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domenica, Maggio 31, 2020
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Il futuro della Provincia di Belluno. Giandomenico Cappellaro, presidente Confindustria Belluno Dolomiti, interviene sul provvedimento del Governo che ridefinisce i confini delle Province venete

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno

Il provvedimento del Governo sul riassetto delle Province, che ridisegna confini e geografia del Veneto colpisce anche Belluno che ora rischia di essere accorpata alla Provincia di Treviso.

Il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Gian Domenico Cappellaro  non ci sta e commenta: “sono favorevole all’abbattimento dei costi, ma gli sprechi vanno eliminati lì dove ci sono. Queste misure così drastiche calate dall’alto, che non tengono conto delle peculiarità di un territorio come il nostro che è completamente montano, di sicuro non produrranno un risparmio economico. I criteri per una riorganizzazione delle Province non possono considerare solo i numeri, Belluno per caratteristiche morfologiche, insediamenti, infrastrutture e servizi è molto diversa da Treviso. Accorpare queste due realtà e schiacciarle tra le Province autonome di Trento e Bolzano e quella di Udine i cui poteri, prerogative e risorse economiche non sono state minimante toccate dal provvedimento, servirà solo ad alimentare ulteriormente i sentimenti secessionisti di altri Comuni bellunesi”.

Cappellaro invita alla coesione tutte le forze del territorio perché si attivino per salvare Belluno e perché lavorino per ottenere quella Specificità che il nuovo Statuto del Veneto ha riconosciuto come legge: “un depotenziamento dell’istituzione provinciale a Belluno non è plausibile serve, invece, maggiore autonomia gestionale per rispondere prontamente alle necessità legate al vivere, lavorare e produrre in montagna” conclude il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.

Si ha il sentore, tuttavia, che nessuno si straccerà le vesti o scenderà in piazza ad alzare barricate per salvare un’entità percepita come una dependance politica lontana dai cittadini.

Luca De Carlo

Nemmeno il primo cittadino di Calalzo di Cadore Luca De Carlo, sembra turbato dalla faccenda, che in ogni caso andrà in porto nel 2014 e dunque tutto può ancora succedere.

“La questione provincia non mi preoccupa più di tanto – afferma Luca De Carlo – . Sinceramente abbiamo sempre avuto a che fare con un ente bellunocentrico con scarsa attenzione alle zone periferiche. Abbiamo sempre fatto ‘senza’ ed a volte abbiamo fatto ‘nonostante’!”

 

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