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sabato, Agosto 8, 2020
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Sergio Reolon e Dario Bond firmatari di una proposta di legge sulle unioni montane

Sergio Reolon

E’ stata depositata a Venezia la proposta di legge sulle Unioni montane: tra i primi firmatari, oltre al presidente della I Commissione Costantino Toniolo (Pdl) e al suo vice Piero Ruzzante (Pd), il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e il consigliere del Pd Sergio Reolon. “Ci eravamo impegnati a trovare una soluzione in tempi rapidi e così è stato. Abbiamo chiesto che la proposta sia discussa in aula prima della pausa estiva”, annunciano i due esponenti politici.

La proposta depositata oggi va a integrare la nuova legge regionale sui servizi associati approvata in Consiglio il 27 aprile scorso, norma che – in ossequio alla disciplina nazionale – ha fissato al 31 dicembre 2012 la fine delle Comunità montane.

“Dovevamo trovare una soluzione ritagliata sulla montagna e sulle sue innegabili esigenze”, rimarcano Reolon e Bond, che a fine maggio si erano confrontati sul tema in un incontro pubblico a Puos d’Alpago (Belluno). “Si trattava di trovare una sintesi tra la disciplina delle Comunità montane e gli obblighi introdotti dalla legge sull’esigenza di associare servizi e funzioni dei comuni. La proposta della giunta avanzata la scorsa primavera era irricevibile e in parte contrastava con l’articolo 15 del nuovo Statuto regionale, laddove parla della specificità del Bellunese”.

L’Unione dei Comuni montani quindi avrà una duplice valenza: da un lato rispettare le prescrizioni legislative, dall’altro preservare il patrimonio di esperienze e professionalità cresciuto all’ombra delle Comunità montane. “Questo significa che non ci sarà nessuna ripercussione né sul piano occupazionale né su quello dell’erogazione dei servizi ai comuni associati e ai cittadini”, proseguono Bond e Reolon.

“Le Unioni dei comuni montani succederanno in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi della corrispondente Comunità montana, ma non si tratta di un salvataggio tout court. Le nuove Unioni dei Comuni infatti potranno – se lo riterranno opportuno – modificare i propri confini a patto che la popolazione di ogni Unione montana non risulti inferiore ai 5 mila abitanti”.

Bond e Reolon si dicono fiduciosi in una approvazione veloce della proposta: “Dobbiamo essere operativi entro la fine dell’anno. Una volta approvata la legge, la giunta regionale avrà sessanta giorni per deliberare sulle modalità e sui tempi di attuazione, coinvolgendo innanzitutto i consigli comunali”.

In ultima battuta, la proposta di legge sopprime definitivamente la Comunità montana Belluno-Ponte, organismo composto da due comuni con più di 5 mila abitanti e quindi non soggetti all’unione di funzioni e servizi a norma di legge: “Questo non significa che Belluno e Ponte non potranno associarsi con altre Unioni montane”, sottolineano i due consiglieri regionali bellunesi.

In questo ultimo caso, la giunta regionale avrà 120 giorni di tempo per sciogliere la Cm Belluno-Ponte disponendo in ordine al patrimonio e ai rapporti giuridici, su proposta della stessa Comunità e sentiti i comuni interessati.

 

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