veneto la più ampia autonomia attraverso la piena attuazione dall’articolo 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale;

che contratti con lo Stato al fine di attribuire al Veneto ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione;

che si attivi presso lo Stato per il mantenimento dell’ente Provincia di Belluno come organo elettivo e con maggior grado di autonomia rispetto al passato;

al Governo nazionale

che assuma quelle iniziative e decisioni che portino alla concreta attuazione delle previsioni costituzionali in tema di federalismo fiscale contenute negli articoli 5 e 119 della Costituzione Italiana, con riferimento ai diritti e doveri delle Regioni e degli Enti Locali;

un preciso impegno affinché possa essere dato riscontro alle istanze dei cittadini che attendono adeguate risposte politiche in termini di autogoverno, di buona amministrazione ed innovazione nel rapporto del dare ed avere tra cittadini e Stato, atteso che esso non può più considerarsi strumento di mera sottrazione, bensì di rispettosa cooperazione;

il rispetto dell’art. 132 della Costituzione;

l’attuazione dell’art. 114 della Costituzione, in particolare con il rafforzamento degli enti interamente montani come la Provincia di Belluno e i Comuni Bellunesi;

che venga eliminata la sperequazione oggi esistente fra Provincia di Belluno e le confinanti province di Trento e Bolzano, che genera incostituzionalità, non garantendo ai cittadini le stesse opportunità;

la soppressione, in attuazione dell’articolo 118 della costituzione, degli enti intermedi, agenzie ed organismi comunque denominati che non siano espressione diretta dei cittadini;

l’abolizione dei Consorzi di Bonifica con conseguente attribuzione delle funzioni e delle risorse alle Province;

la soppressione dei Bacini Imbriferi Montani con conseguente attribuzione delle funzioni e risorse alle Province;

la soppressione delle funzioni degli ATO acque e rifiuti con conseguente attribuzione delle funzioni alle Province;

sia mantenuta la forma di elezione diretta del Presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali al fine di garantire la massima trasparenza e responsabilizzazione degli amministratori;

siano potenziate le funzioni delle Province interamente montane come quella di Belluno, con il conseguente riconoscimento di risorse aggiuntive a fini perequativi nei confronti della pianura sotto forma di compartecipazione compensativa

siano definite in modo chiaro le funzioni minime dei quattro livelli di governo (comuni, province, regioni, stato) così come per altro già previsto dal precedente governo.

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35 comments
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  1. mi piaceAL 95%!!!! (quello dei consiglieri regionali mi piaceva al 50%)

  2. Eliminare tutte quelle poltrone, create con anni di duro lavoro bipartisan?? Ma stiamo scherzando??

  3. Spero che un bel di vedrem…come dice l’opera…i Sindaci sottoscrivere un documento unico e condiviso. basta personalismi e divisioni.

  4. Continuate e continuate a fare queste delibere (seppur lodevoli nel loro contenuto) che fanno ridere i polli!
    Per carità, male non fanno, ma con tutto il rispetto, chi vuoi che se ne freghi degli ordini del giorno dei comuni di Forno di Zoldo, di Tambre e di Zoppè?
    Ma sig.Sindaco, ci vogliamo prendere in giro?
    Queste cose sono di una noia mortale quanto parlare di “semi-presidenzialismo alla francese con doppio turno”.

    Mi rendo conto di essere ripetitivo e monotono ma l’unica via sono le DIMISSIONI DI MASSA.
    Spero che anche altri bellunesi appoggino spontaneamente questa iniziativa.

  5. e’ sicuramente molto di piu’ di un bel compitino, ma come dice CLeber può avere al massimo l’effetto di una puntura di zanzara ad un elefante
    Gli atti forti sono altri. Sono quelli che mettono in imbarazzo (come minimo)
    Solo le dimissioni di massa o un partito territoriale originato da una comune volontà dei sindaci e di altri appartenti alle popolazioni delle nostre dolomiti come fosse una Volkspartei di Belluno possono sortire effetti concreti

  6. Bravo Camillo. E’ certamente una goccia, ma, come diceva Lucrezio…gutta cavat lapidem.
    A furia di gocce si riuscirà a scalfire il muro costruito dalla casta. Cerchiamo di non essere sempre caustici verso queste prese di posizione. Peggio sarebbe se non ci fossero.

  7. Sferzante e coraggioso, Sindaco!! Non certo privo di argomentazioni nel sostenere una tesi rivoluzionaria che merita la massima attenzione…!!!

  8. Ha ragione cleber. A chi può interessare l’ordine del giorno di Forno di Zoldo?!

  9. Siamo poi sicuri che quell’ordine del giorno sarà votato all’unanimità?!

  10. Vedo che ad ogni azione corrisponde la solita levata di critiche dei “soliti” noti…invece penso che le buone idee, per quanto gocce nel mare, vadano prese in considerazione e sviluppate.

    Velo pietoso invece sugli atti forti che mettono in imbarazzo…rabbrividisco….brrrrrrrr….

