Wednesday, 13 December 2017 - 13:12

Cessione quote del Comune della Dolomitibus a Ratp Dev Italia. Cappellaro: “Un’occasione da non perdere”

Lug 27th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno

“La vicenda della cessione da parte del Comune di Belluno delle quote di Dolomiti Bus, è una questione molto delicata che deve essere considerata in tutte le sue implicazioni e senza posizioni preconcette. Partiamo dal presupposto che non sempre “pubblico” vuol dire meglio o è sinonimo di efficienza e che una società che gestisce il trasporto locale non deve per forza essere di proprietà o controllata da una maggioranza pubblica. Il vero “interesse pubblico” per queste aziende è quello di garantire il miglior servizio all’utente” commenta il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Gian Domenico Cappellaro intervenendo sulla questione dell’assetto societario di Dolomiti Bus.

Attualmente, tra i soci di Dolomiti Bus è presente Ratp Dev Italia, un soggetto privato che ha alle spalle il colosso francese Ratp specializzato nella gestione di reti di trasporto pubblico, su gomma e su rotaia, non solo nel proprio paese, ma in tutto il mondo. Ratp Dev Italia ha manifestato la volontà di acquisire le quote che il Comune di Belluno intende cedere e nello stesso tempo conferma tutto il proprio interesse a valutare la possibilità di investire in un piano di rilancio che potenzi il trasporto pubblico nella nostra provincia integrando autobus e treni.

“Un’occasione che il territorio bellunese non dovrebbe lasciarsi scappare soprattutto in un momento in cui le risorse pubbliche a disposizione di Stato, Regioni e enti locali sono ridotte al minimo e concesse con grandi difficoltà e tempi lunghissimi” afferma Cappellaro.

Proprio perché la normativa che regola la materia risulta molto complessa, la cessione alla Provincia dell’intero pacchetto azionario di Dolomiti Bus ora detenuto dal Comune di Belluno significherebbe costringere l’operatività della società alle strette logiche di una gestione tipica delle pubbliche amministrazioni rallentandone l’attività in diversi ambiti. Un esempio è l’organizzazione estremamente farraginosa degli appalti per l’acquisizione di beni e servizi come anche la gestione delle risorse umane.

“Queste condizioni potrebbero disincentivare seriamente il socio privato ad affrontare ogni investimento e costringerlo a rivedere anche la propria partecipazione nel capitale dell’azienda” continua il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – “In un’Italia che risulta agli ultimi posti nella graduatoria mondiale delle nazioni per attrattività di investimenti esteri, la provincia di Belluno potrebbe, invece, distinguersi per la capacità di favorire l’ingresso di capitali stranieri attraverso una realtà imprenditoriale di grande prestigio e competenza e che risulta molto apprezzata anche a livello internazionale. Questa è un’opportunità che Belluno e i bellunesi non dovrebbero assolutamente farsi sfuggire” conclude Gian Domenico Cappellaro.

 

 

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25 comments
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  1. Peccato che poi le quote in possesso alla Provincia, dopo varrebbero come un pugno di mosche…

  2. ma il consiglio comunale è eletto per salvaguardare gli interessi del comune o della provincia? Oltre al fatto che è terminologicamente errato parlare di perdita di valore. Quando una partecipazione pubblica perde di valore? quando da una parte non riesce a mantenere economicità dal punto di vista economico (ossia ha il bilancio in perdita), e/o quando dall’altra non riesce a mantenere una qualità del servizio minima. Nel primo caso perde di valore perché “brucia” denaro pubblico, nel secondo caso perché, pur essendo in utile, non riesce a rispondere al motivo per cui è nata: soddisfare un bisogno pubblico.
    Nel caso dolomitibus non accadrebbe ne’ l’una ne’ l’altra cosa. La provincia non dovrebbe operare alcuna svalutazione nel conto di patrimonio. Quindi non diciamo corbellerie su pugni di mosche!
    Tra l’altro, se la provincia ha deliberato la vendita di dolomitibus, e poi non si è attivata, che colpa ne ha il comune di belluno? perché ne deve subire le conseguenze?

