Monday, 16 December 2019 - 04:17
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

L’ultimo colpo di coda del centrodestra avvia la Fondazione teatri delle Dolomiti all’ultimo atto

Lug 25th, 2012 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Riflettore

Metodo inaccettabile. Il sindaco di Belluno Jacopo Massaro e il sindaco di Feltre Paolo Perenzin non ci stanno a come la Fondazione teatri delle Dolomiti con presidente dimissionario Cesare Zaccone (Pdl) e vicepresidente Celeste Levis (Pdl) hanno condotto l’approvazione del bilancio, il calendario della stagione e il contratto servizi del Teatro Comunale.

Inizia così il conteggio alla rovescia per il funerale annunciato della Fondazione teatri, prima abbandonata dal socio economicamente più facoltoso, ovvero Fondazione Cariverona, ed ora lasciata al suo destino dai sindaci di Belluno e Feltre. In questa guerra politica di retroguardia, con la Fondazione a guida pidiellina rimane solo la Regione, guarda caso a guida centrodestra, e le ceneri della provincia comissariata ex centrodestra.

Un colpo di mano, quello della Fondazione teatri, che ha già prodotto i primi effetti che preludono alla fine. Il Comune di Belluno ha già ritirato la propria impiegata che era distaccata alla Fondazione e si prevede ritirerà anche la propria quota di contributo. Oltre ad inibire l’uso delle sale. Sul piede di guerra anche il Comune di Feltre, la cui decisione di ritirarsi dalla Fondazione sarà portata al prossimo consiglio comunale. Durissime le parole di Massaro e Perenzin, che tra l’altro non sono nemmeno stati invitati alla conferenza stampa della Fondazione teatri. E dunque, questa volta, la prepotenza della politica insinuatasi nella cultura ci ha portati davvero all’ultimo atto della Fondazione teatri.

 

 

Share

2 comments
Leave a comment »

  1. “E dunque, questa volta, la prepotenza della politica insinuatasi nella cultura ci ha portati davvero all’ultimo atto della Fondazione teatri-” … tutto è compiuto

  2. La “prepotenza della politica” esiste perché ci sono di mezzo soldi pubblici. Se tutto fosse privato sarebbe meglio: il voto del consumatore fa della democrazia del mercato un meccanismo più pulito della corrotta pseudodemocrazia politica.