  11. NOO, figurarsi, va benissimo così. Avanti con le gocce nel mare.
    Questa sera saremo tutti piu’ tranquilli prima di coricarci, sapere che (forse) il comune di Forno di Zoldo approverà questo ordine del giorno rende tutto piu’ tranquillo, non abbiamo nulla di cui preoccuparci.
    E’ piu’ tranquilizzante di una risoluzione ONU.

    Fate un passo in avanti, di che avete paura? Di perdere una carega? all’Ikea ne trovate quante volete.
    Niente di personale al bravo De Pellegrin ma è veramente il meglio che la classe politica locale oggi offre?

    E intanto i trevisani sono alle porte, poi non lamentatevi…

  12. Bravo De Pellegrin, sarà pure una goccia ma intanto una più una più una a qualcosa porteranno.
    Non condivido quel che dice invece cleber: se i “piccoli” sindaci non contassero, forse tanti errori non sarebbero stati fatti. Basti guardare il peso in questi anni di Peroralo Castellavazzo Quero ecc.
    I sindaci contano, anche se a volte non sono per nulla rappresentativi essendo espressione di poche anime, ma contano a volte nel bene altre nel male

  13. Fatto sta che la spending review è stata approvata e va in tutt’altra direzione! A scuola si direbbe che l’alunno De Pellegrin è andato fuori tema!

  14. x Lord Wilmore: i Sindaci contano sì, ma solo in ambito provinciale, da Quero in giu’ gli calcolano come il due di briscola.

    Continiamo a contare le gocce e prima ancora di aver colmato un catino ci troveremo schiavizzati nelle piantagioni di radicchio. Amen.

  15. Certo De Pellegrin forse non salverà la Provincia, ma perlomeno denuncia l’oligarchia dei soliti pochi

  16. Figurati se De Pellegrin salverà la provincia!

  17. la provincia anche fosse salvata , diventerebbe sarebbe “organo non elettivo” almeno direttamente dai cittadini , questo per la riforma fatta in passato.

    P.S.
    ho letto solo il titolo dell’articolo.

  18. la provincia anche fosse salvata , sarebbe “organo non elettivo” almeno non direttamente eletto direttamente dai cittadini , questo per la riforma fatta in passato.

    P.S.
    ho letto solo il titolo dell’articolo.

  19. Intanto cerchiamo di salvarla!! Una cosa per volta!

  20. @Lino, macchè una cosa per volta!

    Ben che vada sarà una cosa inutile senza competenze. DOBBIAMO essere come trento e Bolzano.

    Il divario è già enorme o fate finta di non vedere?

  21. Tutto questo caos per mantenere le provincie che fino a ieri tutti volevano eliminare. Va bè, se restano le altre resti anche Belluno magari come provincia dolomitica ma smettiamo almeno di raccontarci balle sugli enti di primo o secondo grado. I sindaci sono nominati dai cittadini e sono loro a nominare chi amministra gli enti di secondo grado. Se a farlo sono i partiti allora vuol dire che controllano i sindaci ma se riescono a controllare i sindaci controlleranno altrettanto facilmente (anzi ancora più facilmente visto il meccanismo di voto) i vari nominati in Provincia. Direi di smetterla con queste sciocchezze degli enti di primo o secondo grado. Dirò di più, a mio avviso un ente di secondo grado nominato dai sindaci è più probabile che funzioni come coordinamento sulle questioni che interessano tutti i comuni che non un organo i cui eletti non hanno niente a che fare con i sindaci per cui la Provincia potrebbe anche fare azioni contro la volontà della maggioranza dei comuni. Come controllore, basta vedere la questione tariffe sull’acqua, ha già dimostrato di non servire quasi a niente.

  22. VIA DAL VENETO.

    BASTA CON I VENETI, DOBBIAMO STARE IN UNA REGIONE ALPINA.

  23. @Piero: è vero l’esatto contrario semmai: si fanno gli interessi di chi ti elegge, quindi ogni sindaco non farà l’interessi di tutto il territorio, bensì del suo comune.

    Inoltre, scusate, ma avete letto la legge?

    Le province così costituite non avranno poteri, ma sono solo la per dare indirizzi. Non esisterà nemmeno la giunta, quindi niente dinè.

  24. Meno male che qualcuno ha il coraggio di uscire dal gregge e non seguire la via più facile e già segnata da altri! Ogni singolo cittadino e tanto più ogni primo cittadino dovrebbe iniziare a dire la propria, ma non per fare del populismo, bensì per fare proposte concrete e cercare di scalfire le cattive consuetudini che tutti noi abbiamo permesso per troppo tempo. Fa bene il De Pellegrin a provarci!!