  3. Idee poche e ben confuse quelle di Cappellaro. Probabilmente, l’unico vero motivo è che ha paura di perdere un’altro associato. Pensi alla sua struttura semipubblica di confindustria belluno, con una caterva di servizi e persone che ledono la libera concorrenza con i professionisti del territorio in quanto applicano tariffe bassissime perchè vivono dei contributi associativi. E se si informasse, prima di parlare, saprebbe che la gestione operativa economica della dolomitibus è da sempre in mano al socio privato, a costi importanti, da quello che si legge sui bilanci e da quanto emerso qualche mese fa quando c’era una certa trasparenza improvvisamente scomparsa…….

  4. Cappellano dimostra con le sue affermazioni di non essere granché padrone della materia, evidenziando di non conoscere i patti parasociali intercorsi prima della cessione della maggioranza assoluta delle quote che la provincia deteneva fino a pochi anni fa in favore del Comune.
    Corretta e lineare l’osservazione di De Ghetto.
    Tison lascia perdere, nemmeno con la più fervida fantasia riusciresti a dare un senso alle strampalate iniziative dell’ex assessore Martire.

  5. @Tison, familiare della Martire (marito o figlio): come dice Simbad, lascia perdere. LA gente ha capito che dietro all’azione della Martire c’era ben altro. Poi studia cosa sia la golden share e come se ne determina il valore. La perdita di valore si ha quando le quote di un socio non sono più quelle di maggioranza relativa, e che, attraverso un patto parasociale, possono dare la maggioranza assoluta. Gli interessi della Martire erano altri, e gli elettori lo hanno capito e l’hanno fatta stare a casa!!

  6. @michele: sono curioso di sapere cosa ci fosse dietro l’azione incriminata, e quali fossero gli interessi, per cui ti prego, rendilo pubblico! inoltre, state tu e simbad dicendo che a seguito della cessione della quota del comune al privato si avrebbe una perdita di valore durevole della partecipazione provinciale, da cui scaturirebbe un obbligo di svalutazione di quanto iscritto nel conto del patrimonio? in base a quale principio?

    peraltro, se la provincia si fosse attivata e avesse venduto lei al privato (come da delibera), non si sarebbe posto lo stesso problema per il comune?
    inoltre, proponete le alternative! vendere alla provincia, che ha da una parte già deliberato di vendere la SUA di quota, e dall’altra dovrebbe trovare i 2-3 milioni necessari per parificare l’offerta di ratp dev? da dove li tirerebbe fuori questi soldi? e soprattutto, a livello aggregato cosa cambierebbe a livello di bilancio di finanza locale? riprendendo quanto detto sopra, ci sarebbero invece ripercussioni sul bilancio della provincia a seguito del tanto x voi importante valore della “golden share”? secondo i principi contabili emanati dal ministero no, ma se avete altre fonti normative vi prego di renderle note.
    Se il comune non si filasse questa offerta e detenesse le quote fino al termine ultimo per la loro cessione (2013), allora si che ci sarebbe un danno erariale, perché la fretta di vendere abbasserebbe il prezzo.
    Ma in effetti, come dice simbad, sono tutte cose strampalate e senza senso, queste.

  7. ps sono il figlio.

  8. Intervengo in questo poco appassionante dibattito perché mi e’ stato chiesto se sono io (e non e’ la prima volta) il Michele di cui sopra.
    Non lo sono anche se apprezzo diversi passaggi delle sue argomentazioni; ma io amo mettere la faccia in quello che dico per cui se troverete mie affermazioni in questo sito (come e’ già successo) le troverete sempre con nome e cognome.
    Detto questo, plaudendo comunque Vittorio perché si firma integralmente, devo dire che non condivido per nulla la tua analisi e aggiungerei che circa quanto affermi in relazione alla provincia sono analisi imprecise per non dire del tutto inesatte.

  9. che inesattezze ci sono?

  10. Scusa Vittorio,
    ma tu non non lavori o hai lavorato per Ratp?
    A proposito di interessi…

  11. Giovanni, mi spiace deluderti ma.. no, non ho mai lavorato per ratp, ho sempre lavorato (e lavoro) “in casa”.

  12. Strano,
    perche’ che tu abbia fatto uno stage per Ratp e’ stato riportato perfino dai giornali a seguito delle polemiche sorte dalla messa in vendita della partecipazione societaria del comune di BL,
    ed era di dominio pubblico che tu avessi rapporti di lavoro con i francesi.
    Quelle notizie non sono state smentite in quel contesto polemico,
    ecco,
    tutto qui.

