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Riforma del mercato del lavoro: un avvio con tanti dubbi

Lug 18th, 2012 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Maurizio Ranon direttore Appia

La recente riforma della normativa sul lavoro sta creando non pochi problemi alle imprese e alle associazioni di categoria e consulenti del lavoro che le assistono. Molte delle nuove disposizioni trovano applicazione dalla data odierna (18 luglio) ma permangono numerosi dubbi applicativi; manca ad esempio la modulistica da utilizzare per la convalida delle dimissioni o gli strumenti per effettuare le assunzioni a chiamata visto che dei tre canali attivabili: fax, posta elettronica ed sms solo il primo è disponibile.

“ Vale la pena evidenziare, fa notare il direttore dell’APPIA Maurizio Ranon, come anche in queste questioni apparentemente marginali ma che determinano incertezza, nervosismo e possibilità di errori con sanzioni conseguenti, ci sia un diverso atteggiamento tra regioni a statuto ordinario e province autonome. La Direzione Territoriale del Lavoro di Belluno, pur dando la massima collaborazione e auspicando in tempi rapidi un chiarimento ai molti dubbi o una proroga dell’entrata in vigore delle disposizioni più problematiche, si trova costretta da subito ad applicare la normativa. Diverso l’atteggiamento tenuto dall’equivalente direzione di Bolzano che, interrogata sul tema specifico nei giorni scorsi, ha detto che si sarebbe svolta oggi una conferenza stampa nel corso della quale si sarebbe sostenuto, molto pragmaticamente, che la nuova normativa non verrà applicata fino a che non ci sarà chiarezza perché non si può pretendere di ricevere comunicazioni dalle imprese dal momento che non esiste la modulistica necessaria e che sarà loro cura comunicare ai datori di lavoro a mezzo di apposita lettera la data di inizio di applicazione della nuove procedure.”

La competitività, conclude Ranon, non si misura solo con la quantità di risorse che vengono messe a disposizione ma anche da come viene gestita la burocrazia e i mille adempimenti che quotidianamente vengono richiesti alle imprese. Se per il primo aspetto poco si può fare molto è possibile sul versante delle buone prassi amministrative e Bolzano ne è la riprova.

 

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