  25. L’ODG proposto è sicuramente interessante, ma lo è soprattutto per la sottolineatura IMPORTANTISSIMA del mancato rispetto dell’art 132 della Costituzione ove viene prevista la consultazione popolare per il passaggio di un ente ad un altro. Il Governo ed il Parlamento NON POSSONO porre in essere quello che viene chiamato “riordino”, (essendo questo di fatto ben altra cosa), senza procedere legislativamente attraverso un processo di modifica costituzionale ben più pesante dell’approvazione di un semplice articolo di legge.
    Bene fa De Pellegrin (ma io sono d’accordo con Cleber e Paolo quando parlano dell’inefficacia dell’ODG) a suggerire il passaggio delle competenze di alcuni istituti ed enti di 2° livello alla Provincia. Io vorrei però ricordare che il PAB aveva a suo tempo suggerito anche lo scioglimento delle Prefetture ed il passaggio di tutte le competenze del Prefetto in carico al Presidente della Provincia, ma NESSUNO (stampa compresa ad eccezione del “solito” Bellunopress) aveva nemmeno osato sfiorare l’argomento.
    Ricordiamoci che il Prefetto, a fronte del coordinamento di alcuni servizi per conto del ministro degli interni (elettorale,sicurezza e protezione civile in primis, che possono tranquillamente migrare negli uffici della Provincia), è il più attivo rappresentante del centralismo romano, che qualche volta risolve i problemi ma che sempre ne applica le direttive centrali, che gira con auto ed autista a spese del contribuente ed organizza ricchi banchetti nelle più svariate occasioni. Un doppione costoso ed inutile, presente in tutte le Province italiane, che si è preferito mantenere al posto dei presidenti cancellati, per non rinunciare al controllo politico-romano del territorio.
    Ma a dire queste cose si fa peccato: vero sigg. direttori dei giornali che avete pensato bene di non urtare la sensibilità del “sistema” pubblicando le sciocchezze che il PAB non ha invece mai avuto paura di affermare?

  26. Certo che: “Gutta cavat lapidem”, ma in questo momento ci vorrebbe un torrente impetuoso, buone le idee del sindaco De Pellegrin particolarmente per eliminare quella pletora di enti inutili e succhiasoldi, però l’ordine del giorno di un piccolo comune resta solo una fioca voce isolata e i giorni passano veloci, così fra un mesetto , un giorno nefasto,scopriremo di svegliarci irrimediabilmente trevisani.

  27. Via i carozzoni!

  28. Sui enti o carrozzoni che discutano pure quelli che se intendono di politica ma troviamo un accordo e agiamo congiuntamente per mantenere CONFINI e dignità dei popoli che abitano in Provincia di Belluno.
    Questo ODG può essere anche migliore di quello di venerdì degli altri sindaci ma non aver sostenuto con 69 su 69 proponendo qualcosa di meglio ha fatto comunque più danni che benefici.

  29. […] Costituzione per il passaggio al Trentino Alto Adige o al Friuli Venezia Giulia che si sono … Vai alla fonte Filed in: News Tags: Friuli Venezia Giulia, Il Consiglio, Trentino Alto […]

  30. Si può concordare sull O.D.G. proposto dal sindaco di Forno di Zoldo. E’ certamente ” più avanti”.
    Però siccome bisogna travore la massima unità possibile per avere qualche possibilità di salvare la Provincia suggerirei al Sindaco De Pellegrin di far votare anche il testo dell’ O.D.G. unitario proposto dai tre Consiglieri Regionali.
    I due O.D.G. non mi sembrano in contrasto.

  31. Mah, vi sono più assetti amministrativi possibili. L’obiettivo è spendere meno a parità di efficienza e mi pare che i margini per riuscirci ci siano e siano evidenti anche senza essere docenti universitari. Personalmente, se rimane inalterata la qualità dei servizi, mi è indifferente la toponomastica dell’ambito amministrativo in cui risiedo e penso che alla gente questo interessi. Questo dovrebbe essere l’obiettivo da perseguire da parte dei nostri rappresentanti. Il resto, è puro esercizio di stile che non porta da nessuna parte.

  32. Concordo con Enzo

  33. @Franz
    se i sindaci vengono considerati incapaci di fare l’interesse generale in quanto attenti solo al loro territorio i consiglieri provinciali, applicando lo stesso criterio, faranno gli interessi della circoscrizione in cui sono stati eletti o del partito che li ha messi lì. Così invece di controllare solo quello che fanno i sindaci dobbiamo controllare anche cosa fanno i consiglieri provinciali. Se poi prendono decisioni magari in contrasto con i comuni non sapremo più da che parte girarci. Serve meno burocrazia meno eletti e più idee.

  34. “Belluno imbocca la strada delle pressioni politico-lobbistiche”: ho molte perplessità…

  35. I problemi dei territori montani sono uguali pure nelle province miste di montagna e pianura, come quella di Parma che ha territori appenninici franosissimi. E le alluvioni ci sono pure in territori interamente pianeggianti, come Rovigo all’altro capo della Regione.
    Invece di accorpamenti decisi sulla carta, sarebbe meglio piuttosto riaggiornare le ottocentesche Deputazioni provinciali, creando un Consiglio composto da Prefetto, rappresentante della Regione e tutti i Sindaci, i quali sono eletti sempre direttamente dai cittadini. Il nuovo ente risulterebbe snello, con funzioni solo di snodo, e riassorbirebbe le comunità montane.

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