  13. Giovanni, tu non hai idea di quante fandonie sono state riportate dai giornali su di noi. e sai quante volte siamo stati contattati prima della stesura degli articoli farlocchi? zero. purtroppo (o per fortuna) non siamo tipi da grandi smentite ufficiali, preferiamo lasciar perdere,contattando l’autore dell’articolo e sperando in un errata corrige (mai avvenuto).

  14. @Vittorio: chiarisco. Mi riferisco alla frase “Quando una partecipazione pubblica perde di valore? quando da una parte non riesce a mantenere economicità dal punto di vista economico (ossia ha il bilancio in perdita), e/o quando dall’altra non riesce a mantenere una qualità del servizio minima.”.
    La vendita delle quote in mano al Comune di Belluno ai privati renderebbe il “pacchetto” in mano alla Provincia una quota minoritaria (meno del 50%) e quindi la società privata avrebbe la maggioranza.
    Questo comporterebbe il grosso e concreto rischio di ridurre “la qualità del servizio minima”, perché la società privata potrebbe decidere di tagliare tutte le linee urbane ed extraurbane che non apportano sufficiente redditività, riducendo così la qualità del servizio.
    L’operazione migliore che si poteva fare, quindi, era quella di cedere la quota comunale alla Provincia.
    Ora, con l’abolizione della Provincia di Belluno bisognerà vedere cosa succede, perché lo scenario sta cambiando e non è chiaro cosa succederà…

  15. Scusa, piccolo lapsus (sono stato poco chiaro): la Provincia ha già una quota minoritaria. E’ l’insieme delle quote in mano a Enti pubblici che diventerebbe minoritario, perché attualmente le quote della Provincia più quelle del Comune ammontano a più del 50%…

  16. Devi pero’ considerare che questi “argomenti” nascono dalle considerazioni di pochi, tra i quali ci sei tu, secondo i quali e’ indifferente se un’ impresa di TPL, che significa Trasporto Pubblico Locale
    e non Trasporto Privato Locale e’ “in mano” ai soci pubblici o ad un socio privato.
    Se e’ tanto indifferente per chiunque, pubblico e privato, come mai RATP ha tutto questo interesse ad avere la maggioranza? Chi ci garantisce che poi facciano effettivamente gli investimenti di cui sopra?
    Nelle societa’ miste i soci privati che si occupano della gestione operativa, fatto l’ investimento si portano a casa le consulenze per l’operativita’ dell-azienda, il loro lavoro.
    Se gli dai anche la maggioranza in assemblea e quindi la maggioranza in CdA, si porteranno a casa anche altro, facendo delle scelte maggiormente private, diciamo cosi’. A quel punto, chi puo’ essere interessato alla partecipazione della Provincia? Il valore di una partecipazione dipende anche da quanto e’ disposto a pagare chi compra, altrimenti vale tantissimo ma non la vendero’ mai a nessuno, ok?

  17. Il mio post era per Vittorio.

  18. @giovanni (e, indirettamente @mario) tra i pochi assieme a me x i quali é indifferente se un’impresa di tpl é pubblica o privata c’è qualcuno di importante: lo stato e l’Europa. infatti la normativa italiana (di derivazione comunitaria) prevede la gestione in house in casi ristretti, lasciando intendere che la gestione deve essere svolta in via preferenziale affidandosi al mercato.
    per evitare i comportamenti che lederebbero la qualità del servizio che giustamente temete,sono state create alcune barriere normative: la definizione stessa di tpl, che é servizio di interesse economico generale, ed è materia costituzionalmente di competenza delle regioni, che assumono la funzione programmatoria e definiscano il livello dei servizi minimi qualitativamente e quantitativamente sufficienti x i cittadini! ovviamente poi per il trasporto locale, per il principio di sussidiarieta, la competenza viene poi passata da regione agli enti locali, ma la competenza ex lege é delle regioni. non del mercato, come temete voi. questo comporta l’inutilità del possesso diretto delle partecipazioni, in quanto esiste uno strumento normativo che il legislatore ha fornito agli enti locali per tutelare il servizio, che si chiama contratto di servizio ( http://db.formez.it/GuideUtili.nsf/2ae84ad96594361bc1256ddc0052d5d7/a78f2af3f1bda773c1256e6000453566/Testo/M2/Il%2520contratto%2520di%2520servizio.pdf?OpenElement ). per cui non è vero, come dice de ghetto, che esiste rischio concreto di taglio dei servizi, perchè esso dipende dai piani regionali (leggasi trasferimenti). il privato cura la gestione in base a quanto stabilito dalle regioni in primis, e in base al contratto di servizio. per questo, la bravura dell’ente sta nello stipulare un buon contratto di servizio: esso rende il controllo mediante la maggioranza in Assemblea vetusto e inutile, perché si basa su un controllo diverso di origine contrattuale. perché vorrebbe aumentare la propria quota, si chiede giovanni. per gli investimenti futuri in provincia, credo: dopotutto ratp é un leader mondiale non solo sulle ruote, ma anche su rotaia (la metro di Parigi).. allora, abbiamo soldi DA FUORI in un contesto in cui gli investitori rifuggono l’Italia come la peste. per di più questo investitore gestisce ferrovie.. remember trenitalia? remember la linea Belluno Padova o Belluno Venezia? vogliamo essere così folpi da lasciarcelo scappare, magari spingendolo a disinvestire? sia pure, però poi non lamentiamoci dei disservizi futuri per mancanza di soldi.

  19. ps per far vedere che non sono tutte cavolate le mie, leggete qui: http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/studi/2011/Dossier%20286.pdf

  20. Se, come dice Tison, non cambia nulla avere o meno la maggioranza pubblica, perché non vendere tutte le quote pubbliche? Ma in Comune, in difficoltà per i tanti errori di bilancio commessi, tanto da non riuscire a chiudere i conti, l’assessore Martire non ha fatto nessun ragionamento tendente a salvare il capitale pubblico ma ha pensato solo a incassare qualche euro per coprere i buchi, ben sapendo che in questo modo il 49,9 % della provincia non sarebbe valso più nulla. Non credo che fossero questi gli accordi tra comune e provincia quando anni addietro quest’ultima si privo della maggioranza assoluta delle quote cedendone alcune al comune che garantiva comunque il permanere pubblico del pacchetto di maggioranza.
    Per fortuna i cittadini hanno capite le porcate che si sono tentate di porre in essere e hanno democraticamente voltato pagina senza se e senza ma. Un’amministrazione uscente che non arriva nemmeno al ballotaggio e un caso più unico che raro.

  21. quali errori di bilancio caro simbad? 🙂 anche l’attuale sindaco, che ha passato un’intera campagna elettorale a parlare di buchi di bilancio, ha ammesso che si tratta di minori trasferimenti da Roma, per cui non diciamo cavolate. poi non so se ti sei accorto che da quando la provincia ha ceduto le sue quote il mondo é un po’ cambiato, e le casse degli enti locali languono x i minori trasferimenti. dove li avresti trovati i due milioni, caro simbad? rispondi alle domande di cui a qualche post sopra, o sono talmente strampalate e senza senso da non meritare risposta?

  22. Scusa Vittorio,
    non ho mai detto che tu dica cavolate.
    Ma in generale le aziende di trasporto stanno tagliando linee si’ o no? Evidentemente lo possono fare…
    Perche’ lo fanno? Per esigenze di bilancio. Lo stanno facendo tutti in Italia.
    Se tagliano quando la maggioranza e’ in mano al pubblico, il rpivato tagliera’ di piu’, stanne certo, e’ inutile discutere come fara’ ma lo fara’.
    Il cittadino riceve meno servizi e di conseguenza aumentano i suoi costi, gia’ molta gente fa fatica ad arrivare a fine mese, continuando a tagliare arriveremo a situazioni patologiche.
    Sul contratto di servizio, la partita credo sia non tutta da giocare, ma ancora da preparare.
    Cmq ho capito il tuo pto di vista, ma lo considero troppo rischioso, un rischio che in Italia a mio modesto parere non ci possiamo permettere con tedeschi e francesi.
    Buona domenica

  23. Giovanni i tagli se non ho capito male dipendono dai minori trasferimenti regionali, in base ai discorsi di sopra..ad ogni modo fa piacere che tu, contrariamente ai vari simbad e michele, hai ben capito che si tratta di scelte politiche, su cui ai puo quindi essere d’accordo o meno, e non mere azioni dettate da accordi oscuri, giochi i o altre menate complottiste come maliziosamente cercano di spacciarle, senza portare un briciolo di argomenti in prova, certe persone.

  24. Tison la prova la danno gli elettori e a Belluno e stata più che eloquente.

  25. argomentazioni profonde le tue, simbad le marin